Fac Simile Domanda di Assunzione

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di domanda di assunzione da compilare e stampare.

Oggi, per via della crisi economica e della contrazione delle assunzioni da parte delle aziende, è diventato sempre più difficile spiccare tra la massa per ottenere un colloquio di lavoro. Nonostante i numerosi strumenti a disposizione per cercare un impiego, anche e soprattutto su Internet, la concorrenza degli altri candidati ti obbliga necessariamente a trovare un sistema per fare notare nell’immediato quelle qualità che potrebbero permetterti di superare gli altri, anche se ancora i selezionatori non hanno avuto modo di conoscerti di persona. Posto che un curriculum scritto in modo efficace, sintetico ma anche secondo modelli di nuova concezione è indispensabile, va anche detto che i selezionatori spesso nemmeno lo aprono, se non viene prima accompagnato da una domanda di assunzione, nota anche come lettera di presentazione. Oggi vedremo quindi come scrivere una domanda di assunzione.

La domanda di assunzione è una sorta di via di mezzo tra uno strumento di marketing, di branding personale e di giornalismo. In pratica, la sua struttura deve sostanzialmente seguire un percorso preciso, sollevando dei problemi ai quali il candidato possa essere in grado di dare delle risposte. Dunque, una lettera di presentazione dovrebbe immediatamente chiarire la specializzazione del candidato, ed il modo in cui le sue competenze potrebbero risultare utili all’azienda. Allo stesso tempo, deve essere precisato anche il ruolo per il quale ci si candida, una domanda di assunzione generica, che punti a più ruoli in simultanea, è destinata ad essere cestinata, perché le aziende sono sempre più orientate verso la ricerca di figure altamente specializzate.

La domanda di assunzione deve essere breve e stringata, dunque la vera difficoltà è riuscire a riassumere in poche righe tutti quegli aspetti in grado di stuzzicare chi dovrà poi decidere se darti la possibilità di farti conoscere durante il colloquio. Ma lo scritto deve anche sapere anticipare quelle che sono le tue competenze e le tue esperienze principali, così da spingere il selezionatore ad approfondire la conoscenza di questi elementi tramite la lettura del curriculum. In parole povere, devi saperti vendere bene, e la lettera di presentazione serve esclusivamente a questo, a dare un’anticipazione, anche creativa, di ciò che sei, di ciò che sai fare e di quanto guadagnerebbe l’azienda nell’assumerti.

I consigli che possiamo darti per farti capire come scrivere una domanda di assunzione continuano. Per iniziare, assicurati che sia scritta in italiano perfetto e di facile lettura, che possa essere compresa senza troppi sforzi, ma che possegga anche un pizzico di creatività. Lo stile dipende ovviamente dall’azienda che intendi ammaliare, per esempio, se vuoi candidarti per un ruolo creativo, deve emergere da ciò che scrivi che sai il fatto tuo in questo campo. Se invece il lavoro è più istituzionale, dovrai utilizzare un registro formale, ma formale non significa mai banale. Evita quindi di riempirla di frasi fatte, e di prendere la stessa domanda di assunzione e spedirla indistintamente a decine di aziende diverse.

C’è un altro aspetto da considerare, devi sempre e comunque dire la verità su chi sei e su quelle che sono le tue competenze. Potresti anche spacciarti per quello che non sei ed ottenere un colloquio, ma qui emergerebbero tutte le tue lacune e finiresti per collezionare una umiliante figuraccia. Infine, un altro aspetto importante: informati sempre sull’azienda, sulla sua storia e su quello di cui si occupa, perché all’interno della lettera di presentazione dovrai anche dire perché preferisci loro alle aziende concorrenti. Fai sempre emergere passione, quando scrivi una domanda di assunzione.

Il modello di domanda di assunzione presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Lettera di Contestazione Lavori

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera contestazione lavori da compilare e stampare.

