Modello Contratto di Locazione Turistica

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello contratto di locazione turistica da compilare e stampare.

Sono sempre più numerosi gli italiani che posseggono una seconda casa e che decidono di adibirla a casa vacanza, affittandola ai tanti turisti che necessitano di un posto dove stare, e che intendono risparmiare evitando l’hotel. Ma l’affitto di una casa concessa ad uso turistico è un’operazione che deve necessariamente sottostare alla normativa vigente. Vendiamo dunque di approfondire il discorso e di valutare tutti gli aspetti del contratto di locazione turistica, così da avere una panoramica chiara su cosa può essere fatto, e cosa invece deve essere evitato per non incorrere in sanzioni.

Per iniziare, è importante chiarire che una casa, per essere oggetto di affitto, deve ovviamente essere a norma e dunque rispettare tutte le regole in merito all’edilizia. Detto questo, una casa da cedere in affitto deve anche possedere l’APE, ovvero il certificato relativo alle prestazioni energetiche. Fatta questa doverosa premessa, non esistono paletti relativi alle tipologie di case che possono essere affittate, o alle porzioni da affittare, qualsiasi immobile ad uso abitativo può essere concesso in locazione, ed è anche possibile affittare una singola stanza, come per esempio accade nel caso dei bed and breakfast.

C’è un particolare molto importante che devi conoscere, la registrazione del contratto di locazione turistica è obbligatoria solo quando l’affitto va oltre i 30 giorni di permanenza del locatario. In caso contrario, puoi non registrare il contratto ma devi comunque comunicare allo Stato il fatto che hai ceduto, seppure temporaneamente, la tua casa. Se registri il contratto, invece, questo va a sostituirsi alla comunicazione.

Esistono una serie di costi che devi conoscere, e che dovrai sopportare quando deciderai di cedere in locazione la tua casa. Nello specifico, abbiamo la marca da bollo del costo di 16 euro, dovrai pagarne ogni quattro pagine di contratto di locazione turistica, oppure una ogni cento righe. Poi abbiamo le imposte di registro, che corrispondono al 2% del canone di locazione. I pagamenti è possibile farli direttamente online, utilizzando il programma Rli e compilando i campi con tutte le informazioni richieste. Tramite il programma, puoi usufruire di una serie di possibilità, puoi registrare il contratto d’affitto, pagare marche da bollo, cedolare secca e imposta di registro.

Se il periodo di locazione è breve, e dunque non arriva a 30 giorni, puoi evitare di pagare le imposte di registro e le marche da bollo, sostituendole con la cedolare secca. In questo caso la percentuale che dovrai versare allo Stato andrà dal 10% al 21%, a seconda del regime d’affitto, se a canone calmierato o se a libero mercato. La cedolare secca deve essere necessariamente pagata in fase di dichiarazione dei redditi, con il modello F24, nel caso tu abbia scelto un portale web come intermediario, sarà il sito stesso ad occuparsi del pagamento della cedolare secca. Ad ogni modo, prima di procedere, informati sempre sulle condizioni d’uso di questi servizi, per evitare sorprese dell’ultimo minuto.

Se l’affitto supera i 30 giorni, e dunque si rende necessaria la registrazione del contratto di locazione turistica, sappi che le marche da bollo e l’imposta di registro non sono gli unici costi che dovrai sostenere. Questo perché, essendo un vero e proprio reddito fondiario, include anche il pagamento di un’imposta sul totale del reddito meno il 5%. Per quanto concerne il contratto di locazione turistica, invece, è bene che tu sappia che dovrà essere compilato in ogni sua parte, e specificare che la registrazione avviene in quanto il contratto prevede una locazione di 30 o più giorni. In caso contrario, il contratto di locazione turistica assume lo stato di scrittura privata e non deve essere registrato, in ogni caso, deve sempre contenere una nota che specifichi tutto questo.

Il fac simile di contratto di locazione turistica presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di risoluzione consensuale contratto di locazione da compilare e stampare.

