Modello di Autocertificazione Domicilio

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di autocertificazione domicilio da compilare e stampare.

Vediamo cosa risulta essere il domicilio e cosa si intende per autocertificazione di questo. Se questi dubbi vi assillano e volete fare chiarezza su questa questione, siete capitai nel luogo giusto. L’articolo in questione, infatti, si prefigge proprio il compito di guidare attraverso le due definizioni. Iniziamo con il chiarire cosa si intende con domicilio. Da una parte è il luogo fisico dove una persona svolge i propri interessi e affari. Qui il singolo cittadino passa la maggior parte del proprio tempo per motivi lavorativi, scolastici o simili. Il domicilio, però, ha anche un significato giuridico. In base a questo si intende come il luogo in cui il cittadino deve trovarsi nel momento in cui la legge abbia interesse a trovarlo. Attenzione, però, il domicilio non deve essere confuso con la residenza. Questa è differente, visto che si tratta di quel luogo in cui la persona ha la dimora abituale e può non coincidere con la sede in cui vi siano invece gli affari lavorativi o simili. In base a questo, dunque, un cittadino può avere sia residenza sia domicilio in un comune che in comuni differenti.

Stabilito questo, chiariamo che il domicilio rientra nella categoria di ciò che è possibile dichiarare con un’autocertificazione. In sintesi significa che, nel caso sia necessario comunicarlo alla pubblica amministrazione, non si dovrà presentare a questi un certificato originale, ma sarà sufficiente l’autocertificazione di domicilio. Inevitabile, a questo punto, il sorgere di un altro interrogativo, cosa si intende per autocertificazione. Si tratta, molto semplicemente, di un atto scritto dal cittadino con il quale viene dichiarato un determinato fatto e che ha un valore legale senza che vi sia la necessità di inviare documentazioni originali. In parole molto semplici, il cittadino dichiarerà il proprio domicilio e non sarà necessario il certificato originale rilasciato dall’anagrafe comunale.

Nonostante il singolo non sia costretto a presentare alcun documento ufficiale, l’amministrazione pubblica deve verificare se ciò che il cittadino ha dichiarato sia vero o meno. In caso in cui si accerti che è stato dichiarato il falso, si dovrà punirlo con sanzioni. Attualmente, questo particolare documento è molto utilizzato visto che qualsiasi cittadino può sottoscriverlo facilmente sempre che abbia solo pochi requisiti come la cittadinanza italiana, europea o straniera con regolare permesso di soggiorno, la maggiore età e la firma di un tutore legale in caso di minori o interdetti. Altro elemento positivo da non sottovalutare, oltre alla facile compilazione, è l’assenza di un costo. Questo vuol dire che, a differenza di altre documentazioni per cui è richiesto un bollo, non è richiesto nessun pagamento in relazione alla sua presentazione. Inoltre, la pubblica amministrazione e i pubblici servizi devono obbligatoriamente accettare un’autocertificazione idonea. Se questo non avviene, possono essere denunciati all’amministrazione e puniti con procedimenti penali. Lo stesso obbligo, invece, non è previsto per i privati.

Ora vediamo, nel dettaglio, come compilare un’autocertificazione di domicilio. Iniziamo con il dire che può essere scritta su un foglio semplice o con un modello di autocertificazione di domicilio precompilato. Per quanto riguarda l’inserimento dei dati, anche questi devono rispettare delle regole molto semplici. In primo luogo dovranno essere indicati i dati personali, quindi nome e cognome, data e luogo di nascita, poi verranno indicati l’indirizzo e la città relativi al proprio domicilio da dichiarare. Risulta essere importante, però, ricordare che nell’autocertificazione, il dichiarante dovrà assumersi la responsabilità fondamentale dei dati dichiarati e che è chiaramente consapevole di poter incorrere in sanzioni qualora dichiari il falso. Nell’ultima parte dell’autocertificazione di domicilio, poi, dovrà essere inserita la data, il luogo e la firma del dichiarante o del tutore legale.

