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Modulo Recesso Contratto Generico Word e PDF

Aggiornato il 26/08/2026

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  4. Modulo Recesso Contratto Generico Word e PDF

In questa pagina sono disponibili un modello di recesso contratto generico in formato Word e un fac simile PDF da compilare. Il documento può essere utilizzato per comunicare unilateralmente la volontà di sciogliersi da un contratto quando il diritto di recesso è previsto dalla legge oppure dallo stesso contratto.

Si tratta di un fac simile libero, non di un modulo ufficiale valido per qualsiasi rapporto. Prima dell’utilizzo è necessario verificare il contratto, il fondamento del recesso, l’eventuale preavviso e le conseguenze economiche. Il diritto di recedere, infatti, non spetta automaticamente a chiunque abbia sottoscritto un contratto.

Modulo Recesso Contratto Generico Word

La versione Word è indicata quando occorre adattare liberamente il testo, specificando la clausola o la norma che consente il recesso, la decorrenza richiesta, l’eventuale preavviso e gli effetti economici applicabili.

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MODELLO LETTERA DI RECESSO
1 file(s)

Modulo Recesso Contratto Generico PDF

Il PDF contiene una formula generica di recesso, una richiesta di restituzione delle somme versate entro 30 giorni e l’impegno a riconsegnare la merce. Questi ultimi passaggi non sono applicabili a qualsiasi contratto e devono essere mantenuti soltanto quando coerenti con il diritto di recesso effettivamente esercitato.

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Modulo recesso contratto generico PDF
1 file(s)
Modulo Recesso Contratto Generico Word e PDF
Modulo Recesso Contratto Generico Word e PDF

Quando è Possibile Recedere da un Contratto

Il recesso è l’atto con il quale una parte scioglie unilateralmente il rapporto contrattuale. L’articolo 1372 del Codice civile stabilisce come regola generale che il contratto ha forza di legge tra le parti e può essere sciolto per mutuo consenso o per le altre cause ammesse dalla legge.

L’articolo 1373 disciplina il recesso quando a una parte è stata attribuita questa facoltà. La norma, quindi, non riconosce un diritto generale di cambiare idea dopo avere firmato qualsiasi contratto. Il potere di recedere deve derivare da una disposizione di legge oppure da una clausola contrattuale.

Quando il diritto è previsto dal contratto, prima di utilizzare il modello occorre leggere la relativa clausola e verificare almeno il termine entro cui può essere esercitato, il preavviso, la modalità di comunicazione, la decorrenza e l’eventuale corrispettivo previsto per il recesso.

In base alla disciplina generale dell’articolo 1373, se si tratta di un contratto ad esecuzione continuata o periodica il recesso può operare anche dopo l’inizio dell’esecuzione, senza incidere sulle prestazioni già eseguite o in corso, salvo quanto diversamente previsto dalla legge o dall’accordo tra le parti.

Diritto di Recesso del Consumatore entro 14 o 30 Giorni

Una disciplina particolare riguarda il cosiddetto diritto di ripensamento previsto dal Codice del consumo. Salvo le eccezioni stabilite dalla legge, il consumatore può recedere senza indicare una motivazione da un contratto concluso a distanza o negoziato fuori dai locali commerciali entro 14 giorni.

Per i contratti di servizi il termine decorre normalmente dalla conclusione del contratto. Nelle vendite di beni decorre, secondo le regole previste dall’articolo 52 del Codice del consumo, dal momento in cui il consumatore o un terzo da lui designato acquisisce il possesso fisico dei beni.

Il periodo è invece di 30 giorni quando il contratto viene concluso nel contesto di una visita non richiesta del professionista presso l’abitazione del consumatore oppure durante un’escursione organizzata dal professionista per promuovere o vendere prodotti. La disciplina aggiornata e le principali eccezioni possono essere consultate nella pagina del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al diritto di recesso.

Il diritto di ripensamento non riguarda invece, in via generale, un acquisto concluso normalmente all’interno di un negozio fisico. Esistono inoltre diverse esclusioni previste dall’articolo 59 del Codice del consumo, per esempio per determinate forniture personalizzate, beni rapidamente deteriorabili, alcuni prodotti sigillati aperti dopo la consegna, servizi integralmente eseguiti alle condizioni previste dalla legge e determinati contenuti digitali.

Recedere Online dal Contratto

Dal 2026 il Codice del consumo contiene anche l’articolo 54-bis. Per i contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online, il professionista deve mettere a disposizione una funzione di recesso online, facilmente accessibile durante tutto il periodo in cui il diritto può essere esercitato.

La funzione deve permettere al consumatore di identificarsi, individuare il contratto e confermare la volontà di recedere. Dopo l’invio, il professionista deve trasmettere senza indebito ritardo una conferma su supporto durevole contenente anche data e ora della dichiarazione. La disciplina è stata introdotta dal D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209.

