Fac Simile Verbale di Assemblea

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di verbale di assemblea da scaricare e compilare.

Scrivere il verbale di una riunione è un’operazione che può rivelarsi estremamente utile se si fa parte del consiglio di amministrazione di una società o di un’associazione. Insomma, presto potresti ritrovarti a dovere scrivere il verbale di una riunione riportando fedelmente quanto discusso e le decisioni prese.

Il verbale, infatti, è uno strumento che permette a te e ai tuoi soci, collaboratori e a chiunque lo consulti, di avere un quadro completo relativamente alla riunione svolta. Su di esso sono riportate le considerazioni di tutti, le decisioni prese e i compiti attribuiti. Il ritardo è niente ritardi, incomprensioni e mancato rispetto delle scadenze. Ecco dunque spiegata l’importanza di questo documento, che ricopre un ruolo strategico fondamentale.

Assodata la sua importanza, è ora di imparare a scrivere un verbale di assemblea. Vediamo quali sono le regole principali.

Poche parole ma buone
Quando scrivi un verbale devi ricordarti di essere sintetico, ma al tempo stesso esaustivo e non dimenticarti mai di parlare al presente.

Obiettività
Le decisioni prese e le osservazioni fatte dovranno essere riportate in modo oggettivo, evita le interpretazioni personali ambigue, distanti da quanto è effettivamente avvenuto nel corso dell’assemblea.

Contenuti
Prepara una scaletta ordinata in modo che tutto sia chiaro. Nel redigere un verbale non devi assolutamente dimenticare di riportare i seguenti elementi.

Dove si è svolta la riunione, i nomi dei partecipanti e degli assenti, il nome di chi presiede e del segretario verbalizzante.
Problemi e questioni non ancora risolte.
Gli argomenti all’ordine del giorno.
Gli interventi più importanti, riportandoli in ordine temporale.
Consigli, proposte, conclusioni e decisioni prese nel corso dell’assemblea o della riunione.
I compiti attribuiti a ciascuno e le relative scadenze nell’esecuzione.
Gli argomenti da discutere nella prossima assemblea.

Nel caso in cui il verbale venga inviato via mail ai partecipanti all’assemblea o alla riunione, ai fini dell’approvazione della stessa potresti aggiungere una frase tipo, Il verbale si ritiene convalidato dai destinatari della presente mail nel caso non avvenga una comunicazione contraria precisa entro i prossimi dieci giorni.

Proponiamo ora alcuni consigli utili su come affrontare la riunione.
Porta con te un’agenda, un taccuino o un portatile, in modo da avere tutto ordinato. Nel caso tu abbia preso appunti in una recente assemblea o riunione, portali con te in modo da prendere spunto per trattare temi non ancora discussi.

Nel corso dell’assemblea o della riunione distribuisci un foglio presenze, assicurandoti che ogni partecipante abbia lo spazio necessario per scrivere il proprio nome e le informazioni di contatto.

Riporta sul Pc il verbale non appena l’assemblea o la riunione si è conclusa, in modo da avere un ricordo maggiormente nitido degli avvenimenti.

Fac Simile Proposta di Acquisto

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di proposta di acquista.

In Italia quando si parla di burocrazia tutto diventa complesso se non si ha un’adeguata conoscenza della materia. Per fortuna in questo caso siamo davanti a una procedura non troppo difficile. Dunque scopriamo insieme cosa risulta essere la proposta di acquisto e come eseguirla in maniera efficace, senza inutili perdite di tempo e denaro

La proposta d’acquisto immobiliare è un atto privato attraverso il quale una parte si impegna a comprare un immobile a un determinato prezzo e a precise condizioni. Attraverso la proposta d’acquisto, dunque, l’accordo raggiunto a voce viene messo nero su bianco.

Stiamo parlando di un atto ufficiale, vincolante per chi acquista. Una volta inoltrata la proposta d’acquisto, la decisione finale spetta solo chi vende, l’acquirente non avrà più la possibilità di ritirare l’offerta fino allo scadere temporale di questa.

