Fac Simile Contratto Rent to Buy

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto rent to buy da scaricare e compilare.

Il rent to buy è una particolare forma di contratto disciplinata dal Decreto Sblocca Italia, che prevede, che, in cambio dell’utilizzo e del godimento immediato di un immobile da parte del conduttore, egli sia vincolato al corresponsione di un canone, con l’accordo che il concedente trasferirà al conduttore la proprietà dell’immobile stesso entro una data prestabilita, conteggiando interamente il canone o parte di esso all’atto della futura compravendita.

Tramite un contratto rent to buy, dunque, è possibile acquistare un immobile senza sottoscrivere un mutuo, beneficiando da subito dello stesso.

In sintesi viene sottoscritto un contratto attraverso il quale l’acquirente che intende comprare l’immobile si accorda con chi vende sul pagamento di un canone, che gli darà la possibilità di diventare conduttore, pertanto di avere immediato accesso all’immobile per poi acquistarlo in un secondo momento.

Sulla falsariga del contratto preliminare di compravendita, acquirente e venditore possono stabilire il vincolo della compravendita dell’immobile entro una data prestabilita.

Compratore e venditore possono anche stabilire che l’intero canone versato, o parte di esso, funzioni da acconto nella compravendita immobiliare o che il conduttore possa esercitare un’opzione all’acquisto senza il vincolo di acquistare l’immobile. In questo caso il potenziale venditore sarà vincolato a vendere secondo le condizioni riportate sul contratto, mentre il conduttore potrà esercitare la sua facoltà di acquisto entro una data stabilita. Una volta che tale termine temporale viene superato, il diritto di acquisto del conduttore e l’obbligo del proprietario di venere decadono.

Vediamo nel dettaglio quali sono i diritti e obblighi delle parti

Il conduttore può beneficiare da subito dell’immobile e ha il diritto di acquistare l’immobile entro la data fissata sul contratto. Il proprietario ha l’obbligo di consegnare l’immobile immediatamente, ha il diritto di riscuotere il canone concordato, ha il diritto di riscuotere il saldo a lui spettante stabilito nel contratto, in cambio della cessione dell’immobile.

In caso di mancato pagamento di un numero minimo di canoni, l’esatto numero viene concordato dalle parti nel corso della sottoscrizione del contratto e comunque non deve essere inferiore al 5% del loro numero totale. il proprietario può chiedere la risoluzione del contratto. Ovviamente, in questo caso, il proprietario rientrerà in possesso dell’immobile e qualora non sia stato stabilito differentemente nel corso della sottoscrizione del contratto, non sarà tenuto a restituire i canoni già riscossi, ma potrà trattenerli come indennizzo.

Se il proprietario non vuole più vendere, il conduttore può impugnare il contratto richiedendo al giudice di emettere una sentenza che gli permetta di ottenere il trasferimento coattivo dell’immobile. In alternativa può chiedere la risoluzione del contratto e la restituzione dei canoni destinati al pagamento del prezzo dell’immobile con gli interessi legali.

Modulo Disdetta Green Network

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello disdetta Green Network da compilare e stampare.

La liberalizzazione del mercato energetico in Italia ci ha consentito di ottenere numerose opportunità nell’ambito della sottoscrizione di contratti energetici, in altre parole, abbiamo avuto la possibilità di rivolgerci a più fornitori, sfruttando dunque un mercato non più limitato da un solo operatore, ma reso decisamente più concorrenziale dalla presenza di tante aziende, ognuna con prezzi, offerte e tariffe al ribasso.

Da questo punto di vista, Green Network è stata una delle prime compagnie alternative ad offrire i propri servizi energetici nel nostro Paese ed è stata anche una delle prime a farlo consentendoci di gestire tali servizi online, grazie alla creazione di una piattaforma apposita. In altre parole, se anche tu tempo fa hai deciso di tagliare i costi e di rivolgerti ad un fornitore con prezzi più abbordabili e decisamente più moderno, è molto probabile che tu abbia scelto proprio Green Network. Adesso, però, potresti avere l’esigenza di cambiare nuovamente fornitore energetico. Vediamo insieme come disdire Green Network.