Quando acquisti casa e decidi di ristrutturarla, o quando cerchi di aumentarne valore e comodità effettuando dei lavori di muratura molto invasivi, vai incontro ad un momento molto particolare, non esente da rischi. Nello specifico, potresti esserti rivolto ad una ditta edile poco professionale che potrebbe fare male il proprio dovere, lasciandoti con più di una problematica che dovrai risolvere, pagando altri soldi. Bisogna inoltre precisare che esistono altre tipologie di problematiche potenziali che potresti riscontrare durante o al termine di una ristrutturazione, per esempio, la ditta potrebbe avere sforato con i tempi causandoti un danno economico, nel caso tu avessi intenzione di affittarla, oppure averti richiesto del budget aggiuntivo non contemplato dal preventivo. Nonostante un minimo di ritardo e di costi aggiuntivi siano sempre da mettere in conto, non tutte le ditte edili lo specificano prima, mettendoti a conoscenza di questi rischi, nel caso non vi sia chiarezza, tu puoi comunque effettuare la contestazione dei lavori.

La contestazione dei lavori è una pratica prevista dal codice civile, che ti mette a disposizione uno strumento legale per citare in causa la ditta responsabile di una ristrutturazione non idonea a quanto promesso, o macchiata da ritardi e qualsiasi altra cosa non prevista dal contratto. Di fatto, nel caso dovessi vincere la causa, la ditta responsabile delle manchevolezze sarà obbligata a risarcirti tutti i danni. Vediamo dunque come funziona la contestazione dei lavori, e quali sono le tempistiche per poterla richiedere.

La contestazione lavori, come ti abbiamo già detto, ti viene garantita dal codice civile, in quanto appartiene a quelle casistiche dette responsabilità dell’appaltatore per difformità o vizi dell’opera. Secondo quanto stabilito dalla legge in materia, hai il diritto di effettuare la contestazione dei lavori entro e non oltre 60 giorni dalla scoperta del danno o dell’imperfezione nei lavori, ed in questo caso devi rivolgerti direttamente alla ditta esecutrice, nella speranza che sia lei, di sua volontà, ad intervenire gratuitamente per porre rimedio ai propri errori. Nel caso la ditta dovesse rifiutarsi di farlo, allora puoi procedere per vie legali e farle causa, denunciandone le responsabilità, ma puoi farlo solo entro due anni dalla fine dei lavori. In ogni caso, la seconda soluzione non esclude la prima, se non avrai preventivamente effettuato alla ditta la contestazione entro 60 giorni, non potrai poi procedere per vie legali nei 24 mesi successivi alla consegna del lavoro. Il consiglio, in questo caso, è di rivolgerti ad un  esperto, che possa valutare il danno e fornire un dettaglio dei problemi, questa documentazione sarà decisiva come prova in tribunale.

Puoi effettuare una contestazione dei lavori scrivendo una lettera di contestazione e inviandola alla ditta edile tramite raccomandata. Puoi farlo anche tramite mail PEC e non devi necessariamente rivolgerti ad un avvocato, dato che la lettera di contestazione può essere anche preparata autonomamente. Allo stesso modo, non esistono delle regole o formule verbali precise da utilizzare nel contenuto della lettera, ciò che conta, è che venga spiegat in modo chiaro l’entità e la causa del danno che la ditta ha procurato. Ovviamente, per potere procedere alla contestazione dei lavori deve essere presente un contratto firmato, non basta, infatti, il semplice preventivo. Infine, dovrai concludere la lettera richiedendo alla ditta di intervenire entro una certa data, a spese sue, chiarendo che in caso contrario ti riservi il diritto di farle causa.

Come ti abbiamo già accennato all’inizio, alcune ditte edili non si premurano di comunicarti il rischio che il termine dei lavori possa ritardare, o la possibilità che serva un budget aggiuntivo per coprire le spese impreviste. Quando ciò non avviene, hai il diritto di rivalerti sul loro operato con la contestazione. Nel caso invece tu abbia accettato questi rischi, quando indicati dal costruttore, allora decade la possibilità che tu possa contestarne il lavoro. Nella normalità dei casi, in genere il contratto prevede un budget specifico per le spese non previste, ed un ritardo preventivabile per i lavori. Va anche detto che, mentre effettui la contestazione dei lavori, puoi anche bloccare il pagamento alla ditta in attesa di sviluppi, oppure richiedere l’intervento di un tecnico nominato dal tribunale per rilevare oggettivamente danni o imperfezioni dei lavori. Se hai già corrisposto il pagamento, devi procedere per via legali, prima di portare la causa in tribunale, però, dovrai passare da un obbligatorio tentativo di conciliazione, in modo da evitare la causa legale con un compromesso che vada bene ad entrambe le parti.

