In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF per chiedere l’annullamento di una richiesta di pagamento relativa a un bollo auto che si ritiene prescritto. I documenti sono impostati come istanza amministrativa di annullamento e non come ricorso giudiziale alla Corte di giustizia tributaria.
Modello Bollo Auto Prescritto Word
Il modello Word può essere modificato inserendo il destinatario corretto, i dati del contribuente, gli estremi dell’atto ricevuto, l’annualità contestata, i dati del veicolo e le ragioni per le quali si ritiene maturata la prescrizione. Prima dell’invio è necessario ricostruire anche eventuali precedenti notifiche che possono avere interrotto il termine.
Istanza Bollo Auto Prescritto PDF
Il PDF contiene una richiesta di annullamento indirizzata all’Agenzia delle Entrate. Non deve essere utilizzato senza modifiche quando il bollo è gestito da una Regione, da una Provincia autonoma o quando l’atto ricevuto indica un diverso ente competente. Il documento non sostituisce inoltre il ricorso tributario né il modello ufficiale previsto per la sospensione legale della riscossione.

Quando il Bollo Auto è Prescritto
La regola statale di riferimento prevede che l’azione per il recupero delle tasse automobilistiche e delle relative sanzioni si prescriva con il decorso del terzo anno successivo a quello nel quale il pagamento doveva essere effettuato. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine triennale riguarda anche la successiva fase di riscossione del tributo.
Questo non significa però che sia sufficiente contare tre anni dalla scadenza originaria del bollo. Prima di eccepire la prescrizione bisogna verificare se, nel frattempo, siano stati validamente notificati atti idonei a interromperla. Un avviso di accertamento regolarmente notificato, per esempio, incide sul decorso della prescrizione.
La Cassazione, con sentenza n. 13665 del 16 maggio 2024, ha ribadito sia il carattere triennale della prescrizione della tassa automobilistica sia la rilevanza degli atti interruttivi. La stessa pronuncia chiarisce che il semplice fatto che un atto tributario non sia stato impugnato non trasforma automaticamente la prescrizione breve in quella ordinaria decennale, salvo che il credito sia stato accertato con un titolo giudiziale definitivo.
Per stabilire se una specifica annualità sia effettivamente prescritta occorre quindi ricostruire l’intera sequenza degli atti e delle notifiche. È inoltre opportuno controllare la disciplina applicabile nel territorio e all’annualità interessata, comprese eventuali disposizioni transitorie o sospensioni dei termini previste dalla legge.
Quali Atti Controllare Prima di Compilare il Modello
Prima di utilizzare il fac simile è necessario identificare esattamente l’atto che si intende contestare. Può trattarsi di un avviso di accertamento della tassa automobilistica, di una cartella di pagamento o di un successivo atto della riscossione.
Devono essere controllati almeno l’annualità del bollo, il termine originario di pagamento, la data di notifica dell’atto ricevuto e le date di eventuali precedenti atti notificati. Se il contribuente ha cambiato residenza nel periodo interessato, è importante verificare anche gli indirizzi ai quali sono state effettuate le notifiche.
Quando è stata ricevuta una cartella di pagamento, occorre distinguere l’ente creditore da Agenzia delle entrate-Riscossione. La cartella viene notificata dall’Agente della riscossione, ma il credito relativo al bollo può appartenere a una Regione o a un altro ente. Le pagine dell’atto indicano l’ente creditore e le modalità previste per contestare la pretesa.
Istanza in Autotutela e Ricorso Non Sono la Stessa Cosa
Il documento scaricabile da questa pagina chiede all’amministrazione di riesaminare la richiesta di pagamento e di annullare l’atto ritenuto prescritto. Si tratta quindi, nella sostanza, di un’istanza di riesame o di annullamento in autotutela.
Non esiste una regola generale secondo cui questa istanza debba essere presentata entro 30 giorni dalla notifica. È comunque opportuno agire tempestivamente, perché l’invio di una richiesta in autotutela non sospende automaticamente il termine per impugnare l’atto davanti al giudice tributario e non blocca, da solo, l’attività di riscossione.
Quando l’atto ricevuto è impugnabile, il termine ordinario per il ricorso tributario è normalmente di 60 giorni dalla notificazione. Il ricorso relativo a un tributo come il bollo auto è oggi proposto alla Corte di giustizia tributaria di primo grado, denominazione che ha sostituito quella di Commissione tributaria provinciale.
