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Fac Simile Ricorso Avverso Intimazione di Pagamento Agenzia delle Entrate

Aggiornato il 31/08/2026

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In questa pagina sono disponibili un fac simile Word editabile per predisporre un ricorso contro un avviso di intimazione notificato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, indicata anche come AdER. Il modello riguarda una contestazione per prescrizione di crediti tributari e non è adatto, senza modifiche, a motivi differenti o a debiti previdenziali, multe e altre entrate soggette alla giurisdizione ordinaria.

Fac Simile Ricorso contro Intimazione di Pagamento Word

Il formato Word è quello più adatto perché consente di sostituire la denominazione dell’autorità, eliminare la parte relativa alla mediazione e adattare fatti, motivi, parti resistenti e conclusioni alla controversia concreta. Il documento non deve essere depositato limitandosi a completare gli spazi vuoti.

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Fac Simile Ricorso contro Intimazione di Pagamento Word

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Che Cos’è l’Intimazione di Pagamento AdER

L’avviso di intimazione è un atto della riscossione notificato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione quando l’espropriazione forzata non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento o di un altro atto esecutivo previsto dalla legge. Non deve essere confuso con una comune lettera di diffida tra privati.

Dalla notifica dell’avviso il debitore ha cinque giorni per pagare. L’intimazione conserva efficacia per un anno dalla sua notifica: se entro tale periodo non viene iniziata l’espropriazione, per procedere sarà necessaria una nuova intimazione. Le caratteristiche dell’atto sono riepilogate nella pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dedicata ad avvisi e solleciti.

Il termine di cinque giorni riguarda il pagamento e non coincide con quello per proporre il ricorso tributario. Inoltre, il semplice deposito del ricorso non sospende automaticamente la riscossione.

Fac Simile Ricorso Avverso Intimazione di Pagamento Agenzia delle Entrate
Fac Simile Ricorso Avverso Intimazione di Pagamento Agenzia delle Entrate

Quando Può Essere Utilizzato il Fac Simile

Il modello scaricabile è impostato per contestare la prescrizione di un credito tributario richiamato nell’intimazione. Prima di utilizzarlo occorre verificare la natura di ogni somma, le date di notifica degli atti precedenti e l’esistenza di eventuali atti interruttivi.

Non esiste un unico termine di prescrizione valido per tutte le somme riscosse da AdER. Il termine dipende dalla natura del credito e può essere interrotto da atti validamente notificati. Il fatto che una cartella non sia stata impugnata non determina, da solo, la trasformazione di ogni prescrizione breve nel termine decennale previsto per i diritti riconosciuti con sentenza passata in giudicato.

Il ricorso può richiedere una struttura diversa quando la contestazione riguarda:

  • l’omessa o invalida notifica della cartella o dell’atto presupposto;
  • un pagamento già effettuato o uno sgravio non considerato;
  • la decadenza dell’ente dal potere di riscossione;
  • un errore nell’individuazione del contribuente o nel calcolo delle somme;
  • un provvedimento di sospensione amministrativa o giudiziale;
  • vizi propri dell’intimazione, come la carenza di elementi necessari per identificare i crediti richiesti.

Quando si contesta la notifica di un atto presupposto emesso da un soggetto diverso da quello che ha notificato l’intimazione, può essere necessario proporre il ricorso sia contro l’ente creditore sia contro l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’individuazione errata delle parti resistenti può compromettere il giudizio.

Se le somme riguardano contributi previdenziali, sanzioni stradali o altre entrate non tributarie, possono cambiare giudice, termini e forma dell’opposizione. In tali casi questo fac simile tributario non deve essere utilizzato automaticamente. Per un atto relativo a tributi locali o ad altre pretese fiscali può essere consultato anche il fac simile di ricorso tributario.

Termine per Presentare il Ricorso

Quando l’intimazione riguarda crediti appartenenti alla giurisdizione tributaria, il ricorso deve essere normalmente proposto entro sessanta giorni dalla notifica dell’atto. Il calcolo concreto deve tenere conto della data e della modalità di notificazione, delle sospensioni applicabili e delle indicazioni riportate nell’intimazione.

La richiesta di annullamento in autotutela, la domanda di accesso agli atti o una segnalazione all’ente creditore non sospendono automaticamente il termine per ricorrere. È quindi necessario evitare di attendere una risposta amministrativa quando il termine processuale sta per scadere.

Come Compilare il Ricorso

Il ricorso deve riportare almeno:

  • dati anagrafici, codice fiscale, domicilio e indirizzo PEC del ricorrente;
  • dati dell’eventuale difensore e procura alle liti;
  • Agenzia delle Entrate-Riscossione e gli eventuali ulteriori soggetti contro i quali è proposto il ricorso;
  • numero, data, importo e data di notifica dell’intimazione impugnata;
  • cartelle, avvisi o altri atti richiamati nell’intimazione;
  • valore della controversia;
  • esposizione cronologica dei fatti;
  • motivi di impugnazione distinti e riferiti ai singoli carichi;
  • richieste rivolte alla Corte e domanda sulle spese di giudizio;
  • eventuale istanza cautelare e richiesta di pubblica udienza;
  • elenco degli allegati, data e sottoscrizione.

Non è sufficiente affermare genericamente che è trascorso molto tempo. Per eccepire la prescrizione devono essere indicati la natura del credito, il termine ritenuto applicabile, la data iniziale del relativo decorso e gli atti successivi conosciuti. È opportuno richiedere ad AdER la documentazione delle notifiche e confrontarla con cartelle, ricevute, estratti e comunicazioni già in possesso del contribuente.

Sospensione della Riscossione

Il ricorso non blocca automaticamente pignoramenti e altre iniziative di riscossione. Se dall’esecuzione dell’atto può derivare un danno grave e irreparabile, nel ricorso o con atto separato può essere formulata un’istanza di sospensione cautelare ai sensi dell’articolo 47 del D.Lgs. 546/1992. La sospensione produce effetti soltanto se viene concessa dalla Corte.

In presenza dei presupposti previsti dalla legge può essere presentata anche una richiesta di sospensione amministrativa ad AdER. Rateizzazione, sospensione amministrativa, autotutela e ricorso hanno però presupposti ed effetti differenti. La loro compatibilità deve essere valutata sul caso concreto e nessuna domanda amministrativa deve essere considerata automaticamente sostitutiva della tutela giudiziaria.

Notifica, Deposito e Allegati

Il ricorso tributario deve essere prima notificato ai soggetti contro i quali è proposto. Il ricorrente deve poi costituirsi in giudizio entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, depositando telematicamente l’atto e i documenti attraverso il Processo Tributario Telematico.

Le istruzioni aggiornate sono disponibili nella pagina del Dipartimento della Giustizia Tributaria sulle modalità di presentazione del ricorso. Il semplice invio del fac simile per posta elettronica ordinaria ad AdER non equivale alla corretta proposizione e costituzione del giudizio.

Al ricorso devono essere normalmente allegati l’intimazione completa, la prova della sua notifica, gli atti precedenti disponibili, le ricevute dei pagamenti, la documentazione relativa agli eventuali sgravi o sospensioni, la procura al difensore quando necessaria, la prova della notifica del ricorso e gli altri documenti richiamati nei motivi.

Per le controversie di valore superiore a 3.000 euro è necessaria l’assistenza di un difensore abilitato. Il valore è determinato secondo le regole del processo tributario e non coincide sempre con il totale indicato nell’intimazione. Per l’iscrizione della causa è inoltre dovuto il contributo unificato tributario, il cui importo dipende dal valore dichiarato della controversia.

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