Fac Simile Istanza Autotutela

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di istanza autotutela da compilare e stampare.

L’istanza di autotutela è un modo per tutelarsi in caso di un mancato adempimento a livello fiscale, oppure per segnalare un problema con l’Agenzia delle Entrate. Con questo atto, si può chiedere alla Pubblica Amministrazione di ricontrollare le carte, per vedere se un atto è davvero dovuto o meno. Purtroppo, l’istanza non permette di prolungare i termini per il pagamento di eventuali sanzioni, quindi conviene fare bene i conti.

Vediamo cosa deve essere indicato nel documento da mandare all’Agenzia delle Entrate.

-I dati personali.

-L’atto per il quale si chiede di verificare.

-Le leggi vigenti in materia che intervengono nel caso specifico.

L’opportunità non è possibile sempre e per tutti gli atti. Potrebbero essere previste delle scadenze per la presentazione dell’istanza, queste dovrebbero essere indicate nell’atto che si vuole fare controllare. Vediamo cosa scrivere nell’istanza di autotutela.

-L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate preposto. La dicitura è All’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Provincia, Ufficio territoriale di città.

-I dati personali. Servono nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono e codice fiscale. Nel caso sia un legale a occuparsene, questi dovrà indicare sia i propri dati sia quelli del proprio assistito.

-La richiesta. Dopo la formula Chiedo, chi fa l’istanza deve scegliere tra comunicazione di irregolarità, cartella di pagamento, rigetto istanza di rimborso, avviso di liquidazione, avviso di rettifica, avviso di accertamento, atto di contestazione, altro. tutto dipende dal documento che è arrivato al contribuente e per il quale si richiede la verifica.

-I dati del documento. Bisogna specificare il numero del documento arrivato, quando è stato notificato, qual è l’anno di imposta di riferimento e quale era il debito da recuperare.

-Perché si ritiene che l’atto sia illegittimo e si chiede la verifica. I motivi vanno indicati dopo la formula risulta illegittimo per questi motivi.

-Dichiarare la consapevolezza che comunque i termini del pagamento non cambieranno. Basta inserire la formula Sono consapevole che questa richiesta non sospende i termini per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria.

-Inserire gli eventuali allegati, per esempio, la copia della carta di identità.

-Inserire luogo e firma.

In caso di delega, è necessario inserire i dati del documento di riconoscimento di chi si presenta al posto della persona che ha ricevuto il documento. Dovrai allegare la fotocopia della tua carta di identità e di quella del tuo delegato eventuale, inviando poi il tutto di persona allo sportello dell’Agenzia delle Entrate.

Modello Richiesta Visura Catastale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di richiesta visura catastale da scaricare e stampare.

Il fac simile di richiesta visura catastale è in formato PDF, può quindi essere stampato e compilato in modo semplice e veloce.

La visura catastale è uno speciale documento fiscale che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, ufficio del Catasto Immobiliare, con il quale vengono comunicati i dati principali di un immobile, fabbricato o terreno. I dati che l’ufficio catastale indica nella visura catastale vengono estratti direttamente dal catasto dei terreni o da quello dei fabbricati, ovvero due immensi archivi nei quali vengono classificati tutti i beni immobili presenti in Italia. Ogni immobile viene identificato con gli estremi del foglio, particella, o mappale, e subalterno del Comune di appartenenza, in questo modo è sempre possibile sapere con esattezza l’ubicazione dell’immobile.

Nel caso invece si tratti di un terreno, questo viene identificato con i dati del foglio e particella. o mappale, di appartenenza. Tra i dati che vengono depositati dai proprietari di immobili, inoltre, troviamo le planimetrie catastali che illustrano il bene, nel caso si tratti di terreno sarà visualizzata l’estensione del bene, mentre nel caso di immobili ci sarà la descrizione degli interni, con la suddivisione in vani e l’indicazione della tipologia di finiture che possiedono gli immobili.

La visura catastale degli immobili indica inoltre la rendita catastale mentre la visura catastale di un terreno indica il reddito dominicale, dati che si utilizzano per calcolare le imposte sul reddito e quelle locali. Dal 2010, poi, la visura catastale indica anche i metri quadri reali di un immobile, dato questo sul quale si basa sia il Comune che l’Agenzia delle Entrate per calcolare le imposte. La visura catastale diventa dunque un elemento importante grazie al quale si possono risolvere praticamente tutte le questioni relative alla tassazione sugli immobili.

Riassumendo, dunque, vediamo quali dati riporta una visura catastale. Tutti gli immobili vengono suddivisi in sei differenti gruppi catastali, indicati con le lettere A, B, C, D, E e F. In modo semplice possiamo dire che il gruppo A contiene gli immobili residenziali e gli uffici, il gruppo B gli uffici pubblici, scuole e via dicendo, il gruppo C i negozi, botteghe, capannoni e immobili produttivi in genere, il gruppo D gli alberghi, i teatri, gli istituti di credito, il gruppo E le infrastrutture come porti, ponti, fari, infine il gruppo F include le entità urbane come immobili in corso di costruzione, lastrici solari e via dicendo.

