Fac Simile Mandato Senza Rappresentanza

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di mandato senza rappresentanza da compilare e stampare.

Il contratto di mandato è molto semplice e intuitivo, si verifica quando due parti raggiungono un accordo in base al quale un soggetto, mandatario, accetta di agire per conto di un secondo soggetto, mandante. Quando si verifica questa casistica, il primo soggetto si impegna ad effettuare delle operazioni agendo come rappresentante del secondo, non a caso, una prassi molto diffusa vede la presenza del contratto di mandato con rappresentanza. Nonostante tutto, esiste una variante per la quale la rappresentanza viene a mancare, nonostante venga comunque mantenuto il mandato. Ecco che oggi scopriremo insieme in cosa consiste il mandato senza rappresentanza e come funziona.

Secondo la legge, art.1703 del Codice Civile, si parla di contratto di mandato quando il mandatario si impegna a compiere degli atti giuridici nel nome del mandante. Esistono comunque delle differenze a seconda che il contratto di mandato sia con rappresentanza o senza. Per quanto concerne il mandato senza rappresentanza, il mandatario si limita ad acquisire un bene o servizio ponendo la propria firma sul contratto, quando accade ciò, il venditore del bene o servizio non ha un rapporto col mandante, ma effettua la cessione direttamente al mandatario. In caso contrario, se presente un contratto di mandato con rappresentanza, il mandatario rappresenta in tutto e per tutto il mandante, dunque è come se l’altra parte trattasse con il secondo.

Il mandato senza rappresentanza è una tipologia di contratto che necessita di alcune precisazioni, nonostante sia il mandatario a firmare e ad acquistare un bene o un diritto, non è il tenutario. Questo significa che il mandante, per contratto, può esercitare un diritto di credito attraverso il quale appropriarsi di quanto acquisito dal mandatario, lo può fare semplicemente perché c’è un contratto firmato consensualmente da entrambe le parti, che glielo permette. Da sottolineare che, in presenza di un contratto di mandato senza rappresentanza, non si verifica un duplice passaggio di proprietà, o almeno, non in termini economici e giuridici. In ultima sintesi, è il contratto di mandato stesso a sancire la possibilità del mandante di appropriarsi di quel diritto, senza dovere presupporre un secondo passaggio dal mandatario al mandante. Questo sostanzialmente significa che non si verifica un secondo trasferimento giuridico.

Prima di procedere, una precisazione, la legge obbliga a dare forma scritta al contratto di mandato senza rappresentanza. Questo contrariamente al mandato con rappresentanza che, per l’acquisto di beni immobili, non deve necessariamente avere forma scritta. Detto questo, vediamo quali tipologie di mandato senza rappresentanza esistono. Abbiamo il mandato all’acquisto e il mandato alla vendita, nel primo caso il mandatario acquista a firma propria un bene o servizio e successivamente lo trasferisce al mandante. Nel secondo caso, invece, il mandatario effettua una vendita e trasferisce al secondo il ricavato. Da un punto di vista economico e finanziario, come già accennato, la compravendita giuridica è una e una soltanto, ovvero quella realizzatasi tra mandatario e venditore o acquirente.

Vediamo per quale motivo il mandatario dovrebbe impegnarsi nell’acquistare o vendere un bene o servizio per conto di un altro soggetto. Naturalmente il contratto stesso prevede una prestazione offerta dal mandatario, il quale guadagna una certa cifra pattuita precedentemente per il servizio offerto al mandante. Bisogna anche specificare che, in presenza di questa tipologia di mandato con o senza rappresentanza, il mandatario deve attenersi alle modalità di acquisto o vendita sancite dal mandante, non può contrattare e agire per conto proprio. Questo segna una differenza importante tra mandato e mediazione.

Il modello di mandato senza rappresentanza presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto Estimatorio

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto estimatorio da compilare e stampare.

Nel campo dei trasferimenti di beni sono diverse le tipologie di contratto che possono essere stipulate tra un venditore ed un acquirente. Le cose ovviamente si complicano quando la transazione agisce nel computo dell’ambito del commerciale, per esempio, quando si crea un rapporto di acquisto vendita tra un rivenditore e un’azienda produttrice. In questo caso entrano in gioco dinamiche economiche e strategiche tali da prevedere diverse clausole tra le due parti, clausole non sempre facili da studiare e da analizzare. E non di rado si studiano delle formule che possano favorire l’una o l’altra parte, anche se per favorire si intende semplicemente il definire delle garanzie che possano tutelare una transazione di beni ed il relativo pagamento. Se parliamo di contratti di questa tipologia, soprattutto in ambiti come la vendita di vestiti, allora il contratto estimatorio è sicuramente uno dei più diffusi. Vediamo dunque di capire in cosa consiste e come funziona il contratto estimatorio.

