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Fac Simile Rinuncia Mandato Avvocato Word e PDF

Aggiornato il 25/08/2026

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In questa pagina mettiamo a disposizione un fac simile di rinuncia al mandato dell’avvocato in formato Word e PDF editabile. Il documento è destinato al professionista che intende rinunciare all’incarico e, nella versione disponibile, è impostato con riferimento a un procedimento civile pendente davanti al Tribunale.

Si tratta di un fac simile libero e non di un modulo ufficiale. Non va confuso con la revoca del mandato all’avvocato, che è invece comunicata dal cliente. Il modello deve essere adattato al procedimento concreto, alle scadenze in corso e alle modalità con cui la rinuncia deve essere comunicata all’assistito e resa nota nel giudizio.

Modello Rinuncia Mandato Avvocato Word

Il fac simile Word può essere modificato inserendo i dati del procedimento, dell’avvocato, dell’assistito e della controparte ed eliminando le parti non pertinenti al caso concreto.

Icona
FAC SIMILE RINUNCIA MANDATO AVVOCATO
1 file(s)

Fac Simile Rinuncia Mandato Avvocato PDF Editabile

In questa sezione è disponibile il fac simile in formato PDF editabile da compilare con i dati mancanti.

Icona
Rinuncia Mandato Avvocato PDF
1 file(s)
Fac Simile Rinuncia Mandato Avvocato Word e PDF
Fac Simile Rinuncia Mandato Avvocato Word e PDF

Come Funziona la Rinuncia al Mandato dell’Avvocato

Il rapporto professionale tra avvocato e cliente ha carattere fiduciario. L’incarico professionale, che può essere regolato anche mediante un mandato all’avvocato, deve essere distinto dalla procura alle liti con cui il cliente attribuisce al difensore il potere di rappresentarlo nel processo.

Sul piano del rapporto professionale, l’articolo 2237 del Codice civile prevede che il prestatore d’opera possa recedere dal contratto per giusta causa e stabilisce che il recesso debba essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente. A ciò si aggiungono gli specifici doveri professionali dell’avvocato.

L’articolo 32 del Codice deontologico forense stabilisce che, in caso di rinuncia, l’avvocato deve dare alla parte assistita un congruo preavviso e informarla di quanto necessario per evitare di pregiudicarne la difesa. Deve inoltre continuare a informarla delle comunicazioni e notificazioni che dovessero pervenirgli dopo la rinuncia.

Se l’assistito è irreperibile, il Codice deontologico prevede che la rinuncia sia comunicata con lettera raccomandata all’indirizzo anagrafico o all’ultimo domicilio conosciuto oppure tramite PEC. Restano comunque fermi gli eventuali obblighi previsti dalla legge per il procedimento interessato.

Effetti della Rinuncia nel Processo Civile

Quando è stata conferita una procura alle liti, l’articolo 85 del Codice di procedura civile stabilisce che il difensore può sempre rinunciarvi, ma la rinuncia non produce effetti nei confronti dell’altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore. Inoltre, in base all’articolo 301 c.p.c., la rinuncia alla procura non determina l’interruzione del processo.

Non è quindi corretto considerare la semplice comunicazione di rinuncia come causa automatica di sospensione del procedimento. Se esiste un’udienza imminente, l’avvocato deve valutare gli adempimenti necessari per evitare un pregiudizio all’assistito. L’eventuale richiesta di differimento dell’udienza, presente anche nel fac simile disponibile in questa pagina, costituisce una richiesta rivolta al giudice e non comporta automaticamente il rinvio.

Come Compilare e Utilizzare il Modello

Il fac simile disponibile è strutturato come dichiarazione relativa a un procedimento civile. Prima dell’utilizzo devono essere indicati correttamente:

  • il Tribunale e il numero di ruolo del procedimento;
  • il giudice, quando pertinente;
  • i dati dell’assistito e dell’avvocato rinunciante;
  • i dati della controparte e del relativo difensore;
  • gli estremi della procura e del procedimento;
  • la data e le modalità con cui la rinuncia è stata comunicata all’assistito;
  • gli eventuali adempimenti o richieste processuali effettivamente necessari;
  • luogo, data e sottoscrizione del difensore.

Comunicazione all’Assistito e Deposito nel Procedimento

La rinuncia deve essere portata a conoscenza dell’assistito con modalità che consentano al professionista di dimostrare l’avvenuta comunicazione. PEC e raccomandata con avviso di ricevimento sono normalmente idonee a documentare l’invio e la ricezione; in caso di irreperibilità trovano applicazione le specifiche cautele previste dal Codice deontologico.

Quando esiste un procedimento pendente, la sola lettera inviata al cliente non esaurisce gli adempimenti processuali. Il difensore deve rendere nota la rinuncia anche all’autorità giudiziaria secondo le modalità applicabili al procedimento e verificare le scadenze già fissate. Il fac simile disponibile in questa pagina è predisposto proprio come atto riferito a un procedimento civile e deve essere completato in base al fascicolo effettivo.

Rinuncia al Mandato in un Procedimento Penale

Il modello disponibile in questa pagina è impostato per il processo civile e non deve essere utilizzato senza adattamenti per un procedimento penale. In materia penale trovano applicazione gli articoli 107 e 108 del Codice di procedura penale.

Il difensore che rinuncia deve darne subito comunicazione all’autorità procedente e a chi lo ha nominato. La rinuncia non ha effetto finché la parte non risulta assistita da un nuovo difensore di fiducia o da un difensore d’ufficio e non sia decorso l’eventuale termine concesso per la difesa.

Il nuovo difensore dell’imputato, se ne fa richiesta nei casi previsti dall’articolo 108 c.p.p., ha diritto a un termine congruo di regola non inferiore a sette giorni per prendere conoscenza degli atti e informarsi sui fatti. Non si tratta quindi di una proroga massima di sette giorni. Nei casi previsti dalla stessa norma il termine può essere inferiore, ma non può comunque scendere sotto le ventiquattro ore.

Compenso e Restituzione dei Documenti

La rinuncia non elimina automaticamente il diritto dell’avvocato al pagamento delle attività professionali già svolte e al rimborso delle spese secondo quanto dovuto nel caso concreto. Eventuali questioni sul compenso restano distinte dalla cessazione dell’incarico.

La documentazione del cliente non può però essere trattenuta come strumento per ottenere il pagamento. In base all’articolo 33 del Codice deontologico forense, se richiesto l’avvocato deve restituire senza ritardo gli atti e i documenti ricevuti dal cliente o dalla parte assistita e consegnare copia della documentazione relativa all’incarico, senza subordinare la restituzione al pagamento del proprio compenso.

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