Ovviamente è possibile personalizzare la proposta d’acquisto in funzione delle proprie necessità. A prescindere da esse, nella formulazione di una proposta d’acquisto non possono mancare i seguenti elementi:

Destinatario
Il proprietario dell’immobile che si intende acquistare. Bisogna prestare attenzione perché l’assegno di caparra dovrà essere intestato al destinatario e essere non trasferibile.

Immobile oggetto della compravendita
Riferimenti catastali, rogito, planimetria e così via.

Prezzo
La somma offerta da chi acquista con specificate le modalità di pagamento e le corrispondenti tempistiche.

Condizioni della proposta
Elencarle dettagliatamente, includendo i suoi termini temporali.

Provvigioni
Se la proposta d’acquisto è stata formulata mediante un agente immobiliare, all’interno della stessa bisognerà specificare anche le provvigioni che gli spettano.

Ovviamente in questo caso il modulo della proposta d’acquisto dovrà contenere anche i dati dell’agente immobiliare e la sua iscrizione a ruolo.

Come abbiamo avuto modo di vedere, il venditore non ha nulla da perdere con una proposta d’acquisto, visto che nell’attesa di decidere se accettare o meno la proposta d’acquisto riceverà una somma di denaro e non sarà in alcun modo vincolato. Quello che rischia è invece l’acquirente, che prima di inoltrare una proposta d’acquisto e versare un acconto, farebbe bene a adottare alcuni accorgimenti in modo che in caso di problemi possa evitare di concludere la transazione e recuperare il denaro.

Questo è possibile inserendo clausole di salvaguardia
Tramite queste, chi acquista ha la possibilità di tutelarsi ponendo delle precise condizioni d’acquisto. Per esempio, la nota più impiegata è che la proposta d’acquisto è valida a condizione che l’istituto di credito eroghi il mutuo immobiliare per l’acquisto dell’immobile, oppure, nel caso in cui l’abitazione sia in affitto, che al momento della sottoscrizione del accordo l’inquilino deve avere liberato l’abitazione.

Ovviamente sarà fondamentale eseguire tutte le verifiche del caso attraverso un notaio, che provvederà alle seguenti operazioni.

Titolo di provenienza
La copia dell’atto di acquisto dell’immobile.

Ipoteche
Il notaio verificherà la presenza di eventuali ipoteche sull’immobile. Nel caso in cui non vi sia una dichiarata dal venditore, sarà possibile chiederne la cancellazione prima del rogito o contestualmente.

Catasto
Chiedere al venditore la scheda catastale e accertarsi che corrisponda in ogni dettaglio allo stato di fatto

Certificati
Il notaio chiederà al venditore dell’immobile gli estremi dei titoli abilitativi edilizi, eventuali condoni e certificato di agibilità.

Spese in sospeso
Accertarsi che tutte le spese condominiali siano state saldate.

Regolamento condominiale
Procurarsi una copia del regolamento, al fine di verificare possibili limitazioni nell’utilizzo delle singole unità immobiliari, riconoscere le parti comuni e eventualmente quelle a utilizzo esclusivo.

Impiantistica
Verificare lo stato degli impianti richiedendo al venditore le relative certificazioni di conformità.

Costi
Farsi un’idea sul costo complessivo dell’operazione.

Una volta ultimata, sulla proposta d’acquisto viene apposta una data, la firma dell’acquirente e il modulo consegnato nelle mani di chi vende, che avrà un determinato periodo di tempo per accettare o meno. Nel caso questo accettasse, andrà a riconsegnare una copia firmata a chi acquista, ovviamente prima della data di scadenza della proposta d’acquisto immobiliare.

Ovviamente nel caso di mancata risposta entro questa data, la proposta di acquisto perderà di validità. Tuttavia, chi vende potrà a sua volta rilanciare con una controproposta, modificando prezzo e condizioni della compravendita dell’immobile.

