Fac Simile Fattura Immediata

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di fattura immediata da compilare e stampare.

La Legge Italiana è molto precisa quando si fa riferimento alla fatturazione relativa alla cessione di un prodotto, prestazione d’opera o servizio. Da quando poi è stata introdotta anche la fatturazione elettronica, questo aspetto ha assunto dei contorni ancor più definiti in quanto a documentazioni fiscali. Risulta essere importante informarsi compiutamente sulle varie modalità e tipologia di fatture, per evitare multe e sanzioni, e naturalmente per adempiere ai propri obblighi fiscali in modo corretto e secondo legge. Ecco perché spieghiamo in cosa consiste la fattura immediata, come funziona e in che modo differisce dalle altre tipologie di fatture.

Il nome di questo tipo di fattura dovrebbe già spiegare ampiamente di cosa si tratta. In pratica, la fattura immediata è quella tipologia di documento fiscale che deve essere inviato nel momento dell’effettuazione di una prestazione o servizio o della vendita di un prodotto, ovvero entro lo stesso giorno nel quale si è verificata la prestazione del servizio o la vendita del bene. Volendo aggiungere un altro dettaglio importante, la fattura immediata è quel documento fiscale che viene utilizzato nella normalità dei casi, dunque dai prestatori o venditori in possesso di Partita IVA, nello specifico, quando non è previsto l’obbligo di alcuna documentazione di accompagnamento alla spedizione, come un documento di trasporto, di un prodotto al cliente. In quel caso, infatti, la modalità fiscale corretta è la fattura accompagnatoria.

Questa fattura ha una caratteristica fondante che la definisce, l’emissione da parte del prestatore d’opera o venditore, insieme alla consegna e alla spedizione, avviene esattamente nel momento in cui il cliente compra il bene o servizio. Inoltre, come già detto, questa modalità di fatturazione non prevede bolle di accompagnamento o altre documentazioni obbligatorie.

La fattura immediata ha sostanzialmente due scopi, permettere al venditore di rivalersi dell’imposta sull’acquirente e all’acquirente di scaricare poi l’IVA rivalsa dal venditore. Questo significa che la fattura immediata deve tassativamente contenere alcuni dati fondamentali. Vediamo quali sono i dati da riportare all’interno di questo documento fiscale. L’identificazione della fattura e la data di emissione, insieme ai dati che hanno lo scopo di identificare entrambi, nello specifico, il numero di partita IVA nel caso del venditore, e la partita IVA o codice fiscale nel caso del compratore. Chiaramente il secondo elemento importante è il totale dell’importo della transazione, sul quale andrà applicato il calcolo dell’IVA. Infine, questo documento deve anche contenere le modalità di pagamento e l’indicazione del prodotto o servizio erogato dal venditore al proprio cliente.

Esistono altre informazioni importanti da specificare in merito alla fattura immediata, soprattutto il fatto che questo documento fiscale, per legge, deve essere registrato entro e non oltre quindici giorni dalla sua emissione. Inoltre, la sua validità è tale anche senza che sia stata visionata dal cliente, in pratica, l’unico obbligo è l’invio da parte del venditore. Risulta anche interessante capire cosa la differenzia dalla fattura differita, nel secondo caso, il documento fiscale viene utilizzato per cumulare una serie di vendite con uno stesso cliente, e in pratica include al suo interno tutte le transazioni avvenute negli ultimi 30 giorni. Si tratta, a conti fatti, di un vero e proprio riepilogo unico.

Il modello di fattura immediata presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello di Fattura Differita

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di fattura differita da compilare e stampare.

Quando si verifica una transazione e dunque una compravendita di beni e servizi tra due imprese, vi è la possibilità di emettere due tipologie di fatture. Da un lato troviamo la classica fattura, nota anche come fattura immediata, mentre dall’altro si trova un’alternativa, la fattura differita. Questa modalità di fatturazione in realtà non è una novità nel campo delle transazioni di beni fisici, al contrario, dal 2013, risulta essere valida anche quando si verifica l’erogazione di un servizio.

