Modello di Lettera Motivazionale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera motivazionale da compilare e stampare.

Nonostante molte aziende la richiedano insieme al curriculum, sono ancora tante le persone che non sanno cosa sia una lettera di presentazione, detta anche lettera motivazionale, non solo non hanno la minima idea di cosa si tratti, ma non sanno neanche, di conseguenza, come si scrive.
Questo è un vero peccato però, perché tante aziende, in mancanza di lettera motivazionale, non prendono neppure in considerazione il curriculum presentato dal candidato.
Se appartieni anche tu alla folta schiera di persone che ignorano l’esistenza della lettera motivazionale, in questa guida ti spieghiamo tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere in proposito, consigli facili e veloci da mettere in pratica, senza nulla di complicato.
Non ti resta che continuare a leggere e alla fine di questa guida, vedrai tu stesso, scrivere una lettera motivazionale coi fiocchi sarà per te un gioco da ragazzi.

La lettera di presentazione o motivazionale accompagna il curriculum, anzi lo precede, rappresentandone probabilmente l’elemento più significativo, in quanto in essa sono scritte le motivazioni che inducono il candidato a cercare lavoro proprio presso quell’azienda, motivazioni che hanno il compito di convincere l’azienda medesima a proseguire nella conoscenza del candidato, leggendo quindi il suo curriculum prima e proponendogli in seguito un colloquio.
A differenza del curriculum, la lettera motivazionale deve essere necessariamente fatta su misura per ogni azienda alla quale ci si rivolge, non mancando di sottolineare ogni volta le caratteristiche più adatte al lavoro per cui ci si presenta.

Il contenuto della lettera motivazionale cambia a seconda dei casi
Se ci si rivolge ad un’azienda con sede all’estero, per esempio, si può fare valere, se c’è, la propria buona conoscenza della lingua di riferimento, se invece ci si candida presso il settore marketing di una multinazionale, sarà bene sottolineare la passione per il settore e magari anche l’ottimo voto ottenuto nella materia all’Università.
Insomma, nella lettera di presentazione è sempre bene mostrare quelle caratteristiche e propensioni di sé che l’azienda dovrebbe avere interesse a ricercare.
Non occorre puntare tutto sui titoli di studio, per quanto importanti, ma è una buona strategia anche rilevare altre qualità, come la puntualità, la disponibilità a spostarsi e a viaggiare, la creatività, la formazione, la conoscenza delle lingue, la mentalità aperta.
In fondo ciascuno di noi ha dei punti da mettere in risalto, basta farlo nel modo migliore.
Ci sono anche cose da non scrivere in una lettera motivazionale, tipo essere disoccupati e non sapere cosa fare, l’azienda vi assumerà soltanto qualora individuerà in voi un certo talento che potrà tornarle utile.

In pratica la vostra lettera di presentazione e il vostro curriculum. dovranno spiccare sugli altri.
Tenete presente che le aziende ogni giorno devono vagliare, scrutinare, selezionare centinaia di curriculum, all’incirca tutti uguali e tutti di persone competenti, è oggettivamente impossibile scegliere.
Tuttavia quel pizzico di estro in più messo nel redigere il curriculum o quella attenzione maggiore con cui vi sarete rivolti all’azienda, potranno far capire a chi sta valutando che, probabilmente, siete proprio voi la persona giusta da assumere.
La ricerca di lavoro è essa stessa, possiamo dire, un vero e proprio lavoro, e in quanto tale richiede, come ogni altra attività, dedizione e un pizzico di originalità.
Se a ciò aggiungiamo la penuria di possibilità di lavoro che purtroppo caratterizza la società attuale, sempre più stretta nella morsa della crisi economica, si comprende ancora di più l’importanza di una buona presentazione quando si è alla ricerca di un posto, anche calcolando che questi sono sempre meno, mentre le domande continuano a crescere.
Distinguersi, impegnarsi, mostrarsi diversamente dagli altri, in pratica ognuno uguale all’altro, può rappresentare il migliore biglietto da visita possibile, un punto in più a proprio favore che potrebbe portare il capo dell’azienda a pensare che vale la pena scommettere su di voi e non su uno scelto a caso.

