Fac Simile Comparsa Conclusionale

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di comparsa conclusionale da compilare e stampare.

In campo giuridico non sempre risulta facile muoversi tra terminologie complesse e documenti che spesso richiedono la spiegazione e l’intervento di un professionista del settore. Alle volte, poi, alcuni di questi documenti appaiono più che altro come il retaggio di una burocrazia che in Italia la fa ancora da padrone, a scapito della comprensione delle meccaniche giudiziali, anche di quelle apparentemente meno complesse. La comparsa conclusionale fa esattamente parte di questo insieme di documenti, un atto che dovrebbe essere sempre privo di eccessive formalità, e che possa più che altro sottolineare la sostanza di una richiesta.

Vediamo dunque in cosa consiste la comparsa conclusionale, e alcuni consigli per redigere questo documento in modo appropriato.

La comparsa conclusionale è un atto che deve essere redatto e presentato entro e non oltre 60 giorni dalla data relativa all’udienza conclusiva di una disputa. In altre parole, si tratta di una sorta di sintesi che dovrebbe sempre contenere le motivazioni, le giustificazioni e le ragioni sulle quali è stata fondata la propria difesa durante un’istruttoria. Volendo spiegare la questione in termini ancora più semplici, la comparsa conclusionale è un vero e proprio riassunto delle argomentazioni che dovrebbero spingere il giudice a propendere per quella parte piuttosto che per l’altra.

Trattandosi di un documento prettamente riassuntivo, la prima regola per redigere una comparsa conclusionale appropriata è evitare le intestazioni prolisse e noiose, in altre parole, sarà bene limitarsi a riportare solo le informazioni base, come ad esempio la motivazione della causa, i dati della parte difensionale, e la posizione assunta nei confronti della disputa. Il cappello introduttivo deve invece spiegare al giudice lo svolgimento degli eventi, cercando di rendere interessante lo scritto e provando a convincerlo della bontà delle proprie richieste.

All’interno dell’introduzione devono poi essere elencati i punti che hanno dato origine alla controversia, in altre parole, si tratta di una sorta di sintesi contenente al suo interno i momenti più importanti della vicenda, che andranno poi arricchiti con gli altri particolari solo successivamente, in sezioni specifiche. Nella sezione finale, poi, andranno riportate le conclusioni già espresse durante la causa in essere, si tratta di un vero e proprio finale di un percorso, attraverso il quale si dovrà convincere il giudice dell’attendibilità del punto di vista, spingendolo a pesare con maggiore piglio le richieste contenute nella comparsa conclusionale.

Trattandosi di un documento giuridico molto particolare, esistono altri consigli molto efficaci per scrivere una comparsa conclusionale che possa aumentare le possibilità di successo dell’istruttoria. Nello specifico, assicurati sempre di renderne agevole la lettura suddividendo il testo in brevi paragrafi e utilizzando la formattazione per fare risaltare solo ed esclusivamente i passaggi chiave del documento. Anche l’utilizzo di elenchi puntati è caldamente consigliato, perché catturano l’attenzione e permettono di esporre con grande chiarezza i punti focali della vicenda, oppure le richieste conclusive.

Inoltre, considera sempre che la comparsa conclusionale deve attenersi agli atti già esposti durante la controversia, questo significa che non potranno essere riportate informazioni o conclusioni che possano differire con quelle già esposte e non è possibile includere nuovi documenti al suo interno. Infine, la questione linguaggio, la comparsa conclusionale va sempre scritta utilizzando un linguaggio neutro, quanto più possibile obiettivo e ovviamente privo di sfumature polemiche. Inoltre, deve sempre riferirsi a fatti concreti già emersi durante l’istruttoria, ed eventualmente citare le normative a sostegno di una tesi o di una richiesta.

Fac Simile Quietanza Liberatoria

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di quietanza liberatoria da compilare e stampare.

Quando un soggetto ha un debito verso un altro e corrisponde a cifra dovuta, o una parte di essa, ecco che entra in gioco la quietanza di pagamento, detta anche quietanza liberatoria.