Come dice il suo stesso nome, la fattura differita è un documento che contiene al suo interno tutte le indicazioni relative ad un bene venduto o ad un servizio fornito, in pratica, è identica in tutto e per tutto alla comune fattura. Al suo interno, dunque, si trovano registrate informazioni fondamentali come la data di erogazione del servizio o vendita del prodotto, la tipologia di merce o servizio venduti, l’ammontare economico della prestazione e via discorrendo. Naturalmente, c’è un elemento che traccia una netta differenza tra la fattura differita e quella immediata, la possibilità di emetterla non necessariamente entro le ventiquattro ore successive alla prestazione o alla vendita.

La fattura immediata è tale se consegnata all’acquirente entro ventiquattro ore dalla consegna della merce o dall’effettiva prestazione erogata. Al contrario, la fattura differita può essere consegnata entro il 15 del mese che segue la data della prestazione o della vendita. Questo comunque non modifica le informazioni che la fattura dovrà contenere, anche in caso di quella differita bisogna includere la data di vendita o di prestazione servizi. Chiaramente è necessario che, accompagnati alla fattura differita, si trovino anche una serie di documenti in grado di attestare o di certificare l’avvenuta consegna del bene, o la prestazione di un servizio, entro la data indicata sulla fattura.

Per esempio, nel caso di cessione di beni farà fede il documento di trasporto, mentre nel caso di prestazione di un servizio, servirà allegare alla fattura differita le documentazioni apposite. In questa circostanza, però, possono variare da caso a caso. Chiudiamo facendo un esempio pratico di pagamento con fattura differita, ponendo caso che la cessione della merce o la prestazione sia avvenuta a febbraio, essa potrà essere emessa entro il 15 di marzo.

Come ti abbiamo già anticipato, la fattura differita copre sia la cessione di beni che la prestazione di servizi. Questo vale sia all’interno dello Stato Italiano che nel caso l’acquirente si trovi all’interno di uno stato membro dell’Unione Europea. Occorre ripetere che nel caso di cessione di beni bisogna includere il documento di trasporto, mentre insieme alla fattura differita di cessione prestazioni, servono documenti come il contratto o il rapporto giornaliero.

C’è un motivo per il quale la fattura differita viene spesso erogata dalle aziende che vendono merci o prestazioni. Questo è dovuto al fatto che questa modalità di fatturazione semplifica il riepilogo dei diversi pagamenti che vengono ricevuti dai diversi clienti entro ogni singolo mese. Vi è comunque un problema di fondo, le fatture differite vanno registrate entro il 15 del mese successivo, cosa che ovviamente porterebbe non pochi problemi relativi alle tempistiche del versamento IVA , che avviene il 16. Per questa ragione, raramente la fattura differita viene registrata al di fuori del mese effettivo di erogazione del servizio o di vendita del bene.

Il fac simile di fattura differita presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Cartella di Pagamento

Quando si tratta di confrontarsi con l’Agenzia delle Entrate, non sono poche le difficoltà, dovute soprattutto all’interpretazione e alla conoscenza di tutta la modulistica, e di tutti i mezzi che il fisco utilizza per richiedere i pagamenti al contribuente. Da questo punto di vista, la cartella di pagamento è uno dei documenti più importanti che, di recente, è andato incontro ad alcune modifiche atte a renderlo più chiaro da leggere e dunque da comprendere.

