Fac Simile Contratto di Agenzia

Il contratto di agenzia è un contratto regolamentato dal Codice Civile, agli articoli 1742 e seguenti, per mezzo del quale una parte, detta proponente, affida all’altra parte, denominata agente, l’incarico di promuovere la conclusione di contratti aventi come oggetto l’attività del proponente e dietro corresponsione di un corrispettivo.

Ai sensi dell’articolo 1746 del codice civile, l’attività dell’agente consiste nella promozione della conclusione dei contratti, attività che si realizza visitando i clienti, spiegando le caratteristiche del prodotto e le clausole contrattuali. L’agente non possiede il potere di rappresentanza, dunque, sempre che non gli venga attribuito specificamente. Allo stesso modo, l’agente non possiede il potere di riscuotere per conto del proponente, e neppure quello di concedere sconti o dilazioni. Risulta essere tuttavia prevista, dall’articolo 1744 del codice civile, la possibilità che il proponente affidi tali poteri all’agente.

Dal contratto di agenzia derivano alcuni diritti e obblighi reciproci, il primo diritto, peraltro irrinunciabile, che possiede ciascuna delle due parti è quello di ottenere una copia del contratto stesso.

Risulta essere invece un diritto dell’agente quello di possedere una zona di esclusiva, all’interno della quale l’agente stesso svolge la propria attività e tutti i contratti conclusi in detta zona si ritengono stipulati in virtù dell’attività posta in essere dall’agente. Nonostante, però, dal contratto di agenzia derivi l’obbligo di non contrattare altri agenti nella zona di esclusiva, nulla vieta che l’imprenditore stesso, in proprio, possa comunque operare nella zona affidata all’agente, sempre che, nel fare ciò, non impedisca o eluda l’attività dell’agente.

Il diritto di esclusiva, però, opera anche a favore del proponente, l’agente, infatti, non potrà svolgere la propria attività per conto di altre aziende che siano in concorrenza tra di loro.

Risulta essere diritto dell’agente ricevere una provvigione per gli affari conclusi direttamente nonché per quelli promossi nella zona di competenza. Va tuttavia precisato che non è sufficiente la conclusione del contratto, ma è necessario allo stesso venga data regolare esecuzione.

Il contratto di agenzia può terminare per inadempimento di una delle due parti o per scadenza del termine. Nel caso lo scioglimento avvenga per scadenza del termine, il preponente è tenuto a corrispondere un’indennità, la quale serve a ricompensare l’agente per l’attività che questi ha portato all’azienda in modo permanente.

Il contratto di agenzia, infine, può prevedere la presenza di una clausola di non concorrenza, in virtù della quale, per massimo due anni dal termine del rapporto di agenzia, l’agente si obbliga a non svolgere attività in concorrenza con quella dell’agente, nella medesima zona a egli affidata. Nel caso il rapporto di agenzia includa l’obbligo di non concorrenza, il proponente è tenuto a liquidare, ai sensi dell’articolo 1751-bis, una speciale indennità.

Il fac simile di contratto di agenzia proposto in questa pagina è in formato Doc e può quindi essere modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto di Distacco di Lavoratori

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di distacco di lavoratori.

Il contratto di distacco di lavoro è una delle possibilità che la normativa mette a disposizione delle aziende che hanno interesse a offrire una o più unità del proprio personale a un’altra azienda, in modo temporaneo. La presenza di un interesse nell’offerta del personale e la temporaneità della prestazione sono le due condizioni che differenziano il contratto di distacco di lavoro dal contratto di somministrazione di lavoro. Comprendere bene quale sia il perimetro di azione di queste due clausole è molto importante, visto che un’erronea interpretazione delle stesse farebbe ricadere il contratto, come detto, in un’illecita somministrazione di personale, sanzionata pesantemente a livello pecuniario e penale.