La quietanza liberatoria è un documento che attesta l’estinzione di un debito e deve essere sempre richiesta dal debitore al creditore. In altre parole, con la quietanza di pagamento si libera ufficialmente il debitore dai suoi doveri nei confronti del creditore.

Tramite questo strumento, qualora in futuro dovessero sorgere contestazioni, il debitore avrà dalla sua parte un documento con valenza legale, la quietanza liberatoria, appunto, che permetterà di provare davanti al giudice l’avvenuto pagamento di una certa somma, impedendo al creditore di richiedere la cifra già versata in precedenza e riportata sulla quietanza.

La quietanza di pagamento è obbligatoria per legge, ma solo nel caso venga richiesta al creditore. In altre parole, quando un debitore effettua un pagamento estinguendo i suoi debiti, è sempre consigliabile che richieda al creditore la quietanza liberatoria, ovvero una dichiarazione in cui il creditore attesta di avere ricevuto un pagamento per la copertura, totale o parziale, di un debito contratto dall’altra parte in causa. Da aggiungere anche che un creditore non può mai rifiutare la richiesta di rilascio della quietanza di pagamento di un debitore, tranne nel caso in cui vi sia un debito bilaterale e dunque la presenza di crediti e debiti da entrambe le parti.

Essendo una dichiarazione avente valenza stragiudiziale, la quietanza liberatoria di pagamento deve necessariamente contenere alcuni dati, per iniziare deve essere presente la cifra corrisposta dal debitore, ed essere specificato se si tratta di una cifra a copertura totale o parziale di un debito. Inoltre, deve essere anche presente la causale di questo debito e i dati anagrafici delle parti in causa. Infine, le firme di entrambi i soggetti sono fondamentali per dare una valenza legale a questa dichiarazione. Può anche essere inserita la data, ma non è obbligatoria, nel caso in cui la quietanza di pagamento dovesse essere contestata e le parti dovessero ricorrere ad un giudice, questo potrebbe avvalersi di altre prove anche in assenza di una data. In ogni caso, è sempre consigliabile inserirla.

La causale rappresenta uno degli elementi più importanti da riportare all’interno di una quietanza di pagamento. La sua assenza non rende privo di valore legale il documento, ma potrebbe comunque autorizzare una delle due parti in causa a contestare la quietanza e a portarla davanti ad un giudice. Questo è dovuto al fatto che, in assenza della spiegazione dell’oggetto del debito, per legge, la quietanza di pagamento può essere applicata al debito più vecchio. Per questo motivo, soprattutto quando esistono diversi debiti contratti con un creditore, è sempre il caso di specificare la causale indicando con chiarezza l’oggetto del corrispettivo in denaro. Nel caso in cui il debito sia singolo, invece, la causale non è indispensabile.

La quietanza liberatoria può essere rilasciata sia in formato cartaceo che digitale. Nel primo caso, può avere sia la forma di un documento a parte che essere inclusa all’interno di un eventuale contratto stipulato tra le parti. Quando, invece, la quietanza viene rilasciata in formato digitale, la consegna deve obbligatoriamente avvenire tramite indirizzi di posta elettronica certificata, nel caso di utilizzo di una mail semplice, il documento avrà scarsa valenza legale e potrà essere facilmente contestato davanti ad un giudice. Da aggiungere anche che la quietanza di pagamento può essere inviata tramite raccomandata.

Occorre anche sottolineare che la quietanza di pagamento non deve essere necessariamente rilasciata in prima persona dal creditore, ma può anche essere consegnata da un suo mandatario, che può anche essere investito dal creditore del compito di ricevere la somma del credito al suo posto. Lo stesso discorso può essere applicato al debitore, che ha la possibilità di delegare il pagamento del debito e la richiesta della quietanza liberatoria ad un suo rappresentante, che agirà ovviamente a nome del debitore.

