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Modello Verbale di Collaudo Statico Word e PDF

Aggiornato il 03/10/2026

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  4. Modello Verbale di Collaudo Statico Word e PDF

In questa pagina sono disponibili un modello di verbale e certificato di collaudo statico in formato Word e un PDF compilabile. Il fac simile è predisposto per documentare le verifiche eseguite dal collaudatore sulle strutture, le visite effettuate, i controlli sulla documentazione e sui materiali, le eventuali prove di carico e il giudizio conclusivo sull’opera.

Si tratta di un fac simile professionale da adattare all’intervento concreto e non di un modulo ufficiale valido indistintamente in tutta Italia. Prima del deposito è necessario verificare le modalità previste dalla Regione, dall’ufficio tecnico competente e dagli eventuali portali telematici utilizzati per le pratiche strutturali.

Fac Simile Verbale di Collaudo Statico Word

Il modello Word è indicato quando occorre personalizzare il documento in funzione dell’opera, del sistema strutturale, delle verifiche effettuate e della documentazione disponibile. Può essere completato con i dati del committente, dei professionisti, dell’impresa, gli estremi della pratica strutturale, le visite di collaudo, gli eventuali accertamenti integrativi e il giudizio conclusivo del collaudatore.

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Fac Simile Verbale di Collaudo Statico Word
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Modello Verbale di Collaudo Statico PDF Editabile

Il PDF compilabile consente di inserire direttamente i dati principali del collaudo mantenendo una struttura già organizzata. Anche in questo caso il contenuto deve essere verificato e adattato dal professionista incaricato alle caratteristiche dell’opera e alla procedura richiesta dall’amministrazione competente.

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Modello Verbale di Collaudo Statico PDF Editabile
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Verbale di visita di collaudo
Verbale di visita di collaudo

A Cosa Serve il Collaudo Statico

Il collaudo statico è il procedimento con il quale viene formulato un giudizio sulle prestazioni delle opere e dei componenti strutturali e sulla loro rispondenza al progetto e alle norme tecniche applicabili. La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 67 del D.P.R. 380/2001 e nel Capitolo 9 delle Norme Tecniche per le Costruzioni approvate con il D.M. 17 gennaio 2018.

Il collaudo riguarda gli elementi che svolgono funzione portante e ha una finalità diversa dal semplice controllo della corretta esecuzione di un contratto. Non deve quindi essere confuso con il collaudo tecnico amministrativo dei lavori pubblici, che comprende anche aspetti contabili e contrattuali, né con il certificato di collaudo finale relativo a determinate pratiche edilizie.

Le NTC stabiliscono inoltre che le opere soggette a collaudo statico non possono essere poste in esercizio prima dell’effettuazione del collaudo. Il documento conclusivo è il certificato di collaudo statico, mentre i verbali di visita servono a documentare le singole operazioni e gli accertamenti svolti dal professionista nel corso dell’incarico.

Chi Può Firmare il Certificato di Collaudo Statico

Ai sensi dell’articolo 67 del D.P.R. 380/2001, il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto iscritto all’albo professionale da almeno dieci anni. Il professionista non deve essere intervenuto nella progettazione, nella direzione o nell’esecuzione dell’opera oggetto di collaudo.

Il collaudatore viene scelto dal committente e la sua nomina deve essere gestita secondo gli adempimenti previsti per la pratica strutturale. L’indipendenza del professionista è essenziale perché il certificato non costituisce una semplice conferma dell’attività del progettista o del direttore dei lavori, ma rappresenta un giudizio autonomo sulla sicurezza e sulle prestazioni delle strutture.

Cosa Deve Contenere il Verbale di Collaudo Statico

Non esiste un testo identico per ogni opera. Il contenuto deve essere proporzionato alla tipologia e alla complessità della costruzione e alle verifiche realmente eseguite. Nel modello è comunque opportuno riportare almeno:

  • i dati del committente e l’identificazione dell’opera;
  • i dati del collaudatore e gli estremi dell’incarico;
  • i nominativi del progettista strutturale, del direttore dei lavori e dell’impresa esecutrice;
  • gli estremi delle pratiche, dei depositi, delle autorizzazioni e delle eventuali varianti strutturali;
  • la descrizione sintetica dell’organismo strutturale e dei materiali utilizzati;
  • le date e l’esito delle visite di collaudo;
  • la documentazione progettuale e tecnica esaminata;
  • i controlli eseguiti sui materiali e i relativi certificati di prova;
  • le eventuali prove di carico o ulteriori indagini disposte dal collaudatore;
  • le eventuali prescrizioni, anomalie riscontrate e successive verifiche;
  • il giudizio conclusivo sulla collaudabilità delle strutture.

Il fac simile non deve essere compilato in modo automatico. Ogni dichiarazione deve corrispondere ad attività, documenti e controlli effettivamente svolti. Le sezioni non pertinenti possono essere adattate o eliminate, mentre accertamenti specifici richiesti dalla natura dell’opera devono essere descritti in modo adeguato.

Quali Controlli Deve Eseguire il Collaudatore

Il Capitolo 9 delle NTC 2018 prevede una serie di verifiche che concorrono alla formazione del giudizio finale. Il collaudatore esamina il progetto strutturale e geotecnico, gli schemi di calcolo e le azioni considerate, la documentazione relativa alle indagini eseguite e la relazione a strutture ultimate quando prevista.

