In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF editabile di contratto di comodato d’uso gratuito di attrezzature di lavoro. I due file contengono la stessa struttura contrattuale e possono essere utilizzati per regolare la consegna temporanea e gratuita di macchinari, utensili o altre attrezzature, con obbligo di restituzione.
Quando l’attrezzatura viene concessa senza operatore nell’ambito di un’attività lavorativa, al contratto civilistico si aggiungono gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, in particolare quelli relativi allo stato di sicurezza dell’attrezzatura e alla formazione dei soggetti destinati a utilizzarla.
Fac Simile Comodato d’Uso Gratuito Attrezzature di Lavoro Word
Il formato Word è indicato quando occorre modificare liberamente durata, uso consentito, luogo di impiego, manutenzione, responsabilità, documentazione di sicurezza e condizioni di restituzione.
Fac Simile Comodato d’Uso Gratuito Attrezzature di Lavoro PDF Editabile
Il PDF editabile contiene lo stesso schema contrattuale e può essere compilato inserendo i dati delle parti e dell’attrezzatura. Prima della firma devono essere adattate le clausole alla macchina effettivamente consegnata e alla sua destinazione d’uso.

Quando utilizzare il contratto
Il comodato è disciplinato dagli articoli 1803 e seguenti del Codice civile. Con questo contratto il comodante consegna gratuitamente un bene al comodatario affinché possa utilizzarlo per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire lo stesso bene ricevuto.
Il modello è adatto, per esempio, quando un’impresa concede gratuitamente a un’altra impresa una macchina, un utensile o un’attrezzatura senza fornire anche l’operatore. Può essere utilizzato anche tra società dello stesso gruppo o tra operatori economici che intendono formalizzare un prestito temporaneo di beni strumentali.
La gratuità è un elemento essenziale. Se per il godimento dell’attrezzatura viene pattuito un vero corrispettivo, il rapporto deve essere qualificato diversamente. Per la concessione dietro pagamento può essere più appropriato un contratto di noleggio a freddo.
| Situazione | Documento da valutare |
|---|---|
| Attrezzatura concessa gratuitamente e senza operatore | Comodato d’uso gratuito |
| Attrezzatura concessa senza operatore dietro corrispettivo | Noleggio o nolo a freddo |
| Attrezzatura fornita insieme a un operatore del concedente | Rapporto contrattuale da valutare in base anche alla prestazione fornita |
| Attrezzatura assegnata dal datore di lavoro ai propri dipendenti | Normalmente documentazione interna di consegna e gestione dell’attrezzatura, non un comodato tra soggetti distinti |
Obblighi del comodante previsti dall’articolo 72 del D.Lgs. 81/2008
Quando viene concessa in uso un’attrezzatura di lavoro senza operatore, il contratto deve essere coordinato con l’articolo 72 del D.Lgs. 81/2008.
Al momento della cessione, chi concede l’attrezzatura deve attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini della sicurezza. È quindi utile predisporre insieme al contratto un verbale di consegna nel quale identificare la macchina e registrare le sue condizioni al momento del passaggio al comodatario.
Il concedente deve inoltre acquisire e conservare per tutta la durata della concessione una dichiarazione autocertificativa del soggetto che riceve l’attrezzatura o del datore di lavoro. La dichiarazione deve attestare che i soggetti individuati per l’utilizzo hanno ricevuto la formazione e l’addestramento specifico previsti dal Titolo III del D.Lgs. 81/2008.
Il testo vigente dell’articolo 72 non richiede più, come avveniva nella formulazione precedente, una dichiarazione strutturata necessariamente come elenco di nominativi con indicazione della relativa mansione. Il contratto può comunque prevedere informazioni più dettagliate quando risultano utili alla gestione della sicurezza, purché non vengano confuse con il contenuto minimo richiesto dalla norma.
Il testo coordinato del D.Lgs. 81/2008 pubblicato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro consente di verificare direttamente gli obblighi applicabili alle attrezzature di lavoro.
