In questa pagina sono disponibili un modello di clausola risolutiva espressa in formato Word e un fac simile PDF da compilare. La clausola, prevista dall’articolo 1456 del Codice civile, può essere inserita in un contratto per stabilire che l’inadempimento di una o più obbligazioni specificamente individuate consenta alla parte interessata di ottenere la risoluzione di diritto del rapporto.
Il documento è un fac simile libero e deve essere adattato al contratto concreto. È importante distinguere la clausola dalla successiva dichiarazione con cui una parte decide di avvalersene: il solo verificarsi dell’inadempimento non determina automaticamente la risoluzione.
Modello Clausola Risolutiva Espressa Word
La versione Word può essere modificata indicando con precisione il contratto, le obbligazioni il cui inadempimento può determinare la risoluzione e le relative modalità di esecuzione.
Fac Simile Clausola Risolutiva Espressa PDF
La versione PDF contiene gli spazi per individuare le prestazioni poste a carico delle parti e collegarle alla clausola risolutiva.

Come Funziona la Clausola Risolutiva Espressa
La clausola risolutiva espressa è il patto previsto dall’articolo 1456 del Codice civile con il quale i contraenti stabiliscono che il contratto possa risolversi se una determinata obbligazione non viene adempiuta secondo le modalità concordate.
Per esempio, nell’ambito di un contratto di locazione le parti possono collegare la clausola all’inadempimento di uno specifico obbligo contrattuale, purché ciò sia compatibile con le norme applicabili a quella particolare locazione.
La clausola deve far parte dell’accordo tra le parti. Può essere inserita nel contratto al momento della stipula oppure concordata successivamente mediante una modifica accettata da entrambi i contraenti. Non può invece essere aggiunta unilateralmente da una sola parte a un contratto già concluso.
Le Obbligazioni Devono Essere Indicate con Precisione
Uno degli aspetti più importanti nella compilazione del fac simile riguarda l’individuazione dell’obbligazione. L’articolo 1456 fa riferimento a una determinata obbligazione: non è quindi sufficiente scrivere genericamente che il contratto si risolverà in caso di violazione di qualsiasi obbligo contrattuale.
La giurisprudenza considera inidonee, ai fini dell’articolo 1456, le clausole di stile che si limitano a richiamare indistintamente tutti gli obblighi derivanti dal contratto. Occorre selezionare quelli ai quali le parti intendono attribuire uno specifico rilievo e descrivere, quando necessario, anche le modalità il cui mancato rispetto consente di attivare la clausola.
È possibile, per esempio, fare riferimento al mancato pagamento di un determinato corrispettivo entro una precisa scadenza, alla mancata consegna di un bene entro un termine stabilito oppure alla violazione di uno specifico obbligo di fare o di non fare.
Nel compilare il modello è quindi opportuno riportare l’articolo o il punto del contratto interessato e descrivere chiaramente l’obbligazione. Un rinvio generico all’intero contratto rischia di non produrre l’effetto previsto dall’articolo 1456.
La Risoluzione non Avviene Automaticamente con l’Inadempimento
Il punto più importante da considerare è che la clausola non scioglie il contratto per il solo fatto che si sia verificato l’inadempimento indicato. L’articolo 1456 stabilisce che la risoluzione si verifica di diritto quando la parte interessata dichiara all’altra di volersi avvalere della clausola.
Di conseguenza, la formula contenuta nel fac simile scaricabile, nella parte in cui fa riferimento al contratto che deve intendersi “automaticamente risolto”, deve essere letta e adattata tenendo conto di questo requisito. È opportuno prevedere espressamente che, al verificarsi dell’inadempimento individuato, la parte interessata possa comunicare alla controparte la volontà di avvalersi della clausola.
Una possibile formulazione da adattare al singolo contratto è: “Le parti convengono, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice civile, che l’inadempimento dell’obbligazione prevista all’articolo ______, consistente in ________________________, consentirà alla parte interessata di dichiarare all’altra di volersi avvalere della presente clausola, con conseguente risoluzione di diritto del contratto.”
Come Comunicare la Volontà di Avvalersi della Clausola
Quando si verifica l’inadempimento, la parte interessata deve manifestare in modo inequivoco la volontà di utilizzare la clausola risolutiva. Non basta quindi una semplice contestazione dell’inadempimento se dalla comunicazione non emerge la decisione di avvalersi della clausola.
L’articolo 1456 non impone in generale la raccomandata come unica modalità possibile. Prima dell’invio bisogna però verificare quanto stabilito dal contratto, perché le parti possono avere previsto una specifica forma o un determinato recapito per le comunicazioni.
Quando non esistono previsioni particolari, è prudente utilizzare un mezzo che permetta di dimostrare sia il contenuto sia la ricezione della dichiarazione, come PEC o raccomandata con avviso di ricevimento quando utilizzabili nel caso concreto. Il modello disponibile in questa pagina riguarda la clausola da inserire nel contratto e non sostituisce questa successiva comunicazione.
Gravità dell’Inadempimento e Contestazioni
Quando la clausola risolutiva espressa è validamente formulata e riguarda un’obbligazione specificamente individuata, le parti hanno preventivamente attribuito particolare rilevanza a quell’inadempimento. Non opera quindi nello stesso modo la valutazione della gravità prevista dall’articolo 1455 del Codice civile per la normale domanda di risoluzione.
Questo non significa che la clausola impedisca qualsiasi contestazione. In caso di controversia, il giudice può essere chiamato a verificare, tra l’altro, l’esistenza e la validità della clausola, l’effettivo verificarsi dell’inadempimento contemplato e l’efficacia della dichiarazione con cui una parte afferma di volersene avvalere. Anche l’esercizio dei diritti contrattuali deve rispettare il principio di buona fede.
Differenza tra Clausola Risolutiva e Diffida ad Adempiere
La clausola risolutiva espressa non deve essere confusa con il recesso, la rescissione o la diffida ad adempiere. Sono istituti con presupposti ed effetti differenti.
La clausola dell’articolo 1456 viene concordata dalle parti e individua in anticipo determinati inadempimenti che possono portare alla risoluzione di diritto. La diffida, disciplinata dall’articolo 1454 del Codice civile, viene invece utilizzata dopo l’inadempimento per intimare per iscritto alla controparte di eseguire la prestazione entro un termine congruo, avvertendo che, decorso inutilmente tale termine, il contratto sarà risolto di diritto.
Il recesso consiste invece nello scioglimento unilaterale del rapporto nei casi previsti dalla legge o dal contratto e non coincide con la risoluzione per inadempimento. Anche il termine tecnico “rescissione” indica un istituto differente e non deve essere utilizzato come sinonimo generico di risoluzione del contratto.
Come Utilizzare il Modello
Prima di inserire il fac simile in un contratto è necessario individuare esattamente quali obbligazioni si vogliono tutelare e verificare che la loro formulazione sia sufficientemente precisa. Devono inoltre essere controllate eventuali disposizioni speciali applicabili al tipo di contratto e alle parti coinvolte.
Dopo avere personalizzato la clausola, questa deve essere inserita nel testo contrattuale o nell’eventuale accordo modificativo sottoscritto dalle parti. È utile stabilire anche le modalità con cui dovrà essere effettuata la futura dichiarazione di avvalersi della clausola, indicando indirizzi e mezzi di comunicazione idonei a fornire prova della ricezione. Quando la clausola riguarda obbligazioni economicamente rilevanti, contratti di lunga durata o rapporti nei quali una risoluzione può produrre conseguenze importanti, è opportuno verificare la formulazione nel contesto dell’intero contratto e non considerare il fac simile come una clausola universale utilizzabile senza adattamenti.