Modello di Procura Speciale per Vendita Immobile

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di procura speciale per vendita immobile da compilare e stampare.

Come sappiamo, il linguaggio giuridico può essere complesso per chi non è pratico della materia. Per questo motivo, con questa guida, cercheremo di fare chiarezza sul significato della procura, in modo particolare per quanto riguarda la vendita di un immobile. Ma iniziamo dal principio. Con procura si intende un atto con il quale un soggetto attribuisce a un altro soggetto il permesso e il potere di agire in suo nome nel compimento di atti o attività i cui effetti si produrranno direttamente in capo al rappresentato. In parole molto più semplici, la procura si rivela essere un atto utile quando il rappresentato non può raggiungere il luogo di conclusione del contratto perchè vive lontano o perchè altri impegni lo consentono.

Andando più nello specifico, bisogna chiarire che esistono più tipi di procura. Questa, infatti, può essere generale e speciale. Grazie alla prima, la procura generale, l’interessato ha la possibilità di affidare al rappresentante un potere molto ampio, concedendo la gestione di tutti i suoi affari, senza fare alcuna distinzione tra quelli presenti e quelli futuri. La procura generale viene rilasciata a tempo indeterminato e risulta essere valida fino a quando non viene revocata. La procura speciale, invece, si concentra solo sulla gestione di un affare specifico, quindi decade nel momento esatto in cui si conclude l’incarico per cui è stata concessa.

Questa,solitamente, si applica nel caso di liti, diventando l’atto con cui un soggetto delega il proprio avvocato a rappresentarlo e difenderlo in fase di giudizio. Ugualmente viene concessa, per esempio, per la vendita di automobili, in modo particolare quando la vendita viene affidata a un concessionario, per riscuotere somme di denaro depositate presso un istituto bancario oppure un ufficio postale.

Chiariti questi punti generali, ora concentriamo la nostra attenzione sulla procura speciale per la vendita di immobile. Come ci suggerisce la dicitura, si tratta di un atto con il quale si conferisce a un’altra persona la possibilità di agire in nostra vece e rappresentanza, per portare a termine tutti gli atti necessari per la vendita di un immobile.

Prima di ogni cosa, però, nell’atto di procura è necessario specificare quali sono i poteri del rappresentante e se questo ha, per esempio, la possibilità o meno di stabilire le condizioni e il prezzo di vendita, riscuoterlo e dichiararlo già riscosso, rilasciandone quietanza o concedere dilazioni di pagamento.

Inoltre, per fare in modo che la procura speciale per vendita immobile sia considerata giuridicamente valida, deve essere sottoscritta con un atto, scrittura privata autenticata o atto pubblico, davanti a un notaio. In questo caso è necessario che chi conferisce la procura esibisca dei documenti come una fotocopia di un documento di identità, una fotocopia del codice fiscale, una fotocopia del permesso di soggiorno se si tratta di un cittadino extracomunitario. Ovviamente, se chi conferisce la procura è coniugato e il regime patrimoniale prescelto è la comunione dei beni, la procura deve essere sottoscritta da entrambi i coniugi.

Nel caso in cui sia una società a conferire la procura, occorre mostrare quei documenti che giustificano i poteri del legale rappresentante. Stiamo parlando della visura recente del registro imprese da cui risultino gli organi in carica, statuto vigente della società o patti sociali attuali, eventuale delibera del consiglio di amministrazione o dell’assemblea dei soci che autorizza il legale rappresentante a compiere l’atto. Da parte sua, la persona cui viene concessa la procura deve presentare più semplicemente fotocopia di un documento di identità e fotocopia del codice fiscale.

Per concludere, un accenno ai costi che, fatta eccezione per casi particolari, sono piuttosto contenuti. Infatti, se non si rendono necessarie ricerche catastali e ipotecarie, il costo di una procura speciale per vendita immobile esente da registrazione, esclusi i bolli, è di circa 100,00 euro.

Il modello di procura speciale per vendita immobile presente in questa pagina è in formato Doc, può quindi essere modificato in modo semplice e veloce.