La presenza della funzione online non impedisce al consumatore di utilizzare le altre modalità ammesse. Per esercitare il diritto di ripensamento può essere utilizzato anche il modulo tipo previsto dall’Allegato I, parte B, del Codice del consumo oppure qualsiasi altra dichiarazione esplicita che manifesti inequivocabilmente la decisione di recedere.

Come Compilare la Lettera di Recesso

Prima di compilare il fac simile è necessario individuare esattamente il contratto e verificare perché sia possibile recedere. Nella comunicazione è opportuno inserire:

  • dati del mittente, con le informazioni necessarie a identificarlo;
  • dati della controparte e recapito previsto per le comunicazioni contrattuali;
  • contratto interessato, indicando numero, codice cliente, data e oggetto quando disponibili;
  • fondamento del recesso, per esempio la relativa clausola contrattuale oppure il diritto previsto dalla legge;
  • dichiarazione inequivoca di volersi avvalere del recesso;
  • decorrenza richiesta, tenendo conto dell’eventuale termine di preavviso;
  • eventuale richiesta di rimborso, soltanto se prevista e per l’importo effettivamente dovuto;
  • eventuali indicazioni sulla restituzione di beni, dispositivi o materiali;
  • luogo, data e firma quando richiesti dalla modalità utilizzata.

Non è sempre necessario spiegare perché si recede. Nel diritto di ripensamento disciplinato dagli articoli 52 e seguenti del Codice del consumo non è richiesta alcuna motivazione. In altri rapporti, invece, il contratto o una norma speciale possono consentire il recesso soltanto al verificarsi di determinate condizioni o per giusta causa. In questi casi la motivazione può essere rilevante e deve essere formulata in modo coerente con la specifica disciplina applicabile.

Come Inviare la Comunicazione

Non esiste una regola generale secondo cui ogni lettera di recesso debba essere spedita necessariamente con raccomandata o PEC. È necessario verificare anzitutto quanto previsto dal contratto e dalla disciplina applicabile.

Quando occorre dimostrare che la dichiarazione è stata trasmessa e ricevuta entro un determinato termine, è opportuno utilizzare un sistema che offra una prova adeguata, come PEC o raccomandata con avviso di ricevimento quando compatibili con il rapporto. Possono essere previste anche procedure tramite area clienti, applicazione, form online o altri canali espressamente indicati dal professionista.

Nel diritto di ripensamento del consumatore è sufficiente trasmettere la dichiarazione entro la scadenza del termine previsto. È comunque consigliabile conservare copia della comunicazione e della prova della trasmissione.

Rimborso e Restituzione dei Beni nel Recesso del Consumatore

Nel normale diritto di recesso da una vendita a distanza o fuori dai locali commerciali, il professionista deve rimborsare i pagamenti ricevuti senza indebito ritardo e comunque, in generale, entro 14 giorni da quando è informato della decisione del consumatore di recedere.

Nelle vendite di beni il professionista può, nei casi previsti dalla legge, trattenere il rimborso fino a quando abbia ricevuto i beni oppure fino a quando il consumatore dimostri di averli rispediti.

Il consumatore deve normalmente restituire i beni senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. Può essere tenuto a sostenere il costo diretto della restituzione quando ne sia stato correttamente informato. Non è quindi esatto affermare che il diritto di ripensamento sia sempre privo di qualunque costo.

Se il consumatore ha chiesto che un servizio inizi durante il periodo di recesso e successivamente esercita il diritto, può inoltre essere tenuto a corrispondere l’importo proporzionale alla parte del servizio già fornita, quando ricorrono le condizioni stabilite dal Codice del consumo.

Recesso, Disdetta e Risoluzione non Sono la Stessa Cosa

Il recesso deve essere distinto dalla disdetta. Quest’ultima viene normalmente utilizzata per impedire il rinnovo di un contratto alla sua scadenza, rispettando il preavviso previsto. Se lo scopo è evitare un rinnovo automatico può quindi essere più adatto il modulo di disdetta generico.

Diversa è anche la risoluzione per inadempimento. Se una parte non esegue correttamente le proprie obbligazioni, il rimedio può essere la risoluzione e non necessariamente il recesso. Le parti possono inoltre avere inserito nel contratto una clausola risolutiva espressa, disciplinata dall’articolo 1456 del Codice civile.

La clausola risolutiva espressa non è quindi una clausola che attribuisce automaticamente un diritto di recesso: recesso e risoluzione sono istituti differenti. Prima di utilizzare il fac simile è essenziale identificare correttamente quale meccanismo consente di porre fine al rapporto.

Quando il Modello Generico non è Sufficiente

Il fac simile generico può essere utile quando il contratto prevede chiaramente una facoltà di recesso e occorre semplicemente comunicarne l’esercizio. È meno adatto quando il rapporto è regolato da norme speciali, sono previste penali o costi, esiste un termine di preavviso controverso oppure la cessazione dipende da un inadempimento della controparte.

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