Unitamente alla proposta, in genere il venditore riceve anche un assegno, in genere sono sufficienti 1000 o 2000 euro, come prova della serietà dell’acquirente.

L’ideale in questi casi sarebbe stabilire un validità breve per la proposta d’acquisto, per esempio 10 giorni, per evitare che il venditore possa finire per giocare al rialzo con altri potenziali acquirenti.

Se il venditore accetta la proposta d’acquisto, si incontrerà con il venditore per sottoscrivere un contratto preliminare di compravendita a cui fa seguito il completamento dell’operazione.

Modello Richiesta Certificato Ipotecario

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di richiesta certificato ipotecario da scaricare e compilare.

Quando si compie un investimento tanto oneroso come comprare casa, per il quale è necessario dare fondo ai propri risparmi e nella maggioranza dei casi, sottoscrivere un mutuo, è normale acquisire il maggiore numero di informazioni possibile sull’abitazione che si intende acquistare.

Tra i tanti documenti da visionare, al fine di evitare brutte sorprese, troviamo anche il certificato ipotecario.
In questa guida vedremo come ottenere la lettura di questo documento e le informazioni che è possibile trovare su di esso.

Come anticipato, le operazioni di controllo da eseguire quando si desidera comprare un’abitazione sono numerose. Se non si ha molta pratica nel campo e non si ha molto tempo a disposizione, è preferibile rivolgersi ad una persona di fiducia, un professionista del settore.

La prima operazione da compiere è accertarsi che chi il proprietario abbia una regolare concessione edilizia e il relativo certificato di abitabilità.
Fatto ciò bisognerà controllare l’effettiva consistenza dell’immobile, controllando
-Dati identificativi.
-Dati di classamento.
-Superficie catastale.
-Dati anagrafici dell’intestatario dell’immobile.
Informazioni facilmente acquisibili mediante una semplice visura catastale. Altro documento che deve essere assolutamente controllato è l’Attestazione di Prestazione Energetica, documento conosciuto con la sigla APE, che classifica le caratteristiche energetiche dell’immobile mediante una scala da A a G.

Eseguite le prime operazioni di controllo, è fondamentale venire a conoscenza se sull’immobile che si intende acquistare gravano o meno ipoteche. In altre parole è fondamentale controllare che il venditore non si sia indebitato fornendo l’abitazione che si intende acquistare a titolo di garanzia o che su questa non gravino cause giudiziarie, pignoramenti, richieste di rivendicazioni. Informazioni riportate sul certificato ipotecario.

Questo documento viene emesso dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari presso gli Uffici provinciali e riporta l’eventuale presenza di pignoramenti, compravendite, ipoteche, espropri e qualunque altra informazione ha caratterizzato la storia dell’abitazione a cui fa riferimento.

Per il rilascio di questo documento basta compilare un apposito modello di richiesta, disponibile in questa pagina, a cui bisognerà apporre una marca da bollo da 16 euro, con riportati i dati del richiedente e ulteriori informazioni indispensabili per il rilascio.
Per ogni certificato bisognerà versare una quota di 30 euro, a titolo di imposta ipotecaria. In più, per ciascuna nota esaminata dall’ufficio e fino a un massimo di mille, bisogna corrispondere 2 euro. Somme dovute anche nel caso in cui il documento non venga ritirato.
Per quel che concerne il rilascio di copia, il costo è di 10 euro per ogni copia di nota.

Chi desidera velocizzare i tempi, può richiedere il certificato ipotecario on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Durante l’installazione del programma, si può scegliere fra una versione completa, che permette la gestione anche delle anagrafiche di soggetti, immobili e richiedenti e una semplificata, che permette esclusivamente di richiedere il certificato ipotecario senza ulteriori benefici.

Modello di Atto di Pignoramento Immobiliare

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di atto di pignoramento immobiliare da scaricare e compilare.