A dispetto di altre tipologie di contratto, non è facile intuire in cosa consiste il contratto estimatorio e come funziona questo accordo tra due parti, senza una spiegazione che sia semplice. Si tratta di una forma di accordo che prevede un contratto stipulato tra due parti, il tradens e l’accipiens. Il tradens è il soggetto fornitore che di fatto vende la merce all’ingrosso, mentre l’accipiens è il soggetto che la acquista per rivenderla al dettaglio. Ovviamente la logica dietro il contratto estimatorio è molto più complessa, e va approfondita. Oltre al tradens e all’accipiens, che sono i soggetti firmatari del contratto, c’è un terzo elemento fondamentale, il bene trasferito, che deve essere sempre mobile. Per esempio, uno stock di abbigliamento o di prodotti di elettronica, giusto per chiarire di cosa stiamo parlando.

Il funzionamento del contratto estimatorio, prevede una logica piuttosto rigida. Il tradens si impegna a consegnare fisicamente all’accipiens lo stock di merce ordinato da questo, il pagamento non avviene al momento della consegna fisica dei prodotti, ma più avanti. Ovvero quando l’accipiens sarà riuscito a rivendere, a sua volta, le unità di merce incluse in quello stock. Questo significa che l’accipiens al momento dell’acquisizione fisica dei beni mobili non paga. Vediamo cosa succede se i beni non vengono venduti dall’accipiens. Questo ha il diritto di renderli al tradens, ma solo entro un certo periodo limite di tempo, definito ovviamente all’interno del contratto estimatorio da una clausola apposita. Per i beni restituiti, l’accipiens non dovrà corrispondere alcuna cifra al tradens, il quale rientrerà fisicamente in possesso dei prodotti di stock invenduti. Come puoi vedere, in realtà il funzionamento del contratto estimatorio non è poi così complesso.

Per chiarire meglio come funziona un contratto estimatorio, è utile fare un esempio pratico, che possa rendere la comprensione di questo accordo ancora più semplice e immediata. Poniamo caso che l’azienda B abbia una catena di punti vendita di abbigliamento, e che abbia deciso di ordinare all’azienda A uno stock di 150 jeans, in questo caso l’azienda A è il fornitore, mentre l’azienda B il rivenditore. Come previsto dal contratto estimatorio, l’azienda A consegna fisicamente lo stock completo di jeans all’azienda B, senza ricevere un pagamento per l’ordine. L’azienda B, quindi, procede a rifornire i propri punti vendita con i jeans. Il contratto firmato dalle due parti prevede come tempo limite massimo per la restituzione 6 mesi, e come prezzo di acquisto il prezzo di 15 euro a jeans, la somma che B dovrà pagare ad A per ogni bene mobile venduto. Dopo 5 mesi, l’azienda B è riuscita a vendere 120 jeans su 150, e decide di sfruttare il diritto di restituzione dei 30 capi rimanenti. Il pagamento di 15 euro per capo venduto è già avvenuto tramite fattura ogni 15 del mese, mentre i restanti capi vengono restituiti come da accordo.

C’è una cosa molto importante riguardante il contratto estimatorio, che ancora non abbiamo spiegato, non si tratta di un vero e proprio contratto di compravendita sotto condizioni risolutive, per un motivo molto semplice. Il trasferimento fisico degli stock da tradens ad accipiens non riguarda la proprietà, proprietà che rimane al tradens, fino alla vendita reale di ogni prodotto facente parte dello stock da parte dell’accipiens. Di fatto, il contratto estimatorio favorisce l’accipiens, e per una ragione specifica, non essendo proprietario del bene, esso non può essere pignorato in caso di problemi finanziari. E poi, ovviamente, è comodo perché il pagamento della merce al fornitore avviene solo in caso di vendita. Dal canto suo, il tradens si priva del diritto di potere disporre dei propri beni mobili che, nonostante restino di sua proprietà, entro una certa data limite sono vincolati dall’accordo estimatorio con l’altra parte.

Fac Simile Contratto di Sublocazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello contratto di sublocazione da compilare e stampare.