La cartella di pagamento, nota anche come cartella esattoriale,  è il documento che Equitalia spedisce al contribuente verso il quale il fisco vanta dei crediti ancora da riscuotere. Si tratta di un vero e proprio atto formale con valore esecutivo, ed è generalmente il frutto di controlli specifici o automatici che l’Agenzia delle Entrate effettua sui contribuenti, al fine di riscuotere dei crediti, da versare presso la cassa dello Stato entro un termine di 60 giorni, pena l’aggiunta di mora al debito. Da sottolineare il fatto che, dal luglio 2017, le cartelle esattoriali hanno cambiato forma, la modifica alla quale sono andate incontro, ha lo scopo di favorire il contribuente, rendendo tutte le informazioni contenute dalla cartella di pagamento più semplici da interpretare.

La nuova forma dell’atto della cartella di pagamento è stata specificatamente realizzata per semplificare l’operazione al ricevente e anche per una questione di maggiore trasparenza e leggibilità delle informazioni. A partire dal frontespizio, che nella nuova versione della cartella esattoriale mostra immediatamente l’ente che l’ha spedita, e che vanta un credito nei confronti del contribuente. A seguire, lo stesso frontespizio ospita anche le somme di denaro che il soggetto deve rispettivamente versare alla cassa dello Stato e all’agente responsabile della riscossione.

Nel caso siano già passati 60 giorni dalla comunicazione della cartella esattoriale, il nuovo atto conterrà nel frontespizio anche l’eventuale mora dovuta al ritardo, da aggiungere al totale del debito da corrispondere a Equitalia. Eccoci ad una delle informazioni più importanti, la causale, adesso specificata in modo piuttosto chiaro all’interno della nuova cartella di pagamento, dunque la motivazione che giustifica la presenza del credito da corrispondere ad uno dei soggetti indicati poco sopra. Per fare un paio di esempi, la cartella esattoriale potrebbe avere come causale una multa non corrisposta. Risulta essere importante specificare che la maggiore leggibilità della causale, e in generale della cartella, è dovuta al fatto che non sono stati pochi i cittadini a lamentarsi di questo sistema di riscossione, che spesso non chiariva alcuna motivazione. Infine, la nuova cartella di pagamento può separare i pagamenti utilizzando diversi colori, nel caso il contribuente debba delle somme a più enti.

Girando il foglio, all’interno della seconda pagina della cartella esattoriale il contribuente può consultare le tabelle dei pagamenti, ed una serie di informazioni cruciali, per esempio, qui è possibile prendere visione delle modalità di pagamento del debito, ma anche del sistema di rateizzazione e delle modalità per muovere eventualmente ricorso, qualora il debitore pensi di non dover corrispondere quella somma allo Stato. Come già sottolineato più volte, il pagamento del debito deve avvenire entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione dell’atto esattoriale, nel caso venga superata questa tempistica, verrà inviata una nuova cartella di pagamento con le somme aggiornate in base alla mora. Se il debitore non paga, lo Stato è autorizzato a confiscare la somma dovuta direttamente dal conto in banca del contribuente, il tutto senza passare dal tribunale. Inoltre, lo Stato può anche avvalersi del diritto di pignoramento di beni materiali o immateriali, relativi ad esempio alle case di proprietà del debitore non pagante o allo stipendio.

Premesso che in seconda pagina sono già presenti tutte le informazioni relative al pagamento della somma contenuta dalla cartella esattoriale, e possibile riassumerle velocemente. Nello specifico, è la stessa cartella di pagamento ad includere nell’atto un bollettino RAV già compilato con il totale della somma di denaro da versare allo Stato, il pagamento, poi, può essere effettuato per via telematica, dunque online, oppure recandosi presso dell’Agenzia delle Entrate settore riscossioni. Per quanto concerne i pagamenti online, possono essere fatti sia tramite il portale telematico della propria banca che accedendo al portale PagoPA, di proprietà dell’Agenzia delle Entrate. Infine, se il debitore risiede all’estero, è anche possibile versare il credito tramite bonifico bancario.

Fac Simile di Interpello

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di interpello da compilare e stampare.

