Modulo per Cambio Sezione Scolastica

In questa pagina mettiamo a disposizione un modulo per cambio sezione scolastica.

Cambiare sezione, ovvero cambiare classe, restando però nella stessa scuola, è un’operazione semplice nelle pratiche, ma più complicata da spiegare al dirigente scolastico. Cambiare sezione significa, di fatto, cambiare classe nell’interesse del bambino.

Per potere richiedere un cambio di classe, è necessario verificare prima se la situazione si possa risolvere in modo più pacifico. Se c’è un problema in classe, il primo passo da fare è contattare tutti i professori, per chiedere se è tutto in ordine e quali sono le criticità. Di solito, i docenti dovrebbero accorgersi se ci sono problemi di emarginazione in classe.

In questi casi, dove il personale ritiene che non ci sia nulla da fare o da segnalare mentre il bambino non è soddisfatto, conviene pensare a un cambio di sezione prima che finisca l’anno scolastico. Prima di fare questa operazione, però, è bene verificare se la scuola ha altre sezioni disponibili per lo stesso indirizzo. Per esempio, in un liceo dove ci sono due o tre indirizzi di studio, potrebbe accadere che non ci sia una classe disponibile. In questi casi, è preferibile non rischiare e cambiare direttamente scuola. Nel cambio di sezione, è importante verificare che anche i docenti siano diversi rispetto alla classe precedente, per evitare che qualche insegnante possa dire la sua nella nuova classe al ragazzo, creando problemi di socializzazione anche dopo il cambio di sezione.

Una volta inviato il documento, sarebbe il caso di non prelevare il bambino dalla classe, ma di mandarlo direttamente alla nuova sezione il giorno successivo, informando preventivamente anche i docenti.

La cosa importante è scegliere di cambiare sezione solo quando è necessario.

Il modulo per cambio sezione scolastica proposto in questa guida può essere scaricato e compilato in modo semplice e veloce.

Modulo per Cambio Scuola

In questa pagina mettiamo a disposizione un modulo per cambio scuola da compilare e stampare.

Cambiare scuola al proprio figlio è possibile, a patto di rispettare una delle due condizioni. Puoi trasferire tuo figlio prima dell’iscrizione all’anno scolastico successivo. In questo modo, i documenti e la trafila burocratica da fare saranno ridotti. Altrimenti, puoi presentare durante l’anno scolastico la documentazione per cambiare scuola. In questo caso, potresti pagare per la seconda volta l’iscrizione, quindi fai molta attenzione ai documenti.

Nell’interesse del minore, infatti, è importante che entrambi i genitori siano concordi per il cambio della scuola e che la stessa riceva una motivazione seria e dimostrabile che costringa i genitori a trasferire il bambino in un’altra scuola. Una volta compilato, il modulo va presentato al preside della scuola dove tuo figlio attualmente sta frequentando.

A questo punto, il dirigente scolastico deve rilasciare questo documento di nulla osta, che servirà alla famiglia accanto all’iscrizione alla nuova scuola. Nei mesi successivi, la scuola precedente è tenuta a dare a quella successiva tutti i documenti relativi al percorso scolastico dell’alunno, per consentire al minore, a fine percorso, di ottenere i titoli di studio necessari. La famiglia, dopo aver mandato i documenti, non deve fare altro che ottenere l’ok della nuova scuola e mandare il ragazzo al secondo istituto scelto

Da quel momento, non ci sono altre pratiche da fare, se non quella di pagare la tassa di iscrizione per gli anni successivi. Se la motivazione dovesse essere rifiutata, tutto dipende dalla situazione famigliare, si può comunque richiedere l’intervento di un giudice, che dia la priorità nell’interesse del minore. Prima di passare alle vie legali, conviene parlare con il dirigente scolastico, dato che, di solito, le scuole non creano problemi se la famiglia decide di trasferirsi o se ci sono motivazioni valide nell’interesse del bambino che aveva frequentato quella scuola.

Il modello per cambio scuola messo a disposizione in questa guida può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Relata di Notifica

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile relata di notifica da compilare e stampare.

Con l’espressione relata di notifica ci si riferisce alla relazione che l’ufficiale giudiziario redige ogni volta che deve effettuare una notifica, nella quale certifica le attività di ricerca da questi compiute e i dati generali della persona alla quale eventualmente abbia consegnato l’atto stesso. Questa relazione di notifica, altrimenti detta relata, dopo essere stata datata e sottoscritta dall’ufficiale giudiziario, viene infine apposta in calce all’originale e a ogni copia dell’atto.