Uno degli argomenti più interessanti relativi alle locazioni di un immobile, riguarda la sublocazione, ed il relativo contratto, che può essere di diverse tipologie. Questo perché la sublocazione è indubbiamente un argomento che potrebbe interessare molti locatari, che di fatto non sfruttano certe camere dell’immobile che hanno preso in affitto. Nonostante tutto, bisogna sempre stare attenti con la sublocazione, esistono delle regole che il locatario dovrà rispettare.

La sublocazione è quell’attività che vede un locatario affittare ad un terzo soggetto l’immobile o una o più stanze dell’immobile preso in affitto. Questo significa che la sublocazione si manifesta in presenza di tre soggetti, il proprietario dell’immobile, chiamato locatore, l’inquilino, chiamato locatario e sublocatore, ed un secondo inquilino, chiamato sublocatario. Vediamo quali sono i rapporti che regolano questi tre soggetti. Il locatore ha un contratto di affitto con il locatario, il quale a sua volta stipula un contratto di affitto con il sublocatario, diventando sublocatore. In questa situazione, la sublocazione consente al sublocatario di diventare a tutti gli effetti inquilino dell’immobile, tramite un rapporto che lo lega al locatario e non al locatore. Ma esso non è mai libero da vincoli. Nel contratto di sublocazione, infatti, è sempre prevista la scadenza, anche immediata, nel caso in cui venisse a mancare il primo contratto stipulato tra locatore e locatario.  In sintesi, l’accordo di sublocazione viene terminato senza preavviso qualora scada o venga annullato il primo contratto di affitto stipulato dal sublocatore con il locatore.

Il contratto di sublocazione, dunque, è il contratto che consente ad un locatario di cedere il diritto di usufrutto di un immobile non di proprietà, ma preso in affitto, ad un soggetto terzo che prende il nome di sublocatario. Per iniziare, va specificato che qualsiasi contratto di sublocazione può essere presente solo nel caso in cui si verifichino due situazioni, cioè che il contratto di locazione originario preveda la possibilità della sublocazione o che il contratto non preveda espressamente il divieto di sublocazione, dunque non dica nulla in merito, e non siano presenti clausole di questo tipo. Nel primo esempio il locatario è autorizzato a sublocare l’immobile per intero o per alcune delle sue stanze, mentre nel secondo esempio esiste questa possibilità, a patto che se ne parli con il locatore, che dovrà ovviamente concordare con la sublocazione. In caso di presenza di clausola di divieto, per legge il locatario non può sublocare l’appartamento.

Esistono sostanzialmente due tipologie di contratto di sublocazione, quella per la sublocazione totale, e quella per la sublocazione parziale. La differenza tra i due contratti è abbastanza facile da intuire, nel primo caso la sublocazione prevede la cessione del diritto di abitazione dell’intero immobile da parte del locatario al sublocatario. Nel secondo caso, invece, viene ceduto l’usufrutto di una o più stanze, e non dell’intero appartamento. Questa è la tipologia più frequente, che, per esempio, consente ad un locatario di affittare alcune stanze quando non può sfruttarle. In entrambe le tipologie di contratto, il canone di affitto per la sublocazione passa sempre dal sublocatore, il quale dovrà poi corrispondere il proprio canone al proprietario dell’immobile. Questo significa che tra proprietario e sublocatario non vi è un rapporto e pagamento di canone.

Se un contratto di affitto prevede una clausola che nega qualsiasi possibilità di sublocazione, il proprietario dell’immobile è autorizzato a portare in tribunale il locatario, interrompendo immediatamente il contratto che li lega. In realtà, la situazione è molto più elastica per quanto concerne il contratto di sublocazione parziale, a differenza di quello totale, se non è presente una clausola il locatario è sempre autorizzato a portare nuovi inquilini in casa e a fargli pagare il canone. Il suo unico obbligo, infatti, è quello di darne comunicazione al proprietario dell’immobile, segnalando anche i nomi ed i cognomi dei sublocatari delle stanze. Per quanto concerne il contratto di sublocazione totale, invece, è possibile sublocare un immobile nella sua interezza solo previo consenso del proprietario di casa e questo consenso deve sempre avere forma scritta.

Risulta essere anche interessante specificare che un contratto di sublocazione non ha mai una data di scadenza ufficiale dell’affitto. Questo è abbastanza comprensibile, considerando che è legato al primo contratto di locazione. In ogni caso, il sublocatore ed il sublocatario sono liberi di decidere quale data di scadenza assegnare al contratto di sublocazione, ma la durata non può ovviamente essere superiore al primo contratto di locazione.

