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Fac Simile Scrittura Privata per Prestito Infruttifero Word e PDF

Aggiornato il 21/09/2026

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  4. Fac Simile Scrittura Privata per Prestito Infruttifero Word e PDF

In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF di scrittura privata per documentare un prestito infruttifero tra privati. Il contratto serve a dimostrare che una somma viene consegnata con l’obbligo di restituzione del solo capitale, senza interessi, e permette di stabilire importo, modalità di erogazione, scadenze e condizioni del rimborso.

Il fac simile può essere utilizzato tra familiari, conviventi, amici o altri soggetti privati e non è un modulo ufficiale. È destinato a prestiti occasionali e non all’esercizio professionale dell’attività di finanziamento. Per somme rilevanti è particolarmente importante coordinare la scrittura con il trasferimento bancario e verificare preventivamente gli adempimenti fiscali relativi alla registrazione.

Fac Simile Scrittura Privata per Prestito Infruttifero Word

Il formato Word è indicato quando occorre modificare liberamente le condizioni del prestito, per esempio prevedendo un’unica scadenza, un piano di rimborso rateale, una garanzia oppure eliminando clausole non applicabili alla situazione concreta.

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scrittura privata prestito infruttifero Word
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Modello Scrittura Privata per Prestito Infruttifero PDF

Il PDF disponibile è predisposto per un prestito occasionale tra due persone fisiche. Contiene campi relativi a finalità, importo, modalità di trasferimento, rate, eventuale garanzia e penale in caso di ritardo. La penale e la garanzia non sono elementi necessari di un prestito infruttifero e devono essere compilate soltanto se effettivamente concordate.

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scrittura privata prestito infruttifero PDF
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Scrittura Privata per Prestito Infruttifero
Scrittura Privata per Prestito Infruttifero

Come funziona un prestito infruttifero tra privati

Il prestito di denaro rientra normalmente nella disciplina del mutuo prevista dagli articoli 1813 e seguenti del Codice civile. Una parte, il mutuante, consegna una somma di denaro all’altra, il mutuatario, che assume l’obbligo di restituire una somma equivalente.

Il prestito infruttifero si caratterizza per l’assenza di interessi. L’articolo 1815 del Codice civile stabilisce infatti che, salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi. Per evitare dubbi è quindi importante che la gratuità risulti espressamente dalla scrittura, utilizzando una formulazione chiara come “il presente prestito è infruttifero e sul capitale non maturano interessi”. Non è invece obbligatorio utilizzare una specifica formula come “neppure nella misura dell’interesse legale”, purché la volontà delle parti sia inequivocabile.

Se si vogliono applicare interessi, il rapporto non è più infruttifero e deve essere utilizzato un modello adatto a un prestito oneroso, come il fac simile di contratto di prestito tra privati, verificando anche le regole sul tasso pattuito e sul divieto di interessi usurari.

Cosa indicare nella scrittura privata

Il documento dovrebbe identificare con precisione entrambe le parti mediante nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale. Il rapporto di parentela può essere indicato quando esiste, ma non è un requisito del prestito: un finanziamento infruttifero occasionale può essere concluso anche tra persone non legate da rapporti familiari.

Devono poi essere specificati l’importo, preferibilmente in cifre e lettere, la data e la modalità con cui il denaro viene consegnato. Se l’erogazione è già avvenuta, la scrittura può darne atto; se avverrà successivamente, è preferibile evitare di inserire una quietanza anticipata e indicare invece quando e come verrà effettuato il trasferimento.

È inoltre opportuno precisare il termine di restituzione e stabilire se il capitale debba essere rimborsato in un’unica soluzione oppure mediante rate. Nel secondo caso devono essere indicati numero, importo e scadenza delle rate e la modalità di pagamento.

Lo scopo per cui viene concesso il prestito non è normalmente un elemento indispensabile, ma può essere indicato quando le parti vogliono documentare la ragione economica dell’operazione, per esempio l’acquisto di un’automobile, spese per l’abitazione o un’esigenza personale.

Prestito senza una data di restituzione

L’assenza di interessi non significa che il debito possa necessariamente rimanere senza scadenza. Le parti possono stabilire direttamente un termine per la restituzione ed è normalmente preferibile farlo per prevenire contestazioni.

Se nel contratto non viene fissato alcun termine, l’articolo 1817 del Codice civile prevede che questo possa essere stabilito dal giudice tenendo conto delle circostanze. Lo stesso principio si applica quando le parti hanno convenuto che il mutuatario restituisca il denaro “quando potrà”. È quindi preferibile definire già nella scrittura una scadenza o un criterio sufficientemente preciso.

