In questa pagina sono disponibili un fac simile di ricorso gerarchico in formato Word e un modello PDF da compilare e stampare. Il documento serve per impugnare, nei casi previsti, un atto amministrativo non definitivo davanti all’organo competente a decidere il ricorso.
Si tratta di un fac simile generico e non di un modulo ufficiale della Pubblica Amministrazione. Prima di utilizzarlo è necessario controllare il provvedimento ricevuto, che dovrebbe indicare l’organo competente e il termine per il ricorso. Il modello contiene la dicitura “AL MINISTERO”, che deve essere sostituita quando l’autorità competente è diversa.
Modello Ricorso Gerarchico Word
La versione Word è indicata quando occorre adattare il testo all’atto contestato, all’autorità competente e ai motivi di legittimità o di merito che si intendono far valere.
Fac Simile Ricorso Gerarchico PDF
Il PDF contiene gli spazi per indicare ricorrente, provvedimento impugnato, motivi del ricorso, documenti richiesti e, quando ne ricorrono i presupposti, l’istanza di sospensione dell’esecuzione.

Quando è Possibile Presentare un Ricorso Gerarchico
La disciplina generale del ricorso gerarchico è contenuta negli articoli da 1 a 6 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199. Il ricorso gerarchico proprio è ammesso, in unica istanza, contro gli atti amministrativi non definitivi ed è rivolto all’organo sovraordinato rispetto a quello che ha adottato il provvedimento.
Può presentarlo chi ha un interesse concreto all’impugnazione. Non è quindi sufficiente essere genericamente in disaccordo con l’operato della Pubblica Amministrazione: il provvedimento deve incidere sulla posizione dell’interessato.
Con il ricorso possono essere fatti valere sia motivi di legittimità, come incompetenza, violazione di legge o eccesso di potere, sia motivi di merito, quando questi ultimi rientrano nella cognizione dell’autorità adita.
Il cosiddetto ricorso gerarchico improprio non è invece un rimedio utilizzabile in generale ogni volta che manca un superiore gerarchico. Contro gli atti dei Ministri, degli enti pubblici o degli organi collegiali è ammesso nei casi, nei limiti e con le modalità stabiliti dalla legge o dagli ordinamenti applicabili. Prima di utilizzare il fac simile occorre quindi verificare che, per quello specifico provvedimento, il ricorso amministrativo sia effettivamente previsto.
Termine di 30 Giorni
In base all’articolo 2 del D.P.R. 1199/1971, il ricorso deve essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa dell’atto impugnato oppure dal momento in cui l’interessato ne ha avuto piena conoscenza.
Il termine non decorre quindi necessariamente dalla pubblicazione del provvedimento. Per individuare correttamente la scadenza bisogna considerare come e quando l’atto è stato portato a conoscenza dell’interessato e verificare eventuali disposizioni speciali applicabili al procedimento.
La comunicazione dell’atto soggetto a ricorso dovrebbe indicare il termine e l’organo al quale presentarlo. Queste informazioni devono essere controllate prima di compilare l’intestazione del fac simile.
Come Compilare il Fac Simile
Nel ricorso devono essere indicati in modo preciso il ricorrente, l’autorità competente, il provvedimento impugnato e la data in cui è stato notificato, comunicato o comunque conosciuto. È opportuno riportare numero, protocollo e data dell’atto quando disponibili.
La parte dedicata ai motivi deve spiegare concretamente perché si chiede l’annullamento o la modifica del provvedimento. Il fac simile distingue i motivi di diritto dai vizi di merito e consente di richiamare norme, fatti e documenti sui quali si fonda la contestazione.
È importante non limitarsi a formule generiche. Se si lamenta una violazione di legge, occorre indicare la regola che si ritiene violata e spiegare il collegamento con il provvedimento. Se la contestazione riguarda i fatti considerati dall’Amministrazione, è utile descrivere le circostanze corrette e allegare la documentazione che le dimostra.
