In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF di quietanza liberatoria per risarcimento danni. Il documento è destinato principalmente al caso in cui il danneggiato abbia già ricevuto una somma a titolo di risarcimento e voglia attestare il pagamento e, quando effettivamente concordato, dichiarare di non avere ulteriori pretese riferite allo stesso evento.
Il modello contiene una formula ampia secondo cui il pagamento estingue ogni ulteriore debito relativo all’evento e il danneggiato dichiara di non avere altro a pretendere. Questa formulazione va utilizzata solo quando si intende realmente definire il risarcimento in via definitiva. Se il pagamento è un semplice acconto o restano danni da quantificare, il testo deve essere modificato prima della firma.
Fac Simile Quietanza Liberatoria per Risarcimento Danni Word
Il formato Word può essere modificato per indicare con precisione le parti, l’evento dannoso, l’importo ricevuto, la modalità di pagamento e l’eventuale natura definitiva o parziale del risarcimento.
Modello Quietanza Liberatoria per Risarcimento Danni PDF
Di seguito è disponibile anche il modello in formato PDF. Prima della sottoscrizione è importante controllare in particolare la formula relativa all’estinzione di ogni ulteriore debito e alla dichiarazione di non avere altro a pretendere.

A cosa serve la quietanza per il risarcimento danni
La quietanza è la dichiarazione con cui chi riceve un pagamento ne attesta l’avvenuta esecuzione. L’art. 1199 del Codice Civile stabilisce che il creditore che riceve il pagamento deve, su richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza.
Nel caso del risarcimento danni, la dichiarazione permette quindi al soggetto che ha effettuato il pagamento di documentare che una determinata somma è stata effettivamente ricevuta dal danneggiato per lo specifico evento indicato nel testo.
La quietanza assume particolare importanza quando il pagamento avviene in contanti, ma può essere utile anche in presenza di un bonifico, assegno o altro pagamento tracciabile, perché chiarisce la causale e il rapporto al quale la somma deve essere imputata.
Quietanza semplice e quietanza liberatoria non sono sempre la stessa cosa
Una semplice quietanza attesta essenzialmente un fatto: la ricezione del pagamento. Diversa è la situazione quando nel documento sono inserite espressioni come “nulla altro a pretendere”, “a saldo definitivo” oppure una rinuncia a ulteriori richieste risarcitorie.
Una dichiarazione di questo tipo non deve essere interpretata automaticamente nello stesso modo in ogni situazione. La giurisprudenza distingue la semplice manifestazione del convincimento di essere stati integralmente soddisfatti da una vera rinuncia o da un accordo transattivo. Per attribuire alla dichiarazione un significato rinunciativo assumono rilievo il testo utilizzato, il contesto nel quale viene sottoscritto e la consapevolezza dei diritti che si intendono definire.
Il fac simile disponibile in questa pagina contiene una formula particolarmente ampia: il danneggiato dichiara che il pagamento estingue ogni ulteriore debito riferito all’evento e di non avere altro a pretendere. Chi non intende rinunciare a eventuali ulteriori somme deve quindi modificare questa parte prima di sottoscrivere il documento.
Quando utilizzare il modello e quando modificarlo
Il fac simile è adatto soprattutto quando il danno è stato quantificato, il pagamento è stato integralmente effettuato e le parti intendono considerare definita la relativa posizione economica.
Non è invece appropriato utilizzare senza modifiche una formula di saldo definitivo quando viene corrisposto soltanto un acconto. In questo caso la quietanza dovrebbe indicare chiaramente che la somma è ricevuta a titolo parziale, specificando eventualmente l’importo ancora dovuto e facendo salva la relativa pretesa.
Occorre particolare cautela anche quando l’entità del danno non è ancora definitivamente conoscibile. Questo può accadere, per esempio, in presenza di danni alla persona che richiedono ulteriori accertamenti oppure quando le conseguenze materiali dell’evento non sono ancora completamente emerse. Una dichiarazione molto ampia di rinuncia può avere effetti che vanno oltre la semplice attestazione dell’importo ricevuto.
Se le parti devono ancora stabilire importo, responsabilità, modalità di pagamento e rinunce reciproche, è normalmente più appropriato formalizzare prima un accordo mediante una scrittura privata per risarcimento danni. La quietanza può poi essere rilasciata quando il pagamento previsto dall’accordo è stato effettivamente eseguito.
Come compilare la quietanza
Il documento deve identificare chiaramente il soggetto danneggiato che riceve la somma e il soggetto che effettua il pagamento. È opportuno riportare almeno nome e cognome o denominazione, residenza o sede e, quando utile, codice fiscale o partita IVA.
Deve poi essere indicato l’importo ricevuto, preferibilmente senza lasciare dubbi sulla cifra, insieme alla modalità di pagamento. Nel caso di bonifico possono essere riportati la data dell’accredito e, se disponibile, il relativo riferimento. Per un assegno è possibile specificare numero e istituto emittente.
La causale deve descrivere in modo sufficientemente preciso l’evento dannoso. Invece di una formula generica come “risarcimento danni”, è preferibile indicare almeno la data dell’evento, il bene o il rapporto interessato e una breve descrizione del danno. Se esistono una pratica assicurativa, una precedente richiesta di risarcimento danni o un accordo già sottoscritto, possono essere riportati i relativi estremi.
Infine devono essere indicati luogo e data e il documento deve essere sottoscritto dal soggetto che dichiara di avere ricevuto il pagamento. Per una normale quietanza privata non è richiesta l’autenticazione notarile della firma.
Non firmare una quietanza prima di avere ricevuto il pagamento
Il modello disponibile contiene la dichiarazione “dichiaro di aver ricevuto”. Deve quindi essere sottoscritto soltanto quando il pagamento è realmente avvenuto. Firmare preventivamente una dichiarazione che attesta la ricezione di una somma non ancora incassata crea un problema probatorio rilevante.
Se le parti raggiungono un accordo ma il pagamento deve avvenire successivamente, è preferibile utilizzare un accordo nel quale la liberazione definitiva diventi efficace solo dopo l’effettivo versamento della somma. Una volta ricevuto il pagamento potrà essere rilasciata la quietanza.
Valore probatorio della quietanza
La dichiarazione con cui il creditore riconosce di avere ricevuto il pagamento può assumere valore di confessione stragiudiziale sul fatto dell’avvenuto pagamento. Per questo motivo la quietanza non dovrebbe essere firmata con leggerezza né compilata con formule non corrispondenti a quanto realmente accaduto.
Quando alla semplice attestazione del pagamento si aggiungono dichiarazioni di rinuncia, saldo definitivo o definizione complessiva della controversia, occorre invece valutare separatamente la portata di queste clausole. La frase “nulla a pretendere” non deve essere utilizzata come formula automatica se il danneggiato vuole conservare la possibilità di richiedere somme ulteriori.