Modello Contratto Preliminare di Locazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di contratto preliminare di locazione da compilare e stampare.

Prendere in affitto una casa o un appartamento è un’operazione da sempre delicata, soprattutto quando si cerca di concluderla in via preventiva, ovvero quando mancano ancora diversi mesi all’effettivo trasferimento dell’inquilino. Spesso sono diversi i soggetti che hanno necessità di muoversi anticipatamente alla ricerca di una casa, stabilendo, in questo caso, che il contratto di locazione ufficiale possa partire solo ad una determinata data, per esempio, dopo sei mesi. Quando succede questo, un semplice accordo verbale tra locatore e locatario potrebbe essere inadatto per entrambe le parti, visto il rischio di inadempienza. Fortunatamente, esiste un contratto specifico che consente di mettersi al riparo da pericoli, si tratta del preliminare di locazione.

Il preliminare di locazione è un contratto che viene firmato da due parti, locatario e locatore di un immobile, e che ha lo scopo di legare entrambe alla stipula del futuro contratto di locazione. Risulta essere molto più semplice da spiegare fornendo un esempio concreto, un professionista potrebbe avere accettato un’offerta di lavoro in un’altra regione italiana, oppure un proprietario potrebbe avere deciso di trasferirsi, lasciando dunque vuota la casa. Se queste due operazioni prevedono un’attesa di diversi mesi, è lecito che entrambi si muovano comunque in anticipo, per tutelare i rispettivi interessi. Non essendo possibile firmare un contratto di locazione, perché la casa risulta attualmente occupata o il futuro locatario non disponibile all’immediato trasferimento, con la firma di un preliminare di locazione si risolve il problema.

Il preliminare di locazione è un vero e proprio contratto avente valenza legale e regolato dal codice civile, art. 1351, questo significa che deve essere obbligatoriamente redatto in forma scritta, deve prevedere al suo interno la presenza di tutte le informazioni fondamentali ed essere registrato.

Vediamo quali sono gli elementi da inserire nel preliminare. Naturalmente il preliminare di locazione deve contenere l’indicazione di quegli elementi chiave che verranno poi ufficializzati con la firma del contratto di locazione, dunque l’importo mensile del canone e la durata del contratto in essere. Naturalmente va inserita una clausola in cui le due parti si impegnano a tenere fede al preliminare e alle condizioni sopra descritte. Questo comunque non impedisce ad ognuna delle due parti di inserire altri elementi utili per definire meglio le condizioni del futuro contratto di locazione, nonostante non siano obbligatori, a seconda dei casi, potrebbero comunque rivelarsi importanti, dunque è meglio specificarli da subito.

Il preliminare di locazione possiede dei grandi vantaggi, sia per il locatore che per il locatario. Il proprietario di una casa ha la certezza di poter affittare l’immobile ad un certo canone, così da vedere rispettato il valore di mercato della propria abitazione. Il futuro inquilino ha la garanzia di bloccare l’appartamento, dunque si mette al riparo da eventuali offerte superiori da parte un altro soggetto interessato all’affitto. Prima di chiudere questa nostra guida sul preliminare di locazione, è importante specificare che questo si applica anche agli immobili ad uso commerciale e non solo abitativo.

Il fac simile di contratto preliminare di locazione presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Atto Unilaterale d’Obbligo

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile atto unilaterale d’obbligo da compilare e stampare.

Nel campo dell’edilizia non sono pochi i passaggi burocratici da compiere in termini di terreni edificabili, soprattutto per via degli stringenti controlli in certe zone.

L’atto unilaterale d’obbligo è un documento pubblico non a favore di terzi, che vede il proprietario dell’immobile impegnarsi nei confronti del Comune all’interno del quale si trova il terreno in essere per ottenere il rilascio di una concessione edilizia. Nello specifico, tramite la sottoscrizione dell’atto unilaterale edilizio, il proprietario si impegna, al fine di ottenere il rilascio di una concessione edilizia, a rispettare tutti gli standard di tipologia urbanistica inerenti al terreno. Per esempio, questo atto prevede sempre la specifica della destinazione d’uso, come abitazione o negozio, e la fornitura di eventuali servizi al suo interno.