Modello di Contratto di Franchising

In questa pagina proponiamo un modello di contratto di franchising da compilare e stampare.

Il contratto di franchising, detto anche contratto di affiliazione commerciale, è quel particolare tipo di contratto per mezzo del quale un imprenditore, denominato affiliante o franchisor, concede a un altro imprenditore il diritto ad esercitare una attività di produzione o un sistema di distribuzione di beni o servizi. Risulta essere importante precisare che i due imprenditori che stipulano il contratto di franchising devono essere giuridicamente e economicamente indipendenti. Con il contratto di affiliazione commerciale, dunque, l’affiliato acquista il diritto, dietro compenso, a utilizzare il marchio dell’affiliante, le insegne, il know how, i brevetti e tutto quanto viene compreso nel contratto di franchising.

Il contratto di affiliazione commerciale negli ultimi decenni ha trovato una ampia diffusione nel mondo commerciale, presentando vantaggi per entrambi gli imprenditori che stipulano lo stesso. L’affiliante, infatti, grazie al contratto di franchising riuscirà a sviluppare quote di mercato in minor tempo e senza dovere impiegare capitali propri. In questo modo riuscirà a vendere di più e a ridurre i costi d’impresa, il compenso che riceve andrà a compensare quella parte di ricavi che spetterà all’affiliato.

Anche l’affiliato, del resto, otterrà dei vantaggi propri dal contratto di franchising. Innanzitutto potrà usufruire di un marchio già presente sul mercato, sfruttandone l’avviamento commerciale senza dover sostenere i relativi costi. Non solo, beneficerà anche della pubblicità che l’affiliante effettuerà nonché di corsi di formazione del personale, consulenze tecnico amministrative e di una rete distribuita sul territorio. Chiaramente a fronte di questi servizi sosterrà dei costi, che sono propri del contratto di franchising ma avrà il vantaggio di ridurre enormemente il rischio di fallimento essendo consigliato passo passo da un partner con esperienza.

Questo ovviamente quando diritti e doveri del contratto di franchising sono equamente ripartiti tra affiliato e affiliante. Per questo motivo va prima di tutto precisato che a pena di nullità, come previsto dalla Legge 6 maggio 2004, n. 129 e dal Decreto 2 Settembre 2005 , n. 204 che regolamentano in Italia il franchising, il contratto di affiliazione commerciale deve essere redatto per iscritto. Lo stesso deve indicare l’ammontare delle spese di ingresso e degli investimenti richiesti all’affiliato nonché le modalità di calcolo e pagamento dei diritti che questi dovrà corrispondere all’affiliante. Inoltre dovrà essere indicato nel contratto l’ambito di eventuale esclusiva territoriale oltre che quale sia il know-how che l’affiliante si impegna a fornire all’affiliato. Ovviamente saranno dettagliate le caratteristiche dei servizi offerti dall’affiliante sia in termini di formazione, assistenza tecnica, assistenza commerciale, progettazione e allestimento di spazi e campagne commerciali e via dicendo. Infine il contratto di franchising indicherà le condizioni di rinnovo, risoluzione o eventuale cessione del contratto.

Non vi sono settori commerciali ai quali non si possa applicare il contratto di franchising, dall’abbigliamento ai viaggi, dall’immobiliare alla ristorazione, dalla telefonia al fitness il contratto di affiliazione commerciale risulta essere una forma contrattuale molto versatile e in grado di riversare grandi vantaggi su entrambe le parti contrattuali.

Chiaramente, tra affiliante e affiliato quello che possiede un deficit informativo è l’affiliato, il quale avrà meno esperienza ed informazioni dell’affiliante. Risulta essere dunque importante, nel momento in cui si sottoscrive un contratto di franchising valutare bene tutte le clausole contrattuali nonché raccogliere informazioni ulteriori sui servizi offerti dall’affiliante.

