Fac Simile Verbale Assemblea Deserta

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di verbale assemblea da compilare e stampare.

La redazione del  documento, non di rado, genera più di un dubbio o di una domanda. Quando si configura il mancato raggiungimento del numero minimo di convocati, infatti, bisogna ricorrere a questo documento. Inoltre, va segnalata la presenza di una riforma che ha modificato l’orientamento giuridico in merito a questa circostanza. Di riflesso, occorre studiare l’argomento in modo approfondito.

Significato di Assemblea Deserta

Prima di procedere, è bene capire cosa si intende per assemblea deserta. Nella fattispecie, questa circostanza si presenta al verificarsi di una condizione specifica. Si indica dunque la mancata presenza di un numero di soci tale da rispettare quanto stabilito all’interno dello statuto. Se il numero minimo di presenze non viene raggiunto, l’assemblea viene giudicata deserta e dunque considerata non valida. In questi casi non avviene la delibera, e quindi si configura la necessità di convocare una seconda assemblea ordinaria.

Molti si chiedono se sia necessaria la redazione di un verbale di questa tipologia. Alcuni pensano che non si debba redigere. Il motivo, alquanto logico, è la mancanza di qualsiasi delibera legata al mancato raggiungimento delle presenze. L’ultimo orientamento giuridico promuove questa linea di azione. L’orientamento attuale sostiene, in sintesi, che la mancata redazione del verbale di assemblea deserta, non compromette la successiva convocazione di una seconda assemblea. In altre parole, è possibile omettere qualsiasi verbale di prima convocazione, senza intaccare la validità dell’assemblea successiva.

Prima della riforma, le cose funzionavano in modo diverso. Il precedente orientamento richiedeva l’obbligo di redazione del verbale di assemblea deserta. La domanda, però, non trova una risposta precisa.

Esiste infatti un articolo specifico, art.1130 c.c. comma 1, sub. 7, che richiede l’obbligo di indicare questa situazione all’interno del registro dei verbali di assemblea.

La mancata costituzione di un’assemblea, nel caso sia deserta, va dunque specificata nei verbali. Non è però chiaro quali siano le conseguenze di questa inadempienza, non si capisce se la mancanza è in grado di invalidare la convocazione di una seconda assemblea e le relative delibere. Una seconda lettura vede questa mancanza come fonte di revoca giudiziaria, in quanto l’annotazione dell’assemblea deserta spetta per legge all’amministratore.

In attesa di sviluppi più chiari, è sempre il caso di provvedere alla compilazione del verbale di assemblea deserta. Il tutto per evitare problemi. I vari elementi presentati poco sopra, infatti, potrebbero fare intendere una chiave di lettura negativa. Secondo questa, la mancanza della redazione di questo verbale potrebbe impedire la validazione delle decisioni prese durante una seconda convocazione. Un vizio di forma che potrebbe dunque causare molti problemi. Ciò dovrebbe in teoria spingere, nel dubbio, verso la redazione del verbale di prima convocazione deserta.

Modello Verbale Assemblea Deserta

Risulta essere possibile scaricare da questa pagina un fac simile di verbale per l’assemblea deserta. Questo modulo è abbastanza semplice da compilare, e consente di risparmiare del tempo.

Fac Simile Codice Disciplinare Aziendale

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di codice disciplinare aziendale da compilare e stampare.

Si tratta di un modello che è possibile utilizzare come esempio per scrivere un codice disciplinare aziendale.

Caratteristiche del Codice Disciplinare Aziendale

Risulta essere importante approfondire questo documento, in quanto la sua presenza è determinante all’interno delle aziende. Si tratta infatti di un vero e proprio regolamento interno, che sancisce violazioni e sanzioni correlate da comminare al dipendente. Purtroppo non basta questa definizione così generica, perché in realtà c’è molto altro da dire. Ecco perché oggi ti illustreremo cosa risulta essere e come funziona il codice disciplinare. Inoltre, ti spiegheremo il perché dell’importanza della sua presenza all’interno di un’azienda. Un’importanza che vale sia per il datore di lavoro che per il dipendente.

