Fac Simile Contratto di Sublocazione

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello contratto di sublocazione da compilare e stampare.

Uno degli argomenti più interessanti relativi alle locazioni di un immobile, riguarda la sublocazione, ed il relativo contratto, che può essere di diverse tipologie. Questo perché la sublocazione è indubbiamente un argomento che potrebbe interessare molti locatari, che di fatto non sfruttano certe camere dell’immobile che hanno preso in affitto. Nonostante tutto, bisogna sempre stare attenti con la sublocazione, esistono delle regole che il locatario dovrà rispettare.

La sublocazione è quell’attività che vede un locatario affittare ad un terzo soggetto l’immobile o una o più stanze dell’immobile preso in affitto. Questo significa che la sublocazione si manifesta in presenza di tre soggetti, il proprietario dell’immobile, chiamato locatore, l’inquilino, chiamato locatario e sublocatore, ed un secondo inquilino, chiamato sublocatario. Vediamo quali sono i rapporti che regolano questi tre soggetti. Il locatore ha un contratto di affitto con il locatario, il quale a sua volta stipula un contratto di affitto con il sublocatario, diventando sublocatore. In questa situazione, la sublocazione consente al sublocatario di diventare a tutti gli effetti inquilino dell’immobile, tramite un rapporto che lo lega al locatario e non al locatore. Ma esso non è mai libero da vincoli. Nel contratto di sublocazione, infatti, è sempre prevista la scadenza, anche immediata, nel caso in cui venisse a mancare il primo contratto stipulato tra locatore e locatario.  In sintesi, l’accordo di sublocazione viene terminato senza preavviso qualora scada o venga annullato il primo contratto di affitto stipulato dal sublocatore con il locatore.

Il contratto di sublocazione, dunque, è il contratto che consente ad un locatario di cedere il diritto di usufrutto di un immobile non di proprietà, ma preso in affitto, ad un soggetto terzo che prende il nome di sublocatario. Per iniziare, va specificato che qualsiasi contratto di sublocazione può essere presente solo nel caso in cui si verifichino due situazioni, cioè che il contratto di locazione originario preveda la possibilità della sublocazione o che il contratto non preveda espressamente il divieto di sublocazione, dunque non dica nulla in merito, e non siano presenti clausole di questo tipo. Nel primo esempio il locatario è autorizzato a sublocare l’immobile per intero o per alcune delle sue stanze, mentre nel secondo esempio esiste questa possibilità, a patto che se ne parli con il locatore, che dovrà ovviamente concordare con la sublocazione. In caso di presenza di clausola di divieto, per legge il locatario non può sublocare l’appartamento.

Esistono sostanzialmente due tipologie di contratto di sublocazione, quella per la sublocazione totale, e quella per la sublocazione parziale. La differenza tra i due contratti è abbastanza facile da intuire, nel primo caso la sublocazione prevede la cessione del diritto di abitazione dell’intero immobile da parte del locatario al sublocatario. Nel secondo caso, invece, viene ceduto l’usufrutto di una o più stanze, e non dell’intero appartamento. Questa è la tipologia più frequente, che, per esempio, consente ad un locatario di affittare alcune stanze quando non può sfruttarle. In entrambe le tipologie di contratto, il canone di affitto per la sublocazione passa sempre dal sublocatore, il quale dovrà poi corrispondere il proprio canone al proprietario dell’immobile. Questo significa che tra proprietario e sublocatario non vi è un rapporto e pagamento di canone.

Se un contratto di affitto prevede una clausola che nega qualsiasi possibilità di sublocazione, il proprietario dell’immobile è autorizzato a portare in tribunale il locatario, interrompendo immediatamente il contratto che li lega. In realtà, la situazione è molto più elastica per quanto concerne il contratto di sublocazione parziale, a differenza di quello totale, se non è presente una clausola il locatario è sempre autorizzato a portare nuovi inquilini in casa e a fargli pagare il canone. Il suo unico obbligo, infatti, è quello di darne comunicazione al proprietario dell’immobile, segnalando anche i nomi ed i cognomi dei sublocatari delle stanze. Per quanto concerne il contratto di sublocazione totale, invece, è possibile sublocare un immobile nella sua interezza solo previo consenso del proprietario di casa e questo consenso deve sempre avere forma scritta.

Risulta essere anche interessante specificare che un contratto di sublocazione non ha mai una data di scadenza ufficiale dell’affitto. Questo è abbastanza comprensibile, considerando che è legato al primo contratto di locazione. In ogni caso, il sublocatore ed il sublocatario sono liberi di decidere quale data di scadenza assegnare al contratto di sublocazione, ma la durata non può ovviamente essere superiore al primo contratto di locazione.

Il modello di contratto di sublocazione presente in questa pagina può essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

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