In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF per contestare una richiesta di pagamento ricevuta da un creditore o da una società di recupero crediti. Il fac simile può essere utilizzato, per esempio, quando il debito risulta già pagato, l’importo è errato, il rapporto contrattuale viene contestato oppure non sono sufficientemente chiari origine e calcolo della somma richiesta.
Si tratta di fac simile liberi per una contestazione stragiudiziale. Non sostituiscono l’opposizione a un decreto ingiuntivo, a un atto esecutivo o ad altro provvedimento per il quale la legge prevede termini e modalità specifiche. Il PDF contiene inoltre una richiesta generalizzata di cancellazione dei dati personali, che deve essere utilizzata soltanto quando ricorrono effettivamente i presupposti previsti dal GDPR.
Fac Simile Lettera di Contestazione Recupero Crediti Word
La versione Word è preferibile quando occorre descrivere nel dettaglio i motivi della contestazione, chiedere documentazione sul credito e modificare la parte relativa al trattamento dei dati personali in base alla propria situazione.
Fac Simile Lettera di Contestazione Recupero Crediti PDF
Il PDF contiene una risposta sintetica con cui contestare la richiesta di pagamento e chiedere la cessazione di ulteriori solleciti. Nel modello è presente anche una richiesta di cancellazione di tutti i dati personali: questa formula non produce automaticamente un diritto alla cancellazione e deve essere mantenuta soltanto se ne ricorrono i presupposti.

Quando utilizzare la lettera
Il modello è adatto quando si riceve un sollecito, una diffida o un’altra richiesta stragiudiziale e si ritiene che il credito non sia dovuto, sia stato calcolato in modo errato oppure richieda chiarimenti e documentazione.
Tra i casi più comuni rientrano il pagamento già eseguito, una fattura contestata, servizi mai richiesti o non forniti, importi non corrispondenti al contratto, richiesta riferita alla persona sbagliata oppure un credito del quale non si riesce a ricostruire chiaramente l’origine.
Se si tratta semplicemente di rispondere a una richiesta relativa a una somma che si considera integralmente inesistente, può essere utile anche il fac simile di risposta a un sollecito di pagamento non dovuto. Quando invece la controversia nasce da una specifica fattura, è disponibile il modello di contestazione fattura.
Prima di contestare verificare chi richiede il pagamento
La richiesta può provenire direttamente dal creditore originario, da una società incaricata di recuperare il credito oppure da un soggetto che afferma di averlo acquistato.
È quindi opportuno verificare almeno:
- identità del creditore originario;
- identità del soggetto che richiede oggi il pagamento;
- contratto, fattura o altro rapporto dal quale deriverebbe il debito;
- capitale richiesto e relativo calcolo;
- eventuali interessi, spese e altre voci aggiunte;
- pagamenti già effettuati;
- eventuale cessione del credito e informazioni che consentano di ricostruirla.
Se la comunicazione è generica o non permette di comprendere come sia stato determinato l’importo, nella contestazione si possono chiedere chiarimenti e la documentazione necessaria per identificare la posizione prima di formulare ulteriori dichiarazioni.
Come motivare la contestazione
Non è sufficiente scrivere semplicemente che “il debito non è dovuto”. È preferibile indicare fatti, date e documenti che sostengono la propria posizione.
Se la somma è stata già pagata, è utile indicare data, importo e modalità del pagamento e allegare la relativa prova. Se si contesta un servizio, è opportuno richiamare contratto, recesso, disdetta o precedenti reclami. Se viene contestata solo una parte della somma, bisogna distinguere chiaramente l’importo riconosciuto da quello contestato.
È importante non inserire dichiarazioni incompatibili con la propria posizione. Chi contesta l’esistenza del credito dovrebbe, per esempio, valutare con attenzione prima di dichiararsi debitore o proporre contemporaneamente una rateizzazione.
Contestazione e prescrizione del credito
Il semplice fatto che una richiesta di pagamento sia molto vecchia non consente di stabilire automaticamente che il credito sia prescritto. I termini dipendono dalla natura del rapporto e possono inoltre essere stati interrotti da atti o comportamenti rilevanti.
Prima di riconoscere espressamente un debito che si ritiene prescritto è necessaria particolare cautela. L’articolo 2944 del Codice civile prevede infatti che la prescrizione sia interrotta dal riconoscimento del diritto da parte del soggetto contro il quale può essere fatto valere.