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Lettera di Richiesta Sponsorizzazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera di richiesta sponsorizzazione da compilare e stampare.

In tempi di crisi economica, avviare un’attività in proprio non è un’operazione semplice, vista la necessità di reperire un budget per lanciare un business, acquistando per esempio le attrezzature necessarie per realizzare un prodotto od un servizio. Per trovare i soldi è possibile cercare l’intervento di un’azienda che possa operare da sponsor, finanziando l’attività in cambio di pubblicità, le partnership, oggi, sono particolarmente importanti.

La lettera di sponsorizzazione è lo strumento ufficiale che un’attività può utilizzare per richiedere una partnership ad un’azienda, dunque il primo passo è comprendere cosa risulta essere una sponsorizzazione. Nello specifico, si tratta di un accordo commerciale che vincola le due parti ai termini previsti dal contratto, da un lato, l’azienda partner si impegna a versare nelle casse della società una certa cifra, oppure di fornire direttamente lei le strumentazioni. Dall’altro lato, l’azienda che gode della partnership si impegna a pubblicizzare l’azienda partner, mostrando per esempio il suo logo oppure sponsorizzando i suoi prodotti, come avviene nei centri estetici o presso i parrucchieri. Di fatto, non esiste un solo ambito all’interno del quale non sia possibile stabilire un rapporto di sponsorizzazione: l’importante è che entrambe le parti in causa possano godere dei benefici indicati.

Come già anticipato poco sopra, la lettera di sponsorizzazione è quel documento tramite il quale un’attività propone ad un’altra azienda una partnership. Ovviamente, trattandosi di uno strumento di marketing, la lettera di sponsorizzazione deve essere interessante e fare immediatamente luce sui benefici che il partner riceverebbe dalla suddetta sponsorizzazione.

Questo significa che una lettera di sponsorizzazione efficace deve contenere tutti i vantaggi che un’azienda riceverebbe in cambio, e specificare le modalità tramite le quali potere sfruttare questi vantaggi. Bisogna dunque descrivere in modo approfondito l’attività che quell’azienda andrebbe a sponsorizzare e, nel caso siano già presenti delle sponsorizzazioni attive o concluse, sottolineare anche i vantaggi ottenuti dai partner precedenti, così da rendere ancora più interessante la lettera. Infine, è anche consigliabile prevedere un contenuto che offra al potenziale partner una serie di opzioni alternative, in modo tale da dagli la possibilità di scegliere il metodo di sponsorizzazione che ritiene più idoneo, efficace ed in linea con il proprio budget. In sintesi, la lettera di sponsorizzazione è uno strumento di conversione, in quanto sancisce il fascino di una società sul mercato e dunque le opportunità legate alla visibilità del brand che sceglie di finanziare la partnership.

La lettera di richiesta sponsorizzazione è un documento formale, che deve essere dunque redatto utilizzando un linguaggio idoneo alla circostanza, anche tecnico se necessario, in quanto l’azienda sicuramente sottoporrà la proposta al vaglio dei propri esperti. Detto questo, esistono alcuni elementi che la lettera deve obbligatoriamente rispettare, nello specifico, la carta dovrà essere intestata e riportare il logo della società che richiede la sponsorizzazione, in quanto solo così potrà ottenere i crismi dell’ufficialità e spingere il partner potenziale a fidarsi. Inoltre, l’inizio deve immediatamente chiarire il destinatario della lettera di richiesta sponsorizzazione, mai rivolgerla in via generica all’azienda, ma al responsabile del reparto commerciale, che dovrai ovviamente andare a reperire consultando il sito dell’impresa o chiedendo informazioni tramite mail. Inoltre, nel caso di una lettera di richiesta sponsorizzazione, la brevità è una qualità non da poco, le lettere migliori, che aumentano le possibilità di conversione, sono quelle che in poche righe spiegano compiutamente di cosa si occupa quel business e quali vantaggi deriverebbero all’azienda in caso accetti di sponsorizzare le attività. Dunque bisogna evitare di redigere una lettera di sponsorizzazione che superi una pagina di lunghezza.

La lettera di richiesta sponsorizzazione deve essere spedita tramite posta ordinaria, anche la mail PEC aziendale può essere una soluzione alternativa, ma comunque meno efficace rispetto al tradizionale cartaceo. Va aggiunto che le casistiche sono molte, e non riguardano necessariamente business o aziende. Una sponsorizzazione, infatti, potrebbe risultare utilissima anche per finanziare l’allestimento di una mostra, di un evento o addirittura di un concerto.

