In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF di accordo per la risoluzione consensuale del patto di non concorrenza stipulato tra datore di lavoro e lavoratore dipendente. Il documento serve quando entrambe le parti intendono eliminare anticipatamente il vincolo previsto per il periodo successivo alla cessazione del rapporto e regolare le conseguenze economiche dell’accordo.
Prima della firma devono essere verificati la data di efficacia dello scioglimento, le somme già corrisposte o ancora dovute, eventuali contestazioni relative al periodo precedente e gli obblighi, come la riservatezza, che le parti intendono mantenere autonomamente in vigore.
Fac Simile Risoluzione Consensuale del Patto di non Concorrenza Word
Il formato Word è consigliato quando occorre modificare le clausole economiche, delimitare le rinunce reciproche, disciplinare somme già versate o eliminare disposizioni del modello non adatte al caso concreto.
Fac Simile Risoluzione Consensuale Patto di non Concorrenza PDF
Il modello PDF può essere utilizzato quando la struttura predisposta corrisponde all’accordo raggiunto. Prima della sottoscrizione è necessario controllare con particolare attenzione le clausole relative alle rinunce, al foro competente, alla riservatezza e al trattamento del corrispettivo.

Quando Utilizzare l’Accordo
Il modello riguarda il patto di non concorrenza del lavoratore dipendente disciplinato dall’articolo 2125 del Codice civile. Tale patto limita l’attività che il lavoratore potrà svolgere dopo la cessazione del rapporto e, per essere valido, deve risultare da atto scritto, prevedere un corrispettivo e contenere il vincolo entro determinati limiti di oggetto, tempo e luogo. La durata massima è di cinque anni per i dirigenti e tre anni negli altri casi.
Lo scioglimento consensuale trova fondamento nel principio dell’articolo 1372 del Codice civile, secondo cui il contratto può essere sciolto per mutuo consenso. Datore di lavoro e lavoratore possono quindi decidere insieme di far cessare anticipatamente il patto, stabilendo da quale data il lavoratore torna libero dal divieto.
Questa situazione deve essere distinta dal recesso unilaterale esercitato dal solo datore di lavoro. La Corte di cassazione ha più volte considerato nulla la previsione che rimetta all’arbitrio del datore la possibilità di eliminare unilateralmente il patto e il relativo obbligo economico dopo che il vincolo è stato validamente assunto. L’accordo disponibile in questa pagina presuppone invece una nuova manifestazione di volontà di entrambe le parti.
Cosa Deve Essere Stabilito nell’Accordo
La scrittura dovrebbe identificare con precisione il patto che viene sciolto, richiamandone la data e, se utile, il contratto di lavoro al quale era collegato. È quindi necessario indicare una data esatta dalla quale la risoluzione produce effetti.
Prima della firma è opportuno definire almeno:
- datore di lavoro e lavoratore interessati;
- data e caratteristiche del patto originario;
- data di efficacia della risoluzione consensuale;
- ammontare del corrispettivo originariamente previsto;
- somme già erogate al lavoratore;
- eventuali importi ancora da pagare o da restituire secondo l’accordo raggiunto;
- effetti sulle eventuali violazioni avvenute prima dello scioglimento;
- eventuali penali già maturate o contestate;
- obblighi di riservatezza o altri impegni che devono restare autonomamente efficaci;
- eventuali rinunce o transazioni concordate tra le parti.
Non è sufficiente scrivere genericamente che il patto è annullato. Il documento dovrebbe permettere di capire quali obbligazioni cessano, da quando cessano e quali rapporti economici rimangono ancora da definire.
Corrispettivo Già Pagato o Ancora da Pagare
La risoluzione consensuale non determina una regola unica sulla sorte del corrispettivo. La soluzione dipende da come era strutturato il patto, da quando interviene lo scioglimento e da quanto le parti intendono concordare.
Se non è ancora stata erogata alcuna somma, l’accordo può disciplinare la cessazione dei pagamenti futuri. Se invece il lavoratore ha già ricevuto tutto o parte del corrispettivo, occorre stabilire espressamente se la somma resta acquisita, se una parte deve essere restituita oppure se vengono adottate altre modalità di regolazione.
Non deve essere inserita automaticamente una clausola di restituzione integrale. La giurisprudenza sul patto di non concorrenza attribuisce rilievo anche al fatto che il lavoratore, dal momento della stipulazione, abbia organizzato le proprie scelte professionali tenendo conto del vincolo assunto. Quando le somme sono rilevanti o sono state corrisposte durante più periodi d’imposta, è opportuno coordinare l’accordo anche con il trattamento fiscale e contributivo effettivamente applicato.
Rinunce Reciproche e Sede Protetta
La semplice liberazione consensuale dal divieto futuro non richiede automaticamente una conciliazione presso l’Ispettorato. La situazione cambia quando nello stesso documento vengono inserite rinunce o transazioni relative a crediti già maturati o ad altri diritti del lavoratore derivanti da norme inderogabili o dalla contrattazione collettiva.
