Fac Simile Istanza di Accesso agli Atti Amministrativi

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di istanza di accesso agli atti amministrativi da compilare e stampare.

Qualsiasi cittadino italiano ha il diritto di richiedere alla pubblica amministrazione l’accesso ai documenti e agli atti amministrativi ospitati dagli archivi. Questa era in passato un’operazione concessa solo se basata su motivazioni specifiche, come per esempio l’avere partecipato ad un concorso pubblico o l’esserne stati esclusi. Per accedere a queste informazioni, oggi, bisogna presentare una richiesta che prende il nome di istanza di accesso agli atti amministrativi, vediamo di cosa si tratta, e come funziona.

L’istanza di accesso agli atti amministrativi, nota più comunemente come, accesso generalizzato, consente a qualsiasi cittadino di richiedere l’accesso alle informazioni contenute negli archivi della pubblica amministrazione. Il suddetto accesso non è legato ad alcuna motivazione, dunque può essere richiesto senza specificarne i motivi, una cosa invece obbligatoria in passato.

Inoltre, l’istanza di accesso agli atti amministrativi può essere richiesto a qualsiasi pubblica amministrazione, da quelle locali fino ad arrivare a quelle regionali e a quelle statali, senza per questo possedere alcuna qualifica, il che significa che si possono, per esempio richiedere, per trasparenza o per semplice curiosità, i documenti di un certo concorso pubblico, senza per questo avervi partecipato. Di fatto, a livello legislativo è cambiato un dettaglio molto importante, la mancata risposta alla richiesta da parte delle pubbliche amministrazioni, che prima aveva un valore di negazione, detto silenzio rigetto, oggi equivale al silenzio assenso.

L’accesso generalizzato alla Pubblica Amministrazione ha uno scopo preciso, la libertà d’informazione, richiesta anche dall’Unione Europea, e la possibilità per il cittadino di potere richiedere in qualsiasi momento qualsiasi informazione. Lo scopo principale è valutare l’operato della Pubblica Amministrazione, e soprattutto cercare di capire e di indagare eventuali truffe o concorsi truccati, dato che ultimamente non sono stati pochi gli scandali in merito.

L’istanza di accesso agli atti amministrativi, non a caso, è stata accompagnata dall’obbligo di pubblicare tutti i dati di rilievo nelle pagine dei siti della Pubblica Amministrazione, come, per esempio, i vincitori di un concorso, oppure le somme spese per ottenere consulenze esterne. Per tutti quei documenti senza obbligo di pubblicazione, tramite l’istanza generalizzata è possibile comunque avervi accesso.

Di fatto, l’istanza di accesso agli atti amministrativi serve per potere visionare tutti quei documenti che non vengono pubblicati sul sito delle amministrazioni pubbliche, ma per i quali il cittadino potrebbe avere un interesse personale. La modalità di richiesta è davvero molto semplice, una volta compilato il modello di istanza generalizzata, basta consegnarlo in formato cartaceo presso gli uffici indicati sul sito della Pubblica Amministrazione, oppure direttamente al rispettivo URP, Ufficio Relazioni Pubbliche. Può anche essere inviato via mail. Una volta inoltrata la richiesta di accesso generalizzato, si attiva il procedimento che dovrà fornire una risposta entro 30 giorni dalla data di richiesta. Vediamo cosa può accedere in questo periodo di tempo.

L’istanza viene accettata. La pubblica amministrazione accetta l’istanza e le informazioni richieste dal cittadino gli vengono regolarmente fornite. L’istanza è totalmente gratuita, e come già sottolineato in precedenza, non deve contenere alcuna giustificazione di sorta.

L’istanza viene respinta. Entro 30 giorni la pubblica amministrazione può decidere di rifiutare l’accesso agli atti amministrativi al cittadino, ma deve obbligatoriamente fornire una motivazione valida. In questo caso, il cittadino può richiedere l’istanza di riesame presso l’Ufficio responsabile della corruzione, oppure ricorrere al TAR per fare valutare la validità del rifiuto.

L’istanza viene sospesa. Nel caso in cui il cittadino richieda informazioni che coinvolgano altri soggetti, come nel caso dei concorsi pubblici e delle graduatorie, la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di informare i suddetti della richiesta di informazioni. Nel caso in cui uno dei soggetti coinvolti dovesse ritenere il proprio diritto di privacy superiore al diritto di libera informazione del richiedente, può a sua volta fare richiesta alla Pubblica Amministrazione al fine di fare respingere l’istanza di accesso generalizzato. In questo caso la pratica viene valutata e l’istanza sospesa per 10 giorni.

