Modello di Domanda di Ammissione al Passivo

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di domanda di ammissione al passivo.

Chi deve incassare del denaro da un soggetto dichiarato fallito, ha l’opportunità di vedere saldato il debito semplicemente inoltrando una domanda di ammissione al passivo al Tribunale che ha decretato il fallimento.

In parole povere, mediante questa richiesta, colui che vanta un credito nei confronti del debitore, chiede di entrare a pieno titolo nell’elenco dei creditori che beneficeranno della distribuzione degli attivi del fallimento.

Ci si potrebbe chiedere a questo punto se la domanda di ammissione al passivo offre a tutti pari diritti di incassare quanto spetta. Solitamente è così, ma nel concreto alcuni creditori hanno il diritto di essere pagati prima rispetto agli altri, per esempio grazie a un’ipoteca o a un pegno, è questo il caso dei creditori privilegiati.

Di conseguenza, tutti gli altri creditori, ossia quelli che non possono impugnare un pegno o un’ipoteca, vengono pagati esclusivamente dopo che il debito dei creditori privilegiati è stato saldato totalmente e ovviamente in relazione al residuo dell’attivo della società dichiarata fallita dal Tribunale.

La domanda di ammissione al passivo deve essere depositata presso la cancelleria del Tribunale almeno un mese prima dell’udienza per l’esame dello stato passivo.

Tutte le domande che vengono inoltrate successivamente, e non oltre il termine di un anno o di diciotto mesi qualora il Tribunale abbia prorogato i termini, dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo sono ritenute tardive, pertanto trattate di conseguenza. Scaduto pure il termine di 12 o 18 mesi, le domande tardive potranno ancora essere accettate, a condizione che il creditore riesca a provare che tale ritardo è avvenuto per cause di forza maggiore o che comunque non è a lui imputabile.

Risulta essere quindi fondamentale controllare con attenzione il termine dalla scadenza, termine chiaramente indicato qualora il creditore abbia ricevuto la lettera del curatore. In caso contrario, è possibile ricevere informazioni dettagliate presso il Tribunale competente o informarsi presso la Camera di Commercio, se non si è a conoscenza di quale sia il Tribunale di riferimento.

Vediamo quali sono le informazioni che devono essere indicate nella domanda di ammissione al passivo.

-Generalità del creditore e tipo di procedura da mettere in atto per recupero del credito.

-L’entità dell’importo che si desidera insinuare al passivo.

-I documenti attestanti che il credito è in essere. Qualora si tratti di titoli di credito o di titoli esecutivi, questi per legge devono essere depositati in originale presso la cancelleria del Tribunale entro il giorno dell’udienza.

-L’eventuale presenza di un titolo di prelazione seguita dalla descrizione del bene sul quale la suddetta viene esercitata nel caso abbia carattere speciale.

-Indicazione dei propri recapiti, ai fini delle successivi comunicazioni. Il creditore ha la possibilità di scegliere la modalità di comunicazione e notificazione.

Che sia presentata autonomamente o beneficiando dell’assistenza del proprio avvocato, la domanda di ammissione al passivo va presentata mediante posta elettronica certificata alla casella mail PEC indicata dal curatore nella comunicazione. La conseguenza è che la suddetta domanda dovrà essere sottoscritta con firma digitale al fine da assicurare la provenienza dell’istanza medesima.

Una volta concluso l’esame di tutte le domande ricevute, il Giudice delegato provvederà a rendere esecutivo lo stato passivo.

Il curatore, pertanto provvederà a comunicarlo a tutti i creditori, in modo che questi abbiano la possibilità di prendere visione dello stato passivo esecutivo e inoltrare ricorso nell’eventualità di mancato accoglimento della richiesta.

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