Modello Delega Accesso Planimetrie Catastali

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello delega accesso planimetrie catastali da compilare e stampare

Quando si compra o si vende casa, e persino quando la si prende o concede in affitto, i soggetti interessati all’acquisto o alla locazione possono avere interesse a richiedere l’accesso alla planimetria catastale dell’edificio, per valutare la conformità dell’immobile e per mettersi al riparo da qualsiasi tipo di sorpresa. L’accesso alle planimetrie catastali, dunque, è un’operazione all’ordine del giorno quando c’è in ballo la compravendita di una casa, o quando si è interessati ad affittare un certo appartamento, ed essa può essere richiesta al Catasto. Eppure, in caso di mancata possibilità di accesso, un contribuente che intende comprare o affittare una casa, può redigere una delega di accesso alle planimetrie catastali, dunque chiedendo ad un terzo soggetto di richiederla per suo conto.

Prima di capire in cosa consiste la delega di accesso alle planimetrie catastali, ti sarà utile sapere cosa risulta essere una planimetria catastale. La questione è molto semplice, si tratta della piantina ufficiale dell’edificio depositata dal proprietario dell’immobile presso il Catasto. Ogni unità immobiliare ha una propria planimetria unica identificata da un numero, il quale rende possibile richiederne la visura. Grazie a questo documento, chi compra o prende in affitto un immobile può sincerarsi della sua conformità e dunque fare un acquisto sicuro, senza doversi poi imbattere in problemi quali ad esempio l’abusività dell’edificio.

La delega di accesso alle planimetrie catastali, come ti abbiamo anticipato poco sopra, è un documento che autorizza un soggetto terzo a richiedere la visura della piantina di una casa presso il Catasto, a nome del potenziale acquirente o locatario. Chi si presenta con questa delega può avere accesso ai registri del Catasto, e anche chiedere una copia della planimetria di una casa. La cosa interessante è che, a dispetto della burocrazia nel nostro Paese, il modulo di delega è semplicissimo e molto facile da compilare.

La delega per la visura catastale deve ovviamente essere compilata in tutti i suoi campi, specificando alcune informazioni obbligatorie. Nello specifico, all’interno del documento dovranno essere indicati i dati e la firma in calce di chi assegna la delega, i dati di chi riceve la delega e i dati relativi all’immobile del quale si richiede la visura della planimetria catastale. Inoltre, alla delega di accesso alla planimetria dovrà anche essere allegata la fotocopia del documento di identità del delegante, ovviamente in corso di validità. Poi, una volta presentatosi al Catasto, il delegato dovrà anche mostrare i propri documenti, per testimoniare la propria identità. Come puoi ben vedere, non si tratta di una procedura complessa.

Adesso che sai cosa risulta essere e come richiedere la delega di accesso alle planimetrie catastali, ti sarà utile sapere perché è utile effettuare la visura al Catasto di un immobile. Se devi comprare casa, devi infatti sincerarti che la struttura sia a norma, che il precedente proprietario non abbia compiuto degli abusi edilizi, e che abbia regolarmente depositato la piantina della casa presso il Catasto. Inoltre, l’accesso alla planimetria catastale ti consente di verificare il corretto indirizzo presso il quale è ubicato l’immobile, e ti permette anche di richiedere una copia per consultare, nel dettaglio, la rappresentazione grafica della piantina della casa che vuoi acquistare. Infine, la planimetria ti consente anche di consultare la categoria dell’immobile, che può essere ad esempio ad uso abitativo, o adibito come negozio, e le rendite catastali, che invece ti serviranno per calcolare le tasse.

Fac Simile Bilancio Associazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di bilancio associazione da compilare e stampare

Ogni associazione o ente no profit che possa vantare uno statuto approvato dalla legge, deve obbligatoriamente presentare un bilancio di associazione al termine dell’esercizio annuale. Questo è infatti un documento essenziale che non rappresenta solamente un obbligo di legge, ma anche uno strumento molto utile per monitorare la situazione finanziaria di un’associazione, e per consentire ai soci di prendere visione dello stato economico dell’ente. Prima di passare alla nostra guida sul bilancio di associazione, c’è un’altra caratteristica da sottolineare, al contrario degli esercizi commerciali, dunque del bilancio delle imprese, le associazioni non sono tenute a vincoli specifici per la redazione del documento, che appare dunque più snello e meno burocratico del normale, e quindi anche molto più semplice da compilare. Vediamo di entrare nel dettaglio e di scoprire ogni aspetto del bilancio di associazione.

