Modello Cartella di Pagamento

Quando si tratta di confrontarsi con l’Agenzia delle Entrate, non sono poche le difficoltà, dovute soprattutto all’interpretazione e alla conoscenza di tutta la modulistica, e di tutti i mezzi che il fisco utilizza per richiedere i pagamenti al contribuente. Da questo punto di vista, la cartella di pagamento è uno dei documenti più importanti che, di recente, è andato incontro ad alcune modifiche atte a renderlo più chiaro da leggere e dunque da comprendere.

La cartella di pagamento, nota anche come cartella esattoriale,  è il documento che Equitalia spedisce al contribuente verso il quale il fisco vanta dei crediti ancora da riscuotere. Si tratta di un vero e proprio atto formale con valore esecutivo, ed è generalmente il frutto di controlli specifici o automatici che l’Agenzia delle Entrate effettua sui contribuenti, al fine di riscuotere dei crediti, da versare presso la cassa dello Stato entro un termine di 60 giorni, pena l’aggiunta di mora al debito. Da sottolineare il fatto che, dal luglio 2017, le cartelle esattoriali hanno cambiato forma, la modifica alla quale sono andate incontro, ha lo scopo di favorire il contribuente, rendendo tutte le informazioni contenute dalla cartella di pagamento più semplici da interpretare.

La nuova forma dell’atto della cartella di pagamento è stata specificatamente realizzata per semplificare l’operazione al ricevente e anche per una questione di maggiore trasparenza e leggibilità delle informazioni. A partire dal frontespizio, che nella nuova versione della cartella esattoriale mostra immediatamente l’ente che l’ha spedita, e che vanta un credito nei confronti del contribuente. A seguire, lo stesso frontespizio ospita anche le somme di denaro che il soggetto deve rispettivamente versare alla cassa dello Stato e all’agente responsabile della riscossione.

Nel caso siano già passati 60 giorni dalla comunicazione della cartella esattoriale, il nuovo atto conterrà nel frontespizio anche l’eventuale mora dovuta al ritardo, da aggiungere al totale del debito da corrispondere a Equitalia. Eccoci ad una delle informazioni più importanti, la causale, adesso specificata in modo piuttosto chiaro all’interno della nuova cartella di pagamento, dunque la motivazione che giustifica la presenza del credito da corrispondere ad uno dei soggetti indicati poco sopra. Per fare un paio di esempi, la cartella esattoriale potrebbe avere come causale una multa non corrisposta. Risulta essere importante specificare che la maggiore leggibilità della causale, e in generale della cartella, è dovuta al fatto che non sono stati pochi i cittadini a lamentarsi di questo sistema di riscossione, che spesso non chiariva alcuna motivazione. Infine, la nuova cartella di pagamento può separare i pagamenti utilizzando diversi colori, nel caso il contribuente debba delle somme a più enti.

Girando il foglio, all’interno della seconda pagina della cartella esattoriale il contribuente può consultare le tabelle dei pagamenti, ed una serie di informazioni cruciali, per esempio, qui è possibile prendere visione delle modalità di pagamento del debito, ma anche del sistema di rateizzazione e delle modalità per muovere eventualmente ricorso, qualora il debitore pensi di non dover corrispondere quella somma allo Stato. Come già sottolineato più volte, il pagamento del debito deve avvenire entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione dell’atto esattoriale, nel caso venga superata questa tempistica, verrà inviata una nuova cartella di pagamento con le somme aggiornate in base alla mora. Se il debitore non paga, lo Stato è autorizzato a confiscare la somma dovuta direttamente dal conto in banca del contribuente, il tutto senza passare dal tribunale. Inoltre, lo Stato può anche avvalersi del diritto di pignoramento di beni materiali o immateriali, relativi ad esempio alle case di proprietà del debitore non pagante o allo stipendio.

Premesso che in seconda pagina sono già presenti tutte le informazioni relative al pagamento della somma contenuta dalla cartella esattoriale, e possibile riassumerle velocemente. Nello specifico, è la stessa cartella di pagamento ad includere nell’atto un bollettino RAV già compilato con il totale della somma di denaro da versare allo Stato, il pagamento, poi, può essere effettuato per via telematica, dunque online, oppure recandosi presso dell’Agenzia delle Entrate settore riscossioni. Per quanto concerne i pagamenti online, possono essere fatti sia tramite il portale telematico della propria banca che accedendo al portale PagoPA, di proprietà dell’Agenzia delle Entrate. Infine, se il debitore risiede all’estero, è anche possibile versare il credito tramite bonifico bancario.

Fac Simile di Interpello

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di interpello da compilare e stampare.