Come trasferire e restituire il denaro

Per somme non modeste è consigliabile utilizzare strumenti tracciabili, in particolare il bonifico bancario. La causale dovrebbe corrispondere alla reale natura dell’operazione, per esempio “prestito infruttifero come da scrittura privata del…” per l’erogazione e “rimborso prestito infruttifero” per le successive restituzioni.

L’eventuale utilizzo del contante deve rispettare la soglia prevista dalla normativa vigente. Non è opportuno frazionare artificiosamente un’unica operazione allo scopo di aggirare il limite legale. Conservare la documentazione dei movimenti permette inoltre di collegare con maggiore facilità la scrittura privata alla concreta erogazione e ai rimborsi.

Quando il capitale viene restituito a rate può essere utile documentare ciascun pagamento. A questo scopo può essere utilizzata, adattandola al pagamento parziale, una ricevuta di pagamento, specificando che la somma costituisce una rata del prestito e indicando il capitale ancora dovuto.

Cosa succede se il prestito non viene restituito interamente

Il mancato rimborso totale o parziale non trasforma automaticamente il prestito in una donazione. Se il mutuatario non paga quanto dovuto, il debito resta normalmente esistente e il mutuante può richiederne l’adempimento secondo le condizioni concordate e le regole applicabili.

Diversa è l’ipotesi in cui il mutuante decida successivamente e volontariamente di rinunciare alla restituzione di tutto o di parte del credito. In questo caso devono essere valutati separatamente gli effetti della remissione e, quando la rinuncia abbia finalità liberale, anche le norme applicabili alle liberalità e alle donazioni. Non è quindi corretto modificare semplicemente la causale dei bonifici definendo “regalia” una somma che era stata originariamente concessa come prestito.

Registrazione della scrittura privata

La registrazione non deve essere considerata soltanto come uno strumento facoltativo per ottenere una data certa. Quando il prestito tra persone fisiche è formalizzato in un’unica scrittura privata sottoscritta dalle parti, come nei fac simile disponibili in questa pagina, occorre verificare la disciplina dell’imposta di registro applicabile all’atto.

Per gli atti formati nel 2026 trova ancora applicazione il D.P.R. 131/1986. Nel caso ordinario di una scrittura privata di mutuo tra privati, fuori dal campo IVA, la registrazione è in linea generale prevista in termine fisso, entro 30 giorni per gli atti formati in Italia, e può comportare l’applicazione dell’imposta proporzionale prevista per le prestazioni a contenuto patrimoniale, oltre agli eventuali altri tributi dovuti. Una disciplina diversa può applicarsi, per esempio, ai contratti realmente formati mediante corrispondenza, per i quali la registrazione può essere prevista soltanto in caso d’uso.

Dal 1 gennaio 2027 troverà applicazione il nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti, approvato con D.Lgs. 123/2025. Per una scrittura predisposta o registrata da tale data è quindi opportuno controllare i riferimenti normativi e le modalità operative vigenti al momento dell’adempimento.

Nel PDF scaricabile è presente una clausola secondo cui le spese di registrazione sono a carico della parte che ne faccia richiesta. Una previsione di questo tipo può regolare la ripartizione economica delle spese tra i contraenti, ma non rende facoltativo un eventuale obbligo di registrazione previsto dalla normativa tributaria.

Data certa e conservazione dei documenti

La registrazione attribuisce alla scrittura data certa nei confronti dei terzi secondo la disciplina applicabile. Non bisogna invece presumere che la semplice data scritta sul contratto, il timbro presente sulla ricevuta di una raccomandata o qualsiasi invio via email siano sempre equivalenti alla registrazione ai fini della data certa.

L’utilizzo della PEC può fornire prova della data di invio e ricezione del messaggio e dei documenti trasmessi, ma le modalità con cui viene formato e sottoscritto il documento incidono sul suo valore probatorio. In ogni caso, l’invio tramite PEC non elimina un eventuale obbligo tributario di registrazione. Ciascuna parte dovrebbe conservare una copia della scrittura sottoscritta, la documentazione relativa all’erogazione del capitale e le prove dei successivi rimborsi. In caso di mancato pagamento o necessità di modificare le scadenze, le nuove condizioni dovrebbero essere formalizzate per iscritto in modo da mantenere chiaro il rapporto tra le parti.

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