Modello di Fattura Accompagnatoria

La fattura accompagnatoria è un documento fiscale che assolve alle funzioni sia di fattura ordinaria che di DDT, abbastanza diffusa nel mondo del commercio e meno in quello dell’artigianato.

La fattura ordinaria sappiamo essere un documento fiscale che serve per comprovare l’ avvenuta cessione di un bene o la prestazione di un servizio,il documento di trasporto, invece, è un documento che viene emesso per giustificare il trasferimento di un materiale da un cedente a un cessionario.

La presenza di un documento di trasporto è sempre obbligatoria, anche quando il trasferimento non è dovuto a vendita, tuttavia è possibile sostituire il documento di trasporto con una fattura accompagnatoria.

Questa contiene, al contempo, tutte le informazioni obbligatorie per un documento di trasporto e tutte quelle obbligatorie per una fattura, rispetto ad una normale fattura, dunque, la fattura accompagnatoria è molto ricca di informazioni aggiuntive.

Va detto che non è sempre possibile emettere una fattura accompagnatoria contenendo questa tutte le caratteristiche anche del documento di trasporto, non è possibile emetterla nei casi in cui non vi sia movimentazione della merce, come per esempio nella prestazioni di servizio.

Quanto al contenuto della fattura accompagnatoria, questa dovrà possedere un numero progressivo, l’indicazione della data di spedizione, l’indicazione dei soggetti tra i quali avviene l’ operazione oltre che quelle di chi effettua il trasporto. Andranno poi indicati, quanto ai beni movimentati, la loro natura, con tanto di descrizione, il numero in colli, la loro quantità e la qualità degli stessi.

A tutto questo si dovranno aggiungere gli elementi previsti dalla normativa IVA, quindi prezzo unitario del bene, e riepiloghi per aliquota IVA.

La fattura accompagnatoria evita la gestione di due differenti tipi di documentazione fiscale, la fattura ordinaria e il DDT. Quando vi è una cessione di beni si deve emettere una fattura, in molti casi non vi è obbligo di emettere un documento di accompagnamento, pensiamo ai prodotti sottoposti a regime delle accise, ai fiammiferi, ai tabacchi, alle bevande alcoliche e via dicendo si potrà emettere una normale fattura immediata.

Nei casi in cui, invece, vi è obbligo dell’emissione del documento di trasporto, e non si volesse per la tipologia di attività svolta iniziare a gestire DDT, allora si può ovviare con la fattura accompagnatoria.

Come per il documento di trasporto, infine, la fattura accompagnatoria va emessa in triplice copia, una per il cedente, una per il cessionario ed una per il vettore, se presente. La copia che rimane al cedente va firmata.

Modello Richiesta Iscrizione VIES

Il VIES è uno strumento elettronico sviluppato dalla Commissione Europea il cui fine è la trasmissione di informazioni relative alla identificazione IVA delle imprese registrate.

Non solo, grazie al VIES vengono anche trasmesse informazioni, tra le amministrazioni degli Stati membri, relative alle forniture intracomunitarie.

Per tale ragione lo Stato Italiano ha previsto l’obbligo di iscrizione al sistema VIES al fine di essere considerato soggetto passivo IVA nel momento in cui si effettua un’operazione intracomunitaria.

Ciò significa che la mancata iscrizione al VIES non permetterà all’azienda o al titolare di partita IVA di scaricare l’IVA pagata al momento dell’acquisto nell’altro Stato Europeo e di accedere al sistema del rimborso IVA.

A chiarire la situazione dal punto di vista interpretativo è intervenuta la Circolare n. 39/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate, successivamente ribadito dalla RM n. 42/E/2012, nella qual viene chiarito che non può essere considerato soggetto passivo IVA, non solo ai sensi degli acquisti e cessioni intracomunitari di beni ma anche delle prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/1972.

Chi non è iscritto nella banca dati delle partite IVA dei soggetti che possono operare a livello comunitario, dunque, paga l’IVA in Italia nel momento in cui effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi ad un soggetto comunitario. Inoltre chi non è iscritto al VIES, nel caso effettui acquisti in un altro paese membro della UE, o riceva prestazioni di servizio da un soggetto di un altro paese membro della UE, non potrà procedere al reverse charge dell’IVA in Italia. Alla fattura si applicherà l’IVA dello Stato UE dove è stata emessa e l’acquirente italiano verrà considerato alla stregua di un consumatore finale.

La commissione europea mette a disposizione uno strumento online che permette di sapere se il soggetto titolare di partita IVA è iscritto o meno al VIES. In modo analogo anche l’ Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di ricerca online che permette di sapere se la partita IVA del soggetto comunitario è o meno iscritta al sistema elettronico di scambio dati sull’IVA a livello europeo.

L’iscrizione al VIES è dunque un obbligo che viene messo a carico di quei soggetti che intendano effettuare acquisti intercomunitari: questi dovranno preventivamente informarne l’Agenzia delle Entrate, appunto, richiedendo di iscriversi al VIES.

