Fac Simile Preventivo Lavori Edili

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile preventivo lavori edili da compilare e stampare.

L’obiettivo di ogni cliente è capire come distinguere un preventivo serio da uno poco serio. Allo stesso modo, è interesse della ditta produrre un documento che sia in grado di convincere e di convertire il potenziale cliente. Dunque un preventivo dovrebbe sempre possedere delle precise caratteristiche, per potere essere considerato di qualità. In primo luogo dovrà essere redatto da una ditta affidabile, con esperienza e in grado di misurare oggettivamente le spese previste. In secondo luogo, il preventivo dovrebbe sempre conteggiare con precisione le forniture e i materiali che verranno usati per la ristrutturazione. Inoltre, dovrà essere di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, dato che il cliente dovrà essere in grado di analizzarlo senza problemi. Nella fattispecie, dovrà specificare a chiare lettere tre elementi, il prezzo delle opere, il numero e le misure delle suddette.

In presenza di quanto elencato prima, il cliente potrà avere già un’avvisaglia della serietà di una ditta edile, e al tempo stesso capire quali invece non meritano fiducia. Risulta essere chiaro che esistono poi altri fattori da studiare, che appartengono al preventivo o alle fasi precedenti alla sua stesura. Per esempio, una società seria effettua sempre uno o più sopralluoghi, anticipando al possibile cliente alcune delle voci del preventivo. Durante questa fase vengono anche effettuate le verifiche metriche, per potere dare delle informazioni più precise. In assenza di questi controlli preliminari, qualsiasi preventivo risulta essere privo di senso e di affidabilità. Ovviamente la fase di confronto tra i diversi preventivi dovrebbe sempre avvenire quando le varie ditte avranno finito le rilevazioni sul campo.

Un preventivo che possa dirsi di qualità è sempre frutto di un’attenta personalizzazione del documento, e questa regola vale per ogni sezione. Risulta essere naturale che gli aspetti più delicati riguardano sempre la rilevazione delle misure e la quantità di lavori da svolgere. Questo per via del fatto che la cifra preventivata può alzarsi di molto, in base ai fattori elencati poco sopra. Inoltre, è buona norma suddividere in categorie o sezioni gli interventi di ristrutturazione che andranno effettuati sull’immobile. Risulta essere utile per una questione di ordine e di chiarezza nei confronti del potenziale cliente, così come risulta essere utile allegare al documento un insieme di foto che possa spiegare facilmente questi lavori.

Un altro elemento proprio di un ottimo preventivo è la presenza di almeno due piani di lavoro alternativi, i quali servono per dare al cliente più soluzioni e più prospettive. Risulta essere un sistema che viene progettato per andare incontro alle esigenze di budget di quel cliente, e per cercare di soddisfare qualsiasi sua esigenza. Infine, si chiude con un altro elemento indispensabile in un preventivo per lavori edili, e quel fattore è il crono programma. Si parla della suddivisione dei lavori da un punto di vista temporale, e serve al cliente per farsi un’idea precisa sulle tempistiche. Grazie al crono programma e agli altri elementi visti oggi, la persona può organizzarsi basandosi già su informazioni piuttosto concrete.

Fac Simile Verbale Assemblea Deserta

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di verbale assemblea da compilare e stampare.

La redazione del  documento, non di rado, genera più di un dubbio o di una domanda. Quando si configura il mancato raggiungimento del numero minimo di convocati, infatti, bisogna ricorrere a questo documento. Inoltre, va segnalata la presenza di una riforma che ha modificato l’orientamento giuridico in merito a questa circostanza. Di riflesso, occorre studiare l’argomento in modo approfondito.

Prima di procedere, è bene capire cosa si intende per assemblea deserta. Nella fattispecie, questa circostanza si presenta al verificarsi di una condizione specifica. Si indica dunque la mancata presenza di un numero di soci tale da rispettare quanto stabilito all’interno dello statuto. Se il numero minimo di presenze non viene raggiunto, l’assemblea viene giudicata deserta e dunque considerata non valida. In questi casi non avviene la delibera, e quindi si configura la necessità di convocare una seconda assemblea ordinaria.