In modo particolare, poi, la firma è un elemento importante ai fini della validità dell’autocertificazione. Questo significa che senza firma il documento non è valido. Risulta essere pure vero, però, che non è necessario farla autenticare. Basterà firmare davanti al funzionario al quale si consegnerà l’autocertificazione. Nel caso, invece, l’autocertificazione sia inviata tramite posta o fax, sarà sufficiente allegare la fotocopia di un documento di identità valido.

Modello di Reclamo Bancoposta

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di reclamo Bancoposta da compilare e stampare.

Per inviare un reclamo a Poste Italiane in merito a disservizi relativi a Bancoposta, sappi che il modulo lo puoi richiedere direttamente allo sportello dell’ufficio postale. Il modulo è il tradizionale foglio blu, dove la copia sotto va al richiedente, mentre l’originale va al dipendente allo sportello.

Nel reclamo, ti verrà ufficialmente richiesto di inserire alcune informazioni.

I tuoi dati, per capire a quale conto Bancoposta è associato il reclamo. Attraverso il modulo, ti verranno richieste informazioni come nome e cognome, indirizzo, numero di telefono e mail.

Le coordinate del tuo conto Bancoposta. In particolare, l’ufficio postale ti chiederà il numero del tuo conto corrente e di tutti gli strumenti eventualmente collegati, libretto, deposito titoli, Postepay. Anche se il reclamo riguarda uno solo di questi servizi, dovrai inserirli tutti.

Il motivo del reclamo. Oltre al motivo vero e proprio, Poste Italiane potrebbe chiederti di inserire al reclamo delle fotocopie dei movimenti che, secondo te, sono oggetto del disservizio. Per questo, ti consigliamo di fare le fotocopie di tutto per potere inviare il reclamo senza disguidi.

La firma.

Di solito, questi documenti andrebbero inviati con raccomandata con ricevuta di ritorno, ma in questo caso le modalità di invio sono diverse. Oltre alla raccomandata, puoi lasciare tutta la documentazione all’ufficio postale, inviare il reclamo al numero di fax 06 59580160, tramite mail PEC all’indirizzo reclami.bancoposta@pec.posteitaliane.it, o ancora utilizzare il modulo di reclamo che trovi sul sito Poste.it.

Ricorda che, qualsiasi mezzo sceglierai per inviare il tuo reclamo, devi dare tempo a Poste Italiane di poterti rispondere. Se ritieni di stare aspettando troppo per ricevere una risposta, sappi che la copia del reclamo presentato basterà per poter ottenere una prima soddisfazione in tribunale o per procedere alle vie legali. Se hai serie difficoltà con Poste Italiane, non solo in fatto di Bancoposta, sappi che potrai sempre rivolgerti agli uffici postali, oppure, in alternativa, agli uffici dedicati all’assistenza clienti e supporto finanziario.

Il reclamo per disservizi con Bancoposta è il primo passo per cercare di ottenere un rimborso nel caso in cui ci siano addebiti non richiesti o altri problemi. Per saperne di più, ti consigliamo di recarti allo sportello più vicino, dove potrai velocemente avviare la procedura per fare il tuo reclamo. Qualsiasi mezzo userai sarai tutelato a livello legale, quindi non avrai problemi.

Modello Atto Costitutivo Srl Semplificata

In questa pagina proponiamo un modello di atto costitutivo Srl semplificata da compilare e stampare.

Quando si affronta l’esperienza di aprire un’attività, ci si deve anche confrontare con alcune decisioni importanti. Una di queste, per esempio, è capire quale forma giuridica assumere. Il consiglio, ovviamente, è di farsi consigliare da un esperto del settore, come un commercialista, ma prima di prendere un appuntamento sarebbe bene almeno capire di cosa si sta parlando. Per questo motivo, in questa guida, prenderemo in considerazione la Srl, ossia la società a responsabilità limitata. Nello specifico si tratta di una società di capitali, come tale risponde delle obbligazioni sociali soltanto con il proprio patrimonio. Oggi le Società a responsabilità limitata possono essere costituite in forma ordinaria o in forma semplificata. La SRL a capitale ridotto, invece, è stata eliminata. Questo significa che quelle iscritte come tali nel Registro delle imprese, a decorrere dal 28 giugno 2013, si devono intendere qualificate come Srl semplificate.