Il modello di contratto di sublocazione presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Contratto Procacciatore d’Affari

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di contratto procacciatore d’affari da compilare e stampare.

Non di rado si crea una grande confusione quando si parla di quelle professioni che vengono tutte definite come agenzie o come procacciamento d’affari. Nonostante le due figure abbiano più di un tratto in comune, in realtà hanno delle caratteristiche molto diverse fra loro, se non addirittura opposte in certi casi. Ma è comunque conveniente tracciare una differenza tra l’agente ed il procacciatore d’affari, per potere poi definire esattamente come si configura il contratto che lega chi assegna l’incarico a chi lo svolge. Oggi vedremo dunque tutti gli elementi che dovrebbero appartenere ad un contratto da procacciatore d’affari, di cosa si occupa questa figura professionale, e quali sono gli elementi che lo contraddistinguono dall’agente.

Il procacciatore d’affari è un professionista che svolge questa professione in modo saltuario e in completa autonomia, dunque è libero di cercarsi quanti clienti desidera, senza per questo dovere agire in esclusiva per un certo committente. Il suo ruolo è trovare dei clienti ai quali possano interessare i servizi od i prodotti forniti da una certa azienda, chiudendo per suo conto eventuali affaritra le parti, facendone dunque vece. Non essendo previsto un compenso fisso, il procacciatore d’affari guadagna sulle provvigioni stabilite insieme al preponente, ovvero all’azienda che lo ha ingaggiato in via temporanea. Ecco un primo elemento molto importante, l’ammontare delle provvigioni deve essere sempre specificato all’interno del contratto del procacciatore d’affari.

Il contratto del procacciatore d’affari, che lo lega al preponente, deve contenere la provvigione e le modalità con le quali la questa sarà erogata al ricevente. Spesso le provvigioni sono quote percentuali sull’affare che il procacciatore è stato in grado di chiudere, ma non di rado possono anche essere inserite delle quote fisse, nel caso in cui il procacciatore si limiti a trovare un cliente importante interessato ai prodotti o servizi del preponente, mettendoli dunque in comunicazione. C’è anche da aggiungere che, all’interno del contratto del procacciatore d’affari, può essere inclusa la zona o le zone di pertinenza, nonostante solitamente il procacciatore d’affari sia libero di operare su tutto il territorio, alle volte gli viene esplicitamente richiesto di ridurre il proprio campo d’azione in una certa zona.

Inoltre, all’interno del contratto, se prevista, viene sempre specificata anche una clausola che determina il lavoro in esclusiva del procacciatore d’affari, non è quasi mai presente, perché di norma il procacciatore lavora con diversi clienti e non ha alcuna convenienza nel cambiare la modalità di azione. Risulta essere invece più frequente la clausola di non concorrenza, in questo caso, il procacciatore d’affari non può svolgere quel lavoro per altre aziende concorrenti o che operano in quel preciso settore. Infine, il contratto prevede anche una clausola di non rappresentanza, ciò significa che il procacciatore d’affari non può utilizzare il marchio della ditta e inserire il suo logo, per esempio, in materiali promozionali come il biglietto da visita o il sito personale.

Per introdurre le differenze tra agente e procacciatore, ancora una volta giunge in nostro soccorso il contratto del procacciamento d’affari, al suo interno, infatti, viene sempre specificato che questo professionista lavora in completa autonomia e libertà, comprese le tempistiche, e che dunque non è assolutamente vincolato al preponente, in quanto non vi è un rapporto di dipendenza. Questo sancisce una netta differenza tra procacciatore e agente, in quanto questa figura, al contrario della prima, si fonda sulla stabilità dell’incarico e quasi sempre prevede il lavoro in esclusiva. Inoltre, l’agente ha una provvigione che gli viene garantita periodicamente, mentre invece il procacciatore d’affari guadagna esclusivamente sulle percentuali garantite in fase di chiusura di un affare, o comunque sui fissi legati allo svolgimento di quell’incarico. Vengono quindi a mancare tutti gli elementi di una stabilità nel rapporto di lavoro.

