Fac Simile Contratto Estimatorio

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto estimatorio da compilare e stampare.

Nel campo dei trasferimenti di beni sono diverse le tipologie di contratto che possono essere stipulate tra un venditore ed un acquirente. Le cose ovviamente si complicano quando la transazione agisce nel computo dell’ambito del commerciale, per esempio, quando si crea un rapporto di acquisto vendita tra un rivenditore e un’azienda produttrice. In questo caso entrano in gioco dinamiche economiche e strategiche tali da prevedere diverse clausole tra le due parti, clausole non sempre facili da studiare e da analizzare. E non di rado si studiano delle formule che possano favorire l’una o l’altra parte, anche se per favorire si intende semplicemente il definire delle garanzie che possano tutelare una transazione di beni ed il relativo pagamento. Se parliamo di contratti di questa tipologia, soprattutto in ambiti come la vendita di vestiti, allora il contratto estimatorio è sicuramente uno dei più diffusi. Vediamo dunque di capire in cosa consiste e come funziona il contratto estimatorio.

A dispetto di altre tipologie di contratto, non è facile intuire in cosa consiste il contratto estimatorio e come funziona questo accordo tra due parti, senza una spiegazione che sia semplice. Si tratta di una forma di accordo che prevede un contratto stipulato tra due parti, il tradens e l’accipiens. Il tradens è il soggetto fornitore che di fatto vende la merce all’ingrosso, mentre l’accipiens è il soggetto che la acquista per rivenderla al dettaglio. Ovviamente la logica dietro il contratto estimatorio è molto più complessa, e va approfondita. Oltre al tradens e all’accipiens, che sono i soggetti firmatari del contratto, c’è un terzo elemento fondamentale, il bene trasferito, che deve essere sempre mobile. Per esempio, uno stock di abbigliamento o di prodotti di elettronica, giusto per chiarire di cosa stiamo parlando.

Il funzionamento del contratto estimatorio, prevede una logica piuttosto rigida. Il tradens si impegna a consegnare fisicamente all’accipiens lo stock di merce ordinato da questo, il pagamento non avviene al momento della consegna fisica dei prodotti, ma più avanti. Ovvero quando l’accipiens sarà riuscito a rivendere, a sua volta, le unità di merce incluse in quello stock. Questo significa che l’accipiens al momento dell’acquisizione fisica dei beni mobili non paga. Vediamo cosa succede se i beni non vengono venduti dall’accipiens. Questo ha il diritto di renderli al tradens, ma solo entro un certo periodo limite di tempo, definito ovviamente all’interno del contratto estimatorio da una clausola apposita. Per i beni restituiti, l’accipiens non dovrà corrispondere alcuna cifra al tradens, il quale rientrerà fisicamente in possesso dei prodotti di stock invenduti. Come puoi vedere, in realtà il funzionamento del contratto estimatorio non è poi così complesso.

Per chiarire meglio come funziona un contratto estimatorio, è utile fare un esempio pratico, che possa rendere la comprensione di questo accordo ancora più semplice e immediata. Poniamo caso che l’azienda B abbia una catena di punti vendita di abbigliamento, e che abbia deciso di ordinare all’azienda A uno stock di 150 jeans, in questo caso l’azienda A è il fornitore, mentre l’azienda B il rivenditore. Come previsto dal contratto estimatorio, l’azienda A consegna fisicamente lo stock completo di jeans all’azienda B, senza ricevere un pagamento per l’ordine. L’azienda B, quindi, procede a rifornire i propri punti vendita con i jeans. Il contratto firmato dalle due parti prevede come tempo limite massimo per la restituzione 6 mesi, e come prezzo di acquisto il prezzo di 15 euro a jeans, la somma che B dovrà pagare ad A per ogni bene mobile venduto. Dopo 5 mesi, l’azienda B è riuscita a vendere 120 jeans su 150, e decide di sfruttare il diritto di restituzione dei 30 capi rimanenti. Il pagamento di 15 euro per capo venduto è già avvenuto tramite fattura ogni 15 del mese, mentre i restanti capi vengono restituiti come da accordo.

