Modello Richiesta Certificato Carichi Pendenti

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello richiesta certificato carichi pendenti da compilare e stampare.

Il certificato dei carichi pendenti è un documento emesso dalla Procura della Repubblica che attesta l’esistenza o meno di procedimenti penali in corso. Si troverà nota in questo, dunque, di tutti quei procedimenti che non sono ancora stati decisi da un giudice in modo definitivo, e dunque sarà possibile trovare indicati procedimenti penali di primo grado, di secondo grado ovvero di appello o di ricordi in Cassazione.

La differenza rispetto al certificato del casellario giudiziale sta proprio nel fatto che il casellario giudiziale riporta quei procedimenti penali che sono già conclusi con una sentenza passata in giudicato, mentre i carichi pendenti sono procedimenti penali che ancora non sono passati in giudicato, cioè per i quali non è ancora stata emessa una sentenza che non può più essere appellata. Possiamo quindi dire che mentre per i procedimenti penali registrati nel casellario giudiziale vi è la certezza della colpevolezza, per quelli iscritti nei carichi pendenti vi è ancora la presunzione di innocenza, non essendo ancora passati in giudicato.

Nel certificato dei Carichi Pendenti, però, non troveremo annotazione dei procedimenti che sono in fase di indagini preliminari, a motivare la mancata registrazione delle indagini troviamo sia ragioni di segretezza istruttoria delle indagini stesse che il fatto che in questo caso la presunzione di innocenza è massima, visto che la pratica non è ancora passata al vaglio di un magistrato.

Non vengono annotati nel certificato dei Carichi Pendenti neppure i procedimenti che, al termine delle indagini, sono stati archiviati e mancano inoltre alcuni procedimenti residuali e speciali, come quelli emessi dal giudice di pace, le sentenze di patteggiamento e le condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda. Questo non vuol dire non vi siano altri registri, interni alla Procura e non pubblici, che non tengano nota di tali procedimenti o delle indagini svolte contro un cittadino.

Per richiedere il certificato dei Carichi Pendenti ci si deve rivolgere presso gli uffici della Procura della Repubblica, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza dell’interessato. Ogni procura rilascerà un certificato valido solamente per i procedimenti presso la stessa. Al momento, infatti, non esiste ancora un certificato dei Carichi Pendenti nazionale, anche se il Ministero di Grazie e Giustizia sta lavorando per informatizzare e centralizzare le banche dati locali in modo da giungere al certificato nazionale. La richiesta va effettuata presentando il modulo presente in fondo a questa pagina. Alla richiesta va allegata una copia del documento di identità del richiedente

Per effetto delle operazioni di informatizzazione, di cui abbiamo già accennato, per alcuni uffici della Procura della Repubblica è possibile effettuare la richiesta del certificato dei Carichi Pendenti online. Si deve precisare, però, che si tratta di una prenotazione, il che significa che per ritirare il certificato ci si dovrà comunque recare presso la Procura della Repubblica competente. Questo non toglie si tratti di una grande agevolazione, visto che evita di recarsi in Procura due volte, una per richiedere il certificato e una per ritirarlo. Il certificato dei Carichi Pendenti, infatti, sempre non si richieda l’urgenza per l’emissione immediata, viene emesso dopo almeno sette giorni dalla data della richiesta.

Il costo del certificato dei Carichi Pendenti è di 3.68 euro per diritti di segreteria, a cui si aggiungono ulteriori 3.68 euro se si richiede l’urgenza. Gli importi previsti per diritti di cancelleria sono corrisposti mediante l’uso di comuni marche da bollo. Deve essere inoltre allegata alla richiesta una marca da bollo del valore di 16 euro, che sarà apposta sul certificato che viene rilasciato.

A partire da gennaio 2012, ai sensi dell’art. 15 della legge 183/2011, il certificato dei Carichi Pendenti si richiede solamente nei rapporti tra privati, per esempio assunzione nel settore privato, pratiche di adozione, e via dicendo. Nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i gestori di pubblici servizi si deve presentare una autocertificazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.p.r. 445/2000. Saranno gli enti pubblici, del caso, qualora volessero effettuare un controllo a richiedere in proprio il certificato alla Procura di competenza.

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