Il bilancio di associazione è un documento che deve essere presentato durante l’assemblea dei soci, al fine di essere approvato. Il bilancio viene definito annuale, in quanto la legge impone alle associazioni e agli enti no profit di presentarlo allo scadere dell’esercizio in corso. Questo documento è importante, in quanto il suo contenuto determina la possibilità per le associazioni di accedere agli sgravi fiscali e alle agevolazioni previste dallo Stato per gli enti che non hanno l’obiettivo di generare un profitto. Questo significa anche che il bilancio, nonostante potendo andare in positivo o in negativo come accade per qualsiasi altro bilancio commerciale, in realtà non genera utili ma semplicemente una rimanenza che potrà essere utilizzata per bilanciare eventuali perdite nel bilancio dell’anno successivo.

Il bilancio di associazione è un documento molto semplice, che sostanzialmente deve attenersi ad una sola regola tassativa, se l’associazione svolge anche delle attività che hanno lo scopo di generare un profitto, queste ultime devono per legge venire separate dal bilancio di associazione, che non può mai riguardare o includere le voci di un esercizio commerciale, che andranno trattate a parte, con un bilancio specifico. Per il resto, il bilancio di associazione funziona bene o male come gli altri documenti della medesima tipologia, per redigerlo in modo funzionale, l’associazione deve tenere un registro contabile includendo tutte le uscite e tutte le entrate registrate durante l’anno, secondo una logica settimanale o mensile, e le suddette verranno poi inserite all’interno del bilancio. Lo scopo del bilancio di associazione, oltre a dovere rispettare i termini imposti dalla legge, è quello di fornire uno spaccato della situazione economico finanziaria dell’ente, per chiarire la qualità della gestione.

Esistono delle precise tempistiche per la corretta presentazione e approvazione del bilancio di associazione che, per legge, deve essere presentato durante l’assemblea dei soci entro e non oltre un periodo di 4 mesi antecedente alla chiusura dell’anno sociale. Il compito di prepararlo spetta sempre al consiglio direttivo dell’associazione o ente no profit, il quale, seguendo le tempistiche indicate in precedenza, deve poi esporre il documento agli altri soci, i quali potranno dunque verificare di persona tutti i dati ed i conti riportati al suo interno. Va comunque detto che, generalmente, il bilancio di associazione viene redatto prima dell’assemblea dei soci, ed esposto in associazione per le due settimane precedenti alla suddetta assemblea, questo consente ai soci di prenderne visione prima, per poi discuterne in modo compiuto durante l’assemblea.

Una volta che il suddetto bilancio è stato redatto e presentato anzitempo ai soci, si procede successivamente alla sua approvazione, che si tiene ovviamente in corrispondenza con l’assemblea. In pratica, l’approvazione del bilancio viene votata in sede con la maggioranza, a patto che siano presenti più della metà dei soci.

Il modello di bilancio associazione presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Fattura Reverse Charge

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di fattura con reverse charge da compilare e stampare

L’evasione fiscale rappresenta una vera e propria piaga che colpisce non solo la fiscalità italiana, ma in genere quella europea. Non sono stati pochi i procedimenti ideati per limitare al minimo questa pratica illegale. Ecco che la fattura con reverse change dell’IVA fa esattamente parte di questo insieme di soluzioni progettate per evitare l’evasione o l’elusione dell’imposta sul valore aggiunto. In Italia, la fattura con reverse change è stata modificata di recente, grazie al Decreto Legislativo 193/2016. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Quando si parla di fattura con reverse change, si parla di un’operazione contabile che coinvolge ovviamente l’applicazione delle imposte con valore aggiunto, IVA, appunto). Il meccanismo previsto da questa tipologia di fatture vede il reverse change dell’IVA, dunque la traslazione dell’obbligo dal cliente all’acquirente. Non è un caso che il reverse change IVA sia anche noto come inversione contabile. In pratica, con questo strumento contabile è l’acquirente che si prende l’obbligo di corrispondere l’imposta del valore aggiunto all’Erario, e non chi ha venduto un bene, una prestazione o un servizio. A conti fatti, il reverse change può essere visto come una deroga autorizzata dallo Stato, secondo la quale viene meno l’obbligo dell’assolvimento dell’IVA da parte del fornitore, e l’obbligo passa nelle mani dell’acquirente.

