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Fac Simile Esposto Abuso Edilizio

Aggiornato il 29/09/2026

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In questa pagina puoi scaricare un fac simile di esposto per abuso edilizio in formato Word, da utilizzare per segnalare al Comune opere che si ritengono potenzialmente irregolari e chiedere le verifiche di competenza.

Il documento è un fac simile libero e non un modulo ufficiale nazionale. Prima di utilizzarlo è opportuno controllare il sito del Comune interessato: alcune amministrazioni prevedono un proprio modulo, un servizio online o specifiche modalità di presentazione. Il modello è destinato alla vigilanza amministrativa in materia edilizia e non sostituisce una denuncia o una querela eventualmente necessaria in ambito penale.

Fac Simile Esposto per Abuso Edilizio Word

Il modello Word può essere modificato inserendo i dati dell’esponente, l’esatta ubicazione dell’immobile, la descrizione delle opere, le circostanze osservate e gli eventuali documenti allegati.

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Fac Simile Esposto per Abuso Edilizio Word
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Fac Simile Esposto Abuso Edilizia
Fac Simile Esposto Abuso Edilizia

A cosa serve l’esposto per abuso edilizio

L’esposto consente di portare all’attenzione del Comune una situazione che potrebbe richiedere l’esercizio dei poteri di vigilanza urbanistico-edilizia. L’articolo 27 del D.P.R. 380/2001 attribuisce al dirigente o al responsabile del competente ufficio comunale il compito di vigilare sull’attività edilizia nel territorio e prevede espressamente che le violazioni possano essere constatate anche a seguito della segnalazione dei cittadini.

Il modello può essere utilizzato, per esempio, quando si vogliono segnalare ampliamenti, nuove costruzioni, verande, tettoie, cambiamenti esteriori o altre opere per le quali esistono elementi concreti che fanno dubitare della regolarità edilizia. È però opportuno descrivere i fatti come osservati, senza presentare come certa l’esistenza di un abuso quando non si conoscono i titoli o gli atti depositati presso il Comune.

Non tutte le opere visibili richiedono infatti un permesso di costruire e non ogni difformità comporta le stesse conseguenze. A seconda dell’intervento possono trovare applicazione edilizia libera, CILA, SCIA, permesso di costruire, tolleranze costruttive o procedure di regolarizzazione.

Come compilare l’esposto

La parte più importante del documento è la descrizione concreta della situazione. Il Comune deve poter individuare l’immobile e comprendere quali accertamenti vengono richiesti senza dovere ricostruire il contenuto della segnalazione attraverso supposizioni.

  • Dati dell’esponente: indicare nome, cognome, residenza e recapiti utili per eventuali comunicazioni.
  • Destinatario: indicare il Comune e, se conosciuto, l’ufficio competente in materia di edilizia, urbanistica o vigilanza edilizia.
  • Ubicazione: riportare indirizzo e, se disponibili, dati catastali o altri elementi che permettano di identificare con precisione l’immobile o il terreno.
  • Opere osservate: descrivere ciò che è stato realizzato o è in corso di realizzazione, indicando dimensioni e caratteristiche soltanto quando effettivamente conosciute.
  • Cronologia: specificare, quando possibile, quando i lavori sono iniziati, se sono ancora in corso e le date degli episodi rilevanti.
  • Motivo della segnalazione: spiegare gli elementi che fanno ritenere opportuno un controllo, evitando di affermare l’assenza di autorizzazioni quando non è stata verificata.
  • Richiesta: chiedere al Comune di verificare la regolarità urbanistico-edilizia delle opere e di adottare gli eventuali provvedimenti di propria competenza.
  • Allegati: elencare fotografie, planimetrie, comunicazioni o altri documenti realmente utili alla verifica.
  • Data e firma: completare l’esposto secondo le modalità richieste dal canale utilizzato per la presentazione.

Le fotografie possono facilitare l’individuazione delle opere, soprattutto quando i lavori sono ancora in corso. Devono però essere acquisite lecitamente: la necessità di documentare una segnalazione non autorizza ad accedere a proprietà altrui o a compiere altre attività non consentite.

Dove presentare l’esposto

L’esposto va normalmente rivolto al Comune nel cui territorio si trova l’immobile. L’organizzazione varia da ente a ente: la pratica può essere gestita dall’ufficio edilizia privata, dall’urbanistica, da un servizio di vigilanza edilizia, dallo Sportello Unico per l’Edilizia o, per alcuni accertamenti, dalla Polizia Locale.

Prima dell’invio è quindi consigliabile consultare il sito istituzionale del Comune e verificare destinatario, eventuale modulo ufficiale, allegati e canale previsto. A seconda dell’organizzazione dell’ente possono essere disponibili il protocollo telematico, la PEC, un servizio online oppure la consegna al protocollo. È opportuno conservare la ricevuta e il numero di protocollo.

Se il Comune mette a disposizione uno specifico modulo per la segnalazione degli abusi edilizi, è preferibile utilizzare quel documento. Il fac simile presente in questa pagina può comunque essere utile per preparare la descrizione dei fatti o come allegato, se la procedura locale lo consente.