Modello Richiesta Permesso di Lavoro

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello richiesta permesso di lavoro da compilare e stampare.

Si dice che il lavoro nobiliti l’uomo. Principio inattaccabile, soprattutto in tempo di crisi. Eppure, nonostante questo, può capitare di aver bisogno di assentarsi dal proprio posto di lavoro per problemi personali o per una momentanea indisposizioni. A questo punto è necessario chiedere un permesso al proprio datore di lavoro. Un permesso che, nel caso di una giusta modalità di richiesta, si sottintende sia pagato. Ovviamente c’è una procedura precisa da seguire per non incorrere in alcun tipo di sanzione. Prima, però, di vedere il percorso da compiere, iniziamo con il chiarire cosa si intende con permesso di lavoro.

Tecnicamente il permesso retribuito è una richiesta che viene presentata dal lavoratore dipendente al suo datore di lavoro per ottenere una sospensione della propria attività lavorativa per un determinato lasso di tempo. Il tutto, ovviamente, continuando a mantenere il posto di lavoro e il riconoscimento dell’anzianità di servizio. Prima di andare avanti, però, bisogna fare una distinzione importante tra ferie e permessi retribuiti.

Iniziamo con il dire che il diritto alle ferie viene stabilito dalla Costituzione che, a sua volta, rimanda ai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro le modalità di fruizione. I permessi di lavoro, invece, sono inseriti esclusivamente nei CCNL, i quali ne regolano modalità ed applicazione. Nonostante questo, però, il datore di lavoro può rifiutare di accordare un permesso dal lavoro al proprio datore di lavoro. Un’eventualità che, a dire il vero, non si realizza molto spesso. Un permesso non accordato, infatti, ha per l’azienda un peso economico, visto che a fine anno è tenuta a monetizzare i permessi non goduti, così come le ferie.

Vediamo per quali motivi è possibile richiedere un’astensione momentanea dal proprio lavoro. Le cause possono essere varie e riguardano motivi familiari, concorsi e esami. Detto questo, vediamo nel dettaglio come chiedere un permesso. Nel caso in cui l’azienda goda di un livello di informatizzazione alto, è possibile gestire ferie e permessi attraverso un programma con cui è possibile comunicare con il proprio responsabile e datore di lavoro direttamente dalla propria scrivania.

Se, invece, l’azienda non ha strumenti informatici, la richiesta deve essere inoltrata tramite apposita documentazione cartacea grazie alla compilazione di un fac simile rilasciato dal datore di lavoro. In alcuni casi, anche se abbastanza rari, questo documento potrebbe non essere disponibile, a quel punto, sarà cura del lavoratore scrivere una lettera all’attenzione del proprio referente evidenziando i dati personali, il periodo di interruzione lavorativa e le motivazioni di questa richiesta. Tenete conto, però, che questo ultimo elemento non è obbligatorio. Fatto questo è sufficiente inserire la data relativa alla richiesta e firmare il documento.

Fac Simile Attestato di Servizio

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di attestato di servizio da scaricare.

L’attestato di servizio è un documento nel quale il datore di lavoro riassume alcuni dati relativi a un proprio collaboratore e inerenti al rapporto di lavoro stesso. Risulta essere un documento che solitamente viene richiesto da banche o finanziarie per confermare che la documentazione presentata dal lavoratore all’istituto di credito corrisponde a realtà oltre che per controllare se vi sono procedimenti sanzionatori in corso. Si tratta dunque di un documento molto importante e che soprattutto, con il moltiplicarsi del ricorso al credito al consumo, viene richiesto sempre più spesso ai datori di lavoro.

Per ottenere un attestato di servizio si deve prima di tutto fare una richiesta scritta al datore di lavoro o all’ufficio del personale del datore di lavoro. La richiesta scritta non è obbligatoria a termini di legge ma, visto che nell’attestato di servizio vengono indicati dati sensibili del lavoratore, come la data di nascita o i procedimenti sanzionatori in corso, sicuramente il datore di lavoro vorrà un documento a giustificazione dell’emissione di tali dati e per tutelarsi dal punto di vista della privacy. La richiesta di attestato di servizio si compone di una normalissima lettera, con la quale si richiede l’emissione del documento, e cosa deve indicare, se si vuole venga indicato il saldo TFR o i procedimenti sanzionatori, o la mancanza di questi, quindi, va indicato in calce della lettera di richiesta di attestato di servizio.