L’opzione per richiedere l’iscrizione VIES si esprime direttamente nella dichiarazione di inizio attività oppure, successivamente, telematicamente, in modalità diretta, compilando il campo Operazioni Intracomunitarie del quadro I dei modelli AA7, soggetti diversi dalle persone fisiche o AA9, imprese individuali e lavoratori autonomi, o tramite gli intermediari abilitati.

Allo stesso modo, il contribuente, può manifestare alla Agenzia delle Entrate la volontà di recedere dalla iscrizione VIES in qualsiasi momento. La revoca dall’iscrizione VIES si può effettuare solamente attraverso i servizi telematici.

Fac Simile Bolla di Reso

La bolla di reso merci è un documento di trasporto che viene emesso quando si restituisce una merce. Ogni qualvolta un bene si sposta, sia con vettore interno all’azienda che con vettore esterno, deve essere corredato da adeguata documentazione, è così che viene emessa la bolla di reso merci.

Essa non è altro che un normale documento di trasporto il quale però, dovrà essere compilato con qualche accortezza, che appresso vedremo. Il DDT, ovvero il documento di trasporto, è stato istituito in italia nel 1996, laddove, per mezzo del DPR 472/96, si è sostituito lo stesso alla bolla di accompagnamento, precedentemente in uso.

Compilare una bolla di reso non è per nulla complesso, si può utilizzare il fac simile documento di trasporto messo a disposizione in questa guida, oppure realizzarne appositamente uno per mezzo del computer, ricordando in questo ultimo caso di farne due stampe, una per il vettore e che viaggerà con il bene reso e una che resterà registrata nei documenti contabili aziendali.

Si dovrà quindi provvedere a compilare il documento di reso merci in tutte le sue parti, indicando nel campo che si trova in alto a sinistra, nei moduli prestampati di DDT, sotto la voce mittente, i vostri dati, o, in alternativa il timbro riportante gli stessi. Nella parte di destra si apporrà il numero progressivo del DDT e alla voce destinatario, si indicherà a chi è destinata la merce.

Dovrete fare particolare attenzione alla voce causale, generalmente quando un bene si muove si suppone si tratti di una vendita e di conseguenza per non emettere relativa fattura si dovrà specificare chiaramente la causa del trasporto, come per esempio riparazione, conto lavorazione, comodato d’uso.

Inoltre si dovrà indicare il luogo nel quale è destinata la merce e questa dovrà essere descritta in modo dettagliato, specificando in particolare l’unità di misura e la quantità. Allo stesso modo vanno indicati il numero dei colli trasportati e il loro peso.

Infine, a seconda di chi effettuerà il trasporto, se in proprio o se per mezzo di un vettore esterno, si provvederà a compilare l’apposito campo della bolla reso merci. Mentre se si utilizzeranno più vettori, è sufficiente indicare solamente il primo vettore.

Il DDT può essere anche integrato con ulteriori informazioni, alcune delle quali è possibile siano obbligatorie per alcune merci, come potrebbe essere l’indicazione degli estremi della patente del vettore, altre semplicemente informative per il destinatario, come l’indicazione dei prezzi dei singoli beni o della banca di appoggio per eseguire il pagamento.

Fac Simile Contestazione Fattura

In questa guida mettiamo a disposizione un fac simile contestazione fattura da compilare e stampare.

Contestare una fattura non è mai un fatto piacevole, eppure è proprio quanto si deve fare nel momento in cui si riceve una fattura non conforme al preventivo di spesa che si era richiesto o al pattuito.

La fattura è il documento fiscale che attesta l’ammontare del debito verso un’azienda, un imprenditore o un artigiano, è importante dunque che quanto risulta in fattura sia effettivamente quanto eseguito e che sia adeguatamente dettagliata.

Infatti una dicitura errata potrebbe favorire aziende poco serie che prima si fanno pagare indicando in fattura prestazioni non eseguite, e successivamente, a distanza di tempo, emettono una nuova fattura per quelle realmente eseguite, richiedendo nuovamente il pagamento. Risulta essere per tale ragione che la fattura dovrebbe sempre essere dettagliata e riportare quanto eseguito o i materiali impiegati.

Tuttavia non è questo il solo caso di contestazione di una fattura, immaginiamo il caso in cui fattura sia completamente difforme dal preventivo che si era richiesto o ancora il caso non si fosse affatto richiesto un preventivo e la fattura ricevuta a termine lavori sia eccessiva,.

I casi in cui contestare una fattura possono essere molti, i più comuni, diciamo, e anche quelli nei quali è più probabile veder riconosciute le proprie ragioni sono i seguenti.

-Contestazione fattura per importo non conforme a quello precedentemente concordato.

-Contestazione fattura per importo ingiustificato rispetto all’attività svolta.

-Contestazione fattura per importo ingiustificato rispetto al tempo impiegato.

-Contestazione fattura per assenza del dettaglio delle singole prestazioni svolte.