Se hai sottoscritto un contratto con Green Network da pochi giorni, e hai deciso di disdirlo, sappi che hai la possibilità di farlo senza pagare alcuna penale, e senza fornire alcun tipo di motivazione o giustificazione. Questo significa che puoi usufruire gratuitamente del diritto di ripensamento, che è la stessa legge italiana a garantirti, a patto che tu disdica entro 14 dalla firma del contratto col suddetto fornitore. Il diritto di ripensamento vale per i contratti a distanza, dunque se hai sottoscritto questo contratto di fornitura tramite la modulistica online, tramite contatto telefonico o tramite una visita porta a porta dell’operatore, hai la possibilità di recedere dall’impegno preso con Green Network senza pagare nulla.

Per richiedere il recesso del contratto di fornitura giustificandolo con il diritto di ripensamento, dovrai inviare a Green Network, tramite posta raccomandata, un documento in cui richiedi tale azione allegando anche una fotocopia del tuo documento di identità, e farlo entro 14 giorni. L’indirizzo è il seguente.

Green Network Luce e Gas S.R.L.

Corso d’Italia, 11 interno 8 – 00198 Roma

Se hai firmato un contratto di fornitura con Green Network, e non hai usufruito del diritto di ripensamento entro 14 giorni, hai comunque altre strade per effettuare la disdetta. Se hai deciso di passare ad un altro fornitore di energia, per esempio, non dovrai preoccuparti, sarà il fornitore stesso a doversi occupare della comunicazione del cambio a Green Network, e questo vale per tutte le compagnie.

Se invece hai deciso di chiudere direttamente il contatore, perché ti stai trasferendo in un’altra casa o per altri motivi, potrai usufruire del diritto di revoca, in questo caso dovrai darne comunicazione a Green Network con 30 giorni di anticipo. Anche in questo caso, dovrai spedire tramite posta raccomandata all’indirizzo sopracitato il tuo modulo di recesso accompagnato da una copia del tuo documento d’identità, specificando la natura della fornitura, luce, gas o entrambe.

Sappi che nella compilazione del modulo di disdetta dovrai necessariamente inserire alcuni dati obbligatori. Nello specifico, dovrai specificare il Codice PDR nel caso di disdetta della fornitura gas. si tratta di un codice di 14 cifre che identifica la posizione geografica della fornitura, e che non è direttamente legato al tuo contratto. Se vorrai disdire la fornitura di energia elettrica, invece, dovrai riportare il Codice POD: anche in questo caso, valgono le stesse precisazioni fatte per il codice PDR.

Insieme ad uno dei due codici, nella lettera di recesso dovrai poi indicare l’ultima lettura del tuo contatore e ovviamente i tuoi dati personali, nome e cognome, mail e numero di telefono, indirizzo, tipologia di fornitura ed il tuo codice cliente. Se hai difficoltà a reperire dati come il codice cliente, il codice PDR ed il codice POD, ti basterà consultare una delle fatture spedite da Green Network.

Se la società dovesse ignorare le tue lettere, o nel caso dovessero sorgere contestazioni di qualsiasi tipo, potrai fare valere i tuoi diritti avviando una procedura di conciliazione, rivolgendoti allo Sportello del Consumatore, oppure ricorrendo alle vie legali. Per contattare Green Network, puoi telefonare al numero verde 800.912.758 oppure spedire una mail all’indirizzo supporto@greennetwork.it.

La procedura è quindi semplice.

Modulo Disdetta Club degli Editori

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello disdetta Club degli Editori da compilare e stampare.

L’Italia è un Paese particolarmente affezionato ai libri, da sempre veicolo principale del nostro bagaglio cultuale. Purtroppo, questi anni di crisi economica hanno spinto le famiglie a tagliare i costi considerati superflui e spesso sono proprio i libri a rappresentare parte di questo risparmio, anche per via di una società sempre più frenetica che ci impedisce di goderci un momento di riposo sfogliando le pagine di un romanzo. Se anche tu hai scelto di limitare le spese relative ai libri, per questioni economiche o per il tempo che non hai più a disposizione, allora è molto probabile che deciderai di effettuare la disdetta della tua iscrizione presso il Club degli Editori.

Questa guida è interamente dedicata a chi non sa di cosa stiamo parlando, o a chi ha effettuato anni fa l’iscrizione al Club degli Editori senza avere un’idea particolarmente chiara. Ma andiamo con ordine, il Club degli Editori è un circolo nato in Italia nel 1960 per diffondere la cultura attraverso il piacere di un libro. Si tratta, nei fatti, di un’associazione di proprietà di Mondadori che, previa iscrizione, spedisce al socio in via del tutto gratuita la rivista mensile Il Circolo Illustrato, all’interno di questa rivista, è possibile consultare i libri più interessanti dell’anno, leggere le interviste agli autori e godere di approfondimenti del mondo letterario davvero interessanti.

