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Modulo Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo Word e PDF

Aggiornato il 29/09/2026

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In questa pagina sono disponibili un modello Word e un PDF editabile di dichiarazione sostitutiva per l’assolvimento dell’imposta di bollo. Il documento può essere utilizzato, quando la procedura dell’amministrazione lo consente, per attestare l’utilizzo di un contrassegno telematico relativo a un’istanza o al rilascio di un provvedimento trasmessi in modalità telematica.

Prima di utilizzarlo è necessario controllare le istruzioni dell’ente destinatario: alcune amministrazioni mettono a disposizione un proprio modello, altre prevedono pagamento tramite pagoPA, @e.bollo, bollo virtuale o ulteriori modalità. La dichiarazione non costituisce un’esenzione dall’imposta e non deve essere utilizzata quando la pratica non è soggetta a bollo.

Modello Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo Word

Il formato Word può essere modificato inserendo i dati del dichiarante, gli estremi dell’eventuale impresa o società, l’identificativo del contrassegno telematico, la data di emissione e il riferimento alla pratica per la quale viene assolta l’imposta.

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Modello Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo Word
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Fac Simile Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo PDF Editabile

Il PDF consente di compilare i principali dati previsti dal modello, indicare se il contrassegno è riferito alla richiesta o al rilascio del provvedimento e sottoscrivere la dichiarazione. Prima dell’invio occorre verificare le modalità richieste dall’amministrazione destinataria.

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Fac Simile Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo PDF Editabile
1 file(s)
Modulo Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo
Modulo Dichiarazione Sostitutiva per Marca da Bollo

A cosa serve la dichiarazione sostitutiva per la marca da bollo

Il modello permette di documentare l’assolvimento dell’imposta quando una pratica viene trasmessa senza consegnare fisicamente all’ufficio l’atto originale sul quale sarebbe normalmente applicato il contrassegno. Il dichiarante identifica la marca utilizzata, la annulla e ne conserva l’originale per eventuali controlli.

La dichiarazione rientra nello schema della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà prevista dall’articolo 47 del D.P.R. 445/2000. Non deve essere confusa con la dichiarazione sostitutiva di certificazione utilizzata per attestare gli stati, le qualità personali e i fatti elencati dall’articolo 46 dello stesso decreto.

È importante distinguere anche il bollo dovuto sulla pratica dalla dichiarazione utilizzata per documentarne l’assolvimento. L’articolo 37 del D.P.R. 445/2000 prevede che le dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 siano esenti dall’imposta di bollo. Il contrassegno indicato o applicato sul modello si riferisce quindi all’istanza o al provvedimento soggetto all’imposta, non a un autonomo bollo dovuto per la dichiarazione sostitutiva.

Quando può essere utilizzato il modello

Il D.M. 10 novembre 2011 disciplina specificamente le procedure telematiche dello Sportello Unico per le Attività Produttive. L’articolo 3 stabilisce che, quando il SUAP non dispone dell’autorizzazione per l’assolvimento virtuale, l’interessato può inserire nella domanda i numeri identificativi delle marche utilizzate, annullarle e conservarne gli originali.

Questa previsione non significa che lo stesso sistema possa essere scelto liberamente per qualsiasi pratica presso qualsiasi amministrazione. Numerosi enti pubblici utilizzano dichiarazioni analoghe anche in altri procedimenti, ma modalità di assolvimento, modulistica e canale di invio dipendono dalla singola procedura.

Se l’ente mette a disposizione un proprio modello di dichiarazione di assolvimento del bollo, è preferibile utilizzare quello. Lo stesso vale quando il portale prevede direttamente il pagamento elettronico dell’imposta: in tal caso non è necessario sostituire autonomamente la procedura prevista con un contrassegno cartaceo e questo fac simile.

Come compilare il modulo

Nella prima parte devono essere indicati nome e cognome e codice fiscale del dichiarante. Se la dichiarazione è resa per conto di un’impresa, una società o un altro soggetto, vanno riportati anche la qualifica del firmatario, la denominazione e il codice fiscale o la partita IVA.

Occorre poi trascrivere con precisione il numero identificativo del contrassegno telematico e la relativa data di emissione. Il numero deve corrispondere alla marca effettivamente utilizzata e conservata. È opportuno controllarlo con particolare attenzione perché costituisce l’elemento che permette di individuare il contrassegno impiegato per quella specifica pratica.