Come già accennato in precedenza, una quietanza liberatoria può essere totale ,nel caso in cui la somma corrisposta vada a coprire interamente il debito esistente fra le due parti, oppure parziale, nel caso in cui avvenga a copertura di una parte del debito. Infine, esiste anche la quietanza con remissione del debito residuo, in questo caso il debitore consegna solo un pagamento parziale, che viene però ritenuto soddisfacente dal creditore, che solleva il primo soggetto dal pagamento del credito residuo specificandolo all’interno della quietanza.

Modello Verbale di Sopralluogo

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di verbale di sopralluogo da scaricare e compilare.

Con il termine sopralluogo si fa riferimento alla visita o all’insieme di visite da mettere in atto per compiere delle verifiche relativamente a una situazione esistente sulla quale devono essere eseguiti rilievi o deve essere espresso un giudizio tecnico. In questa ipotesi parliamo di perizie, stime e consulenze richieste da enti pubblici, giudici e soggetti privati.

Nel caso in cui sia necessario redigere una Consulenza Tecnica d’Ufficio a seguito di un incarico ricevuto dal giudice, non è possibile fare a meno di invitare tutte le parti, ossia attori, avvocati, resistenti, eventuali proprietari degli immobili e tecnici nominati dalle parti, mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno. La comunicazione dovrà riportare luogo, data e ora dell’incontro unitamente all’oggetto e dovrà essere inviata almeno 15 giorni prima dell’incontro. In altri casi l’invio della raccomandata potrebbe non essere necessario, risulta essere comunque consigliato l’invio ogni volta che vi è una contesa tra più parti o vi sono documenti pubblici.

Prima di dare seguito ad un sopralluogo, è fondamentale munirsi di tutti gli strumenti di rilevazione necessari, tra questi segnaliamo un metro pieghevole o a nastro ed una fotocamera digitale, preferibilmente munita di zoom o di obiettivo, in modo da ingrandire parti difficili da raggiungere i cui dettagli potrebbero rivelarsi preziosi per compiere una valutazione accurata.

Qualora il sopralluogo venga effettuato per misurare dei lavori pubblici, durante i lavori in corso sarà necessario fotografare tutto ciò che si contesta all’impresa e che non sarà più visibile una volta ultimati i lavori. Se si esegue un sopralluogo in un’area sconosciuta, per evitare inutili perdite di tempo, è importante studiare prima l’area, quantomeno planimetricamente, servendosi di mappe corografiche e catastali e curve di livello qualora si rivelino necessarie.

Nell’eseguire la descrizione, è fondamentale che all’interno della relazione tecnica siano riportati tutti gli elementi che possono rivelarsi utili ai fini del sopralluogo. Può capitare che non vi sia bisogno di una relazione descrittiva, come nel caso delle visite compiute dal Direttore dei Lavori su un cantiere. Il più delle volte, invece, i sopralluoghi sono necessari proprio per compiere tutte le verifiche tecniche imprescindibili riguardanti lo stato dei luoghi sui quali si andrà ad intervenire o sui quali bisogna esprimere un giudizio.

In questi casi, anche con l’aiuto delle foto scattate e di appositi schemi esemplificativi o disegni del rilievo, sarà necessario eseguire una relazione minuziosa, dove fornire spiegazioni dettagliate su ciascun punto sul quale viene espresso un giudizio. Ovviamente sarà fondamentale compiere una netta distinzione tra le conclusioni oggettive, che come è ovvio che sia dovranno essere supportate da spiegazioni tecniche approfondite, da quelle per le quali si avanzano delle ipotesi o si esprime un semplice parere.

In caso di dubbi bisognerà compiere delle indagini approfondite, servendosi di personale specializzato e attrezzature specifiche. Queste potranno essere impiegate solo una volta incassata l’autorizzazione del committente, in modo particolare quando le spese da affrontare sono ingenti.

Nel corso del sopralluogo è necessario verificare tutti gli elementi tecnici presenti, ovvero materiali, misure e opere. Le quantità rilevabili riguardano le misurazioni delle parti, che dovranno essere precisate nel dettaglio riportate con disegni che dovrebbero essere almeno in scala 1:50. Per quanto riguarda i materiali, essi possono essere rilevati per mezzo di foto o con descrizione dettagliate che dovranno per forza di cose includere dimensioni, data di produzione, consistenza al momento e adeguatezza.