La risoluzione consensuale del contratto è un accordo che viene utilizzato soprattutto nel caso dei contratti di locazione, nonostante non sia così comune, in merito va anche fatta una distinzione dal diritto di recesso, che approfondiremo comunque più avanti.

La questione relativa alla risoluzione consensuale del contratto, che può essere applicata in diversi campi, è davvero molto semplice, nei fatti, sia locatore che locatario concordano nel nel risolvere un contratto di locazione, ma questa pratica deve essere svolta in modo conforme alla legge, dunque rispettando una serie di tempistiche e di parametri. Ecco perché oggi vedremo una piccola guida alla risoluzione consensuale del contratto.

Quando il proprietario di un immobile decide di affittarlo a qualcuno, si redige un contratto di locazione che ha lo scopo di trasferire, dietro il pagamento di un corrispettivo economico, il diritto di usufrutto del bene dal proprietario al locatario. La durata del contratto può variare in base a diversi elementi che non approfondiremo oggi, perché esulano dal nostro discorso, in alcuni casi, previa giustificazione, il locatario o il locatore possono richiedere il recesso del contratto e liberarsi dai suoi vincoli. La risoluzione consensuale è invece diversa, in questo caso, infatti, sia il locatore che il locatario hanno reciproco interesse ad annullare il contratto di affitto. Per esempio, il locatore potrebbe sentire la necessità di tornare in possesso del diritto di usufrutto della casa, per andare a abitare, mentre il locatario potrebbe avere trovato delle offerte migliori o non essere più in grado di sostenere i costi dell’affitto.

Quando un contratto di locazione viene risolto consensualmente dalle parti, il locatario accetta di smettere di godere del diritto acquisito come da contratto, mentre il locatore ritorna in possesso del diritto di usufrutto del proprio bene. Questo, in sostanza, significa che entrambi i soggetti sciolgono tutti quei vincoli previsti dal contratto di locazione. Va poi specificato che la risoluzione consensuale del contratto, avvenendo in modo pacifico tra le due parti non chiude alcuna porta in merito ad accordi successivi, per esempio, entrambi potrebbero richiedere un annullamento della risoluzione consensuale del contratto, oppure provvedere a stipulare un nuovo contratto dopo aver registrato la suddetta risoluzione consensuale.

Risulta essere importante fare una specifica, quando locatore e locatario rescindono consensualmente il contratto, questo non ha più alcuna valenza legale, dunque decadono eventuali pendenze tra i due soggetti. Di conseguenza, è sempre meglio chiudere ogni discorso relativo a caparre o pagamenti in sospeso prima della risoluzione consensuale del contratto, perché altrimenti non avrebbero più valore. Fatta questa doverosa premessa, la risoluzione consensuale, per avere valore legale, deve essere registrata entro 30 giorni. Tramite modulo F24, codice 1503, deve poi essere pagata un’imposta di registro di 67 euro. In caso di mancata registrazione, la risoluzione consensuale del contratto perde qualsiasi valenza legale. Va poi specificato che la risoluzione deve avere forma scritta solo nel caso in cui anche il contratto abbia questa forma.

Adesso è il caso di approfondire la differenza tra risoluzione consensuale e diritto di recesso, nel primo caso è presente la bilateralità del consenso, dunque sia locatore che locatario sono concordano nel volere annullare un contratto di locazione. Nel secondo caso, invece, è presente l’unilateralità e questo significa che può avvenire solo seguendo quanto stabilito dalla legge, ovvero rispettando il diritto del locatario di disdire la sua permanenza in casa dandone il giusto preavviso, ed il diritto del locatore di mandare via il locatario in base ai danni effettuati all’immobile o alla cattiva condotta.

Modello Contratto di Manutenzione Caldaia

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di contratto di manutenzione caldaia da compilare e stampare.