Il codice disciplinare, come indica il suo stesso nome, è un documento che include al suo interno una serie di regole. Di fatto, si tratta di un vero e proprio regolamento interno all’azienda. Qui si trovano riportate tutte le regole che il dipendente è tenuto a seguire e a rispettare. Risulta essere importante precisare da subito una cosa, di norma le regole standard in merito al rapporto tra dipendente e datore di lavoro si trovano già specificate nel Contratto Collettivo. Dunque il codice disciplinare serve per aggiungere ulteriori regole più specifiche. Ha valore integrativo e viene pensato per coprire certe casistiche considerate molto particolari.

Come già preannunciato, il codice disciplinare aziendale prevede al suo interno altre voci. Non solo le regole, dunque, ma anche le sanzioni da comminare al dipendente in caso di violazione. Inoltre, il  regolamento aziendale contiene anche le procedure previste per un’eventuale contestazione da parte del lavoratore coinvolto. A questo proposito va fatta un’importante precisazione, il codice disciplinare è un documento diverso dal codice etico aziendale. Nella fattispecie è più specifico, in quanto va a coprire dei comportamenti e delle regole di condotta più precise. Di contro, va detto che il codice disciplinare può essere visto come un completamento di quello etico. Va specificato che il codice disciplinare non può trovarsi in contraddizione con quanto stabilito dalla normativa vigente.

Il datore di lavoro è tenuto a rispettare determinate regole, qualora decidesse di applicare un codice disciplinare interno. In primo luogo la normativa stabilisce che deve essere fatta un’adeguata pubblicità al codice. In sintesi, deve essere affisso in un luogo facilmente accessibile a tutti i lavoratori.
La legge, in particolare l’art. 7 comma 1 Legge n. 300/70, stabilisce che il codice disciplinare debba essere portato a conoscenza dei lavoratori tramite affissione in luogo accessibile a tutti. La comunicazione non può quindi avvenire in modo individuale al lavoratore o comunque con forme diverse dall’affissione.
In caso di mancanza di affissione, il datore di lavoro non può sanzionare i dipendenti e l’eventuale provvedimento che è stato adottato è nullo, visto che il lavoratore non avrebbe avuto la possibilità di sapere quali siano i comportamenti punibili.

Come accennato poco sopra, poi, il codice non può assolutamente andare contro alle norme previste dal CCNL. Infine, va precisato anche un altro elemento che il codice disciplinare deve rispettare, la  proporzionalità. In pratica ogni sanzione deve sempre essere proporzionale alla violazione commessa. Questo vale anche quando la violazione non la si trova nel CCNL di riferimento. Il codice deve anche comunicare l’eventuale uso di sistemi di videosorveglianza. In caso contrario violerebbe la privacy.

Il codice disciplinare aziendale è uno strumento che ha lo scopo di chiarire quale rapporto si instaura in caso di violazione di una norma interna. Questo, dunque, va a beneficio del datore di lavoro ma anche del dipendente. Nel caso del datore, il vantaggio è ovvio, essendo presente un regolamento specifico, il dipendente deve attenersi alle regole di comportamento sul luogo di lavoro. Se le viola, fanno fede procedure e sanzioni previste dal codice.

Fac Simile Codice Disciplinare Aziendale

Il contenuto del codice disciplinare aziendale si può sintetizzare in:
-Elenco dei comportamenti vietati
-Procedure di contestazione al dipendente responsabile
-Sanzioni applicabili.

Il compito di stabilire quali siano i comportamenti vietati e le relative sanzioni è dei singoli contratti collettivi, anche l’azienda ha la possibilità di prevedere ulteriori condotte punibili rispetto a quelle del CCNL o stabilire condizioni più favorevoli.
Per quanto riguarda le procedure di contestazione e adozione dei provvedimenti, bisogna invece fare riferimento allo Statuto dei Lavoratori.
Il regolamento deve essere chiaro. Infatti, se il codice è generico o non indica chiaramente infrazioni e sanzioni correlate, gli eventuali provvedimenti disciplinari sono nulli.

Fac Simile Certificazione Bilanci

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di certificazione bilanci da compilare e stampare.

Il modello di certificazione di bilancio può quindi essere utilizzato come esempio per scrivere un documento di questo tipo.