Attrezzature per le quali serve una specifica abilitazione
Per alcune attrezzature l’articolo 73, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 richiede una specifica abilitazione degli operatori. Rientrano nella disciplina, in base alla tipologia e alle caratteristiche indicate dalla normativa, attrezzature come piattaforme di lavoro elevabili, gru, carrelli elevatori, trattori agricoli e forestali, macchine movimento terra e altre apparecchiature individuate dall’accordo applicabile.
Il riferimento attuale per durata e contenuti dei percorsi formativi è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025, che ha riordinato anche la disciplina relativa agli operatori delle attrezzature di lavoro.
Il precedente Accordo del 22 febbraio 2012 non deve quindi essere utilizzato come unico riferimento per nuovi percorsi formativi. Le formazioni già conseguite restano soggette alle regole di riconoscimento e aggiornamento previste dalla disciplina transitoria e dal nuovo accordo.
L’obbligo dell’articolo 72 consiste nell’acquisire la dichiarazione autocertificativa prevista dalla norma. Il datore di lavoro utilizzatore rimane responsabile di assicurare che chi conduce un’attrezzatura soggetta ad abilitazione possieda effettivamente i requisiti richiesti. Il contratto può prevedere anche la consegna di copie degli attestati, ma questa richiesta aggiuntiva deve essere distinta dall’adempimento testuale previsto dall’articolo 72.
Come descrivere l’attrezzatura nel contratto
Il bene deve essere identificato in modo tale da non poter essere confuso con altre attrezzature. È opportuno indicare tipologia, marca, modello, numero di matricola o di serie, anno di costruzione e gli eventuali accessori consegnati insieme alla macchina.
Quando pertinenti possono essere richiamati anche il manuale di uso e manutenzione, la dichiarazione di conformità del fabbricante, la documentazione relativa agli interventi manutentivi e gli atti relativi alle verifiche periodiche previste per quella particolare categoria di attrezzatura.
Non tutte le macchine sono soggette agli stessi documenti. La marcatura CE e la dichiarazione UE o CE devono essere valutate in base alla normativa di prodotto e all’epoca di immissione sul mercato, mentre le verifiche periodiche previste dall’articolo 71 e dall’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008 riguardano soltanto le attrezzature incluse nel relativo campo di applicazione.
Verbale di consegna e documenti da conservare
Il contratto può essere affiancato da un verbale di consegna nel quale le parti registrano la data del passaggio materiale, lo stato della macchina, le ore di funzionamento quando rilevanti, gli accessori presenti e gli eventuali difetti già conosciuti.
Per un’attrezzatura utilizzata in ambito professionale è opportuno conservare insieme al contratto, quando applicabili, l’attestazione del buono stato prevista dall’articolo 72, la dichiarazione autocertificativa sulla formazione e sull’addestramento, il manuale di uso e manutenzione, gli eventuali documenti di conformità, i rapporti di manutenzione e la documentazione delle verifiche periodiche.
Questa documentazione non deve essere inserita necessariamente nel corpo del contratto. Può essere richiamata come allegato, così da rendere più semplice aggiornare verifiche, manutenzioni e altri documenti durante il rapporto.
Obblighi del comodatario
Il Codice civile impone al comodatario di custodire e conservare il bene con diligenza e di utilizzarlo esclusivamente secondo quanto stabilito nel contratto o secondo la natura della cosa. L’attrezzatura non può essere concessa a terzi senza il consenso del comodante.
Nel contratto è quindi utile precisare chi può utilizzare la macchina, in quale sede o cantiere, per quali lavorazioni e nel rispetto di quali istruzioni. Eventuali limiti stabiliti dal costruttore non possono essere superati attraverso una clausola contrattuale.
Se l’attrezzatura viene utilizzata da lavoratori del comodatario, il relativo datore di lavoro conserva gli obblighi previsti dagli articoli 71 e 73 del D.Lgs. 81/2008 in materia di scelta dell’attrezzatura, condizioni di impiego, controlli, manutenzione, informazione, formazione e addestramento.