L’istanza non trova risposta. Nel caso in cui la pubblica amministrazione interpellata non dovesse rispondere, in base al silenzio assenso, l’istanza di accesso agli atti amministrativi deve essere considerata accettata in automatico. Questo accade anche nel caso in cui un soggetto interessato possa richiederne il blocco, superati i 30 giorni dopo i 10 giorni di sospensione.

Il modello di istanza di accesso agli atti amministrativi presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Accordo di Riservatezza

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di contratto di mediazione da compilare e stampare.

Spesso, quando si tenta di arrivare a un accordo, stipulare un contratto o completare una transazione tra aziende o tra privati, entrano in ballo delle informazioni particolarmente confidenziali che una delle due parti, o entrambe, desiderano mantenere segrete. Risulta essere proprio in questo caso che entra in gioco l’accordo di riservatezza, un vero e proprio pre contratto vincolante, che ha lo scopo di proteggere informazioni sugli acquirenti, sui fondi di investimento, sulle strategie di marketing, sulle cifre in ballo e su tutta una serie di dati giudicati dagli attori particolarmente importanti. Oggi vedremo dunque tutto ciò che c’è da sapere sugli accordi di riservatezza.

In Italia lo conosciamo con il nome di accordo di riservatezza, o accordo di non divulgazione, Non disclosure Agreement. La prima cosa che bisogna sapere, è che questo accordo viene configurato come un pre contratto, questo significa che viene concordato prima del contratto vero e proprio e che ha valenza legale, indipendentemente dal fatto che il contratto venga chiuso e dunque firmato o che salti. Va poi specificato che l’accordo di non divulgazione può riguardare solo una delle parti in causa, oppure entrambe, a seconda delle necessità. Nel caso in cui l’accordo venisse violato o non rispettato in parte, possono subentrare conseguenze a livello pecuniario, con sanzioni amministrative, o a livello contrattuale, questo potrebbe infatti saltare ed essere considerato non più valido.

L’accordo di riservatezza è un documento che viene redatto prima del contratto vero e proprio, e che contiene al suo interno tutte le informazioni che le due parti, o una di esse, intendono mantenere confidenziali. L’accordo vincola dunque alla segretezza in merito alle informazioni contenute all’interno del documento, pena sanzioni o invalidità del contratto. Va poi specificato che l’accordo non viene considerato valido nel caso in violi il diritto all’informazione dei cittadini, la legge, la sicurezza o altri fattori considerati prevalenti. Inoltre, esistono anche dei casi di esclusione che impediscono alle due parti di inserire dati o informazioni da vincolare, questo accade, per esempio, quando una delle due parti è già a conoscenza di queste informazioni tramite fonti secondarie.

Entrando nello specifico, un accordo di riservatezza generalmente contiene la specifica di unilateralità o bilateralità, a seconda che si decida di applicarlo ad entrambe o ad una sola delle due parti. Inoltre, come già anticipato, contiene sempre la lista delle informazioni protette dalla segretezza e lo scopo della limitazione. L’accordo di non divulgazione specifica anche un’eventuale scadenza, se questa è presente, la segretezza è vincolata ad un periodo di tempo, mentre se è assente, la segretezza è perenne.

Infine, l’accordo di riservatezza può contenere anche una clausola in merito alla divulgazione con terze parti. Quando presente, una delle due parti è autorizzata a condividere le informazioni private con i dipendenti o gli eventuali partner commerciali o azionisti. Anche in questo caso, i dipendenti e gli attori che entrano in possesso di queste informazioni sono automaticamente legati dal patto di riservatezza. Va poi aggiunto che l’accordo può anche specificare le penali in caso di divulgazione e può contenere una lista di esclusione che, al contrario, contiene i dati che le due aziende possono divulgare senza rischio di incorrere in sanzioni.

Esistono sostanzialmente due tipi di vantaggi relativi alla stipula di un accordo di non divulgazione, la protezione dei dati personali relativi agli attori che si impegnano a firmare un contratto, e la protezione del know how di un’azienda che non desidera rendere pubbliche le informazioni in merito alle proprie risorse interne e alle proprie strategie. Per fare un esempio pratico, un passaggio di proprietà relativo ad un’azienda o un asset potrebbe coinvolgere dei fondi che desiderano mantenere anonimi i nomi degli investitori che partecipano all’acquisto dell’impresa.