Molti si chiedono se sia necessaria la redazione di un verbale di questa tipologia. Alcuni pensano che non si debba redigere. Il motivo, alquanto logico, è la mancanza di qualsiasi delibera legata al mancato raggiungimento delle presenze. L’ultimo orientamento giuridico promuove questa linea di azione. L’orientamento attuale sostiene, in sintesi, che la mancata redazione del verbale di assemblea deserta, non compromette la successiva convocazione di una seconda assemblea. In altre parole, è possibile omettere qualsiasi verbale di prima convocazione, senza intaccare la validità dell’assemblea successiva.

Prima della riforma, le cose funzionavano in modo diverso. Il precedente orientamento richiedeva l’obbligo di redazione del verbale di assemblea deserta. La domanda, però, non trova una risposta precisa.

Esiste infatti un articolo specifico, art.1130 c.c. comma 1, sub. 7, che richiede l’obbligo di indicare questa situazione all’interno del registro dei verbali di assemblea.

La mancata costituzione di un’assemblea, nel caso sia deserta, va dunque specificato nei verbali. Non è però chiaro quali siano le conseguenze di questa inadempienza, non si capisce se la mancanza è in grado di invalidare la convocazione di una seconda assemblea e le relative delibere. Una seconda lettura vede questa mancanza come fonte di revoca giudiziaria, in quanto l’annotazione dell’assemblea deserta spetta per legge all’amministratore.

In attesa di sviluppi più chiari, è sempre il caso di provvedere alla compilazione del verbale di assemblea deserta. Il tutto per evitare problemi. I vari elementi presentati poco sopra, infatti, potrebbero fare intendere una chiave di lettura negativa. Secondo questa, la mancanza della redazione di questo verbale potrebbe impedire la validazione delle decisioni prese durante una seconda convocazione. Un vizio di forma che potrebbe dunque causare molti problemi. Ciò dovrebbe in teoria spingere, nel dubbio, verso la redazione del verbale di prima convocazione deserta.

Risulta essere possibile scaricare da questa pagina un fac simile di verbale per l’assemblea deserta. Questo modulo è abbastanza semplice da compilare, e consente di risparmiare del tempo.

Fac Simile Codice Disciplinare Aziendale

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di codice disciplinare aziendale da compilare e stampare.

Risulta essere importante approfondire questo documento, in quanto la sua presenza è determinante all’interno delle aziende. Si tratta infatti di un vero e proprio regolamento interno, che sancisce violazioni e sanzioni correlate da comminare al dipendente. Purtroppo non basta questa definizione così generica, perché in realtà c’è molto altro da dire. Ecco perché oggi ti illustreremo cosa risulta essere e come funziona il codice disciplinare. Inoltre, ti spiegheremo il perché dell’importanza della sua presenza all’interno di un’aziedna. Un’importanza che vale sia per il datore di lavoro che per il dipendente.

Il codice disciplinare, come indica il suo stesso nome, è un documento che include al suo interno una serie di regole. Di fatto, si tratta di un vero e proprio regolamento interno all’azienda. Qui si trovano riportate tutte le regole che il dipendente è tenuto a seguire e a rispettare. Risulta essere importante precisare da subito una cosa, di norma le regole standard in merito al rapporto tra dipendente e datore di lavoro si trovano già specificate nel Contratto Collettivo. Dunque il codice disciplinare serve per aggiungere ulteriori regole più specifiche. Ha valore integrativo e viene pensato per coprire certe casistiche considerate molto particolari.

Come già preannunciato, il codice disciplinare aziendale prevede al suo interno altre voci. Non solo le regole, dunque, ma anche le sanzioni da comminare al dipendente in caso di violazione. Inoltre, il  regolamento aziendale contiene anche le procedure previste per un’eventuale contestazione da parte del lavoratore coinvolto. A questo proposito va fatta un’importante precisazione, il codice disciplinare è un documento diverso dal codice etico aziendale. Nella fattispecie è più specifico, in quanto va a coprire dei comportamenti e delle regole di condotta più precise. Di contro, va detto che il codice disciplinare può essere visto come un completamento di quello etico. Va specificato che il codice disciplinare non può trovarsi in contraddizione con quanto stabilito dalla normativa vigente.

