Fac Simile Ricorso Gerarchico

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di ricorso gerarchico da compilare e stampare.

Quando una Pubblica Amministrazione si rende protagonista di un’istanza considerata non giusta, chi subisce gli effetti è autorizzato a muovere un ricorso, risulta essere proprio in questo caso che si parla di ricorso gerarchico. Ma va anche sottolineato che questa è una forma di ricorso molto particolare, dato che la si rivolge sempre all’ordine gerarchicamente superiore a quello che ha effettivamente emesso l’istanza. Questo, infatti, è l’unico attore autorizzato a sovvertire quell’istanza considerata come lesiva di un diritto da chi ne richiede l’abrogazione. Non è un argomento facile, dunque la necessità è quella di approfondirlo, cercando di usare termini comprensibili per tutti.

Il ricorso gerarchico è una tipologia di ricorso che può essere richiesta da chi ritiene di essere stato danneggiato da una certa istanza promossa da una Pubblica Amministrazione. Questo significa che l’istanza dovrà possedere degli elementi effettivamente lesivi di un certo diritto che per legge spetterebbe al richiedente. Questa richiesta viene definita gerarchica per via del fatto che può essere mossa esclusivamente rivolgendosi ad un organo competente superiore, il quale analizzerà i fatti e giungerà ad una conclusione ufficiale, a favore o a sfavore del richiedente. Nel caso in cui il ricorso gerarchico abbia successo, sarà l’organo superiore ad avviare la rimozione del provvedimento, tutelando i diritti riconosciuti per legge al richiedente. Nel caso in cui non dovesse essere ravvisata alcuna violazione di diritti o irregolarità formale, il ricorso gerarchico sarà respinto.

Chiunque può presentare un ricorso gerarchico, a patto che si verifichino due circostanze. Per iniziare, il richiedente dovrà essere colui che ha registrato in prima persona un danno da parte di una certa istanza promossa da una Pubblica Amministrazione. In secondo luogo, la richiesta per il ricorso gerarchico potrà essere presentata entro e non oltre 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale dell’istanza considerata come lesiva di un certo diritto. Vediamo a chi presentare questo ricorso. Esistono due strade, il ricorso gerarchico può essere indirizzato direttamente alla Pubblica Amministrazione che ha preso il provvedimento oppure inviato all’organo superiore. Nel primo caso sarà quell’ufficio a spedirlo ai piani alti, mentre nel secondo caso non sarà necessario questo passaggio, che comporta anche una perdita di tempo.

Una volta presentato un ricorso gerarchico, si attiva la macchina burocratica. Intanto, il procedimento di valutazione partirà solo dopo 20 giorni, un periodo di tempo che servirà alla Pubblica Amministrazione per raccogliere carteggi, documenti e quanto serve in sua difesa. Va anche specificato che il ricorso non ne impedisce uno nuovo, se durante il periodo di istruttoria il richiedente raccoglie ulteriori prove a difesa dei propri diritti, l’atto decisionale sarà rimandato per esaminare anche questi nuovi dati. In attesa di un verdetto finale ed ufficiale, chi ha mosso il ricorso può anche chiedere che l’atto incriminato venga sospeso d’ufficio, aspettando la decisione definitiva dell’organo gerarchicamente superiore.

Il verdetto dell’organo gerarchicamente superiore può essere di tre tipi, può non prendere in considerazione il ricorso, può approvarlo oppure rigettarlo. La prima casistica riguarda esclusivamente i ricorsi mossi da richiedenti non interessati in prima persona. Se preso in considerazione, il ricorso può essere accolto o rifiutato, nel primo caso l’istanza viene cancellata, mentre nel secondo caso confermata. In questo caso è anche possibile fare ulteriore ricorso presso il giudice amministrativo.

Il fac simile di ricorso gerarchico presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

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