Lo stesso discorso può essere applicato alle competenze interne dell’azienda, che possono essere intese come asset o patrimonio unico, e dunque protette. Il motivo è dovuto al fatto che il know how aziendale viene inteso come un vero e proprio valore economico, dato che si tratta dell’insieme di conoscenze che possono sancire il vantaggio competitivo di un’azienda su un certo mercato. Questo dunque non include solo le conoscenze teoriche o le tecniche di marketing, ma anche tutti quegli strumenti tecnologici che appartengono all’impresa, e che potrebbero essere dunque emulati dai competitor.

Il fac simile di accordo di riservatezza presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in base alle proprie esigenze.

Fac Simile Comparsa Conclusionale

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di comparsa conclusionale da compilare e stampare.

In campo giuridico non sempre risulta facile muoversi tra terminologie complesse e documenti che spesso richiedono la spiegazione e l’intervento di un professionista del settore. Alle volte, poi, alcuni di questi documenti appaiono più che altro come il retaggio di una burocrazia che in Italia la fa ancora da padrone, a scapito della comprensione delle meccaniche giudiziali, anche di quelle apparentemente meno complesse. La comparsa conclusionale fa esattamente parte di questo insieme di documenti, un atto che dovrebbe essere sempre privo di eccessive formalità, e che possa più che altro sottolineare la sostanza di una richiesta.

Vediamo dunque in cosa consiste la comparsa conclusionale, e alcuni consigli per redigere questo documento in modo appropriato.

La comparsa conclusionale è un atto che deve essere redatto e presentato entro e non oltre 60 giorni dalla data relativa all’udienza conclusiva di una disputa. In altre parole, si tratta di una sorta di sintesi che dovrebbe sempre contenere le motivazioni, le giustificazioni e le ragioni sulle quali è stata fondata la propria difesa durante un’istruttoria. Volendo spiegare la questione in termini ancora più semplici, la comparsa conclusionale è un vero e proprio riassunto delle argomentazioni che dovrebbero spingere il giudice a propendere per quella parte piuttosto che per l’altra.

Trattandosi di un documento prettamente riassuntivo, la prima regola per redigere una comparsa conclusionale appropriata è evitare le intestazioni prolisse e noiose, in altre parole, sarà bene limitarsi a riportare solo le informazioni base, come ad esempio la motivazione della causa, i dati della parte difensionale, e la posizione assunta nei confronti della disputa. Il cappello introduttivo deve invece spiegare al giudice lo svolgimento degli eventi, cercando di rendere interessante lo scritto e provando a convincerlo della bontà delle proprie richieste.

All’interno dell’introduzione devono poi essere elencati i punti che hanno dato origine alla controversia, in altre parole, si tratta di una sorta di sintesi contenente al suo interno i momenti più importanti della vicenda, che andranno poi arricchiti con gli altri particolari solo successivamente, in sezioni specifiche. Nella sezione finale, poi, andranno riportate le conclusioni già espresse durante la causa in essere, si tratta di un vero e proprio finale di un percorso, attraverso il quale si dovrà convincere il giudice dell’attendibilità del punto di vista, spingendolo a pesare con maggiore piglio le richieste contenute nella comparsa conclusionale.

Trattandosi di un documento giuridico molto particolare, esistono altri consigli molto efficaci per scrivere una comparsa conclusionale che possa aumentare le possibilità di successo dell’istruttoria. Nello specifico, assicurati sempre di renderne agevole la lettura suddividendo il testo in brevi paragrafi e utilizzando la formattazione per fare risaltare solo ed esclusivamente i passaggi chiave del documento. Anche l’utilizzo di elenchi puntati è caldamente consigliato, perché catturano l’attenzione e permettono di esporre con grande chiarezza i punti focali della vicenda, oppure le richieste conclusive.

Inoltre, considera sempre che la comparsa conclusionale deve attenersi agli atti già esposti durante la controversia, questo significa che non potranno essere riportate informazioni o conclusioni che possano differire con quelle già esposte e non è possibile includere nuovi documenti al suo interno. Infine, la questione linguaggio, la comparsa conclusionale va sempre scritta utilizzando un linguaggio neutro, quanto più possibile obiettivo e ovviamente privo di sfumature polemiche. Inoltre, deve sempre riferirsi a fatti concreti già emersi durante l’istruttoria, ed eventualmente citare le normative a sostegno di una tesi o di una richiesta.

Fac Simile Quietanza Liberatoria

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di quietanza liberatoria da compilare e stampare.

Quando un soggetto ha un debito verso un altro e corrisponde a cifra dovuta, o una parte di essa, ecco che entra in gioco la quietanza di pagamento, detta anche quietanza liberatoria.