Il requisito della temporaneità è il più semplice da comprendere, non si può distaccare un lavoratore presso un’azienda terza a tempo indeterminato. La normativa, tuttavia, non fissa un termine massimo, questo, infatti, dipende dall’altro requisito, ovvero quello dell’interesse dell’azienda a distaccare lavoratori. Una volta che non sussiste più tale interesse, anche in presenza di un termine non ancora compiuto, il contratto di distacco di lavoro si convertirà automaticamente in un illecito contratto di somministrazione di lavoro, e dunque dovrà essere immediatamente concluso.

L’interesse dell’azienda al distacco del lavoratore è dunque la vera clausola che permette di definire se il contratto di distacco è legittimo o meno. Anche in questo caso la normativa non indica quale siano gli interessi che l’azienda può perseguire, la giurisprudenza, di conseguenza, ritiene valido qualsiasi interesse produttivo del distaccante, sempre che questo interesse non sia solo e unicamente la mera somministrazione di lavoro.

Vi deve essere dunque un interesse produttivo, qualsiasi interesse produttivo, alla base del contratto di distacco di lavoro, così, per esempio, l’impresa committente potrà avere interesse a distaccare un suo tecnico, un suo ingegnere, un suo architetto o anche un suo impiegato amministrativo presso l’impresa appaltante, al fine di controllare che l’esecuzione dei lavori appaltati rispetti quanto concordato o possa essere eseguita al meglio. Oppure, qualora l’impresa appaltante fosse carente di qualche specifica competenza, l’impresa appaltatrice potrà fornire propri dipendenti che possiedono le conoscenze o i requisiti che mancano all’impresa appaltante.

Detto questo, il lavoratore che viene distaccato non deve accettare il distacco, ma lo subirà in forma passiva, anche se è ovviamente bene avvisare il lavoratore, prima di distaccarlo, e possibilmente concordare con questi forme e modalità. Questo è vero fino a quando al lavoratore non vengano affidate mansioni differenti da quelle che svolgeva presso il distaccante oppure se il luogo di lavoro dista più di 50 km dalla sede del distaccante.

Il lavoratore distaccato non avrà diritto a ricevere integrazioni allo stipendio per il fatto di essere distaccato, mentre nel contratto di distacco di lavoro si potrà prevedere che l’impresa presso la quale viene distaccato il lavoratore fornisca un rimborso spese all’impresa che distacca il lavoratore. In questo senso è bene chiarire che il rimborso spese non dovrà superare i costi sostenuti dall’impresa distaccante, altrimenti si potrebbe rischiare di incorrere nuovamente in un contratto di somministrazione di lavoro illegittimo.

Dal punto di vista disciplinare, invece, il lavoratore distaccato dovrà sottostare alle direttive dell’impresa presso la quale è distaccato mentre il distaccante rimane titolare del potere di modificare il contratto di lavoro.

Tutti gli obblighi contributivi, infine, rimangono in capo all’impresa distaccante.

Il modello di contratto di distacco di lavoratori messo a disposizione può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile di Contratto di Lavoro Intermittente o a Chiamata

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di lavoro intermittente o a chiamata.

Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata è una particolare modalità esecutiva del contratto di lavoro subordinato. La sua particolarità è che il datore di lavoro può chiamare il lavoratore, e pagarne lo stipendio ovviamente, solamente qualora necessiti del lavoratore. Si tratta quindi di una forma contrattuale molto flessibile, che consente all’azienda di disporre di manodopera solamente nei periodi in cui ne ha effettivamente bisogno. Generalmente sono gli stessi contratti collettivi nazionali a stabilire in quali mansioni si può ricorrere al contratto di lavoro a chiamata.

Chiaramente non tutte le imprese avranno bisogno di questo tipo di contratto, principalmente ricorreranno al contratto di lavoro a chiamata quelle aziende che hanno una attività stagionale.

La legge con la quale venne istitutita questa forma contrattuale è la Legge Biagi, che recentemente è stata modificata dalla Legge Fornero.

Nella legge sono previste delle condizioni atte a fare in modo che il contratto a chiamata non venga abusato, è così impossibile utilizzare questo tipo di contratto per sostituire lavoratori in sciopero, non si può ricorrere a questo nei periodi festivi o nei weekend e se sono stati applicati ammortizzatori o riduzioni di orario, o effettuati licenziamenti, relativi a personale con le stesse mansioni.