Risulta essere opportuno richiedere copia degli ultimi tre bilanci dell’affiliante, al fine di comprendere la solidità economica della struttura alla quale ci si affilia oltre che una lista degli affiliati operanti nel sistema e dei punti vendita diretti dell’affiliante. Altra informazione che si deve richiedere all’affiliante al fine di avere una informativa completa sulla struttura proposta è l’indicazione della variazione, anno per anno, del numero degli affiliati con relativa ubicazione con riferimento agli ultimi tre anni. Molto importante è poi possedere un’informativa relativa agli eventuali procedimenti giudiziari o arbitrali promossi dagli affiliati nei confronti dell’affiliante.

Il costo di un contratto di franchising varia in base al marchio e al tipo di servizi che vengono offerti, generalmente si pagano due tipi di commissioni, una fissa e una variabile in base al fatturato. La commissione fissa può andare da qualche migliaio di euro all’anno fino a decine di migliaia di euro all’anno, a seconda dalla quantità e qualità di servizi e prestazioni che l’affiliante presta. Per esempio se l’affiliante offre servizi di consulenza legale inclusi, corsi di formazione, realizzazione di campagne pubblicitarie a livello nazionale su TV e riviste il costo fisso sarà elevato così come maggiore sarà la penetrazione nei mercati e la forza di vendita. Oltre a questo elemento fisso, il contratto di franchising generalmente presenta anche un costo variabile, rappresentato da una royalty calcolata sul fatturato dell’affiliato che generalmente va da un 3% sino un 10% massimo.

Infine, valutate sempre il fatto che qualsiasi contratto comporta un determinato rischio di controversia e dovrà prima o poi giungere al termine. Nel caso si tratti di un contratto di franchising a tempo determinato, in particolare, valutate che il tempo che l’affiliante concede sia adeguato per rientrare dei costi che si sostengono per affiliarsi. Inoltre valutate con attenzione le limitazioni all’esercizio del diritto di recesso e fate in modo che tutte le informazioni fornite siano per scritto, nel caso abbiate ricevuto una informativa pre contrattuale errata è infatti possibile recedere dal contratto di franchising e richiedere il rimborso di quanto versato.

Modello Contratto Preliminare di Compravendita

In questa pagina proponiamo un modello di contratto preliminare di compravendita.

Il contratto preliminare di compravendita è un contratto previsto dagli articoli 1326 e seguenti del Codice Civile per mezzo del quale le parti si impegnano a stipulare un successivo contratto, il cui contenuto è già determinato nel contratto preliminare. Si tratta di un contratto, insomma, con il quale le parti si obbligano a prestare il proprio consenso alla stipulazione di un successivo contratto, che produrrà effetti, ovviamente, solamente al momento in cui sarà stipulato.

Utilizzato nella pratica principalmente nel mondo immobiliare, in verità il contratto preliminare può avere come oggetto qualsiasi tipologia contrattuale. Unica tipologia contrattuale che si ritiene non possa essere oggetto di contratto preliminare è la donazione.

Generalmente il contratto preliminare indica un termine entro il quale le parti si obbligano ad addivenire al successivo contratto definitivo. Tuttavia non è obbligatorio tale termine sia individuato nel contratto stesso, si dice dunque che la mancanza di un termine nel contratto preliminare non invalida il contratto stesso. Le parti, nel momento in cui vorranno apporre un termine, potranno infatti rivolgersi al giudice.

Allo stesso modo è possibile sottoporre il contratto preliminare a condizione, in questo modo le parti si impegneranno a sottoscrivere il successivo contratto definitivo solamente se si avvera una determinata condizione.

Va prestata molta attenzione alla forma con la quale viene redatto un contratto preliminare, questa dovrà essere la medesima del contratto definitivo. In caso così non fosse il contratto preliminare è nullo.

Come abbiamo detto, per mezzo del contratto preliminare le due parti si obbligano a stipulare un successivo contratto. Vediamo cosa avviene nel caso in cui una delle due parti, successivamente alla stipula del contratto preliminare, si rifiuti di adempiere. In questo caso, ai sensi dell’articolo 2932, si può adire il giudice e richiedere che lo stesso emetta una sentenza che produca i medesimi effetti che avrebbe prodotto il contratto non concluso. Diversamente, se la parte adempiente preferisce, è possibile agire giudizialmente per ottenere la risoluzione del contratto e richiedere un risarcimento danni da inadempimento contrattuale ai sensi dell’articolo 1453 del Codice Civile.