Come Funziona la Certificazione di un Bilancio

La Revisione o Certificazione di Bilancio è l’attività tramite la quale i revisori legali analizzano, verificano e esaminano il Bilancio e i dati economici, patrimoniali e finanziari dell’azienda, esprimendo un giudizio sulla conformità del documento con le norme di redazione del Bilancio e con i principi contabili.

Si tratta di un documento importante ai fini della valutazione di un bilancio aziendale. La certificazione, o revisione, in certi casi risulta essere anche obbligatoria. Si tratta non a caso di uno degli istituti giuridici in assoluto più importanti, non solo per l’azienda, ma anche per gli investitori, dato il suo valore super partes. Tra le altre cose, il discorso in merito alla certificazione di bilancio è tornato piuttosto attuale negli ultimi mesi visto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito l’obbligo della revisione di bilancio per tutte le PMI innovative. Risulta essere dunque indispensabile approfondire questo argomento, per capire di cosa si tratta e qual è lo scopo della certificazione bilanci.

Come accennato già poco sopra, la certificazione di bilancio è un istituto giuridico oggi obbligatorio per una serie di aziende. Nel dettaglio, prevede la revisione e il controllo dei bilanci da parte di una società terza. Questa deve dunque analizzare il bilancio aziendale e verificare che tutte le voci corrispondano alla realtà della società. In sintesi, è compito di queste agenzie esterne valutare le varie voci del bilancio e certificare che questo sia stato redatto rispettando le normative vigenti. Va anche specificato che solo le società facenti parte dell’apposito albo di revisione vengono autorizzate a procedere con la certificazione di bilancio.

Non tutte le società sono obbligate a sottoporsi alla revisione del bilancio aziendale. Nella lista di quelle sottoposte a questi controlli si trovano, per esempio, le società regolarmente quotate in borsa. Ti abbiamo anticipato anche l’obbligo del giudizio di bilancio per le PMI innovative. Qui bisogna dunque fare un doveroso approfondimento. Il provvedimento è stato certificato con il parere n.155144 del Ministero dello Sviluppo Economico. Il MiSE ha dichiarato l’obbligo per le PMI innovative di presentare la certificazione di bilancio. Anche in questi casi, viene richiesto l’intervento di una società di revisione esterna all’azienda analizzata, e naturalmente iscritta all’apposito albo.
La certificazione di bilancio è effettuata da società specializzate, dette società di revisione, che sono iscritte in un apposito albo.

La certificazione bilanci ha lo scopo di analizzare tutte le singole voci di questo documento. Il fine, come detto, è quello di verificare il rispetto delle normative vigenti in materia. Si tratta di un esame molto approfondito che può toccare diversi punti. Per esempio, la revisione di bilancio controlla l’esatta equivalenza del valore patrimoniale, insieme alle perdite e ai conti di profitto. Tra gli altri elementi presi in considerazione, troviamo l’analisi delle scritture inerenti alla contabilità. In pratica, la società di revisione controlla che il bilancio corrisponda esattamente allo stato reale dell’azienda.

Nonostante spesso le due vengano considerate al pari di sinonimi, in realtà si tratta di due cose diverse. Nella fattispecie, la certificazione altro non è che il documento attestante la validità di un bilancio. La revisione, invece, è l’insieme di fasi e analisi che precedono il rilascio della sopracitata certificazione. Ecco perché spesso le due vengono considerate come la stesso cosa. Inoltre, è interessante verificare cosa accade durante le fasi di revisione. Nello specifico, vengono controllate l’affidabilità dei conti dell’azienda e poi l’attendibilità degli elementi che compongono il bilancio d’esercizio. Entrano nel computo dell’analisi anche le passività e le attività delle aziende. Dunque la certificazione di bilancio viene emessa solo dopo un approfondito controllo di una moltitudine di aspetti.

Modello di Certificazione Bilanci

Il modello certificazione bilanci presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Lettera Recesso Socio Srl

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera recesso socio Srl da compilare e stampare.

Si tratta di un modello che può essere utilizzato come esempio di lettera di recesso socio Srl.

Come Avviene il Recesso di un Socio Srl

Non sempre capita di trovarsi bene con un socio in affari. Alle volte i voleri e gli obiettivi possono divergere e dunque richiedere una separazione. Ognuno per la sua strada, però non prima di avere sciolto la società. Risulta essere un tema che richiede un approfondimento doveroso. Sono infatti diversi gli elementi che entrano in ballo e che bisogna analizzare.