La relata di notifica si compone di due parti fra loro distinte
-Nella prima parte del documento si specifica il soggetto che chiede la notificazione e i dati anagrafici del suo destinatario.
-Nella seconda parte dell’atto, l’ufficiale giudiziario descrive con precisione le modalità della notificazione stessa, pertanto la data in cui essa viene effettuata, le qualità della persona che ha ricevuto oppure rifiutato l’atto per il destinatario o ancora i motivi della mancata consegna dell’atto, le ricerche fatte, tutte le notizie e le informazioni raccolte per trovare il destinatario.
La prassi consolidata prevede che l’avvocato compili la prima parte della relata sull’originale e su ogni copia della notifica, senza dimenticare di lasciare una parte del foglio in bianco, uno spazio abbastanza ampio nel quale l’ufficiale redigerà in seguito la relata dell’attività svolta di persona e dove apporrà i timbri, la data e la propria sottoscrizione, sia sul documento originale che sulla copia notificata.
Per quanto riguarda le spese, esse vengono anticipate da chi richiede la relata.
Nella prassi l’avvocato compila sull’originale e su ogni copia da notificare la prima parte della relata, avendo cura di lasciare in bianco una parte del foglio, sufficientemente ampia, in cui l’ufficiale redige in un secondo momento la relata dell’attività personalmente svolta e appone i timbri, la data e la propria sottoscrizione, sia sull’originale, sia sulla copia dell’atto notificato.
Le spese di notifica vengono anticipate da chi la richiede.

La relata di notifica è un atto pubblico pienamente comprovante, fino a querela di falso, dell’attività svolta e dei fatti così come accaduti alla presenza dell’ufficiale giudiziario, compreso il fatto di avere cercato informazioni o ricevuto dichiarazioni.
Ciò vuol dire che per contestare il contenuto di una relata di notifica non è sufficiente provare il contrario di quanto in essa si afferma, ma è indispensabile fare una formale querela di falso.

Per ritenersi regolarmente effettuata, la relata di notifica deve indicare in modo completo la località del Comune di residenza, di dimora oppure del domicilio in cui il destinatario è stato cercato e, nel caso le ricerche non sortiscano l’effetto sperato, la persona a cui l’atto è stato consegnato.

Se l’atto originale non è conforme alla copia notificata prevale la copia, in quanto il destinatario basa la propria difesa su di essa.

Fac Simile Ricevuta di Pagamento

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile ricevuta di pagamento da compilare e stampare.

Quando si riceve il pagamento per una prestazione o un servizio e soprattutto nel caso in cui si tratti di somme di denaro piuttosto cospicue, spesso la controparte impone il rilascio di una specifica ricevuta come attestazione della avvenuta corresponsione.
Realizzare questo tipo di ricevuta è un’operazione semplice ma, per fare in modo che sia valida, bisogna che essa rispetti alcuni punti fondamentali.
In questa guida vi spieghiamo in modo semplice e chiaro come emettere una ricevuta di pagamento in modo corretto.

Come prima cosa scaricare il modello presente in questa pagina.
Da sapere, la ricevuta di pagamento può essere scritta a mano o con il Pc, visto che a livello di validità dell’atto ciò non ha nessuna influenza.
Qualora non abbia valore a fini fiscali, la ricevuta potrà essere scritta su un classico foglio bianco specificando luogo e data di emissione.
Dopo aver inserito queste informazioni, passate alla riga successiva e indicate sinteticamente l’oggetto, ovvero la motivazione, per la quale state ricevendo il pagamento, di seguito invece, cioè alla riga successiva, iniziate a scrivere in modo più dettagliato la vostra ricevuta.

Iniziate indicando i vostri dati personali, pertanto nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, e proseguite scrivendo le informazioni che identificano la persona che vi sta effettuando il pagamento, spiegando anche la ragione di questo.
Infine, per fare in mola ricevuta sia valida, è indispensabile apporre le firme dei contraenti.

Prima di concludere è opportuno soffermarsi su una questione piuttosto importante: eccola.
Molto spesso si tende a confondere la ricevuta fiscale con quella non fiscale, ma in realtà si tratta di due cose diverse che è bene analizzare più attentamente.