Comunque, il rispetto delle obbligazioni assunte per mezzo di un contratto preliminare può essere rafforzato dalla previsione di una caparra confirmatoria, in questo modo, ai sensi dell’articolo 1385 la parte adempiente, qualora sia quella che ha ricevuto la caparra, potrà trattenere quanto ricevuto da quella inadempiente, diversamente se la parte adempiente è quella che ha dato la caparra, allora avrà diritto alla restituzione del doppio della caparra. Se invece la caparra invece che confirmatoria sarà penitenziale, quindi disciplinata dall’articolo 1386 del Codice Civile, questa sarà considerata come il corrispettivo del recesso. Va dunque prestata attenzione alle parole, visto i differenti effetti giuridici che scaturiscono dalla caparra confirmatoria piuttosto che da quella penitenziale.

Il modello di contratto preliminare di compravendita messo a disposizione in questa pagina è in formato Doc e può essere modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto di Agenzia

Il contratto di agenzia è un contratto regolamentato dal Codice Civile, agli articoli 1742 e seguenti, per mezzo del quale una parte, detta proponente, affida all’altra parte, denominata agente, l’incarico di promuovere la conclusione di contratti aventi come oggetto l’attività del proponente e dietro corresponsione di un corrispettivo.

Ai sensi dell’articolo 1746 del codice civile, l’attività dell’agente consiste nella promozione della conclusione dei contratti, attività che si realizza visitando i clienti, spiegando le caratteristiche del prodotto e le clausole contrattuali. L’agente non possiede il potere di rappresentanza, dunque, sempre che non gli venga attribuito specificamente. Allo stesso modo, l’agente non possiede il potere di riscuotere per conto del proponente, e neppure quello di concedere sconti o dilazioni. Risulta essere tuttavia prevista, dall’articolo 1744 del codice civile, la possibilità che il proponente affidi tali poteri all’agente.

Dal contratto di agenzia derivano alcuni diritti e obblighi reciproci, il primo diritto, peraltro irrinunciabile, che possiede ciascuna delle due parti è quello di ottenere una copia del contratto stesso.

Risulta essere invece un diritto dell’agente quello di possedere una zona di esclusiva, all’interno della quale l’agente stesso svolge la propria attività e tutti i contratti conclusi in detta zona si ritengono stipulati in virtù dell’attività posta in essere dall’agente. Nonostante, però, dal contratto di agenzia derivi l’obbligo di non contrattare altri agenti nella zona di esclusiva, nulla vieta che l’imprenditore stesso, in proprio, possa comunque operare nella zona affidata all’agente, sempre che, nel fare ciò, non impedisca o eluda l’attività dell’agente.

Il diritto di esclusiva, però, opera anche a favore del proponente, l’agente, infatti, non potrà svolgere la propria attività per conto di altre aziende che siano in concorrenza tra di loro.

Risulta essere diritto dell’agente ricevere una provvigione per gli affari conclusi direttamente nonché per quelli promossi nella zona di competenza. Va tuttavia precisato che non è sufficiente la conclusione del contratto, ma è necessario allo stesso venga data regolare esecuzione.

Il contratto di agenzia può terminare per inadempimento di una delle due parti o per scadenza del termine. Nel caso lo scioglimento avvenga per scadenza del termine, il preponente è tenuto a corrispondere un’indennità, la quale serve a ricompensare l’agente per l’attività che questi ha portato all’azienda in modo permanente.

Il contratto di agenzia, infine, può prevedere la presenza di una clausola di non concorrenza, in virtù della quale, per massimo due anni dal termine del rapporto di agenzia, l’agente si obbliga a non svolgere attività in concorrenza con quella dell’agente, nella medesima zona a egli affidata. Nel caso il rapporto di agenzia includa l’obbligo di non concorrenza, il proponente è tenuto a liquidare, ai sensi dell’articolo 1751-bis, una speciale indennità.

