Fac Simile Istanza di Reclamo Mediazione Tributaria

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di istanza di reclamo mediazione tributaria da compilare e stampare.

Sappiamo tutti quanto possa essere complicato il rapporto tra cittadino e Agenzia delle Entrate, non è infatti raro che possano aprirsi conflitti per via degli atti consegnati dalla suddetta agenzia alla cittadinanza, considerati non validi o comunque superiori all’effettivo dovuto. Eco che in questo caso il cittadino può impugnare gli atti dell’Agenzia delle Entrate e fare istanza di reclamo. Nel caso poi il contribuente decida di scendere a compromessi con l’Agenzia, ecco che si parla di mediazione tributaria. Oggi cercheremo dunque di fare luce su queste due istanze e di capire meglio di cosa si tratta.

L’istanza di reclamo, nota anche come istanza di autotutela, è una modalità il cui scopo è opporsi agli atti tributari stabiliti dall’Agenzia delle Entrate tramite l’apertura di un ricorso. Da gennaio 2016, questa istanza, insieme a quella di mediazione tributaria, apre automaticamente una procedura amministrativa che può avere esito positivo o esito negativo. Questo significa che l’istanza di reclamo può essere accettata o negata, nel caso della non accettazione, potrebbe subentrare la mediazione tributaria, e dunque il raggiungimento di un accordo o compromesso tra l’agenzia ed il cittadino.

Vediamo quali sono le circostanze in cui può essere presentata un’istanza di reclamo o mediazione tributaria. Ciò può accadere solamente per una serie di atti il cui valore, però, risulti obbligatoriamente inferiore ai 20000 euro. Questi atti comprendono, per esempio, gli avvisi di accertamento, i provvedimenti sanzionatori, gli avvisi di liquidazione, la mancata restituzione da parte dell’Agenzia di tributi non dovuti, e la non volontà di questa di fornire agevolazioni previste per legge. Va poi sottolineato che l’istanza di reclamo può essere presentata non solo per le azioni mosse dall’Agenzia delle Entrate, ma anche nel caso in cui gli atti vengano emessi da Equitalia, come nel caso delle cartelle esattoriali, Regione, Comune e qualsiasi altro ente che ricopra un ruolo di imposizione.

Se il cittadino rientra nella casistica presentata poco sopra, ha il diritto di presentare l’istanza di reclamo, basta questo per attivare in automatico la procedura e per congelare il termine del pagamento e dunque la tempistica relativa ai 90 giorni. L’istanza di reclamo mediazione deve essere consegnata direttamente all’ente che ha emanato l’atto in discussione, e nello specifico agli uffici responsabili dell’emanazione dell’atto al centro della contestazione. La consegna può avvenire per posta raccomandata con avviso di ricezione, o tramite ufficiale giudiziario. Deve essere tassativamente presentata entro e non oltre 60 giorni dall’avvenuta notifica dell’atto, superati i quali risulta priva di validità giudiziaria. Da sottolineare che, in base alle modifiche operative da gennaio 2016, tale procedura è stata semplificata per favorire i diritti di istanza del cittadino. Ovviamente, le decisioni in merito alla validità dell’istanza non verranno prese dall’ufficio che l’ha emessa, ma da un altro ufficio, così da garantire un giudizio equo.

Nel caso in cui l’istanza di reclamo non dovesse essere accettata, potrebbe trasformarsi in una proposta di mediazione tributaria, in questo caso vengono stabilite delle misure di compromesso che possono corrispondere ad una rateizzazione dell’importo dovuto, o alla dilazione del pagamento, potendo sfruttare un importo edittale non del 40% ma del 35%. Va poi specificato che l’istanza di reclamo potrebbe essere del tutto respinta, in questo caso, la mediazione non viene presa in considerazione. Nell’ultima ipotesi, il cittadino deve necessariamente presentarsi a giudizio entro un mese, alle volte, anche in fase di giudizio si può giungere ad una conciliazione tra le parti.

Il modello di istanza di reclamo mediazione tributaria presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

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