Quando si tratta di confrontarsi con l’Agenzia delle Entrate e di avere a che fare con le diverse leggi in materia dei tributi da versare, non è assolutamente raro che il cittadino possa nutrire dei dubbi e delle incertezze, non sapendo come procedere in merito ad una sua particolare posizione fiscale o contributiva. L’interpello può risultare davvero utile per fare luce su questo o quel dubbio, dato che la legge consente al cittadino di interpellare l’Agenzia delle Entrare per capire meglio la propria posizione tributaria, o per ottenere delle delucidazioni su disposizioni e leggi che gli risultano al momento poco chiare.

L’interpello, come già anticipato nell’introduzione alla nostra guida, è un’istanza che il cittadino può muovere nei confronti dell’Agenzia delle Entrare per chiedere chiarimenti su una certa disposizione o legge tributaria, o per chiedere delucidazioni in merito alla propria posizione fiscale, così da capire esattamente come procedere a norma di legge. Questo diritto è assicurato dallo Statuto dei Diritti dei Contribuenti in base all’articolo 11 della legge numero 212/2000. Esistono, comunque, diverse tipologie di interpello che il contribuente può richiedere all’Agenzia delle Entrate.

L’istanza di interpello mossa dal cittadino e richiesta all’Agenzia delle Entrate può avere una natura piuttosto diversa a seconda dei casi, bisogna dunque chiarire quali tipologie di istanza possono essere richieste.

Interpello ordinario. L’interpello ordinario è il classico caso in cui il cittadino contribuente richiede informazioni all’Agenzia delle Entrate in merito ad un caso personale, per adottare i comportamenti fiscali previsti dalla legge, per comprendere come muoversi nel modo corretto e dunque per evitare sanzioni. Spesso l’istanza ordinaria viene richiesta in presenza di norme fiscali di non facile interpretazione, o che potrebbero dare origine a incertezza.

Interpello probatorio. L’interpello probatorio è un’istanza che viene spesso richiesta dal cittadino contribuente all’Agenzia delle Entrate, per capire se esiste la possibilità di entrare in un particolare regime tributario.

Interpello disapplicativo. L’interpello disapplicativo consente al cittadino di dimostrare che la propria posizione fiscale non è soggetta a certe norme o comportamenti fiscali, richiedendo dunque la disapplicazione degli stessi al proprio caso tributario.

Interpello antielusivo. L’interpello antielusivo è molto simile all’istanza di interpello ordinario, ma fa riferimento a casi molto specifici, sui quali il contribuente richiede un parere all’Agenzia delle Entrate.

Interpello su società estere controllate. L’ultima tipologia di interpello è quella sulle società estere controllate. In questo caso, il contribuente richiede all’Agenzia delle Entrate la disapplicazione delle normative fiscali su queste.

Va poi specificato un fattore molto importante, una volta mossa l’istanza all’Agenzia delle Entrate, il parere o disposizione ha un effetto vincolante. Ciò significa che il contribuente dovrà necessariamente adeguarsi a quanto disposto, e in futuro non potrà più muovere una nuova istanza per quello stesso caso.

Esistono ovviamente una procedura ed una modalità da rispettare per potere richiedere l’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate. Per iniziare, il documento o modulo di interpello dovrà contenere obbligatoriamente dati quali la tipologia di interpello richiesta, la descrizione approfondita della posizione fiscale per la quale si richiede un intervento o chiarimento, la soluzione che il cittadino pensa che debba essere presa a vantaggio del suo specifico caso, e ovviamente tutti i dati personali facenti riferimento al contribuente che ha richiesto l’istanza di interpello.

Una volta compilato il modulo con queste informazioni, il cittadino deve obbligatoriamente consegnarlo alla Direzione Generale dell’Agenzia delle Entrate, può farlo personalmente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o in alternativa tramite posta elettronica certificata. Il richiedente otterrà una risposta entro 90 giorni dalla richiesta di interpello.

Il modello di interpello presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello RLI

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello RLI da scaricare e compilare.

Uno degli adempimenti più comuni da fare è la registrazione del contratto di locazione all’Agenzia delle Entrate.
Tale tipo di contratto serve per avere in concessione un bene e prevede l’utilizzo del modello RLI.
Questo nuovo strumento, oltre che per l’affitto, si può utilizzare anche per atti successivi, tra i quali cessioni, alcune proroghe e cedolare secca.
In pratica, questo nuovo documento ha sostituito il vecchio modello 69.

Visto che i vecchi documenti non sono più validi e non vengono accettati presso gli uffici deputati, la compilazione del suddetto modello RLI è indispensabile per lo svolgimento delle varie operazioni.
In realtà esso rappresenta una semplificazione rispetto al passato, in quanto tutti i possibili adempimenti che riguardano l’immobile, vengono inseriti in esso.

