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Fac Simile Ricorso per Obbligo di Fare Word e PDF

Aggiornato il 18/09/2026

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In questa pagina è disponibile un modello Word di ricorso per l’esecuzione forzata di un obbligo di fare o di non fare ai sensi dell’articolo 612 del Codice di procedura civile. Il ricorso serve a chiedere al giudice dell’esecuzione di determinare le modalità concrete con cui dare attuazione a un obbligo già risultante da un titolo esecutivo.

Non è il ricorso con cui si chiede per la prima volta al giudice di accertare l’esistenza dell’obbligo. Il procedimento presuppone un titolo idoneo all’esecuzione, la notificazione del titolo e del precetto e richiede l’assistenza di un avvocato.

Fac Simile Ricorso per Obbligo di Fare Word

Il modello Word può essere utilizzato come traccia dal professionista per predisporre il ricorso, adattandolo al titolo esecutivo, all’obbligo rimasto inadempiuto e alle modalità di esecuzione richieste.

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Modello ricorso per obbligo di fare Word
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Fac Simile Ricorso per Obbligo di Fare Word e PDF
Fac Simile Ricorso per Obbligo di Fare Word e PDF

Quando si utilizza il ricorso ex articolo 612 c.p.c.

L’articolo 2931 del Codice civile prevede che, quando non viene adempiuto un obbligo di fare, l’avente diritto possa ottenere che esso sia eseguito a spese dell’obbligato nelle forme stabilite dal Codice di procedura civile. Per gli obblighi di non fare, l’articolo 2933 disciplina invece la possibilità di ottenere la distruzione di ciò che è stato realizzato in violazione dell’obbligo, nei limiti previsti dalla norma.

Il ricorso disciplinato dall’articolo 612 c.p.c. appartiene alla fase esecutiva. Viene quindi utilizzato quando esiste già una sentenza di condanna suscettibile di esecuzione e la parte obbligata non ha spontaneamente eseguito quanto stabilito. Non serve a ottenere dal giudice una nuova condanna né consente al giudice dell’esecuzione di modificare o ampliare quanto previsto dal titolo.

Un esempio ricorrente è quello della sentenza che impone la realizzazione di determinate opere oppure la rimozione o demolizione di un’opera eseguita in violazione di un obbligo di non fare. Il giudice dell’esecuzione stabilisce come il risultato previsto dal titolo debba essere concretamente realizzato.

La procedura è particolarmente adatta agli obblighi che possono essere materialmente eseguiti anche da un soggetto diverso dall’obbligato. Quando invece la prestazione dipende necessariamente dall’attività personale del debitore e non può essere sostituita dall’intervento di un terzo, occorre verificare se siano applicabili strumenti differenti, comprese, nei casi previsti, le misure di coercizione indiretta disciplinate dall’articolo 614-bis c.p.c.

Titolo esecutivo e precetto

Il ricorso ex articolo 612 non costituisce il primo passaggio della tutela giudiziaria. Prima di avviare l’esecuzione occorre verificare l’esistenza di un titolo idoneo e procedere agli adempimenti preliminari previsti dal Codice di procedura civile.

Salvo i casi nei quali la legge dispone diversamente, l’esecuzione deve essere preceduta dalla notificazione alla parte obbligata del titolo esecutivo e dell’atto di precetto. Il precetto contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo entro un termine non inferiore a dieci giorni. Se l’obbligato non adempie, può essere avviata la fase esecutiva, salvo i casi nei quali sia stata autorizzata l’esecuzione immediata.

Per predisporre l’intimazione che precede l’esecuzione è disponibile anche il fac simile di atto di precetto. Il precetto deve però essere redatto in modo coerente con il titolo e con la specifica prestazione che si intende eseguire.

Quale giudice è competente

Per l’esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare, l’articolo 26 del Codice di procedura civile individua come competente il giudice del luogo nel quale l’obbligo deve essere adempiuto. Il ricorso previsto dall’articolo 612 viene quindi presentato al giudice dell’esecuzione competente secondo questo criterio.