C’è una cosa molto importante riguardante il contratto estimatorio, che ancora non abbiamo spiegato, non si tratta di un vero e proprio contratto di compravendita sotto condizioni risolutive, per un motivo molto semplice. Il trasferimento fisico degli stock da tradens ad accipiens non riguarda la proprietà, proprietà che rimane al tradens, fino alla vendita reale di ogni prodotto facente parte dello stock da parte dell’accipiens. Di fatto, il contratto estimatorio favorisce l’accipiens, e per una ragione specifica, non essendo proprietario del bene, esso non può essere pignorato in caso di problemi finanziari. E poi, ovviamente, è comodo perché il pagamento della merce al fornitore avviene solo in caso di vendita. Dal canto suo, il tradens si priva del diritto di potere disporre dei propri beni mobili che, nonostante restino di sua proprietà, entro una certa data limite sono vincolati dall’accordo estimatorio con l’altra parte.

Fac Simile Lettera di Credito

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di lettera di credito da compilare e stampare.

Quando entrano in ballo i pagamenti su scala internazionale, non sono poche le preoccupazioni di chi paga per un servizio e di chi lo vende. Spesso sono le stesse banche a farsi da garanti nel settore dei pagamenti per import o export o durante le grandi operazioni finanziarie. Questo avviene con un documento noto come lettera di credito, che viene allegato dalla banca ad un pagamento direzionato verso una seconda banca, e che ha lo scopo di garantire l’affidabilità del venditore e di proteggere i soldi versati dall’acquirente.

Questo è un documento che viene preparato da una banca e consegnato ad un’altra banca. Rappresenta a tutti gli effetti una forma di garanzia che copre una transazione economica internazionale. Non è un argomento facile, per questo è necessario approfondirlo, oggi proponiamo dunque una dettagliata guida alla lettera di credito.

La lettera di credito, conosciuta anche come nota documentaria di credito, è un documento che le banche utilizzano per farsi da garanti nei confronti di un certo soggetto coinvolto in una transazione economica internazionale. Questa lettera, infatti, contiene tutta una serie di documenti che hanno lo scopo di attestare l’affidabilità creditizia di un soggetto, una volta che la banca primaria ne entra in possesso, prende l’impegno con l’acquirente di pagare di cassa propria l’ordine di un certo prodotto o servizio ad una seconda banca estera. Questo documento è una doppia forma di garanzia, da un lato consente ad un ordinante di proteggersi in caso di acquisto di prodotti non ancora realizzati. Dall’altro, garantisce al venditore che i soldi ci sono, sono stati versati sul conto e sono messi al sicuro da qualsiasi inconveniente, attendono solo di essere sbloccati. Questo perché la banca agisce come supervisore di questa transazione. Dunque ne possono beneficiare entrambi.

Le lettere di credito non sono tutte uguali, anzi, ne esistono sostanzialmente tre tipologie. Per iniziare, c’è la nota di credito revocabile, in questo caso la banca mantiene il diritto di revocare il credito quando desidera, prima che il beneficiario abbia presentato tutti i documenti di conferma. Poi c’è la lettera di credito irrevocabile, in questo caso il pagamento della somma in essere non può essere revocato, salvo un diverso accordo tra il beneficiario e l’istituto di credito. Infine, abbiamo la forma più semplice e intuitiva, la nota confermata e irrevocabile. In questo caso il beneficiario del pagamento chiede all’istituto di verificare la provenienza del credito, per poi ottenere conferma e quindi riscuotere la somma presentando i propri documenti. In realtà, non sempre le lettere di credito sono così programmate, non trattandosi di un documento chiuso, ogni lettera di credito può contenere clausole frutto della contrattazione tra i soggetti e gli istituti di credito che si accollano questi oneri.

