In questa pagina sono disponibili in Word e PDF i fac simile di una relazione di stima del valore economico di una S.r.l., impostata in vista di una possibile cessione di quote. I modelli sono esempi redazionali da adattare allo scopo dell’incarico, alla data di valutazione e ai dati effettivi dell’impresa.
Prima dell’utilizzo occorre sostituire tutte le informazioni esemplificative, comprese date, importi, tabelle, descrizioni aziendali, formule e coefficienti. Per operazioni soggette a una relazione di stima prevista dalla legge è necessario rispettare le qualifiche e le formalità richieste nel caso concreto.
Modello perizia valutazione azienda Word
Il file Word è indicato per predisporre una bozza modificabile. Tutti i dati dell’esempio devono essere verificati e personalizzati prima della sottoscrizione.
Fac simile perizia di stima aziendale PDF
Il PDF può essere utilizzato per consultare o stampare la struttura proposta. Per modificare liberamente il contenuto è preferibile scaricare il file Word.

Cosa contiene il fac simile
Il modello propone una struttura articolata per descrivere e valutare una società. In particolare, comprende sezioni dedicate a:
- oggetto, finalità e data di riferimento della valutazione;
- identificazione della società e descrizione dell’attività svolta;
- documentazione contabile, societaria e gestionale esaminata;
- situazione economica e patrimoniale dell’impresa;
- beni materiali e immateriali, crediti, debiti e altre passività;
- partecipazioni, immobili e ulteriori componenti patrimoniali, quando presenti;
- criteri e metodi di valutazione considerati;
- calcoli utilizzati e conclusione sul valore economico stimato.
Il fac simile sviluppa, a titolo esemplificativo, un metodo misto patrimoniale-reddituale con autonoma valutazione dell’avviamento. Questo criterio non è adatto automaticamente a ogni impresa. Il professionista deve motivarne l’impiego e non deve riutilizzare coefficienti, moltiplicatori o formule dell’esempio senza verificarne l’adeguatezza.
Quando utilizzare il modello
Il documento può essere utilizzato come traccia per organizzare una valutazione finalizzata alla conoscenza del valore economico di una società, alla preparazione di una trattativa o alla possibile cessione di una partecipazione. Non è invece un calcolatore automatico e non consente di ricavare un valore attendibile mediante la semplice sostituzione degli importi.
Se la stima riguarda una quota e non l’intera azienda, il valore della partecipazione non deve essere determinato automaticamente applicando la percentuale posseduta al valore complessivo. Possono incidere i diritti economici e amministrativi della quota, il controllo o la posizione di minoranza, le clausole statutarie, i vincoli alla circolazione e gli eventuali premi o sconti, che devono essere motivati.
Una valutazione in continuità aziendale è inoltre diversa da una stima effettuata in uno scenario di liquidazione. Quest’ultima non va confusa con il bilancio finale di liquidazione, che viene predisposto al termine delle operazioni liquidatorie e ha una funzione specifica.
Documenti e dati da raccogliere
La documentazione necessaria dipende dalla finalità della stima, dalla struttura dell’impresa e dal metodo scelto. Normalmente possono essere richiesti:
- atto costitutivo, statuto, visura e informazioni sulla composizione societaria;
- bilanci degli ultimi esercizi e situazione contabile aggiornata;
- nota integrativa e, quando predisposta, relazione sulla gestione;
- bilanci consolidati e documenti delle società partecipate, se pertinenti;
- libro inventari, registro dei cespiti e documenti relativi ai beni aziendali;
- contratti rilevanti, finanziamenti, disponibilità liquide e posizione finanziaria netta;
- informazioni su crediti, debiti, contenziosi, garanzie, imposte e passività potenziali;
- business plan, budget e previsioni economiche e finanziarie verificabili;
- dati sul mercato, sulla concorrenza e sui principali rischi dell’attività.