Il primo dato che riporta dunque la visura catastale è la categoria catastale, seguita dai dati identificativi dell’immobile, ovvero comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno. A seguire la visura catastale indica i dati di classamento dell’immobile o del terreno, ovvero zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita. A questi dati, come stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica 138/1998 entrato in vigore come detto dal 2010, si aggiungono i dati in mq relativi alla superficie catastale.

Tra gli altri dati presenti nella visura catastale troviamo anche l’indicazione del proprietario degli immobili. Va detto, però, in questo caso che tale indicazione non ha valore legale, non è dunque un titolo probatorio della proprietà il fatto che il proprio nome appaia nella visura catastale. Per verificare la proprietà si devono infatti utilizzare esclusivamente i registri immobiliari, e, nelle zone dove è in vigore il sistema tavolare, i registri del giudice tavolare.

Per fare in modo che le visure catastali siano quanto più aggiornate possibile, a partire dal 2010 è necessario, ogni volta che si effettua una compravendita aggiornare le stesse, visto che nella compravendita si attesta la conformità tra lo stato di fatto dell’immobile e le planimetrie catastali. In questo modo lo Stato ha pensato di porre fine al problema dei registri catastali non aggiornati, con immobili mancanti o non più esistenti e ancora censite nel catasto.

Modello di Fattura Accompagnatoria

La fattura accompagnatoria è un documento fiscale che assolve alle funzioni sia di fattura ordinaria che di DDT, abbastanza diffusa nel mondo del commercio e meno in quello dell’artigianato.

La fattura ordinaria sappiamo essere un documento fiscale che serve per comprovare l’ avvenuta cessione di un bene o la prestazione di un servizio,il documento di trasporto, invece, è un documento che viene emesso per giustificare il trasferimento di un materiale da un cedente a un cessionario.

La presenza di un documento di trasporto è sempre obbligatoria, anche quando il trasferimento non è dovuto a vendita, tuttavia è possibile sostituire il documento di trasporto con una fattura accompagnatoria.

Questa contiene, al contempo, tutte le informazioni obbligatorie per un documento di trasporto e tutte quelle obbligatorie per una fattura, rispetto ad una normale fattura, dunque, la fattura accompagnatoria è molto ricca di informazioni aggiuntive.

Va detto che non è sempre possibile emettere una fattura accompagnatoria contenendo questa tutte le caratteristiche anche del documento di trasporto, non è possibile emetterla nei casi in cui non vi sia movimentazione della merce, come per esempio nella prestazioni di servizio.

Quanto al contenuto della fattura accompagnatoria, questa dovrà possedere un numero progressivo, l’indicazione della data di spedizione, l’indicazione dei soggetti tra i quali avviene l’ operazione oltre che quelle di chi effettua il trasporto. Andranno poi indicati, quanto ai beni movimentati, la loro natura, con tanto di descrizione, il numero in colli, la loro quantità e la qualità degli stessi.

A tutto questo si dovranno aggiungere gli elementi previsti dalla normativa IVA, quindi prezzo unitario del bene, e riepiloghi per aliquota IVA.

La fattura accompagnatoria evita la gestione di due differenti tipi di documentazione fiscale, la fattura ordinaria e il DDT. Quando vi è una cessione di beni si deve emettere una fattura, in molti casi non vi è obbligo di emettere un documento di accompagnamento, pensiamo ai prodotti sottoposti a regime delle accise, ai fiammiferi, ai tabacchi, alle bevande alcoliche e via dicendo si potrà emettere una normale fattura immediata.

Nei casi in cui, invece, vi è obbligo dell’emissione del documento di trasporto, e non si volesse per la tipologia di attività svolta iniziare a gestire DDT, allora si può ovviare con la fattura accompagnatoria.

Come per il documento di trasporto, infine, la fattura accompagnatoria va emessa in triplice copia, una per il cedente, una per il cessionario ed una per il vettore, se presente. La copia che rimane al cedente va firmata.

Modello Richiesta Iscrizione VIES

Il VIES è uno strumento elettronico sviluppato dalla Commissione Europea il cui fine è la trasmissione di informazioni relative alla identificazione IVA delle imprese registrate.

Non solo, grazie al VIES vengono anche trasmesse informazioni, tra le amministrazioni degli Stati membri, relative alle forniture intracomunitarie.

Per tale ragione lo Stato Italiano ha previsto l’obbligo di iscrizione al sistema VIES al fine di essere considerato soggetto passivo IVA nel momento in cui si effettua un’operazione intracomunitaria.