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Modello Contratto di Locazione Turistica

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello contratto di locazione turistica da compilare e stampare.

Sono sempre più numerosi gli italiani che posseggono una seconda casa e che decidono di adibirla a casa vacanza, affittandola ai tanti turisti che necessitano di un posto dove stare, e che intendono risparmiare evitando l’hotel. Ma l’affitto di una casa concessa ad uso turistico è un’operazione che deve necessariamente sottostare alla normativa vigente. Vendiamo dunque di approfondire il discorso e di valutare tutti gli aspetti del contratto di locazione turistica, così da avere una panoramica chiara su cosa può essere fatto, e cosa invece deve essere evitato per non incorrere in sanzioni.

Per iniziare, è importante chiarire che una casa, per essere oggetto di affitto, deve ovviamente essere a norma e dunque rispettare tutte le regole in merito all’edilizia. Detto questo, una casa da cedere in affitto deve anche possedere l’APE, ovvero il certificato relativo alle prestazioni energetiche. Fatta questa doverosa premessa, non esistono paletti relativi alle tipologie di case che possono essere affittate, o alle porzioni da affittare, qualsiasi immobile ad uso abitativo può essere concesso in locazione, ed è anche possibile affittare una singola stanza, come per esempio accade nel caso dei bed and breakfast.

C’è un particolare molto importante che devi conoscere, la registrazione del contratto di locazione turistica è obbligatoria solo quando l’affitto va oltre i 30 giorni di permanenza del locatario. In caso contrario, puoi non registrare il contratto ma devi comunque comunicare allo Stato il fatto che hai ceduto, seppure temporaneamente, la tua casa. Se registri il contratto, invece, questo va a sostituirsi alla comunicazione.

Esistono una serie di costi che devi conoscere, e che dovrai sopportare quando deciderai di cedere in locazione la tua casa. Nello specifico, abbiamo la marca da bollo del costo di 16 euro, dovrai pagarne ogni quattro pagine di contratto di locazione turistica, oppure una ogni cento righe. Poi abbiamo le imposte di registro, che corrispondono al 2% del canone di locazione. I pagamenti è possibile farli direttamente online, utilizzando il programma Rli e compilando i campi con tutte le informazioni richieste. Tramite il programma, puoi usufruire di una serie di possibilità, puoi registrare il contratto d’affitto, pagare marche da bollo, cedolare secca e imposta di registro.

Se il periodo di locazione è breve, e dunque non arriva a 30 giorni, puoi evitare di pagare le imposte di registro e le marche da bollo, sostituendole con la cedolare secca. In questo caso la percentuale che dovrai versare allo Stato andrà dal 10% al 21%, a seconda del regime d’affitto, se a canone calmierato o se a libero mercato. La cedolare secca deve essere necessariamente pagata in fase di dichiarazione dei redditi, con il modello F24, nel caso tu abbia scelto un portale web come intermediario, sarà il sito stesso ad occuparsi del pagamento della cedolare secca. Ad ogni modo, prima di procedere, informati sempre sulle condizioni d’uso di questi servizi, per evitare sorprese dell’ultimo minuto.

Se l’affitto supera i 30 giorni, e dunque si rende necessaria la registrazione del contratto di locazione turistica, sappi che le marche da bollo e l’imposta di registro non sono gli unici costi che dovrai sostenere. Questo perché, essendo un vero e proprio reddito fondiario, include anche il pagamento di un’imposta sul totale del reddito meno il 5%. Per quanto concerne il contratto di locazione turistica, invece, è bene che tu sappia che dovrà essere compilato in ogni sua parte, e specificare che la registrazione avviene in quanto il contratto prevede una locazione di 30 o più giorni. In caso contrario, il contratto di locazione turistica assume lo stato di scrittura privata e non deve essere registrato, in ogni caso, deve sempre contenere una nota che specifichi tutto questo.

Il fac simile di contratto di locazione turistica presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Cartella di Pagamento

Quando si tratta di confrontarsi con l’Agenzia delle Entrate, non sono poche le difficoltà, dovute soprattutto all’interpretazione e alla conoscenza di tutta la modulistica, e di tutti i mezzi che il fisco utilizza per richiedere i pagamenti al contribuente. Da questo punto di vista, la cartella di pagamento è uno dei documenti più importanti che, di recente, è andato incontro ad alcune modifiche atte a renderlo più chiaro da leggere e dunque da comprendere.

