Modello Convocazione Assemblea Condominiale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di convocazione assemblea condominiale da compilare e stampare.

Si tratta di un modello che può essere utilizzato come esempio per scrivere una convocazione di assemblea di condominio.

Come Convocare l’Assemblea Condominiale

L’assemblea di condominio è un momento particolarmente importante per la gestione di uno stabile. Questo perché si tratta dell’organo responsabile delle decisioni prese per favorire la pacifica convivenza all’interno del condominio. Ecco spiegato perché il momento della convocazione è sempre un momento molto delicato.
Spesso i condomini non hanno chiare le regole per richiedere l’assemblea condominiale, e alle volte si crede che l’amministratore del condominio sia l’unico avente il diritto di farlo. Quando poi non viene raggiunto il numero di presenze minime, in tanti non sanno come gestire la situazione.
Ecco perché oggi chiariremo ogni singolo aspetto di questo tema.

Partiamo subito da un argomento caldo e vediamo chi può convocare l’assemblea di condominio.
L’art. 66 delle disposizioni di attuazione del c.c. dice che l’assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall’art.1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall’amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.
L’assemblea condominiale può essere convocata dall’amministratore o, in mancanza di questo, da ogni condomino. In assenza di un amministratore, quindi, ogni condomino può liberamente convocare una assemblea di condominio, a patto che si realizzi una condizione, cioè deve trovare un altro condomino disposto a supportare la sua richiesta, visto che il numero minimo previsto per convocare l’assemblea condominiale è di due persone.
Inoltre, i due richiedenti dovranno come minimo raggiungere un sesto del valore totale dello stabile.
In alternativa, è possibile coinvolgere altri condomini per raggiungere questo valore.
Prima di procedere oltre, serve un’altra precisazione. I condomini possono richiedere sia la convocazione dell’assemblea ordinaria che la convocazione di quella straordinaria.

Una volta raggiunto il numero o valore necessario per convocare l’assemblea di condominio, i richiedenti devono compilare una lettera di convocazione e spedirla a tutti i condomini dello stabile.
La legge n. 220/2012, conosciuta anche come riforma del condominio, ha modificato la disciplina in materia di condominio, introducendo nuove regole anche sulle modalità di convocazione dell’assemblea. Una tra queste che l’assemblea condominiale deve essere convocata con la forma scritta, quindi tramite raccomandata, consegnata anche a mano, tramite fax o PEC.
La lettera deve essere ricevuta dai destinatari minimo cinque giorni prima della data di convocazione dell’assemblea, e deve essere inviata tramite raccomandata.
Però è importante sapere una cosa, la lettera di convocazione è un documento formale dal quale dipende la validità della convocazione stessa. Dunque deve tassativamente contenere alcune informazioni.

Per iniziare, i nomi dei condomini che hanno richiesto la convocazione dell’assemblea, insieme al nome del destinatario della lettera. Inoltre, il documento dovrà anche riportare il luogo, la data e l’ora esatta dell’assemblea condominiale. Come se non bastasse questo, all’interno della lettera di convocazione dovrà anche essere specificato l’ordine del giorno, contenente tutti i temi che verranno discussi.
Qualora dovesse venire a mancare una sola delle informazioni, la convocazione dell’assemblea potrà essere impugnata e annullata da qualsiasi condomino.

Per fare in modo che l’assemblea possa tenersi regolarmente, è necessario che al momento della convocazione venga raggiunto il quorum costitutivo, ovvero il numero minimo di condomini richiesto per dare valore all’evento.
In base al codice civile, nel caso dell’assemblea di condominio viene richiesta la presenza della maggioranza dei condomini per un valore complessivo dello stabile pari a due terzi.
Se la prima convocazione fallisce, in sede di seconda convocazione il numero minimo si abbassa a un terzo dei condomini per un valore complessivo dello stabile pari a un terzo.

Per legge, l’amministratore di condominio è tenuto a convocare almeno una assemblea condominiale ordinaria ogni dodici mesi. La convocazione si rende necessaria per discutere di temi quali l’approvazione dei conti del condominio, l’eventuale nomina di un nuovo amministratore, o i fondi da destinare alla manutenzione dello stabile. L’assemblea straordinaria, invece, può essere convocata nel caso in cui un condomino abbia intenzione di avviare lavori edili che potrebbero causare danni ad un vicino. Anche l’installazione di impianti energetici richiede la convocazione.

Una volta raggiunto il quorum, l’assemblea può finalmente partire, per prima cosa, bisogna nominare il presidente e il segretario. Il primo avrà il compito di gestire le discussioni sui temi del giorno, mentre il secondo sarà il responsabile della redazione del verbale. Poi, ogni punto previsto dall’ordine del giorno verrà discusso e sottoposto ad approvazione, questa potrà avvenire a maggioranza, nel caso della prima convocazione, oppure con un terzo dei votanti a favore, seconda convocazione. In ogni caso, in base all’importanza del tema trattato, potrebbe servire una maggioranza rappresentante almeno metà del valore dello stabile, o due terzi del suddetto.
Il codice civile, poi, stabilisce che al termine dell’assemblea debba essere redatto un verbale di quanto discusso e stabilito, questo è un documento fondamentale, dato che una sua scorretta redazione potrebbe consentire ad un condomino di annullare qualsiasi decisione presa durante l’assemblea.

Fac Simile Convocazione Assemblea Condominiale

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