Ciò significa che la mancata iscrizione al VIES non permetterà all’azienda o al titolare di partita IVA di scaricare l’IVA pagata al momento dell’acquisto nell’altro Stato Europeo e di accedere al sistema del rimborso IVA.

A chiarire la situazione dal punto di vista interpretativo è intervenuta la Circolare n. 39/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate, successivamente ribadito dalla RM n. 42/E/2012, nella qual viene chiarito che non può essere considerato soggetto passivo IVA, non solo ai sensi degli acquisti e cessioni intracomunitari di beni ma anche delle prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/1972.

Chi non è iscritto nella banca dati delle partite IVA dei soggetti che possono operare a livello comunitario, dunque, paga l’IVA in Italia nel momento in cui effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi ad un soggetto comunitario. Inoltre chi non è iscritto al VIES, nel caso effettui acquisti in un altro paese membro della UE, o riceva prestazioni di servizio da un soggetto di un altro paese membro della UE, non potrà procedere al reverse charge dell’IVA in Italia. Alla fattura si applicherà l’IVA dello Stato UE dove è stata emessa e l’acquirente italiano verrà considerato alla stregua di un consumatore finale.

La commissione europea mette a disposizione uno strumento online che permette di sapere se il soggetto titolare di partita IVA è iscritto o meno al VIES. In modo analogo anche l’ Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di ricerca online che permette di sapere se la partita IVA del soggetto comunitario è o meno iscritta al sistema elettronico di scambio dati sull’IVA a livello europeo.

L’iscrizione al VIES è dunque un obbligo che viene messo a carico di quei soggetti che intendano effettuare acquisti intercomunitari: questi dovranno preventivamente informarne l’Agenzia delle Entrate, appunto, richiedendo di iscriversi al VIES.

L’opzione per richiedere l’iscrizione VIES si esprime direttamente nella dichiarazione di inizio attività oppure, successivamente, telematicamente, in modalità diretta, compilando il campo Operazioni Intracomunitarie del quadro I dei modelli AA7, soggetti diversi dalle persone fisiche o AA9, imprese individuali e lavoratori autonomi, o tramite gli intermediari abilitati.

Allo stesso modo, il contribuente, può manifestare alla Agenzia delle Entrate la volontà di recedere dalla iscrizione VIES in qualsiasi momento. La revoca dall’iscrizione VIES si può effettuare solamente attraverso i servizi telematici.

Fac Simile Bolla di Reso

La bolla di reso merci è un documento di trasporto che viene emesso quando si restituisce una merce. Ogni qualvolta un bene si sposta, sia con vettore interno all’azienda che con vettore esterno, deve essere corredato da adeguata documentazione, è così che viene emessa la bolla di reso merci.

Essa non è altro che un normale documento di trasporto il quale però, dovrà essere compilato con qualche accortezza, che appresso vedremo. Il DDT, ovvero il documento di trasporto, è stato istituito in italia nel 1996, laddove, per mezzo del DPR 472/96, si è sostituito lo stesso alla bolla di accompagnamento, precedentemente in uso.

Compilare una bolla di reso non è per nulla complesso, si può utilizzare il fac simile documento di trasporto messo a disposizione in questa guida, oppure realizzarne appositamente uno per mezzo del computer, ricordando in questo ultimo caso di farne due stampe, una per il vettore e che viaggerà con il bene reso e una che resterà registrata nei documenti contabili aziendali.

Si dovrà quindi provvedere a compilare il documento di reso merci in tutte le sue parti, indicando nel campo che si trova in alto a sinistra, nei moduli prestampati di DDT, sotto la voce mittente, i vostri dati, o, in alternativa il timbro riportante gli stessi. Nella parte di destra si apporrà il numero progressivo del DDT e alla voce destinatario, si indicherà a chi è destinata la merce.

Dovrete fare particolare attenzione alla voce causale, generalmente quando un bene si muove si suppone si tratti di una vendita e di conseguenza per non emettere relativa fattura si dovrà specificare chiaramente la causa del trasporto, come per esempio riparazione, conto lavorazione, comodato d’uso.

Inoltre si dovrà indicare il luogo nel quale è destinata la merce e questa dovrà essere descritta in modo dettagliato, specificando in particolare l’unità di misura e la quantità. Allo stesso modo vanno indicati il numero dei colli trasportati e il loro peso.

Infine, a seconda di chi effettuerà il trasporto, se in proprio o se per mezzo di un vettore esterno, si provvederà a compilare l’apposito campo della bolla reso merci. Mentre se si utilizzeranno più vettori, è sufficiente indicare solamente il primo vettore.

Il DDT può essere anche integrato con ulteriori informazioni, alcune delle quali è possibile siano obbligatorie per alcune merci, come potrebbe essere l’indicazione degli estremi della patente del vettore, altre semplicemente informative per il destinatario, come l’indicazione dei prezzi dei singoli beni o della banca di appoggio per eseguire il pagamento.