In caso di danni, bisognerà fotografarli, aiutandosi con oggetti le cui dimensioni sono note ai più. Per esempio, nel caso di una crepa, è possibile scattare una foto della stessa con accanto una moneta. Come risulta essere ovvio che sia, eventuali danni dovranno essere documentati anche con l’ausilio di schemi sulla loro posizione.

Alla luce di quanto espresso, appare evidente che un sopralluogo sia sempre preparatorio ad un’ulteriore operazione di natura tecnica o politica. Ecco perché il professionista a cui viene affidato questo incarico sarà tenuto a riportare in modo scrupoloso quanto rilevato, nella maniera più esauriente possibile rispetto a quanto gli è stato richiesto, allegando documentazioni di ogni sorta.

Come risulta essere facilmente intuibile, un lavoro scrupoloso permetterà al committente di raggiungere il suo scopo e al professionista di farsi riconoscere per la sua elevata professionalità e di conseguenza, promuovere la sua attività agli occhi di potenziali clienti che necessitano di un tecnico di fiducia.

Modello Verbale di Rilascio Immobile

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di verbale di rilascio immobile da scaricare e compilare.

Il momento del rilascio di un immobile preso in affitto è sempre complicato, soprattutto per quanto riguarda le condizioni originarie dell’immobile, e le condizioni che invece vengono rilevate quando il locatario restituisce al locatore l’immobile. Non è infatti raro che possano crearsi dei contenziosi legali tra i due soggetti, soprattutto a causa delle differenze registrate fra lo stato originario dell’immobile riportato nel contratto di locazione e lo stato successivo al suo rilascio. Non sempre le condizioni sono da imputare ai danni riportati a causa del locatario, ma questo comunque non mette al riparo chi affitta un immobile dal dovere provvedere al pagamento dei danni, o al trattenimento della cauzione versata al momento dell’affitto.

Per questo motivo, è sempre il caso di pararsi le spalle valutando con attenzione le reali condizioni dell’immobile al momento della locazione, così da non dovere poi ricorrere a contenziosi per stabilire chi, dei due, debba essere ritenuto responsabile di eventuali lavori di manutenzione. Al termine della locazione, infatti, il verbale di rilascio immobile dovrà potere contare sulla presenza di un verbale di consegna contenente le esatte condizioni originarie della struttura presa in affitto.

Il verbale di consegna immobile è un documento avente valenza legate, che contiene al suo interno un rapporto molto preciso delle condizioni dell’immobile al momento della consegna al locatario da parte del locatore. Risulta essere assolutamente necessario che questo documento riporti le esatte condizioni dell’immobile, in quanto da esse dipenderanno poi le responsabilità in caso di danni al momento del rilascio. A questo fine, è importante specificare che spesso questi documenti riportano estratti come lo stato dell’immobile è stato giudicato in buone condizioni e adatto all’uso convenuto, per questo motivo, prima di firmare il documento, chi prende in affitto un locale deve sempre sincerarsi che le suddette condizioni corrispondano al vero.

Nel caso in cui il contratto venisse firmato, e al termine della locazione il proprietario dovesse accusare il locatario dei danni all’immobile, dovrà essere questo a doversi occupare del costo delle riparazioni, anche nel caso in cui i danni fossero presenti già al momento della consegna. Il motivo è dovuto al fatto che il locatario, quando firma, si assume la piena consapevolezza di quanto riportato all’interno del contratto, se è specificata la perfetta condizione dell’immobile, dunque, fa fede quanto riportato nel verbale di consegna. Lo stesso discorso vale in assenza di specifiche relative alle condizioni dello stabile.