A fronte della contestazione ricevuta, colui che ha emesso la fattura provvederà a avviare una procedura di risoluzione della controversia, sapendo che qualora dovesse richiedere il pagamento per le vie legali il cliente opporrebbe le proprie ragioni.

La contestazione di una fattura è dunque un atto per mezzo del quale si apre una vertenza con l’azienda che ha emesso la fattura, e per la quale si vuole cercare una soluzione, prima di giungere alle vie legali. Risulta essere comunque un atto dovuto e che bisogna effettuare al ricevere di una fattura non conforme, diversamente potrebbe intendersi che vi è una tacita accettazione..

Chiaramente l’azienda dovrà rispondere motivando il proprio comportamento, adeguando la fattura o spiegando perché gli importi sono difformi dal preventivo, per esempio perché ha dovuto utilizzare altri materiali non previsti originariamente, o indicando il dettaglio delle singole voci che hanno concorso a creare l’importo.

La contestazione di una fattura si fa in forma scritta, usando un fac simile del modulo che alleghiamo utilizzando una raccomandata, in modo da potere dimostrare l’invio dell’atto di contestazione, qualora la soluzione bonaria non dovesse avere esito positivo.

Modello di Ricevuta Fiscale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di ricevuta fiscale.

Ricevuta fiscale e scontrino fiscale sono due documenti che vengono emessi ogni qualvolta un’azienda o un imprenditore effettua una prestazione di servizi, nel caso della ricevuta fiscale, o effettua una vendita. Si tratta di due documenti che è molto importante vengano emessi, non solo perché dalla loro emissione derivano degli obblighi fiscali a carico di chi li emette, e talvolta dei vantaggi fiscali per chi li riceve, ma anche perché possiedono valore civilistico.

Sotto questo ultimo profilo, infatti, la ricevuta fiscale e lo scontrino fiscale sono documenti necessari per il decorso della garanzia sul prodotto acquistato o sul servizio fornito, e inoltre risultano indispensabili per dimostrare la responsabilità dell’imprenditore che ha fornito i servizi o venduto i beni nel caso di vizi occulti o sopravvenuti.

La ricevuta fiscale deve essere rilasciata da tutti i soggetti che non sono obbligati all’emissione della fattura, a meno che non sia richiesta dal cliente, secondo quanto stabilito dall’art. 12 comma 1 L. 413/91.

Tra i soggetti che non sono obbligati all’emissione della fattura, se non richiesta dal cliente, troviamo le seguenti categorie.
-Commercianti con autorizzazione di vendita al dettaglio.
-Artigiani che vendono beni di propria produzione presso i laboratori.
-Soggetti che forniscono prestazioni alberghiere.
-Soggetti che forniscono prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande.
-Imprese che prestano servizi in locali aperti al pubblico.
-Imprese che prestano servizi nell’abitazione dei clienti o in forma ambulante.
–Imprese che effettuano trasporti di persone, veicoli e bagagli al seguito.
-Istituti di credito per servizi di custodia di titoli e altri servizi.
-Soggetti che effettuano talune operazioni esenti.

Dal punto di vista fiscale, invece, lo scontrino, così come la ricevuta, vanno emessi quando si consegna la merce, si esegue una prestazione o si riceve un pagamento, qualora questo avvenga prima della vendita del prodotto o della prestazione del servizio. Rimane comunque un diritto del cliente richiedere l’emissione di regolare fattura, prima che venga emesso lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale.

Per fare in modo che sia valido, sotto il profilo fiscale, lo scontrino fiscale deve indicare la denominazione o la ragione sociale di chi lo emette, l’indirizzo del punto vendita, la partita IVA di chi lo emette, i dati contabili dell’operazione come corrispettivi, rimborsi, totale, oltre che la data, l’ora di emissione, il numero progressivo e infine il logotipo fiscale e il numero di matricola del registratore.

Per emettere le ricevute fiscali, invece, si utilizzano dei modelli conformi a quello approvato con DM 30.03.1992, i quali, a loro volta, dovranno contenere la numerazione progressiva attribuita alla ricevuta fiscale per anno solare e la numerazione ‘fiscale’ attribuita dalla tipografia autorizzata alla stampa nonché i riferimenti alla relativa autorizzazione. Ovviamente vanno indicate la data di emissione, la ragione sociale, la sede legale, la partita IVA e l’indirizzo commerciale di chi la emette oltre alla descrizione dei beni o servizi, relativa quantità e relativi corrispettivi comprensivi di IVA.

Per contrastare l’evasione fiscale, la normativa prevede delle sanzioni, anche piuttosto elevate, in caso di mancata emissione dello scontrino fiscale: nello specifico si prevede una sanzione pari al 100% dello scontrino non emesso e con un minimo di 516 euro. In più nel caso non vengano emessi 4 scontrini fiscali nell’arco di 5 anni, come sanzione aggiuntiva, è prevista la sospensione dell’attività da 3 a 30 giorni consecutivi.