Non tutti questi documenti sono sempre presenti o necessari. Il valutatore deve selezionare le fonti pertinenti, verificarne l’attendibilità e dichiarare eventuali limiti informativi.
Come scegliere il metodo di valutazione
| Metodo | Impiego e verifiche principali |
|---|---|
| Patrimoniale | Parte dal patrimonio netto contabile e rettifica attività e passività per rappresentarne il valore coerente con lo scopo della stima. Deve considerare anche plusvalenze, minusvalenze e passività potenziali. |
| Reddituale | Stima il valore in base ai redditi prospettici normalizzati. Richiede previsioni motivate e la separazione dei risultati ricorrenti da quelli straordinari. |
| Finanziario | Attualizza i flussi di cassa futuri. Il risultato dipende dal business plan, dal tasso di attualizzazione, dall’orizzonte temporale e dal valore terminale. |
| Misto | Combina patrimonio rettificato e capacità reddituale, includendo eventualmente l’avviamento. Pesi, coefficienti e durata del sovrareddito devono essere giustificati. |
Non esiste un metodo migliore in assoluto. La scelta dipende dalla finalità della valutazione, dal settore, dalla disponibilità di previsioni attendibili, dalla composizione del patrimonio e dalla fase attraversata dall’impresa. Quando opportuno, il risultato può essere confrontato con quello ottenuto mediante un secondo criterio.
Come compilare e controllare la perizia
- Definire l’incarico: indicare committente, destinatari, finalità e limiti di utilizzo della relazione.
- Identificare l’oggetto: precisare se viene valutata l’intera società, un ramo d’azienda o una determinata partecipazione.
- Stabilire la data di riferimento: tutti i dati e gli eventi considerati devono essere coerenti con tale data.
- Elencare le fonti: riportare i documenti esaminati e segnalare quelli mancanti, incompleti o non verificati.
- Normalizzare i risultati: correggere, quando necessario, componenti straordinarie, costi o ricavi non ricorrenti e rapporti con parti correlate.
- Motivare il metodo: spiegare perché il criterio scelto è adatto alla specifica azienda e documentare ipotesi, tassi, coefficienti e rettifiche.
- Verificare i calcoli: riconciliare le cifre con la contabilità e controllare formule, totali e corrispondenza tra testo e allegati.
- Esporre il risultato: indicare chiaramente il valore o l’intervallo stimato, la data cui si riferisce e le principali condizioni da cui dipende.
- Completare il documento: numerare gli allegati e inserire luogo, data, nome, qualifica e firma dell’autore.
Quando il fac simile non è sufficiente
Per conferimenti in natura, trasformazioni societarie e altre operazioni disciplinate dalla legge possono essere richiesti una relazione con contenuti specifici, particolari requisiti del valutatore, una determinata modalità di nomina o il giuramento della perizia. Le regole non sono uguali per tutte le forme societarie e non possono essere soddisfatte automaticamente con questo modello.
Prima di utilizzare la relazione in un atto societario è quindi opportuno concordare con il notaio e con il professionista incaricato la procedura applicabile. Per le perizie relative ai conferimenti in natura nelle S.p.A. e nelle S.r.l., la Massima n. 117 del Consiglio Notarile di Milano approfondisce anche il tema dell’aggiornamento della data di riferimento.
Differenza tra valore stimato e prezzo di vendita
La perizia esprime un giudizio motivato sul valore dell’impresa a una determinata data e sulla base delle informazioni disponibili. Il prezzo finale può essere diverso perché deriva dalla negoziazione e può risentire delle modalità di pagamento, delle garanzie contrattuali, delle sinergie attese, dei rischi assunti dall’acquirente e dei diritti associati alla partecipazione.
Prima della consegna, la relazione deve essere sottoposta a un controllo professionale e corredata dai documenti e dai prospetti richiamati. Se deve essere presentata a un notaio, tribunale, banca o altro soggetto, occorre verificare preventivamente formato, firma, allegati e formalità richieste dal destinatario.