In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di autocertificazione della residenza storica in formato Word e PDF editabile. Il documento consente di dichiarare, sotto la propria responsabilità, la residenza attuale e le precedenti residenze con i relativi periodi.
Si tratta di un fac simile di dichiarazione sostitutiva e non di un certificato anagrafico rilasciato dal Comune. Modelli di autocertificazione della residenza storica sono utilizzati anche da amministrazioni pubbliche. Se il destinatario richiede invece un certificato anagrafico vero e proprio, occorre utilizzare il servizio ANPR o rivolgersi all’ufficio anagrafe competente, secondo il periodo storico che deve essere attestato.
Modello Autocertificazione Residenza Storica Word
Il modello Word può essere modificato prima della stampa, aggiungendo o eliminando righe in base al numero di residenze da dichiarare. È quindi il formato più pratico quando la propria storia anagrafica comprende numerosi indirizzi o Comuni.
Modulo Autocertificazione Residenza Storica PDF Editabile
Il PDF disponibile di seguito contiene campi compilabili direttamente al computer. Permette di indicare la residenza attuale e fino a quattro precedenti iscrizioni anagrafiche, specificando indirizzo, Comune, provincia e periodo.
Cosa Si Intende per Residenza Storica
L’art. 43 del Codice Civile definisce la residenza come il luogo nel quale la persona ha la propria dimora abituale. La residenza storica riguarda invece le informazioni anagrafiche relative alle residenze avute nel corso del tempo.
Non deve essere intesa soltanto come l’elenco dei cambi di indirizzo avvenuti all’interno dello stesso Comune. Una persona può infatti avere avuto residenze in Comuni diversi. Nel fac simile disponibile in questa pagina è possibile indicare, per ciascun periodo, Comune, provincia e indirizzo.
Quando occorre un’attestazione ufficiale, è inoltre importante distinguere la normale certificazione storica conservata negli archivi comunali dal nuovo certificato di residenza con decorrenza dal 1° gennaio 2022 disponibile nell’Anagrafe Nazionale. Quest’ultimo riporta le residenze italiane registrate in ANPR a partire da tale data.

Come Compilare l’Autocertificazione di Residenza Storica
Per compilare il modello occorre riportare innanzitutto i dati che identificano il dichiarante. Il documento prevede quindi l’indicazione di:
- nome e cognome;
- luogo e data di nascita;
- residenza e indirizzo attuali;
- estremi del documento di identità;
- codice fiscale;
- data dalla quale decorre la residenza attuale;
- precedenti indirizzi di residenza;
- Comune e provincia relativi a ciascuna precedente residenza;
- periodo iniziale e finale di ogni precedente iscrizione;
- luogo, data e firma.
Le date e gli indirizzi devono essere indicati con particolare attenzione. Il dichiarante assume infatti la responsabilità della veridicità dei dati riportati e le amministrazioni possono effettuare controlli confrontandoli con le risultanze anagrafiche.
Se occorre dichiarare soltanto la residenza attuale o altri stati e qualità personali, può essere sufficiente il modello di autocertificazione generica.
Autocertificazione e Certificato Storico di Residenza
L’autocertificazione e il certificato storico non sono lo stesso documento. Con l’autocertificazione è il cittadino a dichiarare sotto la propria responsabilità le informazioni relative alle proprie residenze. Il certificato, invece, è formato dall’amministrazione sulla base dei dati presenti negli archivi anagrafici.
Per le residenze più recenti, dal 2026 l’Anagrafe Nazionale mette a disposizione il certificato di residenza con decorrenza dal 1° gennaio 2022, che riporta le residenze italiane registrate a partire da quella data.
Questo documento è diverso dal tradizionale certificato storico di residenza. Se occorre documentare periodi antecedenti o dati storici conservati negli archivi di uno specifico Comune, può essere necessario rivolgersi all’ufficio anagrafe competente e verificare quale certificazione possa essere rilasciata.
Quando Si Può Utilizzare l’Autocertificazione
La residenza rientra tra le informazioni che possono essere dichiarate mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000. Anche amministrazioni pubbliche e Comuni mettono a disposizione modelli destinati alla dichiarazione della residenza storica.
Dal 2020 la disciplina del D.P.R. 445/2000 relativa alla produzione di atti e documenti si applica anche nei rapporti con i soggetti privati. Non è quindi necessario limitare in via generale l’autocertificazione ai rapporti con Pubbliche Amministrazioni e gestori di pubblici servizi. Restano ferme le eventuali disposizioni speciali che, per una specifica pratica, prevedano un documento o una procedura diversa.
L’Anagrafe Nazionale permette inoltre di generare online alcune autocertificazioni relative ai dati anagrafici presenti in ANPR.
Firma, Documento di Identità e Invio
La firma dell’autocertificazione non deve normalmente essere autenticata. Il documento può essere consegnato secondo le modalità ammesse dal destinatario, per esempio allo sportello oppure attraverso un canale telematico previsto dalla specifica procedura.
Quando la dichiarazione viene presentata senza che il sottoscrittore sia identificato direttamente dall’addetto, può essere necessario allegare una copia non autenticata del documento di identità. Per gli invii telematici effettuati mediante sistemi di identificazione o sottoscrizione riconosciuti devono invece essere seguite le specifiche regole del servizio utilizzato.
Non è quindi corretto considerare la fotocopia del documento obbligatoria in modo indistinto per qualsiasi invio tramite posta elettronica o altro mezzo telematico.
Chi Può Presentare la Dichiarazione
Le dichiarazioni sostitutive possono essere rese dai cittadini italiani e dai cittadini dell’Unione Europea. I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono utilizzarle, nei limiti stabiliti dal D.P.R. 445/2000, per stati, qualità personali e fatti certificabili o attestabili da soggetti pubblici italiani, fatte salve eventuali disposizioni speciali e convenzioni internazionali.
Per i minori e per le persone soggette a rappresentanza legale si applicano le regole previste dall’art. 4 del D.P.R. 445/2000: la dichiarazione è resa dal genitore esercente la responsabilità genitoriale, dal tutore o dal soggetto legittimato nei casi previsti.
Costi e Responsabilità del Dichiarante
La dichiarazione sostitutiva viene redatta in carta libera e non richiede, in quanto autocertificazione, l’applicazione di una marca da bollo.
Il dichiarante è responsabile delle informazioni inserite. In caso di dichiarazioni non veritiere possono trovare applicazione la decadenza dai benefici prevista dall’art. 75 del D.P.R. 445/2000 e le conseguenze previste dall’art. 76 per le dichiarazioni mendaci. Per questo motivo, se non si ricordano con precisione indirizzi o periodi delle precedenti residenze, è preferibile verificarli prima di firmare il documento.