In questa pagina sono disponibili un fac simile di richiesta di occupazione del suolo pubblico in formato Word e un modello PDF editabile. Possono essere utilizzati per preparare una domanda relativa, per esempio, a un ponteggio, un trasloco, un evento, un banchetto o un’attività commerciale.
Molti Comuni richiedono l’impiego della propria modulistica o di una procedura telematica: in questi casi il modello disponibile nella pagina può servire come traccia, ma non sostituisce il modulo comunale.

Fac Simile Richiesta Occupazione Suolo Pubblico Word
Il fac simile Word è indicato quando il Comune ammette una domanda in forma libera. Il testo può essere modificato inserendo i dati richiesti dal regolamento locale e adattando la causale al tipo di occupazione.
Modulo Richiesta Occupazione Suolo Pubblico PDF Editabile
Il PDF editabile permette di compilare i campi predisposti. Prima dell’invio bisogna controllare che il Comune non richieda un proprio modulo, ulteriori dichiarazioni o una procedura online.
Quando è necessaria la richiesta
La concessione o autorizzazione deve normalmente essere ottenuta prima di collocare strutture, materiali, veicoli o attrezzature su una strada, una piazza, un marciapiede o un’altra area pubblica. La domanda può riguardare, tra gli altri casi:
- ponteggi, gru, recinzioni e aree di cantiere;
- mezzi impiegati per traslochi, carico e scarico;
- tavoli, sedie, dehors, espositori, chioschi e tende;
- bancarelle, raccolte di firme e iniziative informative;
- manifestazioni, riprese, spettacoli e altri eventi organizzati;
- depositi temporanei di materiali o attrezzature.
L’ente competente non è necessariamente il Comune. Se l’area appartiene a una Provincia, a una Regione, allo Stato o a un altro soggetto pubblico, può essere necessario rivolgersi all’ente proprietario o acquisirne il nulla osta. Per le occupazioni della sede stradale si applicano anche le condizioni previste dall’articolo 20 del Codice della strada.
Come compilare la domanda
Il contenuto richiesto dipende dal regolamento dell’ente, ma una domanda completa dovrebbe identificare con precisione:
- richiedente: nome e cognome oppure denominazione, codice fiscale o partita IVA, indirizzo, recapiti e qualità del firmatario;
- area interessata: strada, piazza, numero civico ed eventuali riferimenti utili a individuare il punto esatto;
- dimensioni: lunghezza, larghezza e superficie complessiva espressa in metri quadrati;
- durata: data e ora di inizio e fine oppure periodo richiesto, specificando se si tratta di nuova occupazione, proroga o modifica;
- finalità: attività da svolgere e descrizione di strutture, mezzi, materiali o attrezzature utilizzati;
- circolazione: eventuale interessamento di carreggiata, marciapiede, parcheggi, pista ciclabile o accessi agli immobili;
- responsabile: nominativo e recapito della persona reperibile durante l’occupazione.
Nel modello Word occorre controllare anche il luogo riportato accanto alla data ed eliminare qualsiasi indicazione prestampata non pertinente. La firma deve essere apposta dal richiedente o dal rappresentante autorizzato.
Documenti da allegare
Il Comune può richiedere allegati diversi secondo il tipo e la posizione dell’occupazione. Prima dell’invio è quindi necessario consultare la pagina del servizio e il regolamento comunale. Tra i documenti richiesti più frequentemente rientrano:
- planimetria quotata con posizione e dimensioni dell’area;
- fotografie del luogo ed eventuale elaborato grafico delle strutture;
- copia del documento di identità, quando necessaria;
- relazione tecnica o dichiarazione sulla stabilità e sicurezza delle opere;
- documentazione relativa al cantiere, all’evento o all’attività commerciale;
- nulla osta dell’ente proprietario della strada o di altri uffici competenti;
- richiesta di modifica temporanea della viabilità, se occorre un’ordinanza;
- attestazioni relative a imposta di bollo, diritti di istruttoria o deposito cauzionale, se dovuti.
Un’autorizzazione generica al trattamento dei dati personali non sostituisce l’informativa fornita dall’amministrazione e non deve essere aggiunta se la procedura ufficiale non la richiede.
Termini e modalità di presentazione
Non esiste un termine nazionale unico di cinque o trenta giorni valido per tutte le occupazioni. Anticipo richiesto, ufficio competente e canale di trasmissione sono stabiliti dal regolamento e dalla procedura del singolo ente. Alcuni Comuni prevedono servizi online con SPID, CIE o CNS; altri accettano domande tramite SUAP, PEC oppure protocollo.
Le richieste che incidono sulla circolazione, riguardano eventi o necessitano di pareri aggiuntivi possono richiedere tempi più lunghi. La domanda deve quindi essere presentata con l’anticipo indicato dal Comune. Il semplice invio dell’istanza, così come il pagamento anticipato di eventuali somme, non autorizza l’occupazione.
Anche le procedure per interventi urgenti dipendono dal regolamento locale. Prima di occupare l’area bisogna contattare l’ufficio indicato dal Comune, che può essere la Polizia locale, il SUAP, l’ufficio tributi, l’ufficio tecnico o il servizio competente per il patrimonio.
Canone, bollo ed eventuali esenzioni
Dal 2021 le occupazioni sono disciplinate dal Canone unico patrimoniale previsto dall’articolo 1, commi da 816 a 847, della Legge 160/2019. Tariffe, criteri di calcolo, classificazione delle aree, riduzioni e modalità di pagamento sono definiti anche dal regolamento dell’ente competente.
Oltre al canone possono essere dovuti imposta di bollo, diritti di istruttoria, spese tecniche o un deposito cauzionale. Non sono applicabili in modo generalizzato riduzioni fisse per tende, passi carrabili, cantieri o occupazioni di piccole dimensioni.
Le esenzioni dipendono dalla legge e dal regolamento locale. La natura non commerciale dell’iniziativa o la qualifica di associazione non determinano automaticamente l’esenzione. Anche quando il canone non è dovuto può restare necessario presentare la domanda e ottenere il titolo prima di occupare l’area.
Dopo il rilascio della concessione
Il titolare deve rispettare superficie, durata, finalità e prescrizioni riportate nel provvedimento, mantenere liberi i passaggi richiesti, adottare le misure di sicurezza e ripristinare l’area al termine. Una proroga o una variazione deve essere richiesta con le modalità e nei termini stabiliti dall’ente.
L’occupazione senza titolo, oltre i limiti autorizzati o successivamente alla scadenza può essere considerata abusiva e comportare rimozione, indennità, canone maggiorato e sanzioni previste dalla normativa e dal regolamento applicabile.