Oggi le caldaie rappresentano uno degli aspetti più importanti nelle case. Oltre al fatto che il costo della sostituzione della caldaia può essere ammortizzato con le agevolazioni fiscali previste per chi ristruttura la casa, va anche aggiunto che una moderna caldaia a condensazione è in grado di abbattere i consumi di risorse energetiche nel breve periodo. Questo significa che la caldaia conviene alle tasche e all’ambiente, il minore consumo di energia elettrica e di acqua, infatti, diminuisce l’importo energetico delle bollette e aiuta il Pianeta a conservare le sue risorse più preziose.

La caldaia necessita però di manutenzione periodica e per questo motivo viene spesso stipulato un contratto di manutenzione che deve avere caratteristiche precise. Ogni contratto di manutenzione periodica della caldaia dovrebbe prevedere al suo interno almeno i seguenti punti.

Elenco operazioni di manutenzione. Il contratto per la manutenzione della caldaia dovrebbe includere un elenco di tutte le operazioni che i tecnici specializzati dovranno effettuare per fare la manutenzione periodica dell’apparecchio.

Specifica del test biennale. Il contratto di manutenzione con il fornitore della caldaia dovrebbe anche riportare l’obbligo, da parte di questo, di effettuare un test biennale riguardante il rendimento di combustione per gli impianti fino a 35 watt.

Libretto di impianto. Quando sostituisci la caldaia, il tuo fornitore è anche obbligato a redigere il libretto di impianto, di fatto, si tratta di un documento che va a sostituire il vecchio libretto caldaia, all’interno del quale dovranno essere segnalati tutti gli impianti nella tua casa collegati alla caldaia, ovvero i punti di calore. Generalmente è necessario un solo libretto d’impianto, ma nel caso la tua abitazione abbia due unità di calore o di climatizzazione distinte, ne servono due.

Modello H o Dichiarazione di avvenuta verifica. Un altro documento che non può e non deve mancare all’interno del contratto di manutenzione periodica della caldaia è il modello H, ovvero la dichiarazione di avvenuta verifica dei controlli da parte del fornitore o del tecnico manutentore. Questo documento va ovviamente redatto da chi effettuerà la manutenzione, e servirà da conferma ufficiale per il corretto funzionamento della caldaia e per il rispetto delle norme di sicurezza. Una volta compilato, il suddetto modello va spedito alla Regione e all’Amministrazione Provinciale.

Impegno di azione in caso di urgenza. Con l’impegno all’azione in caso di chiamate d’urgenza, l’azienda fornitrice della caldaia si impegna a fornire immediata assistenza nel caso in cui l’utente cliente dovesse richiedere supporto per casi di assoluta emergenza. Questa clausola vale dunque nel caso dovesse verificarsi un guasto improvviso dell’impianto, e assicura all’utente di poterne usufruire in via preferenziale e nel giro di pochissimo tempo, così da avere la certezza di non rimanere scoperto e di porre subito rimedio ad eventuali problemi di sicurezza.

Report di lavoro. L’ultimo documento previsto all’interno del contratto di manutenzione caldaia la dichiarazione scritta di tutti gli interventi di manutenzione effettuati sugli impianti, ed il fatto che siano avvenuti in modo conforme alla legge.

Il fac simile di contratto di manutenzione caldaia presente in questa pagina può essere modificato in base alle proprie esigenze in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto di Fideiussione

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di fideiussione da compilare e stampare.

All’interno del mondo giuridico e delle coperture di garanzia, il contratto di fideiussione rappresenta uno dei più diffusi, e al tempo stesso uno dei più complessi. Non sempre la fideiussione è spiegata in modo semplice, e non sempre un cittadino estraneo a questo universo riesce a comprendere appieno il significato o la tipologia di utilizzo. Ecco perché oggi vedremo una piccola guida al contratto di fideiussione, illustrata in modo comprensibile.

La fideiussione è una vera e propria garanzia a copertura di una somma che qualcuno dovrebbe corrispondere a qualcun altro. Per fare un esempio pratico, tu potresti avere la necessità di affittare un tuo immobile, magari ad uso commerciale o anche come abitazione, allo stesso modo, potresti sentire il bisogno di avere una garanzia sui pagamenti del futuro coinquilino, magari perché pensi che non sarà un pagatore puntuale, o perché non vorresti incontrare ritardi, dato che dalla casa in affitto dipendono anche le tue spese.