Il fac simile di contratto di agenzia proposto in questa pagina è in formato Doc e può quindi essere modificato in modo semplice e veloce.

Fac Simile Contratto di Distacco di Lavoratori

In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di contratto di distacco di lavoratori.

Il contratto di distacco di lavoro è una delle possibilità che la normativa mette a disposizione delle aziende che hanno interesse a offrire una o più unità del proprio personale a un’altra azienda, in modo temporaneo. La presenza di un interesse nell’offerta del personale e la temporaneità della prestazione sono le due condizioni che differenziano il contratto di distacco di lavoro dal contratto di somministrazione di lavoro. Comprendere bene quale sia il perimetro di azione di queste due clausole è molto importante, visto che un’erronea interpretazione delle stesse farebbe ricadere il contratto, come detto, in un’illecita somministrazione di personale, sanzionata pesantemente a livello pecuniario e penale.

Il requisito della temporaneità è il più semplice da comprendere, non si può distaccare un lavoratore presso un’azienda terza a tempo indeterminato. La normativa, tuttavia, non fissa un termine massimo, questo, infatti, dipende dall’altro requisito, ovvero quello dell’interesse dell’azienda a distaccare lavoratori. Una volta che non sussiste più tale interesse, anche in presenza di un termine non ancora compiuto, il contratto di distacco di lavoro si convertirà automaticamente in un illecito contratto di somministrazione di lavoro, e dunque dovrà essere immediatamente concluso.

L’interesse dell’azienda al distacco del lavoratore è dunque la vera clausola che permette di definire se il contratto di distacco è legittimo o meno. Anche in questo caso la normativa non indica quale siano gli interessi che l’azienda può perseguire, la giurisprudenza, di conseguenza, ritiene valido qualsiasi interesse produttivo del distaccante, sempre che questo interesse non sia solo e unicamente la mera somministrazione di lavoro.

Vi deve essere dunque un interesse produttivo, qualsiasi interesse produttivo, alla base del contratto di distacco di lavoro, così, per esempio, l’impresa committente potrà avere interesse a distaccare un suo tecnico, un suo ingegnere, un suo architetto o anche un suo impiegato amministrativo presso l’impresa appaltante, al fine di controllare che l’esecuzione dei lavori appaltati rispetti quanto concordato o possa essere eseguita al meglio. Oppure, qualora l’impresa appaltante fosse carente di qualche specifica competenza, l’impresa appaltatrice potrà fornire propri dipendenti che possiedono le conoscenze o i requisiti che mancano all’impresa appaltante.

Detto questo, il lavoratore che viene distaccato non deve accettare il distacco, ma lo subirà in forma passiva, anche se è ovviamente bene avvisare il lavoratore, prima di distaccarlo, e possibilmente concordare con questi forme e modalità. Questo è vero fino a quando al lavoratore non vengano affidate mansioni differenti da quelle che svolgeva presso il distaccante oppure se il luogo di lavoro dista più di 50 km dalla sede del distaccante.

Il lavoratore distaccato non avrà diritto a ricevere integrazioni allo stipendio per il fatto di essere distaccato, mentre nel contratto di distacco di lavoro si potrà prevedere che l’impresa presso la quale viene distaccato il lavoratore fornisca un rimborso spese all’impresa che distacca il lavoratore. In questo senso è bene chiarire che il rimborso spese non dovrà superare i costi sostenuti dall’impresa distaccante, altrimenti si potrebbe rischiare di incorrere nuovamente in un contratto di somministrazione di lavoro illegittimo.

Dal punto di vista disciplinare, invece, il lavoratore distaccato dovrà sottostare alle direttive dell’impresa presso la quale è distaccato mentre il distaccante rimane titolare del potere di modificare il contratto di lavoro.

Tutti gli obblighi contributivi, infine, rimangono in capo all’impresa distaccante.

Il modello di contratto di distacco di lavoratori messo a disposizione può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.