Di fatto, anche se potrebbe sembrare molto complesso da capire, il reverse change funziona in questo modo, il venditore, che normalmente dovrebbe occuparsi dell’IVA in fase di fatturazione, presenta una fattura priva di alcuna percentuale IVA. Di contro, l’acquirente riceverà una fattura priva di IVA, ma dovrà occuparsi egli stesso di applicare la suddetta percentuale con una pratica nota come autofattura, di fatto, nei registri contabili il cliente che ha acquistato una certa tipologia di bene, prestazione o servizio, dovrà includere un’operazione comprendente da un lato l’acquisto, indicando che chi vende è un soggetto reverse change, e dall’altro l’autofatturazione, specificando appunto l’IVA.

La fattura con reverse change ha uno scopo molto semplice, abbattere il rischio che il venditore di un bene, servizio o prestazione possa decidere di evadere le tasse. Questo perché l’inversione contabile consente all’acquirente di avere il controllo sull’operazione di versamento dell’IVA all’Erario, in questo modo, chi acquista mette al riparo da un possibile mancato versamento dell’IVA da parte del fornitore presso il quale ha acquistato un certo bene o un certo servizio. C’è anche da sottolineare che questa operazione fiscale è stata progettata soprattutto per quei settori specifici dove l’elusione dell’IVA è più forte che mai.

Nel corso degli anni le regole relative al reverse change sono andate via via modificandosi, per cercare di migliorare un meccanismo avente come scopo la limitazione dell’evasione fiscale. Questo significa che oggi la fattura con reverse change può essere utilizzata in diversi campi, non solo nel settore edile, ma anche in altri settori come ad esempio quello delle pulizie, delle demolizioni, delle forniture di luce e gas, delle cessioni di beni legate al comparto dell’alimentare e persino a settori di ultima generazione, come per esempio quelli riguardanti la vendita di smartphone, computer e microprocessori su larga scala.

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Modello Delega Ritiro Raccomandata

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello delega ritiro raccomandata da compilare e stampare

Se hai la necessità di ritirare una raccomandata a tuo nome, ma ti trovi impossibilitato al momento e non puoi recarti presso le Poste per prenderla direttamente in consegna, nulla ti impedisce di delegare qualcuno per compiere questa operazione, anzi,è la legge che ti consente di delegare il ritiro della tua raccomandata ad una persona di fiducia, ovviamente compilando i moduli necessari per autorizzare le Poste a consegnare al delegato ciò che ti è arrivato. Ecco perché oggi vedremo in cosa consiste la delega per ritiro raccomandata, come funziona, e quali documenti sono necessari per delegare una persona al ritiro della tua posta privata.

La delega per ritiro raccomandata è un documento che, come ti abbiamo già anticipato poco sopra, ti consente di autorizzare un altro soggetto a ritirare la tua posta, senza per questo doverti presentare di persona e apporre la tua firma, ovvero un’operazione solitamente indispensabile per ritirare una raccomandata. Quando ricevi un pacchetto o una lettera secondo questa modalità di spedizione, dunque, puoi chiedere ad un secondo soggetto di recarsi presso le Poste e di ritirare il documento firmando al posto tuo, semplicemente perché con la delega sei stato tu ad autorizzarlo, dunque le Poste sono obbligate per legge ad interpretare la sua presenza come se fossi tu a farlo. La delega per ritiro raccomandata deve ovviamente essere presentata in forma scritta, preferibilmente seguendo le istruzioni riportate sul foglio che ti è stato consegnato presso la tua buca delle lettere.

Vediamo quando si configura la possibilità di utilizzare la delega per ritiro raccomandata. Questo succede quando il postino ha provato a consegnare il tuo pacco o la tua lettera presso il tuo domicilio, ma non ti ha trovato. Questo lo porta a lasciare un foglio di consegna, che ti autorizza a recarti alle Poste per ovviare al problema e ritirare la tua posta, hai 5 giorni per farlo. Una volta passato questo periodo, ogni giorno di giacenza aggiuntivo ti costerà 0,52 centesimi di euro. Se sei impossibilitato al ritiro, puoi compilare un modulo di delega per ritiro raccomandata e dunque fare ritirare la tua posta a un’altra persona. La delega puoi compilarla direttamente sul foglio di consegna che ti ha lasciato il postino, dato che il foglio prevede sempre un apposito spazio per questo genere di richieste.