Il datore di lavoro è tenuto a rispettare determinate regole, qualora decidesse di applicare un codice disciplinare interno. In primo luogo la normativa stabilisce che deve essere fatta un’adeguata pubblicità al codice. In sintesi, deve essere affisso in un luogo facilmente accessibile a tutti i lavoratori. Come accennato poco sopra, poi, il codice non può assolutamente andare contro alle norme previste dal CCNL. Infine, va precisato anche un altro elemento che il codice disciplinare deve rispettare, la  proporzionalità. In pratica ogni sanzione deve sempre essere proporzionale alla violazione commessa. Questo vale anche quando la violazione non la si trova nel CCNL di riferimento. Il codice deve anche comunicare l’eventuale uso di sistemi di videosorveglianza. In caso contrario violerebbe la privacy.

Il codice disciplinare aziendale è uno strumento che ha lo scopo di chiarire quale rapporto si instaura in caso di violazione di una norma interna. Questo, dunque, va a beneficio del datore di lavoro ma anche del dipendente. Nel caso del datore, il vantaggio è ovvio, essendo presente un regolamento specifico, il dipendente deve attenersi alle regole di comportamento sul luogo di lavoro. Se le viola, fanno fede procedure e sanzioni previste dal codice.

Fac Simile Proposta Transattiva

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di proposta transattiva da compilare e stampare.

Si tratta di un’opportunità preziosa per le due parti in causa, in quanto consente di snellire un contenzioso. Naturalmente lo scopo della proposta transattiva è di giungere ad un accordo tra le parti. Essa viene proposta da un giudice e messa all’attenzione dei due soggetti in causa. Se la transazione viene accettata, si arriva ad un accordo veloce e frutto di una soluzione mediata che possa accontentare entrambi. Risulta essere uno strumento giuridico particolarmente utile, per una vasta serie di motivi. Vediamo dunque di approfondire tutti gli aspetti più importanti della proposta transattiva.

La proposta transattiva, nota anche come transazione o scrittura transattiva, è un negozio giuridico avente lo scopo di porre fine ad un contenzioso. Risulta essere nota anche come scrittura per un motivo preciso, questa proposta è un vero e proprio contratto offerto dal giudice alle due parti. Di conseguenza, per potere essere considerato valido, questo documento transattivo deve essere accolto e firmato da entrambi i soggetti in causa. Volendo entrare maggiormente nel dettaglio, la transazione è un tentativo del giudice di arrivare ad un veloce accordo fra le parti. Di solito viene proposta quando il contenzioso non possiede una natura giuridica particolarmente complessa. Non a caso, spesso rviene proposto quando in ballo vi è un creditore e un debitore.

Risulta essere possibile rifarsi all’esempio anticipato poco sopra. Poniamo il caso che vi sia un soggetto che deve ad un altro una certa cifra. Le due parti non riescono ad accordarsi, e il creditore ha notevoli difficoltà ad incassare il proprio credito. In questa circostanza il giudice può intervenire proponendo una scrittura transattiva. In sintesi, può proporre un accordo tra le parti basato sulla riscossione di un credito inferiore alla cifra di partenza. Da un lato il creditore incasserà ovviamente di meno, dall’altro avrà però la possibilità di incassare immediatamente. Spesso il creditore accetta anche per un altro motivo: la proposta transattiva permette di evitare eventuali ribaltamenti della sentenza a suo sfavore.

Adesso che sai cosa risulta essere la proposta transattiva, è il caso di approfondire ancora questo negozio giuridico. In molti pensano infatti che si tratti di una concessione unilaterale. Nel senso che solo una parte rinuncia, di fatto, alle proprie richieste. In realtà non è così, dato che la proposta transattiva è una vera e propria concessione. Dunque un contratto che prevede delle rinunce da entrambe le parti. Questo è quanto stabilito dalla legge, anche se non vengono dati riferimenti sulle percentuali delle concessioni. Nel senso che non è obbligatorio trovare un accordo 50 e 50. Per rifarci all’esempio visto prima, un credito di 5.000 euro potrebbe essere per esempio abbassato a 3.500 euro. Il creditore rinuncia ad una parte della somma spettante, mentre il debitore riconosce la legittimità del credito.