Non è un caso che la lettera di credito venga spesso utilizzata nel settore delle transazioni internazionali. Questo perché il documento mette al riparo l’importatore da alcuni fattori di rischio. Ma conviene analizzare il funzionamento della lettera di credito con un esempio pratico. Poniamo caso che un produttore italiano desideri importare dei prodotti dalla Cina, non ancora realizzati. Trattasi di un vero e proprio ordine che espone al rischio di pagare un anticipo, prima di potere testare con mano i prodotti acquistati e non ancora realizzati. Ecco che la lettera di credito garantisce all’acquirente la possibilità di affidarsi alla banca per il pagamento di una certa somma, somma che verrà sbloccata solo quando il beneficiario presenterà tutti i documenti attestanti gli accordi del contratto stipulato con l’acquirente. Di contro, la lettera di credito funziona anche come garanzia nei confronti del venditore, presenta infatti la certezza di avere una somma versata per i propri servizi, e che sarà appunto versato sul conto non appena il servizio prestato verrà concluso come da accordi.

La banca ovviamente richiede certe garanzie a fronte del possibile anticipo di una somma di denaro per l’acquisto di un bene o servizio. Quindi, l’acquirente deve sempre accompagnare alla richiesta della lettera di credito una serie di documenti che possano testimoniare la presenza di queste. Dall’altro lato, il beneficiario del pagamento è obbligato a presentare a sua volta dei documenti, per potere riscuotere il credito. Documenti che possono per esempio essere le fatture, le distinte per il trasporto e per il carico. Nel caso di prodotti particolarmente sensibili come quelli agroalimentari, il venditore deve anche presentare i certificati di qualità e di origine. In assenza dei documenti, non potrà riscuotere il credito. Naturalmente la banca non si espone senza ottenere nulla in cambio, la lettera di credito prevede dunque la presenza di una commissione percentuale, che di solito è intorno al 2% della somma.

Modello Lettera di Recesso

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera di recesso da compilare e stampare.

Il diritto di recesso da parte di un consumatore è garantito dalla legge e consente a chi ha sottoscritto un contratto di rescinderlo senza addurre motivazioni e senza dovere sostenere il pagamento di costi. Ovviamente la richiesta di rescissione del contratto trova una sua precisa modalità, può essere effettuata infatti scrivendo e inviando una lettera di recesso. La lettera non è affatto complessa da compilare, può essere scritta senza problemi anche su carta semplice, e successivamente inviata come raccomandata. Oggi vedremo dunque come scrivere una lettera di recesso  e tutte le informazioni importanti riguardanti questo diritto del consumatore.

La lettera di recesso è lo strumento che qualsiasi consumatore può utilizzare per sfruttare il  diritto di ripensamento, un diritto che gli consente di annullare un contratto d’acquisto di un servizio o di un bene di consumo. Il consumatore non ha l’obbligo di fornire alcuna motivazione per la propria volontà di recedere da un contratto, stipulato con qualsiasi tipologia di azienda. Tuttavia, esistono dei casi in cui decade questo diritto di recesso, il che impedisce o rende nullo l’invio di questa specifica lettera.

La lettera di recesso può essere sempre inviata, previa stipula di un contratto per l’acquisto di un bene o di un servizio, da parte di un privato. Questo fa immediatamente emergere un primo paletto, il diritto di recesso, infatti, non sussiste nel caso in cui un servizio o un bene di consumo venga acquistato da un professionista, avendo precedentemente indicato la Partita IVA del soggetto compratore. Va anche detto che il diritto di recesso appartiene solo ed esclusivamente al consumatore, questo significa che l’azienda non può inviare alcuna lettera di questa tipologia, anzi obbligata per legge a comunicare sempre e comunque al consumatore il suo diritto di recedere senza obblighi dal contratto. Senza obblighi significa che, oltre a non dovere fornire giustificazioni, il consumatore può sfruttare il proprio diritto di ripensamento senza dovere pagare.