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo un altro dettaglio relativo al contratto del procacciatore d’affari, in realtà tra i più importanti. All’interno di questo, infatti, viene sempre specificato che il preponente è libero, sempre e comunque, di rifiutare o accettare gli ordini o i contatti procurati dal procacciatore d’affari, nel caso decidesse di rifiutarli, il procacciatore perderà la sua percentuale e dunque non guadagnerà nulla dal proprio operato. Va anche aggiunto un altro particolare, il procacciatore d’affari non ha alcun potere di contrattazione. Questo significa che non può proporre al cliente tariffe diverse da quelle stabilite dal preponente, come sconti o promozioni, pena l’annullamento del contratto, a meno che non abbia ricevuto il permesso per farlo. Infine, il pagamento della provvigione avviene solo quando il preponente riceve l’intero pagamento dell’ordine procurato dal procacciatore d’affari, ed in ogni caso le spese effettuate durante il lavoro non vengono mai coperte dal contratto.

Modello Contratto di Mutuo

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di contratto di mutuo da compilare e stampare.

Da quando la crisi economica ha cominciato ad allentare la sua presa sull’Italia, non sono poche le famiglie che hanno riscoperto la possibilità di accendere un mutuo, per esempio per coprire parte delle spese d’acquisto per la casa o per l’automobile. Dunque in questo momento è particolarmente attuale il discorso relativo ai contratti del mutuo, dato che non sono poche le famiglie che non li conoscono nello specifico, e che di conseguenza affrontano con timore questa operazione con le banche. Per questo motivo, oggi vedremo di chiarire tutti gli aspetti relativi al contratto di mutuo, dandone una definizione giuridica e studiando anche che ruolo ha il notaio in tutto questo.

Quando ci si riferisce al contratto di mutuo, ci si riferisce automaticamente al mutuo stesso, ovvero ad un accordo che lega due parti, la prima, detta mutuante, cede i suoi soldi alla seconda, detta mutuatario. Lo scopo del mutuo sicuramente lo conoscerai già, coprire parte delle spese, in alcuni casi fino all’80%, che devono ad esempio essere affrontate quando decidi di ammortizzare l’acquisto di un immobile o di un’auto. Da un punto di vista legislativo, il contratto del mutuo è regolato dal codice civile, articolo 1813, e sancisce quanto segue, l’accordo prevede la concessione di una determinata somma di denaro o altro bene tangibile da parte del mutuante ad un mutuatario, il quale si impegna a restituirlo entro una certa data ed entro una certa modalità. Il contratto di mutuo, inoltre, non è a concessione gratuita, prevede sempre degli interessi, che vanno dunque ad aggiungersi alle rate di pagamento. L’ammontare degli interessi e dunque delle rate, deve essere sempre specificato all’interno del documento. Infine, non è assolutamente detto che il mutuo debba essere fornito da una banca, dato che un contratto di mutuo può anche essere stipulato con amici o con conoscenti.

A meno che non lo si stipuli con un amico, un contratto di mutuo è molto complesso e contiene al suo interno una serie di voci non sempre comprensibili. Per tale ragione, sarà utile specificare quali sono le voci più importanti per il mutuatario, e che dovresti sempre conoscere e analizzare. Per iniziare, già detto dell’ammontare delle rate del prestito e della percentuale in merito ai tassi di interesse, un contratto di questo tipo contiene sempre la durata del mutuo e dunque la data entro il quale il mutuante dovrà estinguerlo. Inoltre, il contratto di mutuo specifica sempre le modalità tramite le quali viene erogato il prestito e successivamente restituito al mutuante. Poi, ovviamente, qui vengono anche specificati gli obblighi appartenenti al mutuatario ed i suoi diritti. Risulta essere proprio per via della complessità del contratto che si rivela indispensabile la presenza di un notaio di fiducia.

La presenza del notaio è fondamentale, in quanto si tratta di una figura che interviene a favore del mutuatario, per semplificare tutte le voci del contratto di mutuo e dunque per chiarire ogni aspetto fondante del suddetto, rendendolo facilmente leggibile. Per questa ragione, il notaio è spesso selezionato dal mutuatario stesso, che poi è anche colui che ne paga la parcella. Il notaio interviene per ristabilire quello che viene definito equilibrio contrattuale, una volta analizzato il documento, sottolinea quelle voci che secondo lui sono eccessivamente sbilanciate verso una parte, avviando una contrattazione oppure mettendo in guardia il mutuatario. Va anche sottolineato che il notaio svolge pure un compito di pulizia delle clausole non chiare, una volta trovate, chiede che vengano eliminate in favore di un documento più limpido e trasparente.

Il fac simile di contratto di mutuo presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.