In questa pagina sono disponibili un fac simile di patto di non concorrenza per dipendente in formato Word e un modello PDF editabile. Il documento è destinato al rapporto di lavoro subordinato e serve a disciplinare le attività concorrenti che il lavoratore si impegna a non svolgere dopo la cessazione del rapporto.
Si tratta di un fac simile libero e non di un modulo ufficiale o obbligatorio. Il modello deve essere adattato al caso concreto, soprattutto per quanto riguarda attività vietate, territorio, durata e corrispettivo. La versione Word è la scelta più adatta quando occorre modificare le clausole, mentre il PDF può essere utilizzato quando la struttura proposta è già coerente con l’accordo da stipulare.

Fac Simile Patto di non Concorrenza Dipendente Word
Il modello Word può essere scaricato e modificato prima della firma. È particolarmente utile quando è necessario adattare con precisione l’oggetto del divieto, il territorio, la durata, il corrispettivo o la clausola penale.
Fac Simile Patto di non Concorrenza Dipendente PDF Editabile
Il fac simile PDF editabile può essere compilato inserendo i dati mancanti. Prima della sottoscrizione è opportuno verificare che tutte le clausole corrispondano effettivamente all’accordo raggiunto tra datore di lavoro e dipendente.
Quando Utilizzare il Patto di Non Concorrenza
Nel rapporto di lavoro subordinato il patto di non concorrenza è disciplinato dall’articolo 2125 del Codice Civile e riguarda l’attività che il lavoratore potrà svolgere dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Durante il rapporto opera invece, su un piano distinto, l’obbligo di fedeltà previsto dall’articolo 2105 del Codice Civile.
Il patto può essere concordato al momento dell’assunzione, durante il rapporto oppure in occasione della sua cessazione. Il fac simile disponibile in questa pagina è impostato per una stipulazione contestuale all’assunzione: se l’accordo viene concluso in un momento diverso, la parte introduttiva del documento deve quindi essere adattata.
Lo strumento può essere utile quando il lavoratore, per le mansioni svolte, acquisisce conoscenze commerciali, tecniche, organizzative, strategiche o relazioni con la clientela che potrebbero avere un concreto valore competitivo anche dopo la fine del rapporto.
Requisiti di Validità
Per il lavoratore subordinato non è sufficiente inserire un generico divieto di lavorare per aziende concorrenti. L’articolo 2125 del Codice Civile richiede che il patto risulti da atto scritto, che sia previsto un corrispettivo a favore del lavoratore e che il vincolo sia delimitato quanto a oggetto, tempo e luogo.
La durata non può superare cinque anni per i dirigenti e tre anni per gli altri lavoratori. Se viene prevista una durata superiore, questa viene ridotta entro i limiti stabiliti dalla norma.
Anche l’oggetto e l’ambito territoriale devono essere definiti con attenzione. Un divieto eccessivamente ampio, tale da comprimere in modo sproporzionato le concrete possibilità professionali del lavoratore, può compromettere la validità del patto. Per questo motivo è preferibile individuare le attività realmente concorrenti anziché ricorrere a formule generiche che vietino qualsiasi impiego presso imprese dello stesso settore.
Il corrispettivo costituisce un elemento essenziale dell’accordo. Deve essere determinato o determinabile e proporzionato al sacrificio imposto al lavoratore, considerando in particolare durata, estensione territoriale e ampiezza delle attività vietate. La legge non stabilisce una percentuale o un importo minimo valido per tutti i rapporti.
Come Compilare il Fac Simile
Prima della firma è necessario completare il modello con informazioni sufficientemente precise. In particolare devono essere verificati e compilati:
- dati delle parti, con l’identificazione del datore di lavoro e del dipendente;
- attività vietate, indicando quali attività imprenditoriali, professionali o lavorative possono determinare una concorrenza effettiva;
- oggetto del divieto, specificando i prodotti, servizi o settori interessati;
- territorio, individuando l’area geografica nella quale opera il vincolo;
- durata, calcolata dalla cessazione del rapporto e comunque entro i limiti previsti dall’articolo 2125 del Codice Civile;
- corrispettivo, specificando importo e modalità di pagamento;
- eventuale clausola penale, destinata a disciplinare le conseguenze economiche dell’inadempimento.
Il fac simile disponibile prevede un importo mensile lordo quale corrispettivo. Se le parti intendono utilizzare una diversa struttura di pagamento, la relativa clausola deve essere modificata in modo coerente e il corrispettivo deve rimanere chiaramente determinato o determinabile.
Il documento contiene inoltre una clausola penale pari al doppio delle somme corrisposte dall’azienda a titolo di corrispettivo. Questo importo è una previsione del fac simile e non una misura stabilita dalla legge: deve quindi essere valutato e, se necessario, modificato in funzione dell’accordo concreto.
Nel modello è presente anche una clausola secondo cui il patto diventa inefficace se il rapporto si conclude durante il periodo di prova. Anche questa è una previsione contrattuale del fac simile e non una conseguenza generale imposta dall’articolo 2125. Quando il patto viene sottoscritto contestualmente all’assunzione può essere utile verificare anche le condizioni dell’eventuale patto di prova.
Firma e Conservazione dell’Accordo
Trattandosi di un accordo tra datore di lavoro e lavoratore, il documento deve riportare il consenso delle parti ed essere conservato in una versione che permetta di dimostrare il contenuto dell’accordo sottoscritto. Nella pratica è opportuno predisporre una copia per ciascuna parte.
Non esiste un modulo pubblico da presentare a un ente per costituire il patto di non concorrenza. Ciò che assume particolare importanza è la corretta formalizzazione per iscritto dell’accordo e la presenza degli elementi richiesti dall’articolo 2125 del Codice Civile.
In caso di violazione di un patto valido, il datore di lavoro può far valere l’inadempimento e chiedere le conseguenze previste dall’accordo e dalla legge, compreso l’eventuale risarcimento del danno e l’applicazione di una clausola penale validamente pattuita. Proprio per le possibili conseguenze economiche, le clausole relative a divieto, corrispettivo e penale richiedono particolare attenzione.
Quando Questo Modello Non è Adatto
Il fac simile scaricabile da questa pagina è predisposto espressamente per un lavoratore dipendente e richiama l’articolo 2125 del Codice Civile. Non deve quindi essere utilizzato senza adattamenti per rapporti soggetti a una disciplina differente.
Per gli agenti di commercio il patto post contrattuale è disciplinato dall’articolo 1751-bis del Codice Civile, che prevede regole specifiche e una durata massima di due anni. In questo caso è opportuno fare riferimento alla disciplina e alle clausole del contratto di agenzia. Per accordi tra imprese, professionisti o altri soggetti autonomi non si applicano automaticamente le regole e i limiti previsti dall’articolo 2125 per i dipendenti. In questi casi il modello presente in questa pagina non rappresenta quindi la scelta corretta senza una specifica verifica e un adeguamento alla natura del rapporto.