Il modello Word e il PDF presenti in questa pagina non sono predisposti come ricorso processuale. Se si intende agire davanti alla Corte di giustizia tributaria, non è quindi sufficiente inviare questo fac simile all’ente e attendere la risposta. Devono essere rispettati autonomamente i termini e le modalità di impugnazione indicati nell’atto ricevuto.
A Chi Inviare la Richiesta
Il destinatario dipende dall’ente competente per la tassa automobilistica e dal tipo di atto ricevuto. Nella maggior parte del territorio nazionale la gestione del bollo compete alle Regioni e alle Province autonome, che possono adottare proprie procedure per richieste di riesame, discarico o annullamento. Per Friuli Venezia Giulia e Sardegna le funzioni relative alla tassa automobilistica sono svolte dall’Agenzia delle Entrate.
Per questo motivo il PDF, che riporta già come destinatario l’Agenzia delle Entrate, non è un modello universale. Negli altri casi il destinatario deve essere sostituito con l’ufficio competente indicato nell’avviso ricevuto o nelle istruzioni pubblicate dall’ente.
Non bisogna inoltre confondere l’Agenzia delle Entrate con Agenzia delle entrate-Riscossione. La prima può essere l’ente che gestisce il tributo nei casi di propria competenza; la seconda svolge invece l’attività di riscossione dei carichi che le vengono affidati.
Come Compilare l’Istanza
Nel modello devono essere indicati nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale e recapiti del contribuente. È poi necessario identificare con precisione l’atto contestato, riportandone numero, data di notifica ed ente che lo ha emesso.
Per il bollo devono essere specificati l’annualità richiesta, l’importo, il veicolo interessato e la targa. Nella motivazione non è consigliabile limitarsi alla frase generica “il bollo è prescritto”. È preferibile indicare il termine di pagamento originario e spiegare perché, sulla base degli atti effettivamente notificati, si ritiene che il termine di prescrizione sia decorso.
Se sono stati ricevuti precedenti avvisi, cartelle o altri atti, questi devono essere presi in considerazione nel calcolo. Omettere un atto interruttivo conosciuto può rendere infondata la richiesta anche quando sono trascorsi molti anni dall’annualità del bollo.
Al modello è opportuno allegare almeno una copia dell’atto di cui si chiede l’annullamento. Possono inoltre essere utili le copie degli atti precedenti e della relativa documentazione di notifica, nonché ogni documento che consenta di ricostruire con precisione la cronologia della pretesa. Gli ulteriori allegati e l’eventuale documento di identità devono essere verificati in base alle istruzioni dell’ente destinatario.
Cartella di Pagamento e Sospensione Legale della Riscossione
Se la richiesta è contenuta in una cartella o in un altro atto notificato da Agenzia delle entrate-Riscossione, in specifiche situazioni è disponibile una procedura diversa dall’istanza generica presente in questa pagina: la sospensione legale della riscossione.
Agenzia delle entrate-Riscossione indica che la domanda può essere presentata entro 60 giorni dalla notifica nei casi previsti dalla legge, tra i quali rientra la prescrizione o decadenza intervenuta prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo. La richiesta può essere presentata tramite il servizio online oppure utilizzando il modulo ufficiale SL1 secondo i canali indicati da AdeR.
Le modalità e il modulo per la sospensione legale della riscossione sono pubblicati da Agenzia delle entrate-Riscossione. Quando ricorrono i presupposti per questa procedura è preferibile utilizzare il canale ufficiale previsto, anziché sostituirlo con il fac simile generico.
Dopo la presentazione della domanda di sospensione, AdeR la trasmette all’ente creditore e sospende la riscossione durante la verifica. La regola dei 220 giorni riguarda specificamente questa procedura: se l’ente creditore non risponde entro tale termine, la legge prevede l’annullamento del debito nei casi contemplati dalla disciplina. Non è corretto applicare questa conseguenza a una qualunque istanza di autotutela o a un ricorso tributario.
Come Inviare e Conservare la Richiesta
Le modalità di presentazione variano in base all’ente. Possono essere previsti un servizio telematico regionale, PEC, posta, sportello oppure uno specifico modulo. Prima dell’invio bisogna quindi controllare le istruzioni riportate nell’atto e quelle pubblicate sul sito istituzionale dell’amministrazione competente.
È opportuno conservare una copia dell’istanza firmata, degli allegati e della prova di presentazione. Se nel frattempo sta decorrendo il termine per un ricorso giudiziale, l’assenza di una risposta all’istanza amministrativa non deve essere interpretata come una proroga automatica del termine per agire davanti alla Corte di giustizia tributaria.