Quanto alle fasce di età nelle quali può essere utilizzato, possono sottoscrivere questa forma contrattuale i lavoratori fino al ventiquattresimo anno di età e quelli sopra i 55 anni.

In ogni caso, indipendentemente dall’età, il lavoratore non potrà lavorare per la medesima azienda per più di 400 giorni nell’arco di un triennio, diversamente il contratto si trasforma in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

La legge istitutiva del contratto di lavoro a chiamata, inoltre, prevede che questo debba essere stipulato in forma scritta e che debbano essere indicata la scadenza del contratto, il luogo di lavoro e il trattamento economico.

Dal punto di vista della durata, come abbiamo detto, può avere una scadenza, quindi essere a tempo determinato oppure no, trattandosi quindi di lavoro a tempo indeterminato. Nel caso in cui, però, il lavoratore abbia meno di 24 anni sarà obbligatoriamente a tempo determinato, visto che diversamente si supererebbe il limite massimo di età previsto appunto nel compimento del venticinquesimo anno del lavoratore.

Ogni volta che il lavoratore risponde alla chiamata acquisisce una specifica indennità di chiamata, pari al 20% della retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato, mentre il rifiuto ingiustificato può comportare licenziamento del lavoratore. Può anche mancare l’obbligo di rispondere alla chiamata e in questo caso il lavoratore è libero di rispondere o meno, e chiaramente non riceve indennità.

Il datore di lavoro, infine, è obbligato a inviare una comunicazione preventiva alla Direzione Provinciale del Lavoro competente ogni volta che decide di avvalersi del contratto di lavoro a chiamata.

Il modello di contratto di lavoro intermittente o a chiamata può essere modificato in modo semplice inserendo le informazioni necessarie per completarlo.

Fac Simile Contratto di Somministrazione di Lavoro

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di somministrazione di lavoro.

Il contratto di somministrazione di lavoro è la tipologia contrattuale che ha sostituito il contratto di lavoro interinale, introdotto nell’ordinamento italiano dalla Legge Biagi, si tratta di un contratto di lavoro al quale partecipano tre differenti soggetti, il lavoratore, la società che utilizza il lavoratore e la società che fornisce il lavoratore.

Semplificando, la società che fornisce il lavoratore è una società, autorizzata a tale scopo dal Ministero del Lavoro, con la quale il lavoratore si accorda per fare in modo che questa gestisca per lui la sua attività lavorativa. Questa società stringerà dunque degli accordi con altre società, che avranno come oggetto la prestazione lavorativa fornita dal lavoratore con il quale si è accordata, mentre la società che utilizza il lavoratore è la società che normalmente avrebbe assunto il lavoratore, se si fosse trattato di un contratto di lavoro subordinato ordinario. Risulta essere dunque l’azienda presso la quale il lavoratore viene impiegato, di fatto è sotto la direzione e il controllo di questa azienda che il lavoratore presta la propria attività lavorativa.

Questa speciale forma contrattuale può essere stipulata sia a tempo indeterminato che determinato ma, nel caso si decida per il tempo indeterminato, il numero massimo dei lavoratori assunti con contratto di somministrazione di lavoro non può essere superiore al 20% dei lavoratori totali dell’azienda.

La normativa non prevede, invece, particolari limiti per l’utilizzo del contratto di somministrazione a tempo determinato, preferendo rimandare una più precisa definizione ai contratti collettivi nazionali.

Per evitare abusi dal parte del datore di lavoro, infine, è vietato sostitutire lavoratori in sciopero, in cassa integrazione o che svolgano mansioni per le quali siano stati effettuati licenziamenti negli ultimi sei mesi con questo specifico strumento contrattuale.

Il contratto di somministrazione deve obbligatoriamente avere forma scritta, sia per quanto riguarda il contratto tra società somministratrice e società utilizzatrice, che quello tra società somministratrice e lavoratore.