Non trattandosi di un contratto a favore di terzi, l’atto unilaterale d’obbligo non è autonomo e dunque non può essere negoziato tra le due parti in causa. In sintesi, questo documento altro non è che un atto intermedio in materia di procedimenti amministrativi, il cui scopo è giungere successivamente ad un provvedimento ufficiale emesso dalla Pubblica Amministrazione del Comune ospitante l’area edificabile. Volendo semplificare ancora di più la questione, l’atto unilaterale edilizio è un vero e proprio impegno che un proprietario prende nei confronti del Comune, l’impegno prevede il rispetto delle norme urbanistiche, come per esempio l’abbattimento delle strutture considerate precarie la rimozione di eventuali schermi vegetali. Il tutto prevede delle spese economiche sempre a carico del proprietario.

All’interno dell’atto unilaterale d’obbligo si trovano altre specifiche da rispettare, come per esempio la rimozione di tutti gli scarti di natura edile presenti sul terreno in essere, da parte della nuova proprietà. Inoltre, essa si impegna a non cambiare la destinazione d’uso dell’immobile. Infine, all’interno dell’atto il proprietario specifica di farsi carico dei lavori, di accettare le eventuali sanzioni emesse dal Comune nel caso di inadempimenti, e di rendersi soggetto ad eventuali controlli.

Fac Simile Contratto di Finanziamento

Spesso capita di aver bisogno di una certa somma di denaro per acquistare un bene o un servizio. In questi casi, sono due le circostanze che possono palesarsi, possiamo spendere una cifra che abbiamo già messo di lato oppure richiedere un prestito. Quando si sceglie l’opzione del prestito, ecco che entra in gioco il contratto di finanziamento, in pratica, ci si rivolge ad un istituto di credito per ottenere in cambio una certa somma di denaro, da restituire a rate e con gli interessi, ma che possiamo impiegare tutta e nell’immediato. Il finanziamento, però, è un impegno che non va mai preso alla leggera, ecco perché oggi vedremo di studiare a fondo questo contratto.

Il contratto di finanziamento è quel documento che certifica la stipula di un prestito da parte di un istituto di credito, come per esempio una banca o una finanziaria. Questo ci permette di entrare in possesso di una certa somma di denaro da impiegare come desideriamo, oppure da investire in una certa operazione precisa, prestito finalizzato, per esempio l’acquisto di una casa, di una automobile e persino l’iscrizione all’università. Non è raro, poi, che il contratto di finanziamento possa essere proposto direttamente dall’esercente, in questi casi, non serve passare da una banca in quanto l’esercente ha già un accordo con l’istituto di credito. Per esempio, questo può accadere per la richiesta di un finanziamento presso una concessionaria. Poi, naturalmente, la cifra andrà restituita a rate, ogni rata includerà un certo tasso di interesse, che poi rappresenta ciò che guadagna l’istituto di credito sul finanziamento.

Risulta essere importante specificare che, per ottenere un contratto di finanziamento e dunque un prestito, è necessario che la banca accetti. Per fare questo, il cliente deve per forza di cose presentare dei documenti come prova di un proprio reddito, gli istituti di credito, infatti, non concedono finanziamenti se non in presenza di una sicurezza economica, come per esempio la busta paga. Tra i documenti da consegnare si trovano anche le dichiarazioni dei redditi, i documenti di identità, il codice fiscale e alcune delle ultime bollette di forniture energetiche.

Questi documenti serviranno alla banca per studiare la situazione creditizia del richiedente e per valutare se accettare o meno la sua richiesta di prestito. Inoltre, un contratto di finanziamento ha sempre una forma precisa, al suo interno devono essere indicati l’istituto che eroga il prestito, il richiedente, le modalità del prestito e gli importi stabiliti, l’ammontare e la scadenza delle rate, e chiaramente i tassi di interesse.