Rientra inoltre tra le attività di collaudo l’esame dei certificati delle prove sui materiali e la verifica della loro compatibilità con i criteri di accettazione previsti dalle Norme Tecniche. Devono essere considerati anche i controlli eseguiti in stabilimento o nel ciclo produttivo quando applicabili e i risultati delle eventuali prove di carico effettuate dal direttore dei lavori.

Le ispezioni assumono un ruolo centrale. Se il collaudatore è nominato mentre le strutture sono ancora in costruzione, può verificare direttamente le fasi esecutive più significative. Se l’incarico avviene a struttura ultimata, l’ispezione deve riguardare l’opera nel suo complesso, con particolare attenzione alle parti strutturali più importanti e a quanto sia concretamente verificabile.

Quando Sono Necessarie le Prove di Carico

La prova di carico non costituisce un passaggio da inserire automaticamente in ogni certificato. Le NTC prevedono che venga effettuata quando il collaudatore la ritiene necessaria per verificare la corrispondenza tra il comportamento teorico della struttura e quello sperimentale.

Il programma della prova, le modalità di applicazione dei carichi e le prestazioni attese vengono stabiliti dal collaudatore. Quest’ultimo può inoltre richiedere, nell’ambito della propria responsabilità professionale, prove sui materiali già posti in opera, indagini anche non distruttive o sistemi di monitoraggio quando tali accertamenti siano necessari per formarsi un giudizio attendibile sulla sicurezza, durabilità e collaudabilità dell’opera.

Collaudo Statico e Interventi Locali

Il certificato di collaudo statico non è necessario in ogni intervento eseguito su una struttura esistente. L’articolo 67 del D.P.R. 380/2001 stabilisce che, per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali individuati dalle norme tecniche, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

La distinzione è importante perché un intervento locale non deve essere trattato automaticamente come un’opera soggetta a collaudo statico completo. Prima di utilizzare il modello è quindi necessario verificare la classificazione dell’intervento strutturale e gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale e dalle disposizioni regionali applicabili.

Termine per il Collaudo Statico

L’articolo 67 prevede che, completata la struttura con la copertura dell’edificio, il direttore dei lavori ne dia comunicazione allo Sportello Unico e al collaudatore, il quale dispone di sessanta giorni per effettuare il collaudo.

Il termine deve essere coordinato con gli altri adempimenti relativi alla conclusione delle opere strutturali e con le procedure adottate dalla Regione competente. Per questo, nella pratica, è necessario verificare il flusso telematico previsto localmente, compreso il deposito della relazione a strutture ultimate quando dovuta e il successivo deposito del certificato.

Deposito del Certificato di Collaudo Statico

Conclusi positivamente gli accertamenti, il collaudatore redige sotto la propria responsabilità il certificato di collaudo. L’articolo 67 del D.P.R. 380/2001 prevede l’invio tramite PEC al competente ufficio tecnico regionale e al committente, con contestuale comunicazione allo Sportello Unico.

Le procedure operative sono però in larga parte organizzate a livello regionale e possono prevedere portali telematici, modulistica, firme digitali, dichiarazioni aggiuntive e specifiche modalità di deposito. Prima dell’invio è quindi necessario controllare le indicazioni dell’ufficio competente per il territorio nel quale si trova l’opera.

Il deposito del certificato di collaudo statico equivale al certificato di rispondenza dell’opera alle Norme Tecniche per le Costruzioni previsto dall’articolo 62 del D.P.R. 380/2001. Una copia del certificato rientra inoltre nella documentazione prevista, quando applicabile, ai fini della segnalazione certificata di agibilità.

Verbale di Visita e Certificato di Collaudo Statico

È utile distinguere i due documenti. Il verbale di visita registra un sopralluogo del collaudatore e può riportare lo stato delle lavorazioni, le persone presenti, i controlli effettuati, le osservazioni formulate e gli eventuali accertamenti ancora da eseguire. Nel corso di uno stesso incarico possono quindi essere redatti più verbali.

Il certificato di collaudo statico è invece il documento conclusivo con il quale, dopo l’esame dell’opera e della documentazione disponibile, il collaudatore formula il proprio giudizio. Per questa ragione il modello disponibile in questa pagina comprende sia le sezioni utili a documentare le operazioni di collaudo sia quelle necessarie alla formulazione del giudizio finale.

Come Utilizzare il Modello

Prima della compilazione è opportuno raccogliere il progetto strutturale depositato, le eventuali varianti, i verbali delle visite, la relazione a strutture ultimate quando prevista, i certificati delle prove sui materiali, la documentazione sui controlli di accettazione, gli eventuali elaborati geologici e geotecnici e i verbali delle prove di carico.

Il professionista deve quindi eliminare le parti non applicabili e integrare quelle necessarie per descrivere correttamente l’opera. Il giudizio finale non può essere predisposto prima dell’esecuzione delle verifiche né può essere utilizzato come formula standard indipendente dalle risultanze del collaudo.

Per la disciplina tecnica nazionale è possibile consultare il D.M. 17 gennaio 2018 con le Norme Tecniche per le Costruzioni, il cui Capitolo 9 è dedicato specificamente al collaudo statico.

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