Per la stessa ragione, se si contesta l’esistenza stessa del debito o la prescrizione, non è opportuno utilizzare senza valutazione una proposta di pagamento rateale. Il piano di rientro è invece uno strumento da considerare quando il debito viene riconosciuto e si vuole concordarne il pagamento nel tempo.
La contestazione non blocca un atto giudiziario
Una lettera inviata a una società di recupero crediti è uno strumento stragiudiziale. Se il documento ricevuto è invece un decreto ingiuntivo, un precetto, un atto di pignoramento o altro atto giudiziario, la semplice contestazione inviata al creditore non sospende i termini previsti per difendersi.
In questi casi è necessario leggere immediatamente l’atto ricevuto, verificarne la data di notifica e utilizzare lo specifico rimedio previsto dalla legge. Attendere la risposta della società di recupero crediti può comportare la scadenza di termini processuali.
Recupero crediti e tutela della privacy
L’attività di recupero crediti è lecita quando svolta nel rispetto delle norme applicabili, ma non attribuisce alla società incaricata poteri coercitivi propri dell’autorità giudiziaria. Il recupero stragiudiziale deve inoltre rispettare la riservatezza e la dignità della persona contattata.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che le informazioni sulla situazione debitoria non devono essere comunicate ingiustificatamente a familiari, colleghi, vicini o altri terzi. Ha inoltre censurato modalità di contatto che rendono conoscibile a soggetti estranei la condizione debitoria, come avvisi visibili all’esterno o comunicazioni formulate in modo da rivelarne il contenuto.
Anche telefonate, visite e altri contatti devono essere gestiti senza indebite pressioni e senza modalità sproporzionate. Una richiesta di pagamento non può essere presentata facendo credere falsamente che sia già imminente un pignoramento o un intervento dell’ufficiale giudiziario quando non ne esistono i presupposti procedurali.
La cancellazione dei dati non è automatica
Il PDF scaricabile contiene la richiesta di cancellazione di tutti i dati personali detenuti dal destinatario. Questa formula deve essere valutata con attenzione.
L’articolo 17 del GDPR riconosce il diritto alla cancellazione quando ricorrono specifici presupposti, ma prevede anche eccezioni. I dati possono, per esempio, continuare a essere trattati quando la conservazione è necessaria per adempiere un obbligo legale oppure per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria.
Di conseguenza, il fatto di contestare un debito o di averlo già pagato non determina automaticamente l’obbligo di cancellare immediatamente qualsiasi informazione relativa al rapporto.
Quando il problema riguarda dati inesatti o una posizione debitoria attribuita erroneamente, possono essere più pertinenti, a seconda dei casi, la richiesta di accesso, la rettifica dei dati o la limitazione del trattamento. Il Garante mette a disposizione informazioni e un modello ufficiale per l’esercizio dei diritti previsti dal GDPR.
Cosa chiedere nella lettera
La richiesta finale dipende dal motivo della contestazione. Si può chiedere, per esempio:
- l’annullamento della richiesta perché il pagamento è già stato effettuato;
- la correzione dell’importo;
- la documentazione relativa all’origine e al calcolo del credito;
- l’indicazione del creditore attuale e degli elementi relativi all’eventuale cessione;
- la sospensione dei solleciti mentre vengono verificati documenti o dati contestati;
- la rettifica di informazioni personali inesatte;
- un riscontro scritto all’esito delle verifiche.
La richiesta di cessare ogni contatto deve essere formulata tenendo conto del fatto che la semplice contestazione del credito non elimina automaticamente l’eventuale diritto del creditore di farlo valere nelle sedi consentite dalla legge.
Come inviare la contestazione
Quando la richiesta di pagamento è rilevante o vi è già una controversia, è preferibile utilizzare una modalità che consenta di documentare contenuto e ricezione della risposta, come PEC o raccomandata con avviso di ricevimento. Se la società mette a disposizione un indirizzo specifico per reclami o contestazioni, può essere opportuno utilizzare anche quel canale.
È consigliabile conservare la richiesta ricevuta, la lettera inviata, le ricevute di trasmissione e tutti gli allegati. Questi documenti possono diventare utili se il creditore prosegue il recupero o se la controversia viene successivamente portata davanti a un giudice.