Quando si parla di recesso in termini societari, si fa riferimento all’uscita del socio da una società a responsabilità limitata. In altri termini, è lo strumento che puoi utilizzare per tornare a potere prendere decisioni in modo indipendente. Sappi anche che il recesso del socio viene legittimato dall’articolo n. 2473 del Codice Civile.

In primo luogo devi sapere che puoi svincolarti dal tuo socio in qualsiasi momento, nel caso la vostra sia una società a tempo indeterminato. La formula prevede infatti una clausola detta ad nutum, secondo la volontà. Questa soluzione ti consente di recedere in piena autonomia, e senza rendere conto a nessuno. Il Codice Civile prevede però un preavviso della recessione pari a minimo 180 giorni, questo può anche essere allungato fino ad un anno, ma questo dipende sempre dallo statuto della società.

Lo statuto è importante anche per un’altra ragione. Se la srl è a tempo determinato, il recesso del socio è consentito solo in certe casistiche. Queste dovranno infatti essere previste all’interno dello statuto e nell’atto di costituzione della srl. L’unica alternativa che può presentarsi al di fuori dello statuto è la giusta causa. Chiaramente, in tutte le altre circostanze, fanno fede le cause legittime indicate nell’articolo 2473 del Codice Civile.

Il recesso socio srl può essere concretizzato attraverso la compilazione di una lettera specifica. Si tratta di un atto unilaterale che, come detto, non prevede l’accettazione esplicita da parte dell’altro socio. In sintesi, questo atto ha efficacia quando viene spedito al socio e ricevuto dal suddetto. Basta inviare la lettera per via raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo significa che non serve l’intervento di un notaio per ratificare questo documento.

Quando la lettera viene ricevuta e accettata dal socio, inizia un periodo di 180 giorni entro i quali la controparte è obbligata a liquidare la tua quota societaria. Chiaramente anche in questo caso il periodo può essere esteso fino ad un massimo di un anno. Tutto dipende da quanto previsto all’interno dello statuto societario.

Fino a quando la sua quota societaria non viene liquidata, il socio uscente mantiene la titolarità dei propri diritti. Si tratta solo di apparenza, dato che in realtà questi diritti vengono sottoposti a congelamento. Questo significa che il socio in uscita non può più prendere parte alla gestione della società. Si tratta dunque di una titolarità esclusivamente formale o di facciata, e non attiva. Per quanto concerne la liquidazione della quota, anche questa è soggetta al già citato articolo 2473 del Codice Civile. Di contro, la determinazione del valore da liquidare è più complessa. Di solito è lo stesso statuto societario a regolamentare questo aspetto. Se non sono presenti dei riferimenti, in genere questa quota viene determinata in base al valore della società sul mercato.

Una volta che gli amministratori ricevono la comunicazione di recesso del socio, procedono a convocare l’assemblea per fare in modo che possa constatare la legittimità del recesso e provveda ad accoglierlo.
Durante l’assemblea il Presidente avvia la riunione e si procede con i voti dei soci, che possono essere favorevoli o meno al recesso del socio.
Al termine dell’assemblea la domanda di recesso si dichiara accolta o meno e viene redatto un verbale nel quale si sancisce l’approvazione del recesso e il compito degli amministratori a provvedere al calcolo della quota di liquidazione spettante al socio uscente.

Fac Simile Recesso di un Socio Srl

Il fac simile recesso socio Srl presente in questa pagina può essere modificato in modo veloce inserendo i dati mancanti.

 

Modello Scheda Valutazione del Personale

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello scheda valutazione del personale da compilare e stampare.

Si tratta di un modello che può essere utilizzato come esempio di scheda valutazione del personale.

Caratteristiche Scheda Valutazione del Personale

La scheda di valutazione del personale è uno strumento molto importante all’interno di un’azienda. Questo per via del fatto che ha lo scopo di misurare le prestazioni dei dipendenti. Di riflesso, la raccolta di questi dati porta a capire quali dipendenti hanno raggiunto i propri obiettivi e quali invece si sono dimostrati meno capaci. Il risultato di tutto questo processo premiare con un benefit i migliori e incentivare gli altri ad alzare l’asticella. In sintesi, si spingono le proprie risorse umane a crescere e a fare crescere di conseguenza l’azienda. Vediamo dunque di approfondire questo argomento così importante.