Il verbale di rilascio dell’immobile è un documento che viene consegnato dal locatario al locatore al termine dell’affitto, ovvero quando l’immobile ritorna nelle mani del proprietario. In questo caso, tale documento riporta con minuzia di particolari le condizioni della casa o del negozio al momento della riconsegna, in modo tale da specificare quali danni sono stati effettivamente causati dal locatario, e quali imperfezioni invece esistevano già al momento della consegna dello stabile. Come risulta essere ovvio che sia, per avere reale valenza legale il verbale di rilascio deve poter contare sulla presenza di un verbale di consegna verificato in modo coscienzioso da parte di chi prende in affitto il locale.

Volendo tirare le somme, l’affitto dovrebbe sempre prevedere la presenza di un verbale di consegna e di riconsegna dell’immobile, il primo ha lo scopo di riportare le esatte condizioni iniziali della struttura al momento della consegna al locatario, mentre il secondo serve per confermare il primo, mettendo al riparo l’affittuario da eventuali danni strutturali già presenti al momento della consegna. Si tratta di un documento fondamentale per chi affitta un immobile, in quanto può evitare di dover pagare le spese di manutenzione e di riparazione qualora la colpa sia da imputare al locatore.

Fac Simile Richiesta Piano di Rientro Debiti

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di richiesta piano di rientro debiti da scaricare e compilare.

Mediante la gestione stragiudiziale di un debito, chi vanta un credito e chi invece deve onorarlo, possono trovare una soluzione che vada bene a tutte le parti. In sostanze le soluzioni sono due.

La prima soluzione è rappresentata dalla chiusura della pratica mediante un saldo e stralcio, ma è molto raro che le parti scelgano questo tipo di soluzione.
La seconda soluzione, che ovviamente per esclusione è quella maggiormente utilizzata, è rappresentata da un piano di rientro. Attraverso questo strumento, il debitore, ossia colui deve onorare il debito, ha l’opportunità di estinguerlo nel tempo saldando delle rate mensili, il cui importo ovviamente viene concordato dalle parti.

Nel corso della sottoscrizione del piano di rientro, è di fondamentale importanza che chi vanta il credito riesca a comprendere appieno le reali capacità economiche del debitore, in modo che l’accordo si riveli proficuo e porti all’effettiva estinzione del debito.

A conti fatti, un creditore, nel predisporre di un piano di rientro, deve concentrare l’attenzione su due fattori fondamentali rappresentati dal tempo di estinzione del debito e dalla sostenibilità della rata.
Come risulta essere ovvio che sia, quanto minore sarà l’importo rateale versato dal debitore, maggiore sarà il tempo che occorrerà per l’estinzione del debito e viceversa.

Come già anticipato, l’obiettivo di entrambe le parti deve essere quello di valutare l’effettiva sostenibilità della rata da parte del debitore. Spesso e volentieri capita che il creditore, abbagliato dal desiderio di rientrare in possesso del suo denaro nel più breve tempo possibile, finisca per forzare troppo la mano con il debitore, il quale potrebbe ritrovarsi con una rata per lui insostenibile. Il risultato è un ulteriore indebitamento di, l’insoddisfazione di tutte le parti e tanto tempo speso inutilmente
Se invece il creditore agirà con intelligenza, confrontandosi con calma con il debitore, al fine di comprendere le reali capacità economiche di questo, con un pazienza potrà finalmente incassare quanto gli spetta e liberare il debitore dal peso del debito, per la soddisfazione di tutti.

Ovviamente il piano di rientro debito con gestione stragiudiziale può avere luogo anche tra un’azienda ed una banca e non solo tra due privati.
Per la cronaca, non vi è azienda, anche la più prospera e solida, che non abbia ricevuto una richiesta di rientro di un prestito.

Come abbiamo avuto modo di vedere, il piano di rientro debito con gestione stragiudiziale, se predisposto con intelligenza, può portare alla reciproca soddisfazione di debitore, che potrà finalmente estinguere il debito, e creditore, che potrà finalmente incassare quanto gli è dovuto.

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera di richiesta di piano di rientro debito, tramite la quale il debitore chiede al creditore la definizione di un piano di rientro.