Esistono in sostanza due tipologie di contratti di finanziamento: quello cartaceo e quello online. Nel caso del contratto cartaceo, entrambi gli attori devono apporre le proprie firme per renderlo fattivo. Il contratto di finanziamento online, invece, funziona diversamente, qui l’unico a dovere firmare il modello è il richiedente, ma il contratto verrà attivato solo quando l’istituto accetterà il finanziamento inviando una lettera di conferma.

Può accadere che un cliente decida di estinguere il finanziamento, restituendo alla banca la somma di denaro prestatagli, ne ha tutto il diritto, può farlo in qualsiasi momento e in questo caso la regola prevede anche un abbattimento degli interessi sulle rate residue. Inoltre, il cliente ha anche la possibilità di recedere dal contratto entro 14 giorni dalla firma o dalla lettera di conferma in caso di contratto stipulato a distanza, non sono presenti penali, e il prestito va restituito interamente entro 30 giorni, compresi gli interessi.

Fac Simile Attestato di Frequenza

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile contratto di attestato di frequenza da compilare e stampare.

L’attestato di frequenza è uno di quei documenti che spesso generano non poca confusione nei giovani e nei meno giovani, soprattutto in coloro che vorrebbero lanciarsi nel mondo del lavoro, o riqualificarsi. Quando si frequenta un qualsiasi corso di formazione, infatti, al termine viene rilasciato il noto attestato. A questo punto ci si chiede se ha valenza per quanto concerne i concorsi pubblici, se può rappresentare elemento di punteggio e quale risulta essere la sua esatta funzione.

L’attestato di frequenza è un documento rilasciato in forma di scrittura privata al termine della frequentazione di un corso tenuto da un qualsiasi ente di formazione. In quanto scrittura privata, non esiste una normativa che regola il contenuto, questo significa che può essere redatto liberamente, e che le informazioni da inserire e la forma dell’attestato di frequenza sono a discrezione dell’ente o soggetto che lo rilascia. Il fatto che sia una scrittura privata implica anche un altro fattore, non costituisce un elemento distintivo ai fini del calcolo di punteggio in termini di concorsi pubblici e per quanto concerne i punteggi universitari. In genere è così, anche se va detto che il prestigio di un attestato di frequenza potrebbe comunque avere un suo peso, in base al nome dell’ente che lo ha rilasciato. Inoltre va detto che questo attestato può essere consegnato sia da enti di formazione che da società o aziende appartenenti a qualsiasi ramo.

Premesso che un attestato di frequenza potrebbe essere molto diverso da un altro documento del medesimo tipo, esistono comunque delle informazioni che generalmente vengono sempre indicate al suo interno. Per iniziare, viene sempre specificato l’ente o il soggetto autore del corso di formazione erogato al partecipante, insieme ad esso viene anche indicato l’ammontare di ore complessive del corso alle quali ha preso parte il ricevente, le tematiche, le attività o le materie studiate durante il corso. Risulta essere interessante sottolineare che l’attestato di frequenza non viene necessariamente rilasciato al termine del corso, non essendo previsti esami o prove, può essere consegnato anche durante lo stesso.

L’attestato di frequenza non rappresenta un elemento distintivo in termini di concorsi o altro, in quanto non viene ufficialmente riconosciuto sul mercato del lavoro. Viceversa una qualifica professionale, essendo rilasciata al termine di un corso professionale, ha valore in termini di concorsi e punteggi, il valore, a differenza dell’attestato, viene garantito dalla legge. Vediamo a cosa serve, dunque, l’attestato di frequenza. Il suo compito è aggiungere un qualcosa in più al curriculum del candidato, in quanto testimonia la partecipazione ad un corso in uno specifico ambito. Per questo, nonostante non abbia valenza legale, in base all’ente che lo eroga potrebbe avere comunque il suo peso in termini di assunzione.