Vediamo quali dati si devono obbligatoriamente inserire per compilare il modello RLI.
Innanzitutto quelli relativi al contratto, ovvero la data della stipula e la durata temporale, poi, come è ovvio per qualsiasi tipo di documento, i dati anagrafici completi dei due contraenti e i dati dell’immobile relativo al contratto, oltre alla possibilità di scegliere la cedolare secca.
Tutte le informazioni sopra elencate sono assolutamente necessarie per fare in modo che il modello RLI risulti compilato in maniera corretta e che esso possa di conseguenza essere registrato come dovuto presso l’Agenzia delle Entrate.

Il modello RLI può essere scaricato da questa pagina.
Il soggetto interessato, dopo avere stampato il modello, può compilarlo riempiendo come indicato gli spazi mancanti, nei quali dovranno essere correttamente inseriti i dati elencati in precedenza.
Per chi preferisce la modalità online, è disponibile il modello RLI editabile che si può modificare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate e che poi si può scaricare dopo averlo già compilato.
Quando ci si reca presso l’ufficio addetto a consegnare il modello, occorre presentare al contempo anche una serie di documenti.

Vediamo, precisamente, di quali documenti si tratta.
In pratica, al modello RLI devono essere allegati i documenti che riguardano l’immonile e quelli che concernono i due contraenti.
Precisamente bisogna fare due fotocopie del contratto di locazione accompagnato dalle relative marche da bollo del valore di euro 16,00, secondo quanto prescritto dalla legge, bisogna allegare una marca per ogni 100 righe o per ogni 4 pagine di contratto.
Oltre a ciò, bisogna anche allegare la ricevuta di avvenuto pagamento dell’imposta di registro, il versamento del quale si può fare attraverso il modello F24.
Al momento della presentazione del modello e della relativa ricevuta, viene data la ricevuta. ciò è previsto indipendentemente dal fatto che si scelga la tradizionale modalità cartacea o si decida di fare tutto online.

Entrando nello specifico, possiamo dire che il modello RLI si compone di 4 sezioni distinte, ognuna dedicata ai diversi tipi di dati che vanno inseriti, fate attenzione a compilare il tutto nel modo giusto, per fare in modo che il contratto possa risultare valido a tutti gli effetti.
Ricordate inoltre che ogni pagina del modello RLI deve essere accompagnata, sul margine superiore, dal codice fiscale della persona che richiede la registrazione dell’atto.

Vediamo, infine, dove si deve consegnare il modello.
Due le possibilità, su Internet, presso il sito dell’Agenzia delle Entrate dopo essersi registrati oppure presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate che poi si occuperà di inviare il tutto.

Come si può vedere, compilare un modello RLI è facile e veloce, un’operazione alla portata di chiunque.
Tutto è reperibile e scaricabile dalla rete, una circostanza che consente a tutti di ottemperare all’impegno senza inutili perdite di tempo e senza che ci sia nulla di particolarmente complicato da fare.
Il modello è semplice e chiaro e si deve prestare soltanto un minimo di attenzione a riempire ogni campo in modo corretto e come richiesto.

Fac Simile Istanza Autotutela

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di istanza autotutela da compilare e stampare.

L’istanza di autotutela è un modo per tutelarsi in caso di un mancato adempimento a livello fiscale, oppure per segnalare un problema con l’Agenzia delle Entrate. Con questo atto, si può chiedere alla Pubblica Amministrazione di ricontrollare le carte, per vedere se un atto è davvero dovuto o meno. Purtroppo, l’istanza non permette di prolungare i termini per il pagamento di eventuali sanzioni, quindi conviene fare bene i conti.

Vediamo cosa deve essere indicato nel documento da mandare all’Agenzia delle Entrate.

-I dati personali.

-L’atto per il quale si chiede di verificare.

-Le leggi vigenti in materia che intervengono nel caso specifico.

L’opportunità non è possibile sempre e per tutti gli atti. Potrebbero essere previste delle scadenze per la presentazione dell’istanza, queste dovrebbero essere indicate nell’atto che si vuole fare controllare. Vediamo cosa scrivere nell’istanza di autotutela.

-L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate preposto. La dicitura è All’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Provincia, Ufficio territoriale di città.

-I dati personali. Servono nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono e codice fiscale. Nel caso sia un legale a occuparsene, questi dovrà indicare sia i propri dati sia quelli del proprio assistito.

-La richiesta. Dopo la formula Chiedo, chi fa l’istanza deve scegliere tra comunicazione di irregolarità, cartella di pagamento, rigetto istanza di rimborso, avviso di liquidazione, avviso di rettifica, avviso di accertamento, atto di contestazione, altro. tutto dipende dal documento che è arrivato al contribuente e per il quale si richiede la verifica.