La quietanza liberatoria è un documento che attesta l’estinzione di un debito e deve essere sempre richiesta dal debitore al creditore. In altre parole, con la quietanza di pagamento si libera ufficialmente il debitore dai suoi doveri nei confronti del creditore.

Tramite questo strumento, qualora in futuro dovessero sorgere contestazioni, il debitore avrà dalla sua parte un documento con valenza legale, la quietanza liberatoria, appunto, che permetterà di provare davanti al giudice l’avvenuto pagamento di una certa somma, impedendo al creditore di richiedere la cifra già versata in precedenza e riportata sulla quietanza.

La quietanza di pagamento è obbligatoria per legge, ma solo nel caso venga richiesta al creditore. In altre parole, quando un debitore effettua un pagamento estinguendo i suoi debiti, è sempre consigliabile che richieda al creditore la quietanza liberatoria, ovvero una dichiarazione in cui il creditore attesta di avere ricevuto un pagamento per la copertura, totale o parziale, di un debito contratto dall’altra parte in causa. Da aggiungere anche che un creditore non può mai rifiutare la richiesta di rilascio della quietanza di pagamento di un debitore, tranne nel caso in cui vi sia un debito bilaterale e dunque la presenza di crediti e debiti da entrambe le parti.

Essendo una dichiarazione avente valenza stragiudiziale, la quietanza liberatoria di pagamento deve necessariamente contenere alcuni dati, per iniziare deve essere presente la cifra corrisposta dal debitore, ed essere specificato se si tratta di una cifra a copertura totale o parziale di un debito. Inoltre, deve essere anche presente la causale di questo debito e i dati anagrafici delle parti in causa. Infine, le firme di entrambi i soggetti sono fondamentali per dare una valenza legale a questa dichiarazione. Può anche essere inserita la data, ma non è obbligatoria, nel caso in cui la quietanza di pagamento dovesse essere contestata e le parti dovessero ricorrere ad un giudice, questo potrebbe avvalersi di altre prove anche in assenza di una data. In ogni caso, è sempre consigliabile inserirla.

La causale rappresenta uno degli elementi più importanti da riportare all’interno di una quietanza di pagamento. La sua assenza non rende privo di valore legale il documento, ma potrebbe comunque autorizzare una delle due parti in causa a contestare la quietanza e a portarla davanti ad un giudice. Questo è dovuto al fatto che, in assenza della spiegazione dell’oggetto del debito, per legge, la quietanza di pagamento può essere applicata al debito più vecchio. Per questo motivo, soprattutto quando esistono diversi debiti contratti con un creditore, è sempre il caso di specificare la causale indicando con chiarezza l’oggetto del corrispettivo in denaro. Nel caso in cui il debito sia singolo, invece, la causale non è indispensabile.

La quietanza liberatoria può essere rilasciata sia in formato cartaceo che digitale. Nel primo caso, può avere sia la forma di un documento a parte che essere inclusa all’interno di un eventuale contratto stipulato tra le parti. Quando, invece, la quietanza viene rilasciata in formato digitale, la consegna deve obbligatoriamente avvenire tramite indirizzi di posta elettronica certificata, nel caso di utilizzo di una mail semplice, il documento avrà scarsa valenza legale e potrà essere facilmente contestato davanti ad un giudice. Da aggiungere anche che la quietanza di pagamento può essere inviata tramite raccomandata.

Occorre anche sottolineare che la quietanza di pagamento non deve essere necessariamente rilasciata in prima persona dal creditore, ma può anche essere consegnata da un suo mandatario, che può anche essere investito dal creditore del compito di ricevere la somma del credito al suo posto. Lo stesso discorso può essere applicato al debitore, che ha la possibilità di delegare il pagamento del debito e la richiesta della quietanza liberatoria ad un suo rappresentante, che agirà ovviamente a nome del debitore.

Come già accennato in precedenza, una quietanza liberatoria può essere totale ,nel caso in cui la somma corrisposta vada a coprire interamente il debito esistente fra le due parti, oppure parziale, nel caso in cui avvenga a copertura di una parte del debito. Infine, esiste anche la quietanza con remissione del debito residuo, in questo caso il debitore consegna solo un pagamento parziale, che viene però ritenuto soddisfacente dal creditore, che solleva il primo soggetto dal pagamento del credito residuo specificandolo all’interno della quietanza.

Modello Verbale di Sopralluogo

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di verbale di sopralluogo da scaricare e compilare.

Con il termine sopralluogo si fa riferimento alla visita o all’insieme di visite da mettere in atto per compiere delle verifiche relativamente a una situazione esistente sulla quale devono essere eseguiti rilievi o deve essere espresso un giudizio tecnico. In questa ipotesi parliamo di perizie, stime e consulenze richieste da enti pubblici, giudici e soggetti privati.