La scheda di valutazione è uno strumento che permette, come dice il nome stesso, di valutare le risorse umane. Si tratta di documenti che possono, però, avere anche diverse forme. Le tipologie di scheda per valutare il personale cambiano a seconda degli obiettivi. Un’azienda potrebbe essere interessata a scoprire, in termini numerici, il successo di un dipendente. Oppure potrebbe volere ottenere una valutazione caratteriale o psicologica del proprio team di lavoro.

Una delle schede valutative più importanti è quella che prende in esame le prestazioni dei dipendenti. Per costruire queste schede bisogna innanzitutto fissare un obiettivo, e in base a quello procedere alla valutazione. In pratica, si analizza in che modo si è comportato il dipendente per raggiungere l’obiettivo. Dunque in questo caso vengono misurate le sue prestazioni, e successivamente gli viene comunicato l’esito. Una seconda tipologia di scheda di valutazione del personale è quella basata sulla misurazione delle competenze. Qui si tratta di qualcosa di molto intuitivo, dato che lo scopo è quantificare il livello di conoscenze di un dipendente in un certo settore. Risulta essere anche possibile valutare le potenzialità delle proprie risorse umane. In questo caso, però, il risultato ottenuto altro non è che una previsione.

Esistono altre due tipologie di schede valutative, quelle relative alla valutazione della personalità del lavoratore e quelle orientate invece alla valutazione dei comportamenti. Nel primo caso si tratta di schede molto specifiche, che vengono di solito preparate da psicologi professionisti. Sono schede di completamento, inutili da sole ma molto utili per arricchire le altre schede di valutazione. Nel secondo caso parliamo di una vera e propria valutazione del comportamento del dipendente. Risulta essere utile per determinare quale comportamento ha usato un lavoratore per completare un certo obiettivo.

Vediamo, all’atto pratico, come si prepara una scheda di valutazione del personale. Anche qui esistono diverse tecniche che possono essere intraprese. Risulta essere, per esempio, possibile valutare il team prendendo come riferimento il numero di obiettivi portati a compimento, insieme agli errori. Per esempio, un operaio potrebbe avere prodotto 1000 pezzi in un certo lasso di tempo, sbagliandone 50. Un altro modo per valutare il personale è ricorrere alle schede di graduatoria. Qui si stabilisce il livello di prestazione di ogni risorsa e la si ordina in scala, partendo dal migliore. Risulta utile quando i valori numerici dei lavoratori sono simili tra loro, dunque serve ad aggiungere un ulteriore elemento discriminante.

Un modo per realizzare una scheda valutativa dei comportamenti è la tecnica di ancoraggio numerico. In questo caso bisogna partire da una tabella con una lista di comportamenti, ognuno dei quali accostato ad un numero preciso. Poi ogni numero andrà assegnato ad un dipendente, in base alla correlazione comportamentale. Altri metodi per valutare il lavoratore sono le schede di checklist, quelle basate sugli eventi critici e le classiche schede a questionario o ad intervista.

Fac Simile di Scheda Valutazione del Personale

Come detto in precedenza, le schede di valutazione del personale possono essere di vario tipo. In generale, dovrebbero comunque contenere i seguenti elementi.
-Informazioni sul dipendente, come generalità, titolo di studio, ruolo e mansioni, periodo di valutazione.
-Obietti. Questi devono essere definiti in modo chiaro e specifico per ruolo, in modo che siano facilmente raggiungibili.
-Elenco delle competenze da valutare, che possono essere sia tecniche che caratteriali.
-Criteri di valutazione e tabelle dei punteggi. Questi possono essere criteri descrittivi, percentuali o punteggi numerici e prevedere uno spazio per la tabelle finali.
-Area feedback. Uno spazio per le osservazioni sia del valutato che del valutatore che possa prevedere anche la possibilità di suggerire interventi formativi in relazione ai risultati ottenuti.
Il modello di scheda di valutazione del personale può quindi essere scaricato e modificato in base alle esigenze.