L’individuazione del luogo di adempimento deve essere effettuata sulla base del titolo e della natura dell’obbligo. Se, per esempio, la condanna riguarda lavori o demolizioni da eseguire su un determinato immobile, assume normalmente rilievo il luogo in cui l’intervento deve essere materialmente realizzato.

Cosa indicare nel ricorso

Il ricorso deve permettere al giudice di comprendere con precisione quale obbligo risulta dal titolo, in che modo è rimasto inadempiuto e quali attività materiali sono necessarie per attuarlo. Nella predisposizione del documento assumono normalmente rilievo:

  • l’indicazione del Tribunale e del giudice dell’esecuzione competente;
  • i dati del creditore procedente e della parte obbligata;
  • i dati del difensore e la relativa procura;
  • gli estremi del titolo esecutivo;
  • la data e le modalità di notificazione del titolo;
  • gli estremi dell’atto di precetto e della relativa notificazione;
  • la descrizione precisa dell’obbligo di fare o di non fare risultante dal titolo;
  • l’indicazione dell’inadempimento;
  • le modalità concrete di esecuzione che si chiede al giudice di determinare;
  • l’eventuale necessità di tecnici, imprese o altri soggetti incaricati delle operazioni materiali;
  • l’elenco dei documenti allegati.

La descrizione dell’obbligo deve restare fedele al titolo esecutivo. Il ricorso non è la sede per introdurre nuovi lavori, prestazioni o obblighi che non risultino dalla decisione da eseguire.

Documenti da allegare e deposito

Al ricorso devono essere collegati i documenti necessari a dimostrare il diritto di procedere all’esecuzione. In particolare, vengono normalmente depositati il titolo esecutivo, l’atto di precetto notificato e la documentazione relativa alle notificazioni, oltre alla nota di iscrizione a ruolo e agli ulteriori documenti utili per individuare le modalità pratiche dell’esecuzione.

Il deposito è curato dal difensore secondo le modalità processuali e telematiche applicabili presso l’ufficio giudiziario competente. Devono inoltre essere verificati il contributo unificato, gli eventuali ulteriori diritti dovuti e le istruzioni operative della cancelleria, poiché modalità tecniche e importi possono essere oggetto di aggiornamento.

Cosa accade dopo il deposito

Il giudice dell’esecuzione provvede dopo avere sentito la parte obbligata. Con l’ordinanza determina le modalità dell’esecuzione, designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere e individua le persone incaricate di compiere l’opera non eseguita o di distruggere quella realizzata in violazione dell’obbligo.

Se durante le operazioni sorgono difficoltà, l’articolo 613 c.p.c. consente all’ufficiale giudiziario di chiedere al giudice dell’esecuzione le disposizioni necessarie e, quando occorre, di farsi assistere dalla forza pubblica.

Le spese anticipate dalla parte istante per l’esecuzione materiale possono inoltre essere oggetto della procedura prevista dall’articolo 614 c.p.c., secondo le condizioni stabilite dalla norma.

Quando questo modello non è il documento corretto

Il fac simile non è adatto quando non esiste ancora un titolo esecutivo che imponga l’obbligo di fare o di non fare. In questa situazione il problema si trova ancora nella fase di accertamento o di richiesta dell’adempimento e non nella fase di esecuzione disciplinata dall’articolo 612.

Se l’obiettivo è soltanto chiedere formalmente alla controparte di eseguire un’obbligazione ancora inadempiuta, può essere più appropriata, a seconda del caso, una lettera di messa in mora o un diverso atto stragiudiziale. Quando invece esiste già un titolo esecutivo, è necessario che l’avvocato verifichi che il comando contenuto nel titolo sia concretamente eseguibile e individui la procedura corretta prima del deposito del ricorso.

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