Nel caso in cui sia necessario redigere una Consulenza Tecnica d’Ufficio a seguito di un incarico ricevuto dal giudice, non è possibile fare a meno di invitare tutte le parti, ossia attori, avvocati, resistenti, eventuali proprietari degli immobili e tecnici nominati dalle parti, mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno. La comunicazione dovrà riportare luogo, data e ora dell’incontro unitamente all’oggetto e dovrà essere inviata almeno 15 giorni prima dell’incontro. In altri casi l’invio della raccomandata potrebbe non essere necessario, risulta essere comunque consigliato l’invio ogni volta che vi è una contesa tra più parti o vi sono documenti pubblici.

Prima di dare seguito ad un sopralluogo, è fondamentale munirsi di tutti gli strumenti di rilevazione necessari, tra questi segnaliamo un metro pieghevole o a nastro ed una fotocamera digitale, preferibilmente munita di zoom o di obiettivo, in modo da ingrandire parti difficili da raggiungere i cui dettagli potrebbero rivelarsi preziosi per compiere una valutazione accurata.

Qualora il sopralluogo venga effettuato per misurare dei lavori pubblici, durante i lavori in corso sarà necessario fotografare tutto ciò che si contesta all’impresa e che non sarà più visibile una volta ultimati i lavori. Se si esegue un sopralluogo in un’area sconosciuta, per evitare inutili perdite di tempo, è importante studiare prima l’area, quantomeno planimetricamente, servendosi di mappe corografiche e catastali e curve di livello qualora si rivelino necessarie.

Nell’eseguire la descrizione, è fondamentale che all’interno della relazione tecnica siano riportati tutti gli elementi che possono rivelarsi utili ai fini del sopralluogo. Può capitare che non vi sia bisogno di una relazione descrittiva, come nel caso delle visite compiute dal Direttore dei Lavori su un cantiere. Il più delle volte, invece, i sopralluoghi sono necessari proprio per compiere tutte le verifiche tecniche imprescindibili riguardanti lo stato dei luoghi sui quali si andrà ad intervenire o sui quali bisogna esprimere un giudizio.

In questi casi, anche con l’aiuto delle foto scattate e di appositi schemi esemplificativi o disegni del rilievo, sarà necessario eseguire una relazione minuziosa, dove fornire spiegazioni dettagliate su ciascun punto sul quale viene espresso un giudizio. Ovviamente sarà fondamentale compiere una netta distinzione tra le conclusioni oggettive, che come è ovvio che sia dovranno essere supportate da spiegazioni tecniche approfondite, da quelle per le quali si avanzano delle ipotesi o si esprime un semplice parere.

In caso di dubbi bisognerà compiere delle indagini approfondite, servendosi di personale specializzato e attrezzature specifiche. Queste potranno essere impiegate solo una volta incassata l’autorizzazione del committente, in modo particolare quando le spese da affrontare sono ingenti.

Nel corso del sopralluogo è necessario verificare tutti gli elementi tecnici presenti, ovvero materiali, misure e opere. Le quantità rilevabili riguardano le misurazioni delle parti, che dovranno essere precisate nel dettaglio riportate con disegni che dovrebbero essere almeno in scala 1:50. Per quanto riguarda i materiali, essi possono essere rilevati per mezzo di foto o con descrizione dettagliate che dovranno per forza di cose includere dimensioni, data di produzione, consistenza al momento e adeguatezza.

In caso di danni, bisognerà fotografarli, aiutandosi con oggetti le cui dimensioni sono note ai più. Per esempio, nel caso di una crepa, è possibile scattare una foto della stessa con accanto una moneta. Come risulta essere ovvio che sia, eventuali danni dovranno essere documentati anche con l’ausilio di schemi sulla loro posizione.

Alla luce di quanto espresso, appare evidente che un sopralluogo sia sempre preparatorio ad un’ulteriore operazione di natura tecnica o politica. Ecco perché il professionista a cui viene affidato questo incarico sarà tenuto a riportare in modo scrupoloso quanto rilevato, nella maniera più esauriente possibile rispetto a quanto gli è stato richiesto, allegando documentazioni di ogni sorta.

Come risulta essere facilmente intuibile, un lavoro scrupoloso permetterà al committente di raggiungere il suo scopo e al professionista di farsi riconoscere per la sua elevata professionalità e di conseguenza, promuovere la sua attività agli occhi di potenziali clienti che necessitano di un tecnico di fiducia.