Quando si tratta di confrontarsi con l’Agenzia delle Entrate e di avere a che fare con le diverse leggi in materia dei tributi da versare, non è assolutamente raro che il cittadino possa nutrire dei dubbi e delle incertezze, non sapendo come procedere in merito ad una sua particolare posizione fiscale o contributiva. L’interpello può risultare davvero utile per fare luce su questo o quel dubbio, dato che la legge consente al cittadino di interpellare l’Agenzia delle Entrare per capire meglio la propria posizione tributaria, o per ottenere delle delucidazioni su disposizioni e leggi che gli risultano al momento poco chiare.

L’interpello, come già anticipato nell’introduzione alla nostra guida, è un’istanza che il cittadino può muovere nei confronti dell’Agenzia delle Entrare per chiedere chiarimenti su una certa disposizione o legge tributaria, o per chiedere delucidazioni in merito alla propria posizione fiscale, così da capire esattamente come procedere a norma di legge. Questo diritto è assicurato dallo Statuto dei Diritti dei Contribuenti in base all’articolo 11 della legge numero 212/2000. Esistono, comunque, diverse tipologie di interpello che il contribuente può richiedere all’Agenzia delle Entrate.

L’istanza di interpello mossa dal cittadino e richiesta all’Agenzia delle Entrate può avere una natura piuttosto diversa a seconda dei casi, bisogna dunque chiarire quali tipologie di istanza possono essere richieste.

Interpello ordinario. L’interpello ordinario è il classico caso in cui il cittadino contribuente richiede informazioni all’Agenzia delle Entrate in merito ad un caso personale, per adottare i comportamenti fiscali previsti dalla legge, per comprendere come muoversi nel modo corretto e dunque per evitare sanzioni. Spesso l’istanza ordinaria viene richiesta in presenza di norme fiscali di non facile interpretazione, o che potrebbero dare origine a incertezza.

Interpello probatorio. L’interpello probatorio è un’istanza che viene spesso richiesta dal cittadino contribuente all’Agenzia delle Entrate, per capire se esiste la possibilità di entrare in un particolare regime tributario.

Interpello disapplicativo. L’interpello disapplicativo consente al cittadino di dimostrare che la propria posizione fiscale non è soggetta a certe norme o comportamenti fiscali, richiedendo dunque la disapplicazione degli stessi al proprio caso tributario.

Interpello antielusivo. L’interpello antielusivo è molto simile all’istanza di interpello ordinario, ma fa riferimento a casi molto specifici, sui quali il contribuente richiede un parere all’Agenzia delle Entrate.

Interpello su società estere controllate. L’ultima tipologia di interpello è quella sulle società estere controllate. In questo caso, il contribuente richiede all’Agenzia delle Entrate la disapplicazione delle normative fiscali su queste.

Va poi specificato un fattore molto importante, una volta mossa l’istanza all’Agenzia delle Entrate, il parere o disposizione ha un effetto vincolante. Ciò significa che il contribuente dovrà necessariamente adeguarsi a quanto disposto, e in futuro non potrà più muovere una nuova istanza per quello stesso caso.

Esistono ovviamente una procedura ed una modalità da rispettare per potere richiedere l’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate. Per iniziare, il documento o modulo di interpello dovrà contenere obbligatoriamente dati quali la tipologia di interpello richiesta, la descrizione approfondita della posizione fiscale per la quale si richiede un intervento o chiarimento, la soluzione che il cittadino pensa che debba essere presa a vantaggio del suo specifico caso, e ovviamente tutti i dati personali facenti riferimento al contribuente che ha richiesto l’istanza di interpello.

Una volta compilato il modulo con queste informazioni, il cittadino deve obbligatoriamente consegnarlo alla Direzione Generale dell’Agenzia delle Entrate, può farlo personalmente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o in alternativa tramite posta elettronica certificata. Il richiedente otterrà una risposta entro 90 giorni dalla richiesta di interpello.

Il modello di interpello presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello RLI

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello RLI da scaricare e compilare.