Il modello contiene inoltre uno spazio per chiedere l’acquisizione di atti non disponibili al ricorrente. Se alcuni documenti amministrativi sono indispensabili per comprendere le ragioni del provvedimento, può essere necessario esercitare separatamente il diritto di accesso secondo la disciplina applicabile, senza attendere oltre il termine previsto per proporre il ricorso.
Alla fine devono essere elencati gli allegati, per esempio copia del provvedimento impugnato, documentazione richiamata nei motivi e ogni altro atto utile a dimostrare i fatti esposti.
Come Presentare il Ricorso
Il ricorso deve essere diretto all’autorità competente a deciderlo. Ai sensi dell’articolo 2 del D.P.R. 1199/1971 può essere presentato all’organo indicato nella comunicazione dell’atto oppure all’organo che ha emanato il provvedimento, direttamente, mediante notificazione o mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
In caso di consegna diretta, l’ufficio rilascia ricevuta. Se viene utilizzata la posta, la data di spedizione vale come data di presentazione. Le eventuali modalità telematiche, compresa la PEC, devono essere verificate nelle istruzioni dell’Amministrazione competente e nelle norme applicabili allo specifico procedimento.
Se il ricorso viene tempestivamente rivolto per errore a un organo diverso da quello competente ma appartenente alla stessa Amministrazione, il D.P.R. 1199/1971 prevede che sia trasmesso d’ufficio all’organo competente senza dichiararlo irricevibile.
Sospensione del Provvedimento
La presentazione del ricorso gerarchico non sospende automaticamente l’esecuzione del provvedimento impugnato. L’articolo 3 del D.P.R. 1199/1971 consente però all’organo decidente, d’ufficio oppure su richiesta del ricorrente, di sospenderne l’esecuzione quando sussistono gravi motivi.
Il fac simile contiene un’apposita istanza di sospensione. Questa parte deve essere mantenuta soltanto quando esistono effettive esigenze cautelari e deve spiegare concretamente quali conseguenze gravi deriverebbero dall’esecuzione dell’atto durante l’esame del ricorso.
Istruttoria e Decisione
Se esistono altri soggetti direttamente interessati e individuabili sulla base dell’atto impugnato, l’organo decidente comunica loro il ricorso quando non vi abbia già provveduto il ricorrente. Gli interessati possono presentare deduzioni e documenti entro 20 giorni dalla comunicazione. Questo termine non significa che l’istruttoria inizi soltanto dopo 20 giorni.
L’organo competente può inoltre disporre gli accertamenti ritenuti utili. Al termine dell’esame può dichiarare il ricorso inammissibile, assegnare un termine per sanare un’irregolarità e dichiararlo improcedibile in caso di mancata regolarizzazione, respingerlo perché infondato oppure accoglierlo.
In caso di accoglimento per incompetenza, l’atto viene annullato e l’affare viene rimesso all’organo competente. Se il ricorso è accolto per altri motivi di legittimità o per motivi di merito, l’autorità può annullare o riformare il provvedimento, salvo l’eventuale rinvio all’organo che lo aveva emanato.
Cosa Succede se l’Amministrazione non Risponde
Se trascorrono 90 giorni dalla presentazione senza che l’organo adito abbia comunicato la decisione, l’articolo 6 del D.P.R. 1199/1971 stabilisce che il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti. Da quel momento possono essere valutati i rimedi previsti dall’ordinamento contro il provvedimento impugnato, compreso il ricorso all’autorità giurisdizionale competente o, quando ne ricorrono i presupposti, il ricorso straordinario disciplinato dal capo III dello stesso D.P.R.
I termini per passare alla tutela giurisdizionale sono rilevanti e possono dipendere dal tipo di atto e dalla situazione concreta. Quando il provvedimento produce conseguenze significative o vi sono dubbi sull’autorità competente, sui motivi da dedurre o sui termini di impugnazione, è opportuno verificare questi aspetti prima della presentazione del ricorso.