Chi deve occuparsi della manutenzione
Il contratto deve stabilire con precisione come vengono ripartiti gli interventi di manutenzione tra comodante e comodatario. Questa ripartizione serve soprattutto a regolare i costi e l’organizzazione interna del rapporto e non può eliminare gli obblighi di sicurezza attribuiti dalla legge ai soggetti che utilizzano l’attrezzatura nell’attività lavorativa.
Può essere previsto, per esempio, che il comodatario esegua le normali operazioni indicate nel manuale, segnali immediatamente guasti o anomalie e sospenda l’utilizzo quando emergono problemi di sicurezza, mentre determinati interventi tecnici restano affidati al comodante o a un manutentore qualificato.
Per rapporti nei quali una delle parti deve svolgere autonomamente interventi periodici può essere utile disciplinare separatamente le prestazioni attraverso un contratto di manutenzione.
Difetti dell’attrezzatura e responsabilità
La firma del comodato non può essere utilizzata per trasferire genericamente al comodatario qualsiasi responsabilità derivante dal bene. L’articolo 1812 del Codice civile prevede che, se la cosa presenta vizi tali da arrecare danno a chi se ne serve, il comodante è tenuto al risarcimento quando conosceva i vizi e non ne ha avvertito il comodatario.
Dall’altra parte, il comodatario risponde dell’utilizzo contrario al contratto e degli obblighi di custodia previsti dal Codice civile. L’individuazione della responsabilità in caso di incidente dipende comunque dalla causa concreta dell’evento, dallo stato dell’attrezzatura, dal comportamento degli utilizzatori e dagli obblighi di sicurezza gravanti sui diversi soggetti.
È quindi preferibile evitare clausole generiche secondo cui una parte viene esonerata da “ogni responsabilità civile e penale”, perché un accordo tra privati non può eliminare responsabilità che derivano direttamente dalla legge.
Durata e restituzione dell’attrezzatura
Il contratto dovrebbe indicare la data di inizio e, quando possibile, una data di restituzione. In alternativa la durata può essere collegata a uno specifico utilizzo, per esempio alla conclusione di una determinata lavorazione o di un cantiere.
Se è previsto un termine, il comodatario deve restituire il bene alla scadenza. L’articolo 1809 del Codice civile consente inoltre al comodante, in presenza di un urgente e imprevisto bisogno, di richiedere la restituzione anche prima del termine o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa.
Quando invece non è stato stabilito un termine e questo non risulta dall’uso cui il bene era destinato, trova applicazione l’articolo 1810 del Codice civile e il comodatario deve restituire la cosa quando il comodante la richiede.
In presenza di violazioni contrattuali possono inoltre essere utilizzati gli strumenti previsti dal contratto e dal Codice civile. Per formalizzare la cessazione consensuale o un’altra vicenda relativa al rapporto può essere utile il fac simile di risoluzione del contratto di comodato.
Firma, consegna e registrazione del contratto
Non esiste un modulo pubblico obbligatorio da presentare per poter concedere gratuitamente una normale attrezzatura mobile. Dopo avere completato il fac simile, le parti possono sottoscriverlo e conservarne ciascuna una copia insieme agli allegati e al verbale di consegna. Per il comodato di beni mobili formalizzato mediante una normale scrittura privata non autenticata, la disciplina dell’imposta di registro prevede in generale la registrazione solo in caso d’uso. Regole differenti possono applicarsi se l’atto viene formato come atto pubblico o scrittura privata autenticata oppure quando intervengono particolari esigenze fiscali o amministrative.
Il contratto non sostituisce infine la documentazione richiesta dal D.Lgs. 81/2008. Quando l’attrezzatura viene concessa senza operatore nell’ambito di un’attività lavorativa, attestazione del suo stato di sicurezza e dichiarazione autocertificativa relativa a formazione e addestramento devono essere gestite insieme al contratto e conservate per il periodo richiesto dalla normativa.