Il pignoramento immobiliare è una delle procedure più efficaci per incassare un credito. Tuttavia, data la rilevanza del bene in gioco, la procedura da mettere in atto è molto dettagliata e complessa.

Alla luce delle suddette premesse scopiamo insieme cosa può essere soggetto a pignoramento immobiliare, le restrizioni, gli atti necessari, procedure.

Per chi ha dei debiti, è sicuramente fondamentale avere un quadro chiaro circa la pignorabilità della prima casa, in modo da difendersi da un’eventuale aggressione a uno dei beni più cari di cui si possa disporre.

Va anche detto che la procedura che prendiamo in esame è differente da un eventuale atto di pignoramento presso terzi che si palesa quando l’oggetto dell’espropriazione non è di proprietà di chi subisce l’esproprio, situazione che con gli immobili, nella maggioranza dei casi è differente.

Il termine pignoramento immobiliare in realtà è un modo improprio per indicare l’espropriazione immobiliare. Il pignoramento rappresenta solo il primo passaggio per giungere all’espropriazione, fase finale della procedura che il creditore ha messo in atto in modo da recuperare i crediti sospesi.

Contrariamente a quello che si pensa, non vi sono somme minime per procedere all’espropriazione immobiliare e di conseguenza al pignoramento. Tuttavia questo strumento di recupero credito è estremamente complesso e richiede tempistiche elevate, in genere per un esproprio sono necessari anche 10 anni. Senza contare gli elevati costi da sostenere.

Risulta essere possibile procedere con il pignoramento di beni immobili di qualsiasi tipo, non esclusivamente di abitazioni o edifici. Nello specifico, è possibile espropriare

-Qualsiasi tipo di costruzione incorporata al suolo.

-Sorgenti, alberi e corsi d’acqua.

-Edifici galleggianti e mulini.

-Pertinenza di un immobile, i mobili in esso contenuti.

Quando il pignoramento ha come oggetto un immobile, salvo esclusioni riportate nell’atto, esso ricade anche su

-Porzioni di terreno.

-Eventuali fabbricati presenti sul suolo oggetto di pignoramento.

Tra l’altro sono pignorabili anche i cosiddetti diritti reali, ossia l’enfiteusi, l’usufrutto ed il diritto di superficie.

Nel caso in cui l’immobile oggetto di pignoramento abbia più proprietari, anche se il debitore è solo uno è possibile eseguire il pignoramento dell’immobile.

In questo frangente chi lo richiede dovrà inoltrare un avviso ai comproprietari, con riportate

-Generalità del creditore.

-Bene oggetto del pignoramento.

-Data dell’atto e trascrizione dell’atto di pignoramento.

-Invito a presenziare dinanzi al giudice, in modo da discutere riguardo la spartizione dell’immobile.

Una volta recapitato l’avviso e trascorso il tempo indicato sul medesimo, le parti in causa, si ritroveranno di fronte al giudice, il quale, quando possibile procederà con la spartizione in natura.

Nel caso in cui invece questa non sia possibile o non sia richiesta dalle parti, il giudice dividerà il bene attenendosi alle regole generali dell’ordinamento che disciplinano la divisione di immobili in regime di comunione dei beni.

La procedura esecutiva è nel mentre sospesa

-Fino a quando le parti non trovano un accordo riguardo la divisione dei beni.

-Fino a quando il giudice non emette la sentenza di divisione.

Vi sono alcune categorie di immobili non soggette a pignoramento, come

-Immobili sequestrati in precedenza.

-Beni appartenenti al demanio pubblico, idrico e militare.

-Immobili destinati a pubblico servizio.

-Immobili di proprietà di uno stato straniero con funzione pubblica.

-Immobili sul suolo estero.

-Immobili di interesse storico artistico.

-Immobili sottoposti a regime di immunità territoriale.

Anche la prima casa utilizzata come abitazione per la propria famiglia può essere pignorata. Tuttavia quando si parla del pignoramento della prima casa vi sono limiti particolari.

