Lettera di Intenti – Fac Simile

Con la denominazione di lettera di intenti si indicano tutta una serie di documenti, più o meno vincolanti, utilizzati nel commercio nazionale e specialmente nel commercio internazionale. Di origine inglese, le lettere di intenti sono conosciute come letters of intent o LOI ma anche come memorandum d’intesa o memorandum of understanding o MOU, oppure anche come heads of agreement o simili.

Qualora utilizzate quali dichiarazioni non vincolanti, esse semplicemente indicano un interesse delle parti alla trattativa senza però la reale volontà di esporsi con impegni vincolanti. Servono dunque per riassumere lo stato di una trattativa in corso ma non ancora definita.

Un altro uso della lettera d’intenti sono le dichiarazioni riconducibili a un vero e proprio contratto, in questi casi la definizione di lettera d’intenti è erronea, trattandosi piuttosto di veri e propri contratti con condizione sospensiva. Risulta essere questo il caso, per esempio, del contratto con riportata la condizione soggetto all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, o similari.

Infine il terzo uso delle lettere d’intenti è per fissare gli accordi raggiunti sugli elementi essenziali del contratto, nel corso di trattative particolarmente lunghe e complesse si usa, mentre si definiscono i punti di una trattativa, scriverli e controfirmarli in modo che quanto deciso non debba essere continuamente rimesso in discussione.

Questi accordi potranno essere più o meno vincolanti e ovviamente risulteranno tanto più utili quanto maggiore sia la complessità della trattativa. Per questo sono particolarmente usate nel caso di trattative con l’estero o anche in cui si conosce poco la controparte, permettendo di testare il terreno passo passo e giungere così ad un accordo realmente condiviso.

Ovviamente anche le conseguenze per un mancato adempimento di quanto stabilito in una lettera di intenti variano in base al contenuto vincolante della lettera stessa: se si tratta di pure dichiarazioni, le parti non saranno tenute a rispettarle né durante le trattative né in sede di stipula contrattuale. Se invece le parti hanno espresso in una lettera di intenti dei contenuti vincolanti e obbligatori, il loro inadempimento comporterà un vero e proprio inadempimento contrattuale.

Va detto comunque che le parti sono tenute, anche in fase precontrattuale, a operare in base al principio di buona fede, qualora la lettera di intenti, dunque, non fosse vincolante e le parti poi decidessero di non adempiere alla stessa in modo ingiustificato, potrebbero nascere profili di responsabilità pre contrattuale.

Quanto sopra applicando il diritto italiano, ma non è così infrequente alla lettera d’intenti, particolarmente quando si opera con aziende estere, venga applicato il diritto di una diversa nazione.

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