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Modello Ricevuta Generica di Pagamento Word e PDF

Aggiornato il 02/09/2026

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In questa pagina sono disponibili un modello Word e un fac simile PDF editabile per attestare il pagamento di una somma tra privati. I file sono modelli liberamente compilabili, non moduli ufficiali, e non sostituiscono fattura, documento commerciale o altra documentazione fiscale quando questa è richiesta.

Entrambi i documenti sono impostati come quietanze a saldo: chi riceve il pagamento dichiara che quanto dovuto è stato interamente corrisposto e che non ha altro da pretendere. Se il versamento riguarda soltanto un acconto, una rata o una parte del debito, è necessario modificare questa dichiarazione utilizzando la versione Word.

Modello Ricevuta Generica di Pagamento Word

Il modello Word può essere modificato in ogni sua parte. È la versione da scegliere quando occorre precisare meglio la causale, indicare un pagamento parziale o eliminare la dichiarazione liberatoria finale perché rimangono altre somme da versare.

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Modello ricevuta generica di pagamento
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Fac Simile Ricevuta Generica PDF Editabile

Il PDF permette di compilare al computer i dati di chi riceve il denaro e di chi effettua il pagamento, l’importo, il mezzo utilizzato e il rapporto dal quale deriva la somma dovuta. Il testo prestampato prevede il pagamento completo: il PDF deve quindi essere utilizzato senza modifiche soltanto quando il debito indicato è stato effettivamente estinto.

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Fac Simile Ricevuta Generica PDF
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Modello Ricevuta Generica di Pagamento Word e PDF
Modello Ricevuta Generica di Pagamento Word e PDF

Quando Utilizzare la Ricevuta Generica

La ricevuta serve a documentare che una determinata somma è stata incassata. Può essere utilizzata, per esempio, per il saldo di un debito, la restituzione di un prestito o il pagamento del prezzo concordato per una vendita occasionale tra privati. Quando viene rilasciata dal creditore al debitore svolge la funzione di quietanza. L’articolo 1199 del Codice civile riconosce al debitore il diritto di ottenerla, a proprie spese, quando ne fa richiesta.

La formula “non ho più nulla a pretendere” ha una portata più ampia della semplice conferma dell’incasso. Deve essere sottoscritta soltanto se il pagamento chiude effettivamente lo specifico rapporto indicato. Per una dichiarazione liberatoria più articolata può essere utilizzato il fac simile di quietanza liberatoria.

La ricevuta prova il pagamento, ma non descrive necessariamente tutte le condizioni dell’accordo. Nella vendita di un bene usato può essere opportuno predisporre anche un contratto di vendita tra privati, con la descrizione del bene, del suo stato e delle condizioni di consegna. Per il pagamento di un canone è preferibile il modello specifico di ricevuta d’affitto.

Quando il Modello non è Sufficiente

La ricevuta generica non può essere scelta soltanto per evitare l’emissione di un documento fiscale. Quando il pagamento riguarda un’attività imprenditoriale, commerciale o professionale, bisogna verificare se occorre una fattura, un documento commerciale o un altro documento previsto dal regime applicabile. Per la generalità degli operatori soggetti alla trasmissione telematica dei corrispettivi, la tradizionale ricevuta fiscale è stata sostituita dal documento commerciale. Le differenze sono illustrate nella pagina dedicata al modello di ricevuta fiscale e nella sezione dell’Agenzia delle Entrate sui corrispettivi elettronici.

Se la somma rappresenta il compenso per un’attività di lavoro autonomo svolta occasionalmente, il modello generico può non contenere i dati fiscali necessari, come compenso lordo, eventuale ritenuta d’acconto e importo netto. In questo caso deve essere valutato il modello di ricevuta per prestazione occasionale.

Come Compilare la Ricevuta

Il documento deve identificare con precisione il pagamento e il rapporto al quale si riferisce. È opportuno compilare i seguenti dati:

  • luogo e data di rilascio;
  • nome, cognome, residenza e codice fiscale di chi riceve il pagamento;
  • nome, cognome, residenza e codice fiscale di chi paga;
  • importo ricevuto, indicato senza ambiguità;
  • data effettiva dell’incasso;
  • modalità di pagamento, come bonifico, assegno o contanti;
  • causale precisa, con gli estremi dell’accordo, del contratto o del debito;
  • firma di chi dichiara di avere ricevuto la somma.

La causale non dovrebbe limitarsi a espressioni generiche come “pagamento dovuto”. È preferibile indicare il bene acquistato, il prestito restituito, la data della scrittura privata o qualsiasi altro elemento che consenta di collegare la ricevuta a una specifica obbligazione. Il documento deve essere firmato soltanto dopo l’effettivo incasso.

Consegna e Conservazione

Al pagatore deve essere consegnato un esemplare sottoscritto da chi ha ricevuto il denaro. Quest’ultimo deve conservarne una copia insieme all’eventuale contratto e alla prova del pagamento. Non è indispensabile utilizzare un blocchetto autoricalcante: il modello può essere stampato in due copie oppure inviato in formato elettronico, conservando il file firmato e il messaggio con cui è stato trasmesso.

La normale ricevuta tra privati non deve essere presentata a un ente né registrata. Se viene utilizzata nell’ambito di una pratica, di una richiesta di rimborso o di un’agevolazione, occorre però controllare se il destinatario richiede l’originale, specifici allegati o una particolare modalità di sottoscrizione.

Marca da Bollo

La definizione di ricevuta non fiscale non comporta automaticamente l’esenzione dall’imposta di bollo. In linea generale, le ricevute e le quietanze relative a somme non soggette a IVA superiori a 77,47 euro richiedono un bollo da 2 euro, secondo il D.P.R. 642/1972, salvo le specifiche ipotesi di esenzione. La necessità del bollo dipende dalla natura dell’operazione e dal regime applicabile, non soltanto dal titolo attribuito al documento.

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