Veniamo alla parte più importante e vediamo quali sono le informazioni che dovrai includere all’interno del modulo di delega per ritiro raccomandata. Intanto dovrai indicare tutti i dati della persona che intendi delegare per ritirare la posta in tua vece, dopo devi anche riportare i dati del delegante, dunque i tuoi. Non scordarti di aggiungere tutti i riferimenti numerici relativi alla posta da ritirare, e di firmare il documento. Una volta preparato il modulo della delega per ritiro raccomandata, il delegato potrà finalmente presentarsi alle Poste e ritirare il pacco che stai aspettando, avendo il diritto di firmare al posto tuo. Dovrà però portare una copia cartacea della propria carta d’identità, o in alternativa del passaporto o della patente, che dovrà poi essere allegata al modulo di delega, questo passaggio è indispensabile, in quanto le Poste solo in questo modo possono accertarsi dell’identità del delegato. Come hai avuto modo di vedere, affidare la delega ad una persona per il ritiro delle tue raccomandate è un’operazione semplice ed incredibilmente lineare, che non comporta difficoltà.

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Modello Opposizione a Sanzione Amministrativa

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di opposizione a sanzione amministrativa da compilare e stampare.

Quando prendi una multa per sosta vietata, o qualsiasi altra sanzione amministrativa che ritieni ingiusta, il primo impulso è sempre quello di contestarla, facendo valere le tue ragioni di fronte ad un giudice, ed evitando dunque di pagare una somma di denaro che potresti utilizzare per scopi più utili. Ma quando ciò accade, subentrano anche dei dubbi, questo perché spesso non ti conviene opporti, in quanto il costo dell’avvocato ed il contributo unificato da versare obbligatoriamente rendono di fatto molto più costoso opporti piuttosto che pagare la sanzione, facendo dunque prevalere il risparmio sulla volontà di ottenere ragione. Ma sappi che questa non è certamente l’unica strada che puoi seguire, dato che l’opposizione a sanzione amministrativa si rivela decisamente meno costosa, e forse altrettanto utile. Vediamo quindi di scoprire di cosa si tratta.

L’opposizione a sanzione amministrativa è un metodo che puoi utilizzare per contestare una multa o qualsiasi altra sanzione per violazione del codice della strada, ma senza per questo pagare avvocati. La particolarità di questa forma di ricorso è il fatto che puoi muoverla da solo, senza avere bisogno di pagare un legale, il che ovviamente la rende molto più conveniente rispetto al classico processo di opposizione. Il procedimento burocratico per presentarla è snello e anche molto facile, dato che dovrai solamente redigere il documento apposito e consegnarlo presso il giudice di pace e la corrispondente cancelleria.

Per iniziare devi sapere una cosa, l’opposizione a sanzione amministrativa è poco costosa, ma non gratuita. In altre parole, con questa forma procedurale puoi evitare di incaricare un avvocato, ma non puoi evitare di pagare il contributo unificato, una tassa necessaria per potere procedere alla contestazione della sanzione che hai ricevuto e che ritieni ingiusta. Vediamo come funziona l’opposizione a sanzione amministrativa. Dovrai appunto compilare il tuo ricorso e presentarlo al giudice di pace, allegando anche la somma corrispondente alla tassa del contributo unificato, ed un altro modulo che potrai compilare direttamente sul posto, noto come Iscrizione al ruolo. Fatto questo, sarà la cancelleria del giudice di pace a prendere in consegna la tua richiesta e a fissare l’udienza, la data ti viene generalmente comunicata presso il tuo domicilio, ma è sempre il caso di fare visita alla cancelleria dopo un paio di settimane, per vedere se è già stata fissata e per quando è prevista, così da evitare sorprese dell’ultimo minuto.

Già detto che sei obbligato a consegnare la documentazione presso la cancelleria del giudice di pace, vediamo attraverso quali canali puoi compiere l’operazione. Puoi ovviamente consegnarla presentandoti di persona, oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Devi necessariamente farlo entro un mese dalla data di ricezione della sanzione amministrativa, dunque 30 giorni. Non dimenticarti che al pacchetto di documenti dovrai anche allegare la sanzione amministrativa che hai ricevuto, così da dare al giudice l’opportunità di vagliare con attenzione qualsiasi dettaglio relativo al tuo caso.

Vediamo quali informazioni dovrai inserire all’interno del tuo modulo di opposizione a sanzione amministrativa. Per iniziare, tuoi dati, il nome del giudice di pace che hai scelto per la pratica, l’importo della multa, e ovviamente le motivazioni che ti hanno spinto ad impugnarla. Puoi anche portare alla causa eventuali prove a sostegno della tua difesa. Inoltre, devi sempre premunirti presentando anche una richiesta di sospensione, l’opposizione, infatti, non impedisce allo Stato di inviarti un sollecito per il pagamento.

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