Uno degli adempimenti più comuni da fare è la registrazione del contratto di locazione all’Agenzia delle Entrate.
Tale tipo di contratto serve per avere in concessione un bene e prevede l’utilizzo del modello RLI.
Questo nuovo strumento, oltre che per l’affitto, si può utilizzare anche per atti successivi, tra i quali cessioni, alcune proroghe e cedolare secca.
In pratica, questo nuovo documento ha sostituito il vecchio modello 69.

Visto che i vecchi documenti non sono più validi e non vengono accettati presso gli uffici deputati, la compilazione del suddetto modello RLI è indispensabile per lo svolgimento delle varie operazioni.
In realtà esso rappresenta una semplificazione rispetto al passato, in quanto tutti i possibili adempimenti che riguardano l’immobile, vengono inseriti in esso.

Vediamo quali dati si devono obbligatoriamente inserire per compilare il modello RLI.
Innanzitutto quelli relativi al contratto, ovvero la data della stipula e la durata temporale, poi, come è ovvio per qualsiasi tipo di documento, i dati anagrafici completi dei due contraenti e i dati dell’immobile relativo al contratto, oltre alla possibilità di scegliere la cedolare secca.
Tutte le informazioni sopra elencate sono assolutamente necessarie per fare in modo che il modello RLI risulti compilato in maniera corretta e che esso possa di conseguenza essere registrato come dovuto presso l’Agenzia delle Entrate.

Il modello RLI può essere scaricato da questa pagina.
Il soggetto interessato, dopo avere stampato il modello, può compilarlo riempiendo come indicato gli spazi mancanti, nei quali dovranno essere correttamente inseriti i dati elencati in precedenza.
Per chi preferisce la modalità online, è disponibile il modello RLI editabile che si può modificare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate e che poi si può scaricare dopo averlo già compilato.
Quando ci si reca presso l’ufficio addetto a consegnare il modello, occorre presentare al contempo anche una serie di documenti.

Vediamo, precisamente, di quali documenti si tratta.
In pratica, al modello RLI devono essere allegati i documenti che riguardano l’immonile e quelli che concernono i due contraenti.
Precisamente bisogna fare due fotocopie del contratto di locazione accompagnato dalle relative marche da bollo del valore di euro 16,00, secondo quanto prescritto dalla legge, bisogna allegare una marca per ogni 100 righe o per ogni 4 pagine di contratto.
Oltre a ciò, bisogna anche allegare la ricevuta di avvenuto pagamento dell’imposta di registro, il versamento del quale si può fare attraverso il modello F24.
Al momento della presentazione del modello e della relativa ricevuta, viene data la ricevuta. ciò è previsto indipendentemente dal fatto che si scelga la tradizionale modalità cartacea o si decida di fare tutto online.

Entrando nello specifico, possiamo dire che il modello RLI si compone di 4 sezioni distinte, ognuna dedicata ai diversi tipi di dati che vanno inseriti, fate attenzione a compilare il tutto nel modo giusto, per fare in modo che il contratto possa risultare valido a tutti gli effetti.
Ricordate inoltre che ogni pagina del modello RLI deve essere accompagnata, sul margine superiore, dal codice fiscale della persona che richiede la registrazione dell’atto.

Vediamo, infine, dove si deve consegnare il modello.
Due le possibilità, su Internet, presso il sito dell’Agenzia delle Entrate dopo essersi registrati oppure presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate che poi si occuperà di inviare il tutto.

Come si può vedere, compilare un modello RLI è facile e veloce, un’operazione alla portata di chiunque.
Tutto è reperibile e scaricabile dalla rete, una circostanza che consente a tutti di ottemperare all’impegno senza inutili perdite di tempo e senza che ci sia nulla di particolarmente complicato da fare.
Il modello è semplice e chiaro e si deve prestare soltanto un minimo di attenzione a riempire ogni campo in modo corretto e come richiesto.