-I dati del documento. Bisogna specificare il numero del documento arrivato, quando è stato notificato, qual è l’anno di imposta di riferimento e quale era il debito da recuperare.

-Perché si ritiene che l’atto sia illegittimo e si chiede la verifica. I motivi vanno indicati dopo la formula risulta illegittimo per questi motivi.

-Dichiarare la consapevolezza che comunque i termini del pagamento non cambieranno. Basta inserire la formula Sono consapevole che questa richiesta non sospende i termini per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria.

-Inserire gli eventuali allegati, per esempio, la copia della carta di identità.

-Inserire luogo e firma.

In caso di delega, è necessario inserire i dati del documento di riconoscimento di chi si presenta al posto della persona che ha ricevuto il documento. Dovrai allegare la fotocopia della tua carta di identità e di quella del tuo delegato eventuale, inviando poi il tutto di persona allo sportello dell’Agenzia delle Entrate.

Modello Richiesta Visura Catastale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di richiesta visura catastale da scaricare e stampare.

Il fac simile di richiesta visura catastale è in formato PDF, può quindi essere stampato e compilato in modo semplice e veloce.

La visura catastale è uno speciale documento fiscale che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, ufficio del Catasto Immobiliare, con il quale vengono comunicati i dati principali di un immobile, fabbricato o terreno. I dati che l’ufficio catastale indica nella visura catastale vengono estratti direttamente dal catasto dei terreni o da quello dei fabbricati, ovvero due immensi archivi nei quali vengono classificati tutti i beni immobili presenti in Italia. Ogni immobile viene identificato con gli estremi del foglio, particella, o mappale, e subalterno del Comune di appartenenza, in questo modo è sempre possibile sapere con esattezza l’ubicazione dell’immobile.

Nel caso invece si tratti di un terreno, questo viene identificato con i dati del foglio e particella. o mappale, di appartenenza. Tra i dati che vengono depositati dai proprietari di immobili, inoltre, troviamo le planimetrie catastali che illustrano il bene, nel caso si tratti di terreno sarà visualizzata l’estensione del bene, mentre nel caso di immobili ci sarà la descrizione degli interni, con la suddivisione in vani e l’indicazione della tipologia di finiture che possiedono gli immobili.

La visura catastale degli immobili indica inoltre la rendita catastale mentre la visura catastale di un terreno indica il reddito dominicale, dati che si utilizzano per calcolare le imposte sul reddito e quelle locali. Dal 2010, poi, la visura catastale indica anche i metri quadri reali di un immobile, dato questo sul quale si basa sia il Comune che l’Agenzia delle Entrate per calcolare le imposte. La visura catastale diventa dunque un elemento importante grazie al quale si possono risolvere praticamente tutte le questioni relative alla tassazione sugli immobili.

Riassumendo, dunque, vediamo quali dati riporta una visura catastale. Tutti gli immobili vengono suddivisi in sei differenti gruppi catastali, indicati con le lettere A, B, C, D, E e F. In modo semplice possiamo dire che il gruppo A contiene gli immobili residenziali e gli uffici, il gruppo B gli uffici pubblici, scuole e via dicendo, il gruppo C i negozi, botteghe, capannoni e immobili produttivi in genere, il gruppo D gli alberghi, i teatri, gli istituti di credito, il gruppo E le infrastrutture come porti, ponti, fari, infine il gruppo F include le entità urbane come immobili in corso di costruzione, lastrici solari e via dicendo.

Il primo dato che riporta dunque la visura catastale è la categoria catastale, seguita dai dati identificativi dell’immobile, ovvero comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno. A seguire la visura catastale indica i dati di classamento dell’immobile o del terreno, ovvero zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita. A questi dati, come stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica 138/1998 entrato in vigore come detto dal 2010, si aggiungono i dati in mq relativi alla superficie catastale.

Tra gli altri dati presenti nella visura catastale troviamo anche l’indicazione del proprietario degli immobili. Va detto, però, in questo caso che tale indicazione non ha valore legale, non è dunque un titolo probatorio della proprietà il fatto che il proprio nome appaia nella visura catastale. Per verificare la proprietà si devono infatti utilizzare esclusivamente i registri immobiliari, e, nelle zone dove è in vigore il sistema tavolare, i registri del giudice tavolare.

Per fare in modo che le visure catastali siano quanto più aggiornate possibile, a partire dal 2010 è necessario, ogni volta che si effettua una compravendita aggiornare le stesse, visto che nella compravendita si attesta la conformità tra lo stato di fatto dell’immobile e le planimetrie catastali. In questo modo lo Stato ha pensato di porre fine al problema dei registri catastali non aggiornati, con immobili mancanti o non più esistenti e ancora censite nel catasto.