La lettera di recesso può essere scritta quando un consumatore decide che non vuole attendere la naturale scadenza di un contratto, per sottrarsi all’acquisto di un servizio o un bene. Ma serve fare una precisazione importante, il diritto di recesso vale solo per la sottoscrizione di contratti al di fuori di un locale commerciale. Dunque online o a distanza. Come già specificato nell’introduzione, la lettera di recesso può essere scritta su carta semplice, e successivamente spedita all’azienda tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno. Inoltre, deve essere tassativamente scritta e inviata entro 14 giorni dalla stipula del contratto, in caso contrario, il diritto di recesso per l’acquisto di un bene di consumo o di un servizio decade.

Esistono anche altri metodi per inviare la lettera di recesso. Come, per esempio, la posta elettronica certificata PEC. L’invio della lettera di recesso garantisce al consumatore la restituzione dell’importo pagato per l’acquisto del servizio o del bene, entro e non oltre trenta giorni.

Il modello di lettera di recesso presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Modello Lettera di Recupero Crediti

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera di recupero crediti da compilare e stampare.

Forse non lo sai, ma oggi in Italia i cattivi pagatori sono spesso la principale causa del fallimento delle aziende. Nella situazione economica che stiamo sperimentando, dunque, è sempre necessario per un’impresa approfondire la conoscenza di un cliente, prima di fornirgli un prodotto o un servizio. Non a caso le visure camerali sono ottimi strumenti che puoi utilizzare per capire se un potenziale cliente è affidabile, o se ha già avuto in passato problemi con i pagamenti. Se ti capita di inciampare in un cattivo pagatore, puoi rivolgerti ovviamente ad un avvocato, ma prima dovrai comunque provare a sollecitare il pagamento della somma dovuta con una lettera di recupero crediti. Anche due, se la prima non ha ottenuto risultati. Oggi vedremo quindi in cosa consiste e come scrivere una lettera di recupero crediti.

La lettera di recupero crediti è uno strumento che puoi utilizzare per sollecitare, più o meno gentilmente, il pagamento di un credito che un tuo cliente ti deve, a fronte della presenza di una fattura scaduta che possa dimostrare l’accordo. Questa lettera rappresenta quindi un primo tentativo che puoi fare per convincere il debitore a corrisponderti quanto ti deve per l’acquisto di un servizio o di un prodotto. Sappi che sollecitare il tuo debitore ad ottemperare ai suoi obblighi è un tuo diritto, dunque la lettera di recupero crediti dovrebbe sempre rappresentare la prima forma di sollecito da utilizzare nel caso tu abbia avuto la sfortuna di incontrare un cliente che non salda i propri debiti.

Esistono due tipologie di lettere di recupero crediti, la prima rappresenta più che altro una forma di avviso, che potrai usare per ricordare ad un cliente sbadato che ha ancora un pagamento pendente da corrisponderti. La seconda lettera di recupero crediti, invece, ha un tono decisamente meno gentile e segue alla prima, corredata in calce da una specifica molto importante, in caso di ulteriore mancato pagamento o ritardo, ti avvarrai della facoltà e del diritto di ricorrere ad un avvocato per risolvere la questione, stavolta seguendo le vie legali. Se la prima lettera di recupero crediti è più morbida e non contiene minacce, la seconda lettera di sollecito pagamento è invece più diretta e ha l’obiettivo di mettere pressione al cattivo pagatore.

Le lettere di sollecito crediti non sono facoltative, ma necessarie per potere successivamente avviare un percorso di recupero crediti per vie legali. Prima di poterti rivolgere ad un avvocato per richiedere il pagamento del tuo credito, o il pignoramento di uno dei beni del cliente cattivo pagatore, dovrai infatti dargli la possibilità di ottemperare ai suoi obblighi come da fattura insoluta. La prima lettera, quindi, ha uno scopo meno diretto, la seconda, invece, ha una sua veste ufficiale. Questo perché, oltre alla minaccia di ricorrere alle vie legali, la seconda lettera di recupero crediti conterrà anche un riferimento come atto di costituzione in mora, per questo è chiamata lettera di messa in mora. Questo servirà per comunicare al debitore che la presente ha tutti i crismi di richiamo ufficiale.