Inoltre, l’iscrizione al Club degli Editori prevede anche un grande numero di sconti, di promozioni e di servizi legati ovviamente al mondo dei libri. L’iscrizione è gratuita, ma si basa su una semplice regola, assicurare al Club degli Editori l’acquisto di un minimo di 4 libri ogni anno, attraverso la sua catena Retail, ovvero attraverso Mondadori. Una volta che avrai effettuato l’iscrizione, riceverai immediatamente una serie di libri come Offerta di Benvenuto, e la possibilità di usufruire di sconti sul listino che vanno dal 20% al 70% del prezzo di acquisto dei libri presenti al suo interno.

Non importa quali siano i motivi, potrai effettuare la disdetta dell’abbonamento al Club degli Editori senza fornire alcuna spiegazione, a patto di rispettare i termini del contratto che hai firmato quando ti sei iscritto. Questo significa che potrai godere del diritto di ripensamento e disdire il tuo abbonamento al Club degli Editori entro 14 giorni dalla data di iscrizione, in questo caso, non dovrai pagare nessuna penale in quanto questa disdetta è protetta dall’Articolo 52 del Decreto Legislativo 206/2005. Per fare questo dovrai innanzitutto come prima cosa dare comunicazione al Club degli Editori, via mail all’indirizzo clubdeglieditori@mondolibri.it, via fax al numero 030 7772386 oppure tramite posta, al seguente indirizzo.

Mondadori Retail SPA, Bottega Informatica – Via Buffalora 3/h, 25135 Brescia (BS)

Inoltre, per potere usufruire del diritto di ripensamento dovrai ovviamente restituire i libri che Mondadori ti ha spedito per via dell’Offerta di Benvenuto. Quando la Mondadori avrà ricevuto la merce, potrai richiedere il rimborso delle spese per l’imballaggio e la spedizione, ma non quelle per il corriere.

Se hai fatto trascorrere più di 14 giorni dalla tua iscrizione, o se sei un socio di lungo corso che ha deciso di recedere dall’abbonamento, sappi che anche in questo caso potrai farlo gratuitamente, ma solo alla scadenza dell’anno in corso. Questo, in altre parole, significa che dovrai comunque rispettare i patti ed acquistare almeno 4 libri, prima di potere dire addio al Club degli Editori. Per disdire il contratto, dovrai semplicemente compilare una lettera di disdetta e spedirla al Club degli Editori, seguendo le istruzioni, le modalità e gli indirizzi precedentemente elencati.

Sappi che potrai anche godere del diritto di restituzione dei libri acquistati dal Club degli Editori, nel caso non dovessero averti soddisfatto, e senza per questo disdire il tuo abbonamento. In questo caso dovrai darne comunicazione al Club e ovviamente restituire a Mondadori i libri che hai acquistato dal catalogo, ma entro 14 giorni dalla data in cui il corriere ti ha fisicamente consegnato l’ordine. Proprio per questo motivo, il nostro consiglio è di evitare la comunicazione via mail e di preferire la comunicazione del recesso d’acquisto tramite posta raccomandata, così da potere calcolare tutti i tempi. Anche in questo caso, appena Mondadori avrà ricevuto indietro l’ordine provvederà a rimborsarti i costi relativi alla spedizione e all’ordine stesso. Gli indirizzi, ovviamente, sono gli stessi elencati in precedenza.

Infine, è importante che tu sappia che se deciderai di acquistare dei libri dal Club degli Editori, la spedizione sarà gratuita se raggiungerai una spesa di 35 euro, in caso contrario, dovrai pagare 3,90 euro per le spese di imballaggio e di spedizione, oppure 5,11 euro nel caso tu abbia scelto il corriere.

Fac Simile Lettera Variazione Orario di Lavoro

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di lettera variazione orario di lavoro da scaricare e compilare.

Le modifiche all’orario di lavoro devono sottostare a regole precise.
Qualsiasi necessità di cambiamento dell’orario da parte del datore di lavoro, sia in termini di riduzione che di aumento, deve essere concordata con il lavoratore, che deve quindi concordare.

In linea generale, il datore deve inviare al suo dipendente una lettera in cui comunica, con il giusto anticipo, la decisione di aumentare o ridurre l’orario.

