Fac Simile Opposizione a Precetto

L’opposizione a precetto è l’atto processuale grazie al quale la persona che ha ricevuto un atto di precetto può opporsi, contestando il diritto della parte istante a procedere a esecuzione forzata, e facendo valere in sede processuale le proprie ragioni. L’opposizione a precetto è disciplinata dagli articoli 615 e 616 del Codice di Procedura Civile, questi due articoli istituiscono le possibili opposizioni che il debitore o un terzo del debitore possono opporre a un atto di precetto. Tra queste troviamo la possibilità sia di opporsi al precetto prima che abbia inizio la fase esecutiva, facendo valere quelli che sono i difetti del titolo e delle ragioni che sono alla base dell’azione esecutiva, sia dopo che la fase esecutiva ha avuto inizio, facendo valere in questo caso i vizi di forma dei singoli atti esecutivi, come meglio specificato ai successivi articoli 617 e 618 del Codice di Procedura Civile.

L’opposizione A precetto, vero e proprio, si effettua ancora prima che abbia inizio la fase esecutiva, nel periodo, quindi, tra la notifica dell’atto di precetto al debitore e l’inizio dell’azione esecutiva. Per mezzo di questa tutela, il debitore potrà spiegare le motivazioni che lo hanno portato a non onorare il proprio debito. Per questo motivo l’opposizione si formula con apposito atto di citazione avanti al giudice competente, il quale aprirà un giudizio di cognizione la cui finalità sarà proprio il valutare se il credito vantato sia valido, liquido ed esigibile così come richiesto per l’emissione del titolo esecutivo.

L’opposizione al precetto non sospende l’efficacia del titolo esecutivo, è necessario che l’opponente inoltri un’apposita istanza di sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo. Il giudice, valutata la fondatezza della richiesta, oltre che il pericolo di danni che potrebbe subire il debitore nel caso di un’esecuzione illegittima, provvederà a sospendere la procedura esecutiva o meno. Il provvedimento di sospensione, che può essere sia un decreto revocabile che una ordinanza, può essere reclamato al Collegio ai sensi dell’art 699 terdecies c.p.c o dell’art 625 c.p.c., a seconda del tipo di provvedimento di sospensione che il giudice decide di emettere.

Va detto, comunque, che anche nel caso in cui il debitore abbia provveduto a effettuare opposizione a precetto, il creditore può comunque procedere con la procedura esecutiva. In questo caso, però, rischia che gli atti che pone in essere vengano successivamente dichiarati nulli. Infatti, nel caso il giudice dell’opposizione concedesse la sospensione del titolo esecutivo oppure lo dichiarasse nullo, l’eventuale pignoramento posto in essere sarebbe, a sua volta, nullo per mancanza di titolo esecutivo. Questa nullità, peraltro, sarebbe rilevabile in automatico dal giudice dell’esecuzione, oppure su indicazione della parte o ancora inoltrando una nuova opposizione all’esecuzione.

File