La ricevuta fiscale è un documento valido, ai fini fiscali appunto, per certificare l’avvenuta transazione commerciale in conseguenza ad uno scambio di denaro. Per questa ragione l’emissione della ricevuta fiscale, oppure dello scontrino fiscale, è obbligatoria per tutti i commercianti al minuto, in base a quanto stabilito dal DPR n. 600/73 e dal DPR n. 633/72.
La ricevuta di tipo non fiscale, invece, non è obbligatoria per legge, e risulta essere quella che viene emessa, solo per fare un esempio, quando vendiamo un vecchio oggetto, in pratica, essa rappresenta soltanto la garanzia del debitore del pagamento della cifra fissata per l’acquisto dell’oggetto.
Come potete vedere compilare una ricevuta di pagamento è molto semplice, soprattutto se seguirete alla lettera i nostri consigli.

Modello Richiesta Emissione Vaglia Cambiario

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di richiesta emissione vaglia cambiario.

Il vaglia cambiario è un titolo di credito all’ordine emesso dalla Banca d’Italia su richiesta di clienti privati o istituzionali dopo versamento del corrispondente importo in contanti o tramite bonifico bancario.
Di fatto, il vaglia corrisponde all’assegno circolare emesso da altre banche, con la sola differenza che in tal caso viene emesso dalla Banca d’Italia. Il contenuto è simile a quello dell’assegno circolare, con la differenza che deve risultare dal titolo la denominazione di vaglia cambiario.
Sul vaglia cambiario, oltre alla suddetta denominazione, devo anche risultare
L’incondizionata promessa di pagare una somma ben precisa, indicata in lettere e in cifre.
L’indicazione del prenditore.
Indicazione di data e luogo in cui il vaglia viene emesso.
La sottoscrizione dell’Istituto.
Il vaglia, steso su carta filigranata, riporta sempre un numero progressivo di emissione.

Esso viene richiesto da chi ha bisogno di uno strumento di pagamento che abbia copertura garantita; in tal caso l’incasso è consentito al beneficiario, sia esso persona fisica oppure giuridica.
Il vaglia cambiario è anche lo strumento di cui in genere si avvale l’Agenzia delle Entrate per i rimborsi a favore dei contribuenti.
Il vaglia cambiario è spesso utilizzato anche dagli enti pubblici per liquidare il personale o per corrispondere indennità e rimborsi.

Vediamo come si richiede il vaglia cambiario.
Ci si deve rivolgere ad una qualunque Filiale della Banca d’Italia che offre il servizio, si deve compilare l’apposito modello e consegnarlo di persona o inviarlo alla Filiale per posta, posta elettronica certificata e fax.
Durante lo svolgimento del suddetto iter, si deve procedere al versamento della somma in contanti o tramite bonifico sul conto corrente della stessa Filiale presso cui il vaglia è stato richiesto.
Se non conosci l’IBAN di riferimento, basta telefonare alla filiale e esso verrà subito comunicato.
Nella causale si deve riportare la dicitura Provvista per emissione di vaglia cambiario.
Per limitarne la circolazione, la Banca d’Italia emette il vaglia cambiario con la clausola non trasferibile, ma, facendone espressa richiesta, esso può essere emesso in forma libera purché l’importo sia inferiore a 1.000 euro. In tal caso si deve pagare un’imposta di bollo del valore di 1,50 euro.

Se invece si riceve un vaglia cambiario da un terzo, ci sono due modi per incassarlo
-Versarlo sul proprio conto corrente bancario o postale.
-Recandosi presso una qualsiasi Filiale della Banca d’Italia che offre il servizio e richiedendo il pagamento in contanti o tramite accredito sul proprio conto. Portare sempre con sé un valido documento di riconoscimento.
Carta di identità e codice fiscale potrebbero non bastare ai fini del riconoscimento, poiché l’addetto allo sportello è tenuto ad effettuare una verifica presso il comune sulla veridicità dei dati riportati sul documento di identità presentato, operazione che potrebbe far slittare il pagamento di qualche giorno.
Per non perdere tempo è possibile richiedere l’intervento di un notaio, ovviamente a proprie spese.
Da non dimenticare: il vaglia cambiario può essere incassato fino al giorno 31 dicembre del decimo anno successivo a quello di emissione.

Vediamo cosa succede e come ci si deve comportare in caso di vaglia cambiario non recapitato oppure smarrito o sottratto.
In questi casi è necessario segnalare subito l’accaduto ad una Filiale della Banca d’Italia con lettera, telegramma o fax, oppure recandosi personalmente allo sportello, Per fare in modo che il relativo pagamento sia sospeso.