Bisogna fare una precisazione sulle tempistiche di questo negozio. Nei fatti, il giudice può presentare la possibilità di una proposta transattiva sia durante una causa che in sede di procedura stragiudiziale. Una volta che il contratto viene accettato e firmato da entrambe le parti in causa, queste rinunciano al diritto di ricorrere nuovamente al giudice. Di fatto, emerge la possibilità di una nuova causa solo quando uno dei due contraenti risulta essere inadempiente. Chiaramente questa scrittura può essere usata per certe casistiche e per altre no. Per esempio, la proposta transattiva non copre la sottrazione di diritti, i contratti non leciti e altri casi simili. Di contro, può coprire i beni immobili ma solo previa registrazione tramite un notaio.

Fac Simile DDT Tentata Vendita

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile DDT tentata vendita da compilare e stampare.

Per iniziare, è importante che tu sappia che il DDT un documento obbligatorio. In pratica è la versione aggiornata della vecchia bolla di accompagnamento, che veniva utilizzata negli anni 90. Non a caso DDT è un acronimo che sta per Documento di trasporto. Si tratta di un documento dalla valenza fiscale, dunque è molto importante capire a cosa serve e come redigerlo. Proseguendo con la lettura, potrai scoprire tutte le informazioni più importanti sul documento di trasporto per tentata vendita.

Per spiegarti in modo chiaro cosa rappresenta questo tipo di documento di trasporto, è importante cominciare dalla definizione di tentata vendita. Si usa questo termine quando un soggetto venditore parte dall’azienda o dal magazzino portando la merce da vendere. In questo caso non esistono ancora compratori certi, ma solo potenziali compratori. Il venditore potrebbe avere appuntamento con uno di essi, oppure girare per clienti cercando di piazzare il proprio prodotto. Da ciò emerge quindi una conseguenza importante, la merce appartiene ancora al proprietario e dunque, se non viene venduta, è destinata a tornare in sede nell’arco della giornata.

A questo punto vediamo cosa risulta essere il DDT per tentata vendita. Anche in questo caso, meglio iniziare dalla definizione generica di DDT. Il documento di trasporto altro non è che un documento fiscale che deve obbligatoriamente accompagnare la merce. Questo signific che, quando la merce viene spostata da un luogo ad un altro, deve sempre uscire con il suo DDT in dotazione. Inoltre, ogni documento di questo tipo deve contenere la causale relativa a quello spostamento o trasferimento. Di conseguenza, il DDT per tentata vendita è un documento fiscale che viene aggiunto alla merce quando il venditore ha intenzione di piazzarla, ma non l’ha ancora venduta. Occorre fare un’ulteriore precisazione, se il venditore sposta più merci per causali differenti, ogni merce deve possedere il proprio DDT specifico. Questo perché un prodotto potrebbe essere già stato venduto, mentre un altro ancora no.

Da quanto detto finora, si capisce che il documento di trasporto per tentata vendita va sempre compilato prima di recarsi da un luogo ad un altro. Dunque prima che la merce possa uscire fisicamente dai magazzini del venditore. Per redigere questo documento, puoi scaricare il dello di DDT per tentata vendita presente in questa pagina e compilarlo. Nello specifico dovrai indicare la data e l’orario di partenza, i dati della vettura che porta la merce e i dati del mittente. Ovviamente dovrai anche specificare la causale di trasporto, tentata vendita, e la tipologia di merce che stai trasportando.

Infine, quando la merce giunge a destinazione, nel caso venga acquistata bisogna poi scegliere la modalità di fatturazione. Va poi specificato che questo discorso vale sempre, sia nel caso sia stata venduta solo una parte della merce che nel caso sia stata venduta nella sua totalità.

Il fac simile DDT tentata vendita presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.