Come abbiamo avuto già avuto modo di segnalare, la procedura di pignoramento immobiliare ha dei costi elevati, pertanto qualora la somma da recuperare non sia molto elevata, è fortemente sconsigliato intraprendere questo tipo di procedura per l’incasso dei crediti.

Modello di Domanda di Ammissione al Passivo

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di domanda di ammissione al passivo.

Chi deve incassare del denaro da un soggetto dichiarato fallito, ha l’opportunità di vedere saldato il debito semplicemente inoltrando una domanda di ammissione al passivo al Tribunale che ha decretato il fallimento.

In parole povere, mediante questa richiesta, colui che vanta un credito nei confronti del debitore, chiede di entrare a pieno titolo nell’elenco dei creditori che beneficeranno della distribuzione degli attivi del fallimento.

Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la domanda di ammissione al passivo offre a tutti pari diritti di incassare quanto spetta. Solitamente è così, ma nel concreto alcuni creditori hanno il diritto di essere pagati prima rispetto agli altri, per esempio grazie a un’ipoteca o a un pegno, è questo il caso dei creditori privilegiati.

Di conseguenza, tutti gli altri creditori, ossia quelli che non possono impugnare un pegno o un’ipoteca, vengono pagati esclusivamente dopo che il debito dei creditori privilegiati è stato saldato totalmente e ovviamente in relazione al residuo dell’attivo della società dichiarata fallita dal Tribunale.

La domanda di ammissione al passivo deve essere depositata presso la cancelleria del Tribunale almeno un mese prima dell’udienza per l’esame dello stato passivo.

Tutte le domande che vengono inoltrate successivamente, e non oltre il termine di un anno o di diciotto mesi qualora il Tribunale abbia prorogato i termini, dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo sono ritenute tardive, pertanto trattate di conseguenza. Scaduto pure il termine di 12 o 18 mesi, le domande tardive potranno ancora essere accettate, a condizione che il creditore riesca a provare che tale ritardo è avvenuto per cause di forza maggiore o che comunque non è a lui imputabile.

Risulta essere quindi fondamentale controllare con attenzione il termine dalla scadenza, termine chiaramente indicato qualora il creditore abbia ricevuto la lettera del curatore. In caso contrario, è possibile ricevere informazioni dettagliate presso il Tribunale competente o informarsi presso la Camera di Commercio, se non si è a conoscenza di quale sia il Tribunale di riferimento.

Vediamo quali sono le informazioni che devono essere indicate nella domanda di ammissione al passivo.

-Generalità del creditore e tipo di procedura da mettere in atto per recupero del credito.

-L’entità dell’importo che si desidera insinuare al passivo.

-I documenti attestanti che il credito è in essere. Qualora si tratti di titoli di credito o di titoli esecutivi, questi per legge devono essere depositati in originale presso la cancelleria del Tribunale entro il giorno dell’udienza.

-L’eventuale presenza di un titolo di prelazione seguita dalla descrizione del bene sul quale la suddetta viene esercitata nel caso abbia carattere speciale.

-Indicazione dei propri recapiti, ai fini delle successivi comunicazioni. Il creditore ha la possibilità di scegliere la modalità di comunicazione e notificazione.

Che sia presentata autonomamente o beneficiando dell’assistenza del proprio avvocato, la domanda di ammissione al passivo va presentata mediante posta elettronica certificata alla casella mail PEC indicata dal curatore nella comunicazione. La conseguenza è che la suddetta domanda dovrà essere sottoscritta con firma digitale al fine da assicurare la provenienza dell’istanza medesima.

Una volta concluso l’esame di tutte le domande ricevute, il Giudice delegato provvederà a rendere esecutivo lo stato passivo.

Il curatore, pertanto provvederà a comunicarlo a tutti i creditori, in modo che questi abbiano la possibilità di prendere visione dello stato passivo esecutivo e inoltrare ricorso nell’eventualità di mancato accoglimento della richiesta.