La cartella di pagamento, nota anche come cartella esattoriale,  è il documento che Equitalia spedisce al contribuente verso il quale il fisco vanta dei crediti ancora da riscuotere. Si tratta di un vero e proprio atto formale con valore esecutivo, ed è generalmente il frutto di controlli specifici o automatici che l’Agenzia delle Entrate effettua sui contribuenti, al fine di riscuotere dei crediti, da versare presso la cassa dello Stato entro un termine di 60 giorni, pena l’aggiunta di mora al debito. Da sottolineare il fatto che, dal luglio 2017, le cartelle esattoriali hanno cambiato forma, la modifica alla quale sono andate incontro, ha lo scopo di favorire il contribuente, rendendo tutte le informazioni contenute dalla cartella di pagamento più semplici da interpretare.

La nuova forma dell’atto della cartella di pagamento è stata specificatamente realizzata per semplificare l’operazione al ricevente e anche per una questione di maggiore trasparenza e leggibilità delle informazioni. A partire dal frontespizio, che nella nuova versione della cartella esattoriale mostra immediatamente l’ente che l’ha spedita, e che vanta un credito nei confronti del contribuente. A seguire, lo stesso frontespizio ospita anche le somme di denaro che il soggetto deve rispettivamente versare alla cassa dello Stato e all’agente responsabile della riscossione.

Nel caso siano già passati 60 giorni dalla comunicazione della cartella esattoriale, il nuovo atto conterrà nel frontespizio anche l’eventuale mora dovuta al ritardo, da aggiungere al totale del debito da corrispondere a Equitalia. Eccoci ad una delle informazioni più importanti, la causale, adesso specificata in modo piuttosto chiaro all’interno della nuova cartella di pagamento, dunque la motivazione che giustifica la presenza del credito da corrispondere ad uno dei soggetti indicati poco sopra. Per fare un paio di esempi, la cartella esattoriale potrebbe avere come causale una multa non corrisposta. Risulta essere importante specificare che la maggiore leggibilità della causale, e in generale della cartella, è dovuta al fatto che non sono stati pochi i cittadini a lamentarsi di questo sistema di riscossione, che spesso non chiariva alcuna motivazione. Infine, la nuova cartella di pagamento può separare i pagamenti utilizzando diversi colori, nel caso il contribuente debba delle somme a più enti.

Girando il foglio, all’interno della seconda pagina della cartella esattoriale il contribuente può consultare le tabelle dei pagamenti, ed una serie di informazioni cruciali, per esempio, qui è possibile prendere visione delle modalità di pagamento del debito, ma anche del sistema di rateizzazione e delle modalità per muovere eventualmente ricorso, qualora il debitore pensi di non dover corrispondere quella somma allo Stato. Come già sottolineato più volte, il pagamento del debito deve avvenire entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione dell’atto esattoriale, nel caso venga superata questa tempistica, verrà inviata una nuova cartella di pagamento con le somme aggiornate in base alla mora. Se il debitore non paga, lo Stato è autorizzato a confiscare la somma dovuta direttamente dal conto in banca del contribuente, il tutto senza passare dal tribunale. Inoltre, lo Stato può anche avvalersi del diritto di pignoramento di beni materiali o immateriali, relativi ad esempio alle case di proprietà del debitore non pagante o allo stipendio.

Premesso che in seconda pagina sono già presenti tutte le informazioni relative al pagamento della somma contenuta dalla cartella esattoriale, e possibile riassumerle velocemente. Nello specifico, è la stessa cartella di pagamento ad includere nell’atto un bollettino RAV già compilato con il totale della somma di denaro da versare allo Stato, il pagamento, poi, può essere effettuato per via telematica, dunque online, oppure recandosi presso dell’Agenzia delle Entrate settore riscossioni. Per quanto concerne i pagamenti online, possono essere fatti sia tramite il portale telematico della propria banca che accedendo al portale PagoPA, di proprietà dell’Agenzia delle Entrate. Infine, se il debitore risiede all’estero, è anche possibile versare il credito tramite bonifico bancario.