Dal punto di vista pratico non vi è differenza tra un operaio assunto direttamente dall’azienda o utilizzato per mezzo di contratto di somministrazione, per questo motivo la normativa prevede che gli impiegati con contratto di somministrazione non possano ricevere uno stipendio inferiore a quello dei dipendenti diretti dell’azienda.

La società somministratrice è colei che è incaricata dell’adempimento di tutti gli obblighi contributivi, previdenziali, assicurativi e assistenziali e, in difetto, la società utilizzatrice è tenuta a provvedere in proprio.

Il modello di contratto di somministrazione di lavoro che mettiamo a disposizione è piuttosto semplice e può essere modificato e personalizzato in base alle proprie esigenze in modo veloce.

Fac Simile di Contratto di Prestazione d’Opera

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di prestazione d’opera.

Il contratto di prestazione d’opera è un contratto tipico previsto dal Codice Civile, agli articoli 2222 e seguenti, che disciplina obblighi e doveri assunti da una persona incaricata di compiere un’opera o un servizio, verso pagamento di un corrispettivo, senza vincolo di subordinazione del committente e prevalentemente con il proprio lavoro.

Queste due ultime condizioni differenziano il contratto d’opera dal lavoro subordinato e dal contratto di appalto, nel contratto di lavoro subordinato, infatti, il lavoratore non dispone di una propria autonomia e risulta essere inquadrato all’interno della struttura del datore di lavoro, alle cui direttive deve rispondere, secondo disciplina, la prevalenza del lavoro proprio, invece, esclude l’organizzazione dei mezzi propri, che invece è caratteristica del contratto di appalto. Per semplificare questa distinzione, possiamo dire, in un certo modo, che mentre la grande e media industria operano per mezzo di contratti d’appalto, essendo necessaria una organizzazione di mezzi per produrre un dato bene o servizio, la piccola industria e in particolare gli artigiani operano per mezzo del contratto di prestazione d’opera essendo predominante il proprio lavoro. Il contratto di prestazione d’opera si distingue infine anche dalla vendita di cose future, essendovi nel contratto d’opera la prevalenza del fare, ovvero dell’attività lavorativa prestata, rispetto il dare, ovvero la vendita dei beni.

Il contratto d’opera, inoltre, è la tipologia contrattuale che viene utilizzata delle libere professioni, in questo caso, si definisce come contratto d’opera intellettuale, per distinguerlo dal contratto d’opera manuale.

Dal punto di vista normativo, la disciplina del contratto d’opera è pressocché identica a quella del contratto di appalto, il committente ha diritto a verificare l’opera, anche in corso di esecuzione, e può impartire direttive al prestatore d’opera. Il mancato rispetto delle direttive del committente attribuisce al committente stesso il diritto di recedere dal contratto d’opera. Non cambia neppure la disciplina relativa a vizi occulti e difformità, anche se, nel caso del contratto d’opera, questi vanno denunciati al prestatore nel termine breve di 8 giorni dalla scoperta degli stessi e nel termine massimo di un anno dalla esecuzione dell’opera.

Analogamente al contratto di appalto, anche per la prestazione d’opera è prevista la presa in consegna dell’opera da parte del committente al termine della stessa: è in questo momento che avviene il collaudo dell’opera, durante il quale si verifica la stessa sia conforme alle direttive impartite.

Il corrispettivo per la prestazione d’opera generalmente viene stabilito nel contratto: tuttavia, qualora assente, si dovrà fare affidamento alle tariffe, quindi agli usi e costumi e solamente in mancanza di indicazioni da parte di questi alla determinazione del giudice.

Il codice civile non preve la forma scritta per questo tipo di contratto. Ciò nonostante è bene che sia redatto per iscritto, al fine di evitare eventuale contenzioso, e che lo stesso contenga la descrizione dettagliata dell’opera o del servizio richiesti, i materiali necessari alla progettazione dell’opera o alla sua realizzazione, i tempi di consegna di questi da parte del committente nonché quelli successivi per la consegna dell’opera completata da parte del lavoratore. Inoltre il contratto d’opera dovrà indicare il prezzo pattuito e i tempi di pagamento. Risulta essere importante infine che disciplini anche le modalità di recesso.