A questo punto, spiegato tecnicamente di cosa si nasconde dietro questa sigla, vediamo quali sono i vantaggi nello scegliere questo tipo di società. La Srl semplificata, introdotta con il D.L. 1/2012 e successivamente rivista con la Legge 99 del 9 agosto 2013, permette di avviare una società a responsabilità limitata con un capitale sociale davvero minimo. Questo può essere pari a 1 euro e inferiore ai 10000 euro, come previsto dall’articolo 2463. Inoltre non è previsto un onere notarile di costituzione. In sostanza, questo significa che il notaio, il cui compito è di verificare i requisiti dei soci e depositare l’atto presso l’Ufficio del Registro Imprese competente per territorio, non può richiedere nessuna retribuzione o addebitare spese per diritti di segreteria e bollo. In breve, i soci sono obbligati esclusivamente a pagare l’imposta di registro del diritto annuale alla Camera di Commercio e della tassa di concessione governativa per i libri sociali. Per quanto riguarda, poi, i costi fissi annuali da sostenere annualmente, come contabilità ordinaria, camera di commercio, vidimazione libri sociali e deposito bilancio, sono gli stessi previsti per la Srl ordinaria.

Vediamo in che modo può essere costituita la Srl Semplificata. Questa può essere formata da persone fisiche con contratto o atto unilaterale. In questo senso tenete presente che è stato abolito il limite di trentacinque anni di età e per ricoprire la carica di amministratori è possibile scegliere anche tra i non soci. Per quanto riguarda, poi, l’atto costitutivo e lo statuto, è prevista l’applicazione di un modello standard. Si tratta di un modello dalla forma molto semplice dove sono inseriti i dati anagrafici dei soci, i requisiti della società e l’indicazione del capitale versato. Ricordate che la Srl semplificata può essere anche uni personale, ossia formata da un solo socio.

Fino a questo punto la Srl semplificata ha solo mostrato i suoi lati positivi. In realtà, però, ci sono anche degli aspetti negativi cui tenere in considerazione. In particolare, dal punto di vista della tassazione, la legge non prevede vantaggi fiscali particolari rispetto alla Srl ordinaria. Anche i costi di gestione di una Srl semplificata sono molto alti e, dunque, è sconsigliabile il ricorso a questa forma giuridica se, specie in una prima fase, si pensa di avere un fatturato di modesta entità. Inoltre, prevedere un capitale sociale modesto, ha posto la Srl semplificata in una situazione svantaggiata per accedere a qualsiasi credito. Questa, infatti, sembra non dare molte garanzie alle banche e ai fornitori. Per questo motivo il Ministero dell’Economia è stato spinto a trovare un accordo con l’Associazione Bancaria Italia. Le due istituzioni si sono accordate soprattutto per la concessione del credito a condizioni agevolate a quei giovani di età inferiore a trentacinque anni, che decidono di intraprendere un’attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata semplificata.

Modello Messa a Disposizione

In questa pagina proponiamo un modello di domanda di messa a disposizione da compilare e stampare.

Prima di procedere, è necessario spiegare esattamente cosa si intenda con domanda di messa a disposizione. Questa è necessaria nel casi siate degli insegnanti e vogliate avere maggiori possibilità di essere chiamati dalle scuole, risulta essere possibile presentarla in vari modi che, in questo articolo, considereremo. Per prima cosa, iniziamo con il dire che la questione è piuttosto semplice. Il documento in questione, infatti, può essere presentato alle scuole in formato cartaceo, compilando un fac simile con i dati personali e la preferenza sulla materia di insegnamento. L’aspirante insegnante potrà presentare questa domanda a tutte le scuole e dovrà specificare la materia per la quale ha conseguito il titolo di accesso all’insegnamento.