Vediamo cosa puoi fare per non andare incontro ad alcuna sorpresa. Chiedendo all’affittuario di richiedere l’emissione di una fideiussione a un ente, con questo contratto, l’ente che emette la fideiussione si farà garante dell’eventuale debito, e si impegnerà a coprire una certa somma nel caso in cui il debitore si trovi impossibilitato a farlo. Di fatto, il contratto di fideiussione è molto simile all’accollo, ma con una fondamentale differenza, nel caso dell’accollo è il debitore ad avere un accordo con il garante, mentre nel caso della fideiussione tale accordo intercorre fra il garante ed il creditore.

In genere il contratto di fideiussione più comune ed utilizzato è quello richiesto dalla banca stessa. Anche in questo caso, è molto più semplice fare un esempio pratico, mettiamo caso che tu abbia bisogno di un finanziamento o di un prestito, ma non sia in grado di esaudire tutte le richieste della banca in merito alle garanzie di restituzione. Questo può capitare nel caso tu sia un libero professionista che non ha un reddito fisso dipendente da un contratto. Per evitare questo ostacolo, la banca può richiedere una garanzia fideiussoria a copertura della futura restituzione del prestito, questo significa che dovrai essere tu a presentare qualcuno che possa firmare il contratto di fideiussione, e presentarsi come tuo garante.

Adesso è arrivato il momento di entrare nello specifico. Quando decidi di ricorrere alla fideiussione, il contratto richiederà la presenza di tre attori principali, il contraente, ovvero il debitore, il beneficiario, ovvero il futuro creditore, e ovviamente il fideiussore, dunque il soggetto terzo che si impegna ad intervenire come garante a copertura del debito. All’interno del contratto di fideiussione dovrà anche essere specificato il corrispettivo, ovvero l’ammontare della cifra da coprire, non è detto che il garante debba coprire l’intera cifra del prestito, dunque conterà solo la somma riportata nel contratto di fideiussione. Infine, è importante che tu sappia che esiste anche una fideiussione pro quota, in questo caso, la somma viene suddivisa tra più garanti, ognuno responsabile della propria parte.

Per quanto concerne le tipologie di contratto, oltre alla fideiussione pro quota, è possibile anche stipulare una fideiussione di escussione, in questo caso il fideiussore si assume la piena responsabilità della copertura dell’intera cifra eccedente la parte del debito già pagata dal contraente.

Cosa succede nel caso il contraente non sia in grado di pagare il debito entra in gioco il fideiussore, obbligato per contratto a coprire questo, se non può pagare nemmeno lui, il creditore ha il diritto di rivalersi sulle sue proprietà mobili e immobili.

Per questo motivo è sempre molto rischioso, per una persona fisica, firmare un contratto di fideiussione da garante, la fiducia nei confronti del contraente deve essere massima e risulta essere sempre buona norma che il contraente avverta la persona garante dell’impossibilità di estinguere un debito con largo anticipo. In questo modo darà la possibilità all’amico di trovare la cifra necessaria, per non essere sottoposto in prima persona a tutte le spiacevoli conseguenze che il mancato pagamento della fideiussione altrimenti comporterebbe.

Il modello di contratto di fideiussione presente in questa pagina può essere modificato in base alle proprie esigenze in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto di Mediazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di mediazione da compilare e stampare.

Quando due o più parti cercano di raggiungere un accordo di qualsiasi tipologia, possono affidare l’incarico di trattare e di favorire la chiusura di un contratto ad un mediatore. Risulta essere proprio in questo caso che si configura la mediazione, ovvero l’intervento di un professionista regolarmente iscritto al registro della Camera di Commercio, che ha il compito di mettere in comunicazione due o più parti e di chiudere il contratto ma senza rappresentarle direttamente. Vediamo dunque tutto quello che c’è da sapere sulla mediazione e sulla figura del mediatore.