Quando il problema non riguarda la possibile irregolarità di un’opera edilizia ma una più generica situazione che richiede un intervento dell’amministrazione, può essere più adatto il fac simile di lettera al Comune per richiesta di intervento. Per segnalazioni di altra natura è invece disponibile un fac simile generico di esposto.

Cosa succede dopo la presentazione

La presentazione dell’esposto non comporta automaticamente l’accertamento di un abuso né l’emissione di un’ordinanza di demolizione. L’ufficio può effettuare verifiche documentali, controllare i titoli edilizi, acquisire ulteriori informazioni e, quando necessario, eseguire un sopralluogo. L’esito può consistere nell’archiviazione della segnalazione oppure nell’adozione dei provvedimenti previsti dalla disciplina applicabile quando vengono effettivamente accertate irregolarità.

È importante non confondere i termini previsti per determinate attività di vigilanza con un termine automatico applicabile a ogni esposto. In particolare, i quarantacinque giorni indicati dall’articolo 27 del D.P.R. 380/2001 decorrono dall’eventuale ordine di sospensione dei lavori e riguardano l’adozione dei successivi provvedimenti definitivi: non decorrono semplicemente dalla data in cui il cittadino protocolla la segnalazione.

Anche la possibilità di pretendere un provvedimento espresso in caso di inerzia deve essere valutata in concreto. La giurisprudenza riconosce una posizione particolarmente qualificata, per esempio, al proprietario confinante che abbia un interesse diretto rispetto alle opere segnalate, mentre un esposto proveniente da un soggetto privo di uno specifico interesse può avere una funzione meramente sollecitatoria. Non è quindi corretto affermare che qualsiasi segnalazione debba necessariamente essere definita entro trenta giorni.

Sanatoria e Decreto Salva Casa

La presenza di una difformità non significa necessariamente che l’unico esito possibile sia la demolizione. Il D.P.R. 380/2001 prevede differenti regimi sanzionatori e, quando ricorrono i presupposti stabiliti dalla legge, procedure di regolarizzazione.

Il decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito dalla legge 24 luglio 2024, n. 105, ha introdotto tra l’altro l’articolo 36-bis del Testo Unico dell’Edilizia per specifiche ipotesi di parziale difformità, variazioni essenziali e interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA. Le condizioni cambiano in base alla natura dell’irregolarità e non possono essere valutate sulla sola base di quanto visibile dall’esterno. Le linee di indirizzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Decreto Salva Casa forniscono chiarimenti sull’applicazione di queste disposizioni.

Per questo motivo l’esposto dovrebbe limitarsi a fornire al Comune gli elementi necessari per effettuare il controllo, senza pretendere di stabilire anticipatamente se l’opera sia insanabile o quale specifica sanzione debba essere applicata.

Immobili sottoposti a vincolo paesaggistico

Se l’immobile si trova in un’area sottoposta a tutela paesaggistica, è utile indicarlo quando la circostanza è conosciuta. L’autorizzazione paesaggistica, quando richiesta, è distinta dal titolo edilizio e la verifica può quindi riguardare entrambi i profili.

La disciplina delle regolarizzazioni paesaggistiche richiede particolare cautela. Oltre alle ipotesi previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, l’articolo 36-bis del D.P.R. 380/2001 ha introdotto una specifica procedura di accertamento della compatibilità paesaggistica nell’ambito delle sanatorie da esso disciplinate, applicabile secondo i relativi presupposti anche a interventi che abbiano comportato superfici utili o volumi. Non è quindi corretto presumere, sulla sola base delle dimensioni dell’opera, che una determinata irregolarità possa o non possa essere regolarizzata.

Esposto anonimo e riservatezza

Per una segnalazione formale e facilmente tracciabile è preferibile indicare i propri dati e sottoscrivere il documento. Una segnalazione anonima sufficientemente circostanziata può comunque fornire all’amministrazione elementi per valutare l’avvio di controlli d’ufficio, ma non offre al segnalante le stesse possibilità di essere contattato o di seguire la pratica.

Non bisogna neppure presumere che il nominativo dell’esponente sia necessariamente comunicato alla persona interessata dai controlli o, al contrario, che resti sempre segreto. L’accesso all’esposto e ai dati identificativi del segnalante viene valutato secondo le regole sull’accesso ai documenti amministrativi, sulla riservatezza e sulle eventuali esigenze difensive. A seconda del caso l’amministrazione può consentire l’accesso al documento, limitarlo oppure oscurare determinati dati personali.

Esposto, denuncia e controversie tra privati

Questo fac simile è finalizzato principalmente a sollecitare i controlli amministrativi del Comune. Se invece si intende portare all’attenzione dell’autorità giudiziaria fatti che si ritengono penalmente rilevanti, occorre valutare lo strumento appropriato e le modalità previste per la presentazione di una denuncia o di una querela.

L’esposto edilizio non sostituisce inoltre gli strumenti di tutela civilistica. Questioni riguardanti confini, servitù, distanze, vedute o altri rapporti tra proprietari possono richiedere una tutela distinta anche quando le stesse opere sono oggetto di verifiche urbanistico edilizie da parte del Comune.

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