Prima di terminare la nostra guida sulla lettera di recupero crediti, esistono altre informazioni che devi conoscere. Per iniziare, questa deve essere inviata sempre e comunque con forma di raccomandata, questo per avere la certezza che la lettera sia stata ricevuta dal debitore. Inoltre, dovrà contenere informazioni quali il numero della fattura, la cifra del debito, e i dati di chi la invia.

Modello Reclamo Posta non Consegnata

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di reclamo posta non consegnata da compilare e stampare.

Tutti noi sappiamo quanto l’efficienza del servizio postale sia indispensabile per garantire un affidabile smistamento di lettere e pacchi all’interno della rete nazionale. Purtroppo, in Italia la rete non viene adeguatamente protetta, e non di rado la posta non viene consegnata. Il problema, negli ultimi anni, ha assunto dimensioni molto più evidenti.

Il servizio oggi non è più in grado di garantire in modo certo la consegna della posta tramite i postini. Anche per via del fatto che, nonostante operi quasi in esclusiva, Poste Italiane ha scelto di dedicarsi sempre più spesso ai servizi finanziari, sbilanciando la sua offerta. Nonostante tutto, in caso di mancato ottenimento di un pacco o di una lettera, è possibile fare un reclamo per posta non consegnata.

Un reclamo per posta non consegnata è una lettera all’interno della quale il cittadino sottolinea i disservizi di Poste Italiane nel servizio di consegna della posta. Si tratta di una procedura che molti cittadini dovrebbero seguire, perché presentare il reclamo significa soprattutto fare valere i propri diritti, e la corretta ricezione della posta, ovviamente, rientra in questa lista. Il reclamo per posta non consegnata può essere spedito in caso di ritardi nella ricezione, ritardi che possono diventare fonte di danno per il cittadino. Questo perché un reclamo di questo tipo, di solito, viene presentato quando documenti importanti non arrivano o accumulano ritardi davvero grandi. Basti pensare ad un documento di lavoro che non giunge a destinazione.

La procedura per presentare un reclamo per la posta non consegnata è davvero semplice, e questo dovrebbe servire da ulteriore stimolo per alzare la voce da parte di coloro che sono stati vittime di questo fastidioso disservizio. Vediamo come si può fare questo reclamo. Basta semplicemente scaricare il modulo presente in questa pagina. Il modulo va poi compilato in ogni sua singola sezione, compresa quella che dovrebbe contenere le motivazioni del reclamo, e successivamente spedito con raccomandata a Poste Italiane, al seguente indirizzo.

Poste Italiane – Casella Postale 160, 00144 Roma

Risulta essere comunque molto più semplice recapitarlo via mail o fax. Nel primo caso basta allegarlo alla mail e spedirlo all’indirizzo reclamiretail@postecert.it, mentre nel secondo caso si deve spedire al numero 0698686415. Risulta essere anche possibile consegnarlo direttamente presso l’ufficio postale, se hai deciso di richiedere il modulo cartaceo sul posto. Non aspettarti comunque risposte in tempi rapidi, perché generalmente trascorrono circa 45 giorni prima di ottenere un riscontro da parte di Poste Italiane.

Ovviamente la prassi prevede delle determinate casistiche, in base alle quali potrai presentare un reclamo per posta non consegnata. Il reclamo può essere inviato nel caso tu abbia ricevuto la posta in ritardo o nel caso tu non l’abbia ricevuta affatto. Poi, puoi fare il reclamo anche in caso di danni o di manomissione, o in caso di qualsiasi altro disservizio dipendente da Poste Italiane o dal postino responsabile della consegna. Tra le altre cose, puoi anche presentare reclamo nel caso in cui non ti sia stato consegnato l’avviso di ricevimento per le raccomandate.