Non di rado l’attestato di frequenza viene messo in cattiva luce,  non un peso per quanto concerne il calcolo dei punteggi ai concorsi, molti lo inquadrano come un tentativo di truffa. In pratica, si pensa che sia solo un modo per raggirare il partecipante, inducendolo a pagare per un corso di formazione privo di valore legale. La realtà delle cose è invece diversa,  l’attestato di frequenza è un documento che certifica la partecipazione ad un corso, e che non vuole sostituire una qualifica professionale. Nonostante esistano enti che approfittano di questa situazione, la legge è sempre stata chiara in merito, l’attestato, in quanto scrittura privata, non ha alcuna valenza professionale. Di contro, come già detto, può essere un modo per riempire il curriculum e per inserire il nome di un ente o azienda riconosciuti per via del loro valore.

Il modello di attestato di frequenza presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile di Contratto di Locazione Transitoria

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile contratto di locazione transitoria da compilare e stampare.

Nel campo delle locazioni, non sono poche le tipologie di contratto che possono essere sottoscritte tra locatore e locatario. Oltre a quelle classiche, esistono anche delle alternative che potrebbero risultare più comode per entrambi, come il contratto di locazione transitoria, che può essere stipulato anche per una durata della locazione breve.

La locazione transitoria è una tipologia di contratto d’affitto che, come fa già intendere il suo nome, va incontro alle necessità di transitorietà, quelle che per esempio potrebbero fare comodo ad un libero professionista che cambia spesso domicilio, oppure ad un proprietario che vorrebbe evitare di bloccare l’immobile per troppo tempo. Il contratto di locazione transitoria viene disciplinato dalla legge n.431 del 1998, e prevede la presenza di alcune caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono dagli altri contratti di locazione.

Per iniziare, il contratto deve indicare il periodo di tempo previsto per la locazione dell’immobile concesso in uso, la durata della locazione, in ogni caso, dovrà essere pari a un minimo di 30 giorni, per un massimo di 18 mesi. Superata questo limite, il contratto non decade ma viene automaticamente convertito nel classico contratto di locazione 4 + 4. Va comunque detto che il contratto può essere rinnovato.

La definizione di transitorietà prevista da questa tipologia di contratto d’affitto è molto elastica, premesso che la motivazione alla base della transitorietà dovrà essere sempre e comunque riportata nel contratto, vediamo quali sono le casistiche che la contemplano. Il trasferimento momentaneo per motivi di lavoro è una delle evenienze più frequenti. Tra le altre esigenze transitorie previste da questo contratto di locazione, troviamo il rientro da un’esperienza all’estero e la presenza di un contratto di lavoro a termine, o di uno stage lavorativo. Infine, in questa lista troviamo anche l’inagibilità della propria casa. Il contratto contempla anche l’affitto durante i periodi di ristrutturazione dell’immobile appartenente al locatario.

Esistono altri dettagli importanti da conoscere, in merito al contratto di locazione transitoria. Per iniziare, le esigenze transitorie viste poco sopra devono essere specificate sul contratto e soprattutto certificate, allegando la documentazione che possa comprovarle. Se questi documenti non vengono presentati, il contratto di locazione transitoria viene automaticamente convertito in ordinario, in assenza di esigenze di transitorietà. Vanno poi specificate altre informazioni obbligatorie all’interno di questo contratto, per esempio, trovano posto le descrizioni della casa concessa ad uso abitativo, ma anche i dati del locatore e del locatario. Insieme ad essi, vanno pure specificati dettagli classici come il canone previsto per la locazione e le modalità tramite le quali verrà versato al locatore. Infine, trattandosi comunque di un contratto d’affitto, dovrà includere anche informazioni come la classe energetica dell’edificio, con tanto di attestato delle prestazioni energetiche.

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