In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF per comunicare la revoca della delega sindacale UIL e chiedere l’interruzione della relativa trattenuta sulla retribuzione. I documenti sono fac simile liberi e non moduli ufficiali UIL e sono predisposti principalmente per un lavoratore dipendente al quale la quota sindacale viene trattenuta in busta paga.
La procedura non è identica per tutti: cambiano destinatario e decorrenza della revoca a seconda che si tratti di lavoratore privato o dipendente pubblico. In particolare, non è corretto considerare sempre immediata la cessazione della trattenuta. Prima dell’invio è quindi necessario controllare la delega sottoscritta, il CCNL applicabile e le eventuali istruzioni dell’amministrazione che gestisce lo stipendio.
Modello Disdetta Sindacato UIL Word
Il formato Word è quello più adatto quando occorre modificare il testo in funzione del proprio rapporto di lavoro, del CCNL e del destinatario della revoca. È consigliabile verificare in particolare i riferimenti normativi e la decorrenza indicata nel fac simile prima della firma.
Modulo Disdetta Sindacato UIL PDF
Il PDF contiene il fac simile destinato al lavoratore dipendente. Prima di utilizzarlo è necessario verificare che le formule sulla decorrenza della revoca e sulla disciplina applicabile siano coerenti con il proprio caso. Se occorrono modifiche sostanziali è preferibile utilizzare il formato Word.
A cosa serve la disdetta sindacale UIL
Quando l’iscrizione alla UIL comporta il pagamento della quota associativa mediante trattenuta sulla busta paga, il lavoratore può revocare la delega con cui aveva autorizzato il prelievo. Se vuole anche formalizzare la cessazione dell’adesione all’organizzazione sindacale, è opportuno che la comunicazione esprima chiaramente entrambe le volontà.
Non è necessario motivare la decisione. La lettera deve invece consentire di identificare senza dubbi il lavoratore, il soggetto che effettua la trattenuta e l’organizzazione sindacale interessata. Se si desidera utilizzare un modello non riferito a una specifica sigla è disponibile anche il modulo generico di disdetta sindacale.
A chi inviare la revoca
Lavoratore dipendente del settore privato
Se la quota UIL viene trattenuta direttamente dalla retribuzione, la revoca deve essere portata a conoscenza del soggetto che gestisce la trattenuta, normalmente il datore di lavoro, l’ufficio del personale o l’ufficio paghe. È opportuno inviare una copia anche alla federazione UIL interessata, soprattutto quando questa modalità è prevista dalla delega sottoscritta o dal contratto collettivo applicabile.
Non esiste una regola unica che consenta di affermare che la trattenuta debba cessare nello stesso giorno in cui viene presentata la lettera. La decorrenza può dipendere dal CCNL, dalla delega e dagli accordi applicabili al rapporto di lavoro. Per questo motivo è preferibile chiedere la revoca della delega e la cessazione delle trattenute dalla prima decorrenza consentita dalla disciplina applicabile, evitando di indicare una data non verificata.
Dipendente pubblico
Nel pubblico impiego occorre seguire la disciplina applicabile alla propria amministrazione. Il Contratto quadro ARAN in materia di contributi sindacali prevede, per le amministrazioni interessate, che il dipendente possa revocare in qualsiasi momento la delega comunicandolo all’amministrazione di appartenenza e all’organizzazione sindacale. In tale disciplina l’effetto della revoca decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione.
Non è quindi corretto utilizzare automaticamente la formula secondo cui la revoca avrebbe effetto immediato. Per il personale gestito attraverso specifici sistemi stipendiali o procedure amministrative è inoltre necessario verificare quale ufficio debba ricevere materialmente la comunicazione.
Come compilare il modulo
Per rendere la comunicazione facilmente identificabile è opportuno inserire:
- nome, cognome, luogo e data di nascita;
- codice fiscale;
- eventuale numero di matricola o identificativo del dipendente;
- denominazione del datore di lavoro o dell’amministrazione;
- sede di lavoro e, se utile, qualifica o settore;
- denominazione della UIL e, quando conosciuta, della federazione di categoria interessata;
- dichiarazione espressa di revoca della delega per la trattenuta dei contributi sindacali;
- eventuale dichiarazione di cessazione dell’adesione all’organizzazione sindacale;
- luogo, data e firma.
Non è indispensabile inserire la motivazione della scelta. È invece utile indicare con precisione la federazione UIL alla quale è riferita la trattenuta. Se non la si conosce, può essere verificata sulla documentazione di iscrizione, sul cedolino o attraverso il sito ufficiale UIL.
Cosa controllare nel fac simile prima dell’invio
Nel testo dei modelli disponibili compare un richiamo all’articolo 26 dello Statuto dei lavoratori. È opportuno non utilizzare tale riferimento in modo automatico: il secondo e il terzo comma dell’articolo 26 della Legge 300/1970, che riguardavano specificamente la riscossione dei contributi sindacali mediante ritenuta, sono stati abrogati a seguito del referendum del 1995 con il D.P.R. 28 luglio 1995, n. 313. Oggi la disciplina della delega e della sua revoca deve essere verificata anche alla luce del contratto collettivo e degli accordi applicabili.
Anche la frase secondo cui la revoca avrebbe sempre “effetto immediato” deve essere adattata. Nel pubblico impiego, per esempio, la disciplina ARAN sopra richiamata prevede effetti dal primo giorno del mese successivo alla presentazione. Nel settore privato possono invece operare regole previste dal CCNL, dalla delega o dagli accordi applicabili.
È inoltre preferibile evitare di qualificare automaticamente come reato qualsiasi trattenuta effettuata dopo l’invio della revoca. Se la quota continua a essere addebitata oltre la decorrenza prevista dalle regole applicabili, è più corretto contestare formalmente la trattenuta all’ufficio che gestisce la retribuzione, allegando la prova della precedente revoca e chiedendo le necessarie verifiche.
Come consegnare la disdetta e quali allegati servono
La comunicazione dovrebbe essere trasmessa con una modalità che permetta di dimostrarne la ricezione. A seconda delle procedure ammesse dal destinatario, può essere utilizzata una raccomandata con avviso di ricevimento, una PEC, oppure la consegna all’ufficio competente con protocollazione o ricevuta.
La copia di un documento di identità può essere richiesta dal destinatario e può essere utile per identificare con certezza il lavoratore. Non esiste però una regola generale che imponga in ogni caso di allegare sia documento di identità sia copia del codice fiscale. Se il datore di lavoro, l’amministrazione o la procedura utilizzata prevedono specifici allegati, devono essere seguite quelle istruzioni.
Dopo l’invio è opportuno conservare una copia della comunicazione e la prova della consegna e controllare i cedolini successivi. Se la trattenuta UIL prosegue oltre la decorrenza prevista, è possibile rivolgersi all’ufficio paghe o all’amministrazione che gestisce lo stipendio e alla struttura sindacale interessata, indicando la data in cui la revoca è stata ricevuta.