Il modello prevede inoltre le opzioni RICHIESTA e RILASCIO. La prima va selezionata quando il bollo è riferito alla presentazione dell’istanza; la seconda quando riguarda il provvedimento, certificato, autorizzazione o altro atto che l’amministrazione deve rilasciare.

Nello spazio successivo deve essere identificata la pratica in modo inequivocabile, riportando l’oggetto dell’istanza e, se già disponibile, numero di pratica, protocollo o altro riferimento indicato dall’ufficio.

Marca da bollo per richiesta e rilascio

Alcuni procedimenti richiedono un’imposta per la presentazione dell’istanza e una distinta imposta per il provvedimento finale. In questi casi non si deve utilizzare lo stesso contrassegno per entrambi gli atti.

Quando sono richiesti due bolli devono essere utilizzati contrassegni distinti, ciascuno con il proprio identificativo. Poiché il fac simile disponibile contiene lo spazio per un singolo identificativo, se la procedura richiede più contrassegni è necessario seguire il modello specifico dell’amministrazione oppure predisporre dichiarazioni separate, se questa modalità è ammessa dall’ufficio.

Anche l’importo non deve essere ricavato automaticamente dal fac simile. Per numerose istanze amministrative l’imposta ordinaria è pari a 16 euro, ma possono esistere esenzioni, importi o modalità particolari. Prima dell’acquisto del contrassegno va quindi verificato quanto indicato nella procedura concreta.

Come annullare e conservare la marca da bollo

Il contrassegno deve essere annullato in modo da impedirne un nuovo utilizzo. Le modalità operative possono essere indicate dall’amministrazione e possono prevedere, per esempio, l’apposizione della data o della firma sul contrassegno applicato al documento originale.

L’originale sul quale è stata applicata e annullata la marca deve essere conservato dal dichiarante. La conservazione è importante perché l’amministrazione può effettuare controlli e chiedere di esibire il documento originale. Il numero della marca non deve essere utilizzato nuovamente per un’altra pratica.

Nel caso di una pratica trasmessa tramite PEC o portale, normalmente viene inviata la scansione della dichiarazione oppure il documento informatico richiesto dall’ente, mentre l’originale cartaceo con il contrassegno annullato rimane nella disponibilità del dichiarante, salvo diverse istruzioni.

Firma e documento di identità

La dichiarazione deve essere datata e sottoscritta. Il D.P.R. 445/2000 disciplina all’articolo 38 le modalità di sottoscrizione e presentazione delle dichiarazioni sostitutive.

Quando il documento viene sottoscritto con firma autografa e trasmesso senza essere firmato davanti al dipendente incaricato, viene normalmente allegata una copia non autenticata di un documento di identità del dichiarante. Il fac simile disponibile prevede espressamente questo allegato. Per invii effettuati con firma digitale, mediante portali autenticati o attraverso altre modalità informatiche, devono invece essere seguite le istruzioni previste dall’amministrazione e dal sistema utilizzato.

Dichiarazioni non veritiere e controlli

Chi utilizza il modulo assume la responsabilità delle informazioni dichiarate. Il riferimento specifico alle conseguenze penali delle dichiarazioni mendaci, della formazione di atti falsi e del loro utilizzo è l’articolo 76 del D.P.R. 445/2000. Quando ricorrono i relativi presupposti possono inoltre operare le conseguenze previste dall’articolo 75 in caso di dichiarazioni non veritiere.

L’articolo 73, richiamato anche nel fac simile scaricabile, ha invece un oggetto diverso e disciplina la responsabilità delle pubbliche amministrazioni per gli atti emanati sulla base di false dichiarazioni. Non è quindi l’articolo che stabilisce le sanzioni penali a carico del dichiarante.

Trattamento dei dati personali

Il modello comprende anche uno spazio relativo al trattamento dei dati personali. Questo campo deve essere adattato al destinatario e alle istruzioni della specifica pratica. L’eventuale formula di autorizzazione contenuta in un fac simile non sostituisce l’informativa che l’amministrazione deve rendere ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Prima dell’invio è quindi opportuno controllare il modulo ufficiale o la pagina del procedimento per verificare destinatario, modalità di firma, documento di identità, numero di contrassegni richiesti, importo dell’imposta e modalità di trasmissione accettate.

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