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Fac Simile Lettera di Richiamo per Cane che Sporca Word e PDF

Aggiornato il 17/09/2026

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In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF di lettera di richiamo per segnalare a un condomino o altro residente la mancata rimozione delle deiezioni del proprio cane dalle parti comuni. Il fac simile può essere utilizzato dall’amministratore oppure adattato da un condomino per descrivere episodi concreti e chiedere che il comportamento non si ripeta.

Prima dell’invio è opportuno verificare il regolamento condominiale e descrivere soltanto fatti effettivamente accertati, evitando di attribuire automaticamente al destinatario reati o sanzioni che richiedono presupposti specifici.

Lettera di Richiamo per Cane che Sporca Word

La versione Word consente di adattare la comunicazione indicando le parti comuni interessate, le date degli episodi, le eventuali disposizioni del regolamento violate e la richiesta rivolta al proprietario o detentore dell’animale.

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Fac simile lettera di richiamo per cane che sporca Word
1 file(s)

Lettera di Richiamo per Cane che Sporca PDF

Il PDF può essere utilizzato come traccia per una comunicazione formale. Prima della firma devono essere completati i dati mancanti e deve essere verificato che le affermazioni contenute nel modello corrispondano alla situazione concreta.

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Lettera di Richiamo per Cane che Sporca PDF
1 file(s)
Fac Simile Lettera di Richiamo per Cane che Sporca Word e PDF
Fac Simile Lettera di Richiamo per Cane che Sporca Word e PDF

Animali domestici e parti comuni del condominio

L’articolo 1138 del Codice civile stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici. Questa disposizione, però, non significa che il proprietario dell’animale possa utilizzare le parti comuni senza rispettare le regole di convivenza, igiene e corretto uso degli spazi.

Il regolamento di condominio può disciplinare ragionevolmente le modalità di utilizzo di ingresso, scale, ascensore, cortile, giardino e altre parti comuni, purché le regole non si trasformino in un divieto generale di possedere o detenere animali domestici.

Il Ministero della Salute, nell’ambito delle indicazioni sul possesso responsabile degli animali, ricorda inoltre l’obbligo di raccogliere le deiezioni del cane e di avere con sé strumenti idonei alla raccolta. A queste disposizioni possono aggiungersi regolamenti e ordinanze comunali con specifiche regole e sanzioni.

Quando può intervenire l’amministratore

Tra i compiti dell’amministratore rientra quello di curare l’osservanza del regolamento condominiale. Quando riceve segnalazioni circostanziate relative a deiezioni lasciate nelle parti comuni può quindi verificare la situazione e richiamare il responsabile al rispetto delle regole applicabili.

La lettera dovrebbe essere basata su fatti identificabili. È preferibile indicare, quando conosciuti, data, luogo e natura degli episodi, evitando formule offensive o accuse basate soltanto su supposizioni.

Se il problema non riguarda specificamente gli animali ma una più generale violazione delle regole dello stabile, può essere utilizzata la lettera di richiamo al rispetto del regolamento condominiale.

Sanzioni previste dal regolamento condominiale

L’amministratore non può decidere autonomamente di applicare una multa al condomino. L’articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice civile prevede che, per le infrazioni al regolamento condominiale, possa essere stabilita una sanzione fino a 200 euro e, in caso di recidiva, fino a 800 euro.

L’irrogazione della sanzione deve però essere deliberata dall’assemblea con la maggioranza prevista dall’articolo 1136, secondo comma, del Codice civile. La somma eventualmente riscossa viene destinata al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie.

La lettera di richiamo non equivale quindi all’applicazione di una sanzione e non dovrebbe minacciare automaticamente una multa se non esiste una violazione del regolamento per la quale possano essere utilizzati gli strumenti previsti dalla disciplina condominiale.

Il mancato rispetto delle regole è sempre un reato?

No. Lasciare che il cane sporchi una parte comune senza pulire può determinare violazioni del regolamento condominiale, delle disposizioni comunali e, in presenza di danni, conseguenze civilistiche, ma non è corretto affermare che ogni episodio costituisca automaticamente il reato di deturpamento o imbrattamento previsto dall’articolo 639 del Codice penale.

La norma penale richiede la presenza degli elementi costitutivi del reato, compreso l’elemento soggettivo. La giurisprudenza ha distinto, per esempio, tra una condotta dolosa di imbrattamento e situazioni nelle quali il proprietario dell’animale abbia semplicemente gestito male un evento fisiologico, cercando poi di rimuoverne immediatamente gli effetti.

L’articolo 639 del Codice penale prevede una disciplina specifica per il deturpamento e l’imbrattamento di cose altrui. La sua applicazione a un singolo episodio deve essere valutata in relazione alle modalità concrete del fatto e non può essere data per scontata nella lettera di richiamo.

Cosa scrivere nella lettera

La comunicazione dovrebbe essere breve e sufficientemente precisa. È utile indicare:

  • nome e ruolo del mittente;
  • destinatario della comunicazione;
  • parti comuni nelle quali è stato riscontrato il problema;
  • date o periodo in cui si sono verificati gli episodi, se conosciuti;
  • descrizione dei fatti osservati o documentati;
  • eventuale disposizione del regolamento condominiale interessata;
  • richiesta di rimuovere immediatamente le deiezioni e di evitare il ripetersi della situazione;
  • eventuale richiesta di pulire o ripristinare le superfici danneggiate;
  • richiamo alle possibili ulteriori iniziative soltanto quando effettivamente applicabili.

Non è necessario inserire nella lettera un lungo elenco di norme o sanzioni. Un richiamo preciso alla disposizione del regolamento effettivamente violata è normalmente più utile di formule generiche o minacciose.

Come documentare gli episodi

Quando il problema si ripete è opportuno annotare date, orari e punti dello stabile interessati. Fotografie delle parti comuni possono essere utili per documentare lo stato dei luoghi, purché siano raccolte e utilizzate nel rispetto della riservatezza delle persone.

Anche segnalazioni provenienti da più condomini possono aiutare l’amministratore a verificare la situazione. È invece prudente evitare di indicare con certezza il responsabile quando non esistono elementi sufficienti per identificarlo.

Come inviare il richiamo

Per un primo episodio l’amministratore può scegliere una comunicazione semplice e proporzionata. Se il comportamento si ripete o è necessario documentare formalmente l’avvertimento, è preferibile utilizzare una modalità che lasci prova della trasmissione, come PEC, raccomandata con avviso di ricevimento oppure consegna documentata.

Un condomino può anche segnalare il problema direttamente all’amministratore chiedendo che intervenga nell’ambito delle proprie attribuzioni. In presenza di un’infrazione al regolamento, il richiamo dovrebbe normalmente provenire dall’amministrazione condominiale per evitare una gestione esclusivamente personale del conflitto.

Se il comportamento continua

Se i richiami non producono effetti, l’amministratore può valutare le ulteriori iniziative consentite dal regolamento e dalla legge. Quando ricorrono i presupposti dell’articolo 70, l’assemblea può deliberare la relativa sanzione. Nei casi più seri può essere valutata una lettera di diffida oppure, quando esistono danni concretamente dimostrabili, una richiesta di risarcimento.

L’eventuale ricorso all’autorità giudiziaria o la presentazione di una denuncia o querela deve invece essere valutata in relazione ai fatti effettivamente verificatisi. La mancata raccolta di una deiezione non rende automaticamente necessaria o fondata un’iniziativa penale.

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