Alcune variazioni dell’orario di lavoro sono tuttavia tollerate dalla legge, a favore del datore.
Nel caso in cui il contratto segua le normative del CCNL di riferimento, queste regole stabiliscono anche i modi in cui l’orario può essere cambiato, per esempio. il datore può richiedere un aumento di orario una o due volte al mese. Se il contratto non segue le normative del CCNL di riferimento, il datore può richiedere un 25% al massimo di lavoro in più a settimana regolarmente retribuito, che il dipendente può rifiutare di eseguire solo se dimostra di avere un grave impedimento.

Esiste anche la possibilità di stabilire per contratto come gestire l’eventuale necessità di variazioni di orario di lavoro direttamente tra datore e dipendente.
Se questo non sussiste, il datore di lavoro deve scrivere una lettera per chiedere e ottenere il riconoscimento legale della variazione dell’orario di lavoro, in cui riporta tutti i dati che occorrono, ovvero quelli dell’azienda, quelli del dipendente, data e tipo di contratto e le specifiche sulla modifica stessa.

In pratica si devono mettere per scritto quando inizia e come inizia la variazione dell’orario, indicare se c’è una scadenza o meno, la presenza di eventuali clausole, esigenze specifiche, se ci sono, del datore e del dipendente.
Infine va inserita la data e, ovviamente, le firme del lavoratore e del suo datore.
Va inoltre chiarito che per tale tipo di documento non è necessario recarsi presso un notaio.

Come si può notare si tratta di un procedimento semplice, per il quale non occorre neanche il supporto di un professionista, ma basta semplicemente compilare il modello di domanda che è possibile scaricare gratuitamente in questa pagina.

Fac Simile Protocollo d’Intesa

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile protocollo d’intesa da scaricare e compilare.

Questo atto può avvenire sia tra soggetti pubblici che tra soggetti privati e ha come scopo quello di trovare un accordo su un progetto o una particolare metodologia da mettere in atto.

Contrariamente all’accordo di programma, il protocollo d’intesa da un punto di vista giuridico non possiede valore vincolante, ma obbliga moralmente le parti a procedere lungo la stessa direzione, a perseguire il medesimo fine.

In Italia il protocollo di intesa ha conosciuto un’ampia diffusione solo dopo l’emissione del Decreto Legislativo 267/2000, meglio conosciuto con il nome di Testo Unico degli Enti Locali. Questo decreto ha infatti reso possibile l’autonomia organizzativa e introdotto il concetto di accordo tra enti pubblici, offrendo a questi l’opportunità di prendere accordi anche con i privati per il perseguimento di obiettivi comuni.

Fatte le dovute premesse vediamo come stipulare un protocollo di intesa.

Occorrente

Condivisione d’intenti tra i vari soggetti.

Schema avallato dai firmatari prima che avvenisse la sottoscrizione.

Come abbiamo già spiegato in precedenza, il protocollo d’intesa è un accordo non vincolante tra stati o parti sociali, che vi fanno ricorso in quanto unite da un interesse comune, ma che per definirsi tale non può fare a meno di chiari riferimenti legislativi e finalità.

Data dunque la natura comunitaria dell’atto, lo schema del protocollo d’intesa deve essere per forza di cose stabilito da entrambe le parti, per poi in seguito essere sottoscritto insieme.

Lo schema classico del protocollo di intesa consiste in una parte iniziale nella quale è necessario riportare sia il luogo che la data in cui le parti appongono le firme e ovviamente la denominazione del progetto. A questa parte fa seguito la lista dei soggetti aderenti, ossia i legali rappresentanti.

Alla parte appena descritta, segue una lunga serie di articoli che riportano l’oggetto del protocollo e la lista particolareggiata attinente alle premesse.

Vengono poi posti in evidenza i diversi impegni di cui dovranno farsi carico i sottoscrittori dell’accordo. I suddetti oneri possono differire, essere specifici per ogni firmatario o essere identici per tutti.

Infine, è necessaria l’individuazione dell’ente o del soggetto che coordina, al quale spetta il compito di monitorare e perseguire il raggiungimento degli obiettivi. Tra l’altro, qualora vi siano impegni finanziari, essi devono essere riportati all’interno dell’atto con riferimenti dettagliati a ogni aderente.

Come abbiamo avuto modo di vedere, pur non essendo vincolante, il protocollo d’intesa è un atto risorsa importante che, per essere valida a tutti gli effetti, necessita di una regolamentazione precisa.