In queste ipotesi assume rilievo l’articolo 2113 del Codice civile. Per rendere stabile una rinuncia o una transazione soggetta a tale disciplina può essere opportuno concludere l’accordo in una delle sedi previste dall’ordinamento, per esempio nell’ambito della conciliazione prevista dagli articoli 410 e 411 c.p.c., in sede sindacale quando ne ricorrono i presupposti oppure davanti a una commissione di certificazione competente. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro mette a disposizione le informazioni relative ai servizi di conciliazione.
Una formula generale con cui il lavoratore dichiara di non avere più nulla a pretendere dal datore per qualsiasi rapporto non dovrebbe quindi essere inserita automaticamente in un semplice accordo destinato esclusivamente allo scioglimento del patto.
Se esiste già una controversia e le parti intendono chiuderla attraverso concessioni reciproche, può essere più appropriato predisporre un vero accordo transattivo e valutare la sede nella quale sottoscriverlo.
Clausole del Modello da Verificare Prima della Firma
Il fac simile scaricabile prevede che, dalla data di scioglimento, la società rinunci a qualsiasi azione o penale fondata sul patto. Questa formulazione deve essere adattata quando esistono contestazioni relative a comportamenti anteriori alla data di efficacia. Le parti devono stabilire espressamente se tali pretese vengono conservate, rinunciate o definite mediante uno specifico accordo.
Nel modello è inoltre presente una clausola che individua come competente il Tribunale del lavoro nel cui circondario il lavoratore ha svolto la prestazione. L’articolo 413 c.p.c. disciplina però la competenza territoriale attraverso criteri inderogabili e prevede più collegamenti territoriali. È quindi preferibile sostituire una scelta convenzionale del foro con un richiamo alla competenza determinata secondo la legge.
Anche la clausola relativa alla riservatezza deve essere verificata separatamente. Lo scioglimento del patto di non concorrenza non elimina automaticamente eventuali obblighi autonomi di segretezza, tutela del know-how o restituzione di documentazione aziendale. Tali obblighi devono essere mantenuti soltanto quando hanno una propria fonte normativa o contrattuale e devono essere descritti in modo coerente con quella fonte.
Il riferimento finale agli articoli 1341 e 1342 del Codice civile non rende automaticamente necessaria una seconda sottoscrizione in qualsiasi accordo di questo tipo. La disciplina delle clausole specificamente approvate deve essere valutata in funzione delle modalità con cui il testo è stato predisposto e negoziato.
Firma e Forma dell’Accordo
L’articolo 2125 richiede la forma scritta per la validità del patto originario. Per lo scioglimento consensuale è comunque essenziale utilizzare un documento scritto e sottoscritto da entrambe le parti, così da poter dimostrare con certezza l’esistenza dell’accordo, il suo contenuto e la data dalla quale produce effetto.
È opportuno predisporre una copia completa per ciascuna parte e allegare, quando utile, il patto originario. La firma può essere apposta su documento cartaceo oppure mediante una modalità elettronica idonea al tipo di documento e alle esigenze probatorie delle parti.
Non è previsto un modulo pubblico da depositare obbligatoriamente per il semplice scioglimento del patto. La necessità di ulteriori formalità può però derivare dal contenuto dell’accordo, soprattutto quando viene utilizzata una sede protetta o sono presenti transazioni, somme da restituire o altre pattuizioni autonome.
Trattamento Fiscale delle Somme
Il regime fiscale non deve essere determinato nel fac simile attraverso una formula standard. Fino al 31 dicembre 2026, l’articolo 17 del D.P.R. 917/1986 comprende tra le somme soggette al regime previsto per la tassazione separata quelle attribuite a fronte dell’obbligo di non concorrenza ai sensi dell’articolo 2125 quando ricorrono i presupposti indicati dalla norma. Dal 1° gennaio 2027 la corrispondente disciplina confluisce nell’articolo 19 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi approvato con D.Lgs. 117/2026.
La restituzione di importi già assoggettati a ritenute richiede una verifica specifica anche per stabilire l’importo da restituire e gli adempimenti del sostituto d’imposta. Non è quindi corretto assumere in via generale che ogni restituzione debba avvenire al lordo o, al contrario, sempre al netto.
Allo stesso modo non è opportuno indicare automaticamente nell’accordo un’aliquota fissa per l’imposta di registro. Gli eventuali obblighi di registrazione e il relativo trattamento dipendono dalla forma e dal contenuto patrimoniale concreto della scrittura.
Quando Questo Modello Non è Adatto
Il fac simile è predisposto per il patto post-contrattuale di un lavoratore subordinato disciplinato dall’articolo 2125 del Codice civile. Non deve essere applicato automaticamente ai patti stipulati con agenti di commercio, soci, amministratori, professionisti, collaboratori autonomi o imprese, per i quali possono valere disposizioni e limiti differenti.
Se l’accordo comprende anche la cessazione del rapporto di lavoro, incentivi all’esodo, rinunce a retribuzioni, TFR, ferie, premi o altri crediti, il documento disponibile in questa pagina non è sufficiente a regolare da solo l’intera operazione e deve essere coordinato con l’accordo relativo alla cessazione del rapporto.