Detto questo, però, è necessario tenere conto di alcuni dettagli assolutamente importanti se si vuole avere successo con le proprie richieste. Per esempio, bisogna sapere che il periodo più opportuno per inviare la domanda è all’inizio dell’anno scolastico. Inoltre, alla messa a disposizione dovrà essere allegato il curriculum vitae. Per quanto riguarda il suo invio, invece, sarà valido fino alla fine dell’anno scolastico corrente.

La messa a disposizione può essere inviata da tutti gli aspiranti insegnanti che abbiano conseguito il titolo di studio di accesso all’insegnamento, ossia la laurea magistrale o triennale specialistica. Il modulo potrà essere inviato sia alle scuole pubbliche che a quelle private. Ricordate che per presentare la messa a disposizione non è necessario essere iscritti nelle graduatorie di istituto. Chi, invece, è iscritto e ha già presentato il modello per la scelta delle scuole, avrà la possibilità di presentare la domanda a altri istituti scolastici della stessa provincia. Questo, infatti, permettere la valutazione del punteggio nella graduatoria in cui si è iscritti.

Per concludere, ecco altri particolari da tenere in considerazione per avere più possibilità di essere scelti. Per esempio, chi è incluso nelle graduatorie di istituto può inviare la messa a disposizione alle scuole non scelte e inserite nel modello B. Questo gli permetterà di avere maggiori possibilità nel garantirsi incarichi. Chi, invece, continua a non essere incluso nelle graduatorie, può scegliere le istruzioni scolastiche senza riserve. In sintesi, non è previsto un numero limite di domande che è possibile inviare.

Per quanto riguarda, invece, la spedizione, la messa a disposizione può essere inviata per posta privata, posta certificata, oppure può essere consegnata a mano presso la segreteria della scuola, che prenderà in carico il documento archiviandolo. Per tutto l’anno scolastico corrente sarà possibile ricevere incarichi di insegnamento. Ogni anno, però, sarà necessario rinnovare l’invio della messa a disposizione con la possibilità di cambiare le proprie scelte.

Modulo Blocco IMEI Tre

In questa pagina mettiamo a disposizione un modulo blocco IMEI Tre da compilare e stampare.

Dopo avere realizzato la perdita del proprio cellulare, è necessario ricorrere al blocco del codice IMEI per rendere inutilizzabile il dispositivo. In questo caso in particolare vediamo nel dettaglio quali sono le operazioni da svolgere nel caso si utilizzi l’operatore Tre.

Il primo passo avviene per via telefonica. Infatti, per bloccare l’IMEI è possibile chiamare il numero verde gratuito 800 832 323, se si chiama dall’Italia, oppure il numero telefonico +39 393 393 40 77, nel caso in cui si chiami dall’estero. Subito dopo è necessario inviare per fax al numero 800 179 700 la copia della denuncia o l’autocertificazione firmata in caso di smarrimento, copia di un proprio documento di identità valido e il modulo di richiesta di blocco IMEI per consentire a Tre di disattivare il numero. Considerate che, una volta bloccato il codice IMEI, questa azione non è reversibile in nessun caso.

Il codice IMEI è infatti un numero univoco il cui compito è di individuare il cellulare nella rete di telefonia mobile. Questo risulta essere collegato, non tanto alla compagnia telefonica che ha venduto il telefono, quanto al dispositivo. A questo punto, reso inservibile il telefono grazie all’utilizzo del codice IMEI, il cellulare sarà bloccato in rete anche nel caso venisse sostituita la scheda SIM con quella di un altro operatore.

Il modulo blocco IMEI Tre presente in questa pagina è in formato PDF e può essere scaricato e compilato in modo veloce.

Per compilare il modello bisogna infatti inserire i dati dell’intestatario, il codice IMEI del telefono e specificare cosa risulta essere avvenuto.
Prima di spedire il modulo è necessario firmarlo.

Risulta essere anche importante ricordare che al modulo è necessario allegare la copia di un documento di identità del titolare.

La procedura da seguire per il blocco IMEI Tre risulta essere quindi piuttosto semplice.