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Modulo Disdetta Sindacato CISL Word e PDF

Aggiornato il 21/09/2026

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  4. Modulo Disdetta Sindacato CISL Word e PDF

In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF per comunicare la revoca della delega con cui viene trattenuta in busta paga la quota sindacale CISL. Il fac simile è destinato principalmente ai lavoratori dipendenti e deve essere adattato al datore di lavoro, all’amministrazione e al contratto collettivo applicabile.

La revoca della trattenuta e la cessazione dell’iscrizione devono inoltre essere distinte: per evitare dubbi è opportuno trasmettere la comunicazione sia al soggetto che effettua la trattenuta sia alla struttura CISL o Federazione di categoria interessata. Per i dipendenti pubblici valgono procedure specifiche illustrate più avanti.

Modello Disdetta Sindacato CISL Word

La versione Word è la più adatta perché permette di modificare destinatario, decorrenza e riferimenti contrattuali. Prima dell’invio è opportuno eliminare qualsiasi formula che attribuisca automaticamente effetto immediato alla revoca senza avere verificato il CCNL o la procedura applicabile.

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Disdetta sindacato Cisl Word
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Modulo Disdetta Sindacato CISL PDF

Il PDF disponibile può essere scaricato e compilato.

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Modello Disdetta Sindacato CISL
Modello Disdetta Sindacato CISL

Cosa si revoca con la disdetta CISL

Quando la quota CISL viene prelevata direttamente dalla retribuzione, il lavoratore ha precedentemente rilasciato una delega che autorizza il datore di lavoro o l’amministrazione a effettuare la trattenuta e a riversarla all’organizzazione sindacale. La comunicazione di disdetta serve innanzitutto a revocare questa delega.

È consigliabile specificare espressamente che si chiede la cessazione della trattenuta sindacale a favore della CISL e, quando si vuole interrompere anche il rapporto associativo, comunicare la volontà di cessare l’iscrizione alla Federazione CISL di appartenenza. Le Federazioni sono infatti organizzate per settore lavorativo e sono consultabili nella pagina ufficiale dedicata alle Federazioni di categoria CISL.

Se invece occorre predisporre una comunicazione non riferita specificamente alla CISL, può essere utilizzato il modulo generale di disdetta sindacale.

L’articolo 26 dello Statuto dei lavoratori

Non è necessario indicare nella lettera che la revoca viene effettuata “ai sensi dell’articolo 26 dello Statuto dei lavoratori”. I commi dell’articolo 26 della Legge 300/1970 che disciplinavano specificamente la riscossione dei contributi mediante trattenuta sulla retribuzione sono stati abrogati nel 1995 a seguito di referendum. Il testo vigente della Legge 300/1970 conserva nell’articolo 26 la disciplina della raccolta dei contributi e del proselitismo nei luoghi di lavoro.

Le trattenute sindacali continuano a essere disciplinate dalle deleghe rilasciate dai lavoratori e dalla contrattazione collettiva applicabile. Per questo una formulazione più prudente consiste nel revocare espressamente la delega alla trattenuta della quota associativa, richiamando il CCNL soltanto quando se ne conoscono le disposizioni pertinenti.

Dipendenti privati: a chi inviare la revoca

Per un lavoratore del settore privato la comunicazione deve essere indirizzata al datore di lavoro, normalmente all’ufficio personale, amministrazione o payroll che gestisce la busta paga. È opportuno inviarne copia anche alla Federazione CISL alla quale si è iscritti, in modo che risulti chiaramente anche la volontà del lavoratore nei confronti dell’organizzazione sindacale.

Non esiste una regola generale che imponga sempre la raccomandata con avviso di ricevimento. L’obiettivo è poter dimostrare la data in cui la revoca è stata ricevuta. A seconda delle procedure aziendali possono essere utilizzati, per esempio, consegna a mano con ricevuta o protocollo, raccomandata, PEC oppure altro canale formalmente previsto dal datore di lavoro.

La decorrenza della cessazione delle trattenute deve essere verificata nel CCNL, nella delega sottoscritta e nelle procedure applicate dall’azienda. Non è quindi corretto inserire automaticamente nella lettera la frase “la revoca ha effetto immediato”. In diversi rapporti la trattenuta può cessare dal mese successivo alla comunicazione o dalla prima elaborazione delle paghe utile.

Dipendenti pubblici: amministrazione e sindacato

Per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni non è corretto indicare genericamente come destinatario una “Direzione Provinciale”. Il contratto quadro ARAN in materia di contributi sindacali stabilisce che il dipendente può revocare la delega in qualsiasi momento trasmettendo la comunicazione all’amministrazione di appartenenza e all’organizzazione sindacale interessata.

Secondo il CCNQ ARAN in materia di contributi sindacali, l’effetto della revoca decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione. La singola amministrazione può prevedere uno specifico ufficio, modulo o canale telematico, che deve essere utilizzato quando previsto.

Prima dell’invio è quindi opportuno consultare le istruzioni dell’amministrazione di appartenenza. La procedura concreta di un dipendente della scuola, di un ministero, di un ente locale o del servizio sanitario non deve essere ricavata automaticamente da un unico modello generico.

Come compilare la lettera

La comunicazione deve identificare senza dubbi il lavoratore. È opportuno riportare nome e cognome, codice fiscale, eventuale numero di matricola, datore di lavoro o amministrazione, sede di servizio e, quando conosciuta, la Federazione CISL beneficiaria della trattenuta.

L’oggetto può essere formulato come “Revoca della delega per la trattenuta dei contributi sindacali CISL”. Nel testo è sufficiente dichiarare in modo inequivocabile la revoca dell’autorizzazione a effettuare sulla retribuzione le trattenute sindacali a favore della CISL e chiedere che ne venga disposta la cessazione secondo la decorrenza prevista dalla disciplina applicabile.

Se si intende interrompere anche l’adesione associativa, è opportuno aggiungere espressamente la richiesta di cessazione dell’iscrizione alla CISL e trasmettere copia della comunicazione alla struttura sindacale competente.

Il documento deve essere datato e sottoscritto. Una copia del documento di identità può facilitare l’identificazione del richiedente ed è necessaria quando prevista dalla procedura utilizzata, ma non deve essere presentata come allegato obbligatorio in qualsiasi situazione.

Non è necessario indicare il motivo della disdetta

Il lavoratore non deve motivare la scelta di revocare la delega sindacale. Non è quindi necessario inserire giudizi sull’attività della CISL, contestazioni relative ai servizi ricevuti o spiegazioni sulle ragioni personali che hanno determinato la decisione.

Una comunicazione essenziale riduce il rischio di introdurre affermazioni non necessarie. Lo scopo del documento è identificare la delega e manifestare chiaramente la volontà di revocarla.

Cosa fare se la trattenuta continua

Non è corretto affermare in modo automatico che qualsiasi trattenuta effettuata dopo l’invio della comunicazione integri il reato di appropriazione indebita. Occorre prima verificare la data di efficacia della revoca, la chiusura delle elaborazioni stipendiali e le disposizioni del CCNL o della procedura applicabile.

Se una trattenuta viene effettuata anche dopo la data dalla quale la revoca avrebbe dovuto produrre effetto, è opportuno chiedere per iscritto all’ufficio che gestisce la retribuzione di verificare la posizione, interrompere le ulteriori trattenute e chiarire l’eventuale recupero delle somme prelevate successivamente alla cessazione della delega. Risulta essere utile conservare la lettera firmata, la prova della sua ricezione e le buste paga successive. In questo modo è possibile documentare sia la data della revoca sia il momento in cui la trattenuta è effettivamente cessata.

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