In questa pagina sono disponibili un fac simile di contestazione addebito carta di credito in formato Word e un modello PDF editabile da compilare e stampare. Il documento permette di indicare le operazioni contestate, spiegare il motivo della richiesta e domandare il riaccredito delle somme.
Si tratta di un modello generico, non di un modulo ufficiale valido per tutte le carte. Banche ed emittenti possono prevedere propri moduli e procedure di disconoscimento: quando disponibili, è preferibile utilizzare il canale indicato dall’emittente, eventualmente accompagnando la pratica con una comunicazione scritta.
Modulo Contestazione Addebito Carta di Credito Word
Il fac simile Word può essere modificato inserendo i dati della carta, le singole operazioni contestate, il motivo della contestazione e gli eventuali documenti allegati.
Modulo Contestazione Addebito Carta di Credito PDF Editabile
Il modello PDF consente di indicare le partite contestate e chiedere il riaccredito delle spese ritenute erroneamente addebitate.

Quando Contestare un Addebito sulla Carta di Credito
Una contestazione può riguardare situazioni differenti. È importante identificarle correttamente perché non tutte seguono le stesse regole.
Un primo caso riguarda le operazioni non autorizzate, per esempio un pagamento che il titolare dichiara di non avere mai eseguito o autorizzato. Rientrano nella disciplina dei servizi di pagamento anche determinate operazioni eseguite in modo non corretto, come un importo diverso da quello autorizzato o altre anomalie nell’esecuzione del pagamento.
In questi casi il Decreto Legislativo 11/2010 prevede che il cliente comunichi l’operazione alla banca o al prestatore di servizi di pagamento senza indugio non appena ne viene a conoscenza e, in ogni caso, entro il termine massimo di 13 mesi dalla data dell’addebito, salvo le eccezioni previste dalla legge. Non è quindi corretto considerare 60 giorni come termine generale e inderogabile oltre il quale qualsiasi addebito non possa più essere contestato.
Diversa è la situazione in cui il pagamento è stato effettivamente autorizzato, ma il problema riguarda il rapporto con il venditore, per esempio merce non consegnata, servizio non fornito, prodotto restituito senza rimborso o acquisto annullato. In questi casi può essere disponibile il chargeback, cioè una procedura di rimborso prevista dalle regole del circuito della carta. Presupposti, documenti e termini dipendono dal circuito e dal contratto applicabile e possono essere più restrittivi: è quindi opportuno contattare subito l’emittente senza attendere la scadenza di termini generali.
Cosa Fare in Caso di Operazione Non Autorizzata
Se l’addebito potrebbe derivare da furto, smarrimento, clonazione o compromissione dei dati della carta, la sola lettera di contestazione non è sufficiente a mettere in sicurezza lo strumento di pagamento. È necessario contattare immediatamente l’emittente attraverso i canali ufficiali disponibili, per esempio applicazione, area riservata o numero dedicato, e richiedere il blocco della carta quando necessario.
Dopo avere messo in sicurezza la carta, bisogna disconoscere le operazioni seguendo la procedura indicata dall’emittente. Il fac simile presente in questa pagina può essere utilizzato per formalizzare la contestazione quando la banca accetta una comunicazione libera oppure come documentazione integrativa.
Per le operazioni non autorizzate, il Decreto Legislativo 11/2010 prevede in via generale che il prestatore di servizi di pagamento rimborsi l’importo immediatamente e comunque entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui viene a conoscenza dell’operazione. Sono previste eccezioni, in particolare quando esistono motivati sospetti di frode. Il rimborso può inoltre essere successivamente riesaminato se emergono elementi relativi a frode, dolo o colpa grave dell’utilizzatore.
Come Compilare il Modulo
La contestazione deve consentire all’emittente di individuare senza ambiguità la carta e ciascuna operazione interessata. È utile inserire:
- nome e cognome del titolare e relativi recapiti;
- denominazione dell’emittente o della banca destinataria;
- dati necessari a identificare la carta;
- data, importo ed esercente di ogni operazione contestata;
- motivo preciso della contestazione;
- richiesta di verifica e, quando ne ricorrono i presupposti, di rimborso o riaccredito;
- elenco dei documenti allegati;
- data e firma.
Nel descrivere il motivo è preferibile essere specifici. Si può indicare, per esempio, che l’operazione non è mai stata autorizzata, che lo stesso pagamento compare due volte, che l’importo addebitato non corrisponde a quello effettivamente autorizzato oppure che il pagamento era stato effettuato con un altro mezzo.
Quali Documenti Allegare
Gli allegati dipendono dalla ragione della contestazione e dalle istruzioni dell’emittente. Possono essere utili la copia dell’estratto conto o della lista movimenti con l’operazione evidenziata, ricevute e scontrini, conferme d’ordine, documentazione che dimostri un pagamento effettuato con un altro mezzo e comunicazioni intercorse con il venditore.
Per contestazioni relative a merce non ricevuta, annullamenti o rimborsi non eseguiti sono particolarmente utili l’ordine, la prova della cancellazione o della restituzione e i messaggi con cui è stato richiesto al venditore di risolvere il problema.
Non è corretto considerare sempre indispensabile una fotocopia della carta di credito. Bisogna trasmettere esclusivamente i documenti richiesti attraverso i canali ufficiali dell’emittente e non comunicare mai PIN, CVV, password, codici OTP o altre credenziali di sicurezza. Anche la denuncia alle autorità non costituisce, in base alla disciplina dei servizi di pagamento, un requisito generale necessario per avviare il disconoscimento di un’operazione non autorizzata, pur potendo risultare utile o essere richiesta successivamente nell’ambito degli accertamenti.
Come Inviare la Contestazione
Non esiste un’unica modalità valida per tutte le carte. La contestazione deve essere presentata alla banca o all’emittente responsabile del servizio di pagamento utilizzando i canali previsti dal contratto e dalla relativa procedura: possono essere disponibili un modulo online, l’applicazione, l’area clienti, la PEC, la posta elettronica, lo sportello oppure la raccomandata.
Se l’emittente mette a disposizione un modulo specifico di disconoscimento o chargeback, è opportuno utilizzare quello, perché può richiedere informazioni e dichiarazioni non presenti nel fac simile generico. In ogni caso è consigliabile conservare una copia completa della contestazione, degli allegati e della prova della sua trasmissione.
Reclamo e Arbitro Bancario Finanziario
Se la richiesta non viene gestita correttamente o il rimborso viene negato, è possibile presentare un reclamo formale all’Ufficio Reclami dell’intermediario. Per i reclami riguardanti servizi di pagamento, come i pagamenti con carta, il termine ordinario per la risposta è di 15 giorni lavorativi.
Se la risposta non arriva nel termine previsto oppure non è soddisfacente, il cliente può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario. Prima del ricorso all’ABF deve essere stato presentato un reclamo all’intermediario e il ricorso deve riguardare sostanzialmente le stesse questioni già contestate. In via generale, il ricorso deve essere presentato entro 12 mesi dal reclamo; trascorso tale periodo è possibile verificare la necessità di presentare un nuovo reclamo prima di rivolgersi nuovamente all’Arbitro.