Il mediatore, come già anticipato poco sopra, è un professionista che si occupa della mediazione quando due o più parti decidono di raggiungere un accordo o di firmare un contratto. Interviene subito la necessità di fare una importante precisazione, trattandosi di mediazione, il mediatore svolge un compito imparziale, in quanto non rappresenta nessuna delle parti in causa.

Per questo motivo, si usa dire che il mediatore lavora in terzietà, dunque assicurando alle due parti un ruolo neutrale. In realtà, la figura del mediatore può occuparsi non solo del raggiungimento di un accordo tra più parti, ma anche del superamento di una lite o di una disputa di qualsivoglia natura, per mediazione, infatti, si intende anche l’intercessione in casi come dispute commerciali.

Il mediatore è un vero e proprio intermediario che agisce in situazioni che richiedono capacità di conciliazione, questo avviene sia nel caso di contrattazioni commerciali che nel caso di dispute di qualsiasi tipologia. Il suo compito è dunque quello di fare ottenere un vantaggio non ad una parte, a ma tutte le parti chiamate in causa, ovvero di una conclusione della trattativa che non vede perdenti ma solo vincitori.

Questa figura si basa sempre sul diritto, nel caso delle dispute, e sulle sue conoscenze del mercato, nel caso degli accordi commerciali, il suo compito è quello di essere un vero e proprio esperto che possa gestire le ambizioni di tutte le parti in causa, facendole incontrare in un punto di accordo, per ottenere ognuno una parte degli obiettivi che aveva in programma. Il mediatore non è un avvocato, questo significa che non agisce all’interno di un’aula di tribunale e non ha il compito di convincere un giudice o le istituzioni. Il suo ruolo, infatti, è quello di convincere tutte le parti in causa della validità di un certo accordo, e di trovare subito eventuali soluzioni trasversali nel caso si presentino difficoltà.

Per questo motivo, la fase di mediazione avviene sempre all’interno dello studio privato del mediatore, possibilmente in presenza di tutte le parti coinvolte, ognuna delle quali viene interpellata in merito alle proprie richieste. Il professionista, dal canto suo, è già preparato sulle suddette richieste e ha già un piano per gestire la contesa o l’accordo, dunque non gestisce solamente la discussione, ma cerca di portare le parti all’accettazione di un compromesso che possa andare bene a tutti. Il mediatore lavora in totale trasparenza, dato che non rappresenta nessuno ed ha lo scopo di portare ad un accordo soddisfacente per tutti, tutto ciò che fa o che dice, dunque, avviene di fronte alle parti in causa durante la riunione di mediazione. Va inoltre specificato che il contratto di mediazione stipulato con le parti prevede sanzioni pecuniarie molto pesanti, nel caso in cui il mediatore violi la trasparenza e la neutralità previste dal suo ruolo.

Vediamo come fa il mediatore a portare alla conciliazione una disputa, o a condurre in porto un accordo commerciale. Tramite una serie di tecniche psicologiche e di comunicazione molto complesse, che possono essere padroneggiate solo dopo aver affrontato un percorso didattico specifico. Da sottolineare, poi, che i mediatori possono essere più di uno: in questo caso, ognuno di loro percepisce una fetta della provvigione.

Purtroppo è spesso facile confondersi quando si parla di mediazione, dato che esistono diverse tipologie di mediatori. Innanzitutto i mediatori vengono in questo caso detti stragiudiziali, proprio perché non operano di fronte ad un organo di giustizia e sono di fatto una soluzione alternativa, per cercare di evitare qualsiasi causa legale. Dunque le due figure viste finora appartengono a questo computo, e vengono dette mediatore commerciale e mediatore civile.

Ma esistono anche altre forme di mediazione che nulla hanno a che fare con quanto abbiamo visto oggi, basti fare l’esempio del mediatore culturale, che ha il compito di accogliere i migranti e di favorire il loro ingresso in una società spesso molto diversa da quella di appartenenza. In questo caso, il suo compito è di ammorbidire l’impatto che i migranti potrebbero avere con usi e costumi sconosciuti, oltre che per le difficoltà dovute alle barriere linguistiche.