L’attestato di servizio, a sua volta, sarà una dichiarazione resa dall’amminsitratore dell’azienda, o dal capo ufficio del personale, scritta su carta intestata e firmata con la spendita del nome aziendale, quindi apponendo il timbro. Il contenuto dell’attestato di servizio è

-Dati anagrafici e generalità del lavoratore.

-Tipo di contratto di lavoro subordinato che lega l’azienda e il lavoratore.

-Data di inizio del rapporto di lavoro subordinato.

-Data di termine del rapporto di lavoro subordinato, sia se questa è già scaduta, quindi nel caso di rapporto di lavoro concluso, sia se questa è futura, per i contratti a tempo determinato.

-Motivo o ragione che ha portato alla conclusione del rapporto di lavoro, solamente per i contratti di lavoro già conclusi.

-Data.

-Timbro e firma dell’amministratore o del delegato alla firma.

Solitamente si conclude il documento con la dicitura Il presente è rilasciato per gli usi consentiti dalla legge.

Come dicevamo, è comune che il lavoratore richieda l’aggiunta di ulteriori dati relativi al proprio rapporto di lavoro, dati che andranno espressamente richiesti. Tra questi l’ammontare del TFR, elemento questo che interessa alle finanziarie e alle banche nel momento in cui si apprestano a concedere prestiti oppure l’eventuale presenza di procedimenti e provvedimenti disciplinari a carico del dipendente.

Per quanto riguarda il conteggio del TFR, non si dovrà effettuare un nuovo conteggio alla data di richiesta dell’attestato di servizio ma sarà sufficiente indicare il saldo riportato nell’ultima busta paga.

Fac Simile Contratto di Stage

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di stage.

Il contratto di stage è uno strumento giuridico grazie al quale uno studente può inserirsi in una realtà aziendale per un periodo generalmente di tre mesi o sei mesi, rinnovabili fino a un anno, e la cui finalità è quella di preparare all’inserimento definitivo nel mercato del lavoro. Operando direttamente presso la realtà aziendale, lo studente imparerà le differenze tra quanto appreso in forma teorica e quanto poi è l’attività pratica. Lo stage, dunque, rientra tra le attività formative e come tale ha carattere di formazione degli studenti.

Trattandosi di una attività formativa, lo stage non prevede venga riconosciuto uno stipendio allo stagista, il quale nonostante sia inserito nell’azienda non è sottoposto agli obblighi e doveri di produttività di un dipendente. La normativa non prevede neppure che l’azienda che ospita lo stagista debba versare per questi i contributi. Comunque, nonostante non sia prevista la corresponsione di uno stipendio, alcune aziende riconoscono un rimborso spese allo stagista.

La stipulazione del contratto di stage non è libera, la normativa prevede che gli stagisti in una azienda con più di 20 dipendenti non possano superare il 10% degli addetti dell’azienda e il contratto deve basarsi sulla convenzione stipulata tra l’ente promotore e il soggetto ospitante. Questa convenzione dovrà includere il progetto formativo che dovrà essere seguito dallo stagista presso l’azienda ospitante, progetto che dovrà essere notificato in copia anche al Ministero del Lavoro, alla Regione e alle rappresentanze aziendali.

Durante il corso dello stage, presso l’azienda lo studente sarà seguito dal tutor aziendale, mentre presso il soggetto promotore sarà seguito dal tutor del soggetto promotore. Questi hanno il compito di guidare lo studente durante tutto il progetto formativo oggetto del contratto di stage.

La normativa prevede anche alcune attenzioni particolari verso i giovani delle regioni del sud Italia, i cui costi sostenuti dalle aziende potranno essere portati a carico dello Stato, per favorire l’acquisizione di competenze e la formazione della gioventù nelle regioni meno industrializzate.

Non è invece obbligatorio che il contratto di stage termini con la sottoscrizione di un contratto di lavoro, lo stage non è un periodo prova, ma uno strumento che permette al giovane studente di conseguire un’esperienza lavorativa pratica, che userà poi inserirsi adeguatamente nel mondo del lavoro.

Finora abbiamo parlato di studenti come di destinatari del contratto di stage, va detto, in verità, questo termine va preso nella sua eccezione più ampia. Secondo la Legge 1859/62 tutti coloro che abbiano adempiuto agli obblighi scolastici e i soggetti disoccupati o inoccupati, possono partecipare a un contratto di stage.

Il modello di contratto di stage presente in questa pagina è in formato Doc e può quindi essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile di Patto di non Concorrenza

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di patto di non concorrenza da stampare.

Con il termine patto di non concorrenza si definisce una particolare clausola per mezzo della quale un professionista si impegna a non svolgere attività in concorrenza con l’azienda per la quale opera, durante e al termine del contratto di lavoro. Tale clausola si può applicare a tutti i tipi di contratti di lavoro e, quindi, si può trovarla applicata ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori autonomi e anche agli agenti commerciali. Dal punto di vista del Codice Civile, vi sono tre differenti articoli che fanno riferimento al patto di non concorrenza, e sono gli articoli 2125, 2596 e 1751 bis, che, come sopra indicato si riferiscono a lavoratori subordinati, autonomi e agenti di commercio.

Il patto di non concorrenza si sostanzia in un obbligo di non fare, per mezzo del quale il lavoratore si obbliga a non svolgere più una determinata attività, per un arco temporale massimo che il Codice Civile determina in cinque anni per i dirigenti e in tre anni per le altre categorie di lavoratori.

La ragione del patto di non concorrenza consiste nel fatto che l’azienda vuole tutelarsi riguardo all’eventualità che il lavoratore utilizzi le conoscenze apprese a vantaggio di altre aziende o per farle concorrenza sul mercato in modo diretto. Risulta essere chiaro, però, che trattandosi di una limitazione della capacità reddituale del lavoratore, questa deve essere indennizzata in due differenti modalità, alternative tra loro. In alcuni casi il risarcimento per il patto di non concorrenza viene corrisposto mensilmente in busta paga, come una maggiorazione, in altri casi, invece, l’indennità per questo patto viene erogata al momento in cui termina il rapporto di lavoro, sommandosi quindi al TFR.

Dal punto di vista fiscale, la tassazione dell’indennità percepita per il patto di non concorrenza segue la modalità con la quale viene erogata, nel caso di erogazione in busta paga è soggetta a contributi, diversamente è soggetao agli obblighi e al regime fiscale del TFR.

Nel caso in cui il lavoratore non rispetti il patto di non concorrenza a suo tempo sottoscritto, l’azienda può ricorrere in sede giudiziale per concorrenza sleale se questi svolge l’attività concorrente in proprio. Qualora svolga la propria attività di concorrenza sleale per una azienda terza, invece, anche l’azienda che lo ha assunto può essere chiamata in giudizio.

Per fare in  modo che  il Tribunale riconosca come valido il patto di non concorrenza, infine, è necessario che questo rispetti alcune condizioni, previste dalla legge, prima di tutto è obbligatorio che il patto di non concorrenza sia stato stipulato in forma scritta, inoltre deve rispettare i limiti di tempo che già abbiamo indicato in apertura e deve essere limitato in quanto a zona di azione, tempo e oggetto. Inoltre, come detto, deve essere prevista un’indennità a fronte della sottoscrizione del patto di non concorrenza.

Va precisato che il patto di non concorrenza non deve intaccare la capacità di guadagno, le potenzialità professionali e la coerenza dell’impiego con la professionalità del lavoratore. Questo significa che un patto di non concorrenza che non consenta, per esempio, un idoneo guadagno rispetto alla professionalità del lavoratore, potrà essere dichiarato inefficace dal Giudice del Lavoro.

Il fac simile